Accesso alla memoria su Windows 11 solo agli amministratori: la nuova regola potrebbe confondere

Accesso alla memoria su Windows 11 solo agli amministratori: la nuova regola potrebbe confondere

Con l'installazione degli ultimi pacchetti cumulativi il sistema operativo introduce un vincolo stringente per l'accesso alle utility di gestione disco, richiedendo l'elevazione dei privilegi tramite Controllo Account Utente per visualizzare e modificare le opzioni di archiviazione

di pubblicata il , alle 15:13 nel canale Sistemi Operativi
Windows 11Microsoft
 

L'aggiornamento KB5074105, attualmente in fase di distribuzione opzionale per Windows 11, porta con sé una novità nelle logiche di interazione con le componenti di sistema dedicate alla manutenzione: Microsoft ha infatti deciso di interdire l'accesso alla pagina delle impostazioni di archiviazione agli utenti sprovvisti di privilegi elevati.

Chiunque tenti di accedere alla sezione "Archiviazione" o "Sensore memoria" dal pannello delle Impostazioni si troverà di fronte a una richiesta del Controllo Account Utente (UAC), rendendo impossibile la visualizzazione o la modifica dei parametri senza le credenziali di un amministratore.

Anomalie nella rilevazione dei file temporanei

La nuova implementazione risponde a una precisa esigenza di protezione dei dati. Impedire agli account standard di agire liberamente sulla gestione del disco riduce il rischio che vengano alterati file critici o cancellati elementi necessari al corretto funzionamento della macchina. Windows 11 adotta così un approccio più rigoroso, allineando la sicurezza delle postazioni consumer a quella tipica degli ambienti aziendali, dove la segregazione dei ruoli impedisce manomissioni accidentali o dolose da parte di utenti non autorizzati o processi malevoli in background.

L'applicazione di questi nuovi protocolli di sicurezza sembra tuttavia aver generato un comportamento imprevisto nella gestione dei file temporanei, come segnalato da WindowsLatest: nonostante l'utente conceda i permessi di amministratore al momento dell'apertura delle impostazioni, il modulo dedicato alla pulizia non sembra ereditare correttamente l'elevazione dei privilegi durante la scansione del disco. Si riscontra infatti che la sezione "File temporanei" nelle Impostazioni moderne fallisce nel rilevare alcune categorie di file di sistema cancellabili, come le vecchie installazioni di Windows o la componente Windows Update Cleanup.

Eseguendo la medesima operazione tramite il classico strumento "Pulizia disco" (Disk Cleanup), avviato come amministratore, i file nascosti tornano visibili e rimovibili. Microsoft ha confermato che l'introduzione della richiesta UAC è intenzionale, ma la discrepanza tra i file rilevati dalle due utility suggerisce che l'integrazione tra la nuova maschera di permessi e il motore di scansione dell'app Impostazioni necessiti di ulteriori affinamenti. Gli utenti che si affidano esclusivamente all'interfaccia moderna potrebbero quindi non riuscire a liberare la totalità dello spazio occupato, pur avendo fornito le autorizzazioni richieste.

La modifica resta comunque attiva e sarà inclusa nel prossimo aggiornamento di sicurezza obbligatorio, previsto per il secondo martedì del mese di febbraio. Si consiglia agli amministratori di sistema e agli utenti di tenere conto di questa variazione nelle procedure di assistenza, poiché gli utenti base non potranno più effettuare operazioni di manutenzione ordinaria del disco in autonomia.

2 Commenti
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LL106 Febbraio 2026, 17:06 #1
C'è decisamente qualcosa che mi sfugge perché, pur confermando la comparsa del popup dell'UAC spostandoci nel percorso sistema→archiviazione, tanto che si dia il consenso quanto che lo si neghi, gli effetti mi sembrano identici (la schermata delle impostazioni si apre in entrambi i casi e, sempre in entrambi i casi, si ha apparentemente accesso alle stesse impostazioni come appunto se l'UAC, di fatto, non avesse discriminato niente...se ci fosse qualcuno anzi che verifica mi farebbe una cortesia visto che quello che ho appena detto lo riscontro su entrambe le macchine in mio possesso)..

Edit:
ho detto una delle tante vaccate e me ne scuso.
L'articolo parla effettivamente di una unica circostanza in cui si manifesta l'asincronia,
nonostante l'utente conceda i permessi di amministratore al momento dell'apertura delle impostazioni, il modulo dedicato alla pulizia non sembra ereditare correttamente l'elevazione dei privilegi durante la scansione del disco. Si riscontra infatti che la sezione "File temporanei" nelle Impostazioni moderne fallisce nel rilevare alcune categorie di file di sistema cancellabili

e, in effetti, nella parte di immagine a dx mancano da quello che ho indicato come "1" i 380mb e rotti derivanti da aggiornamenti via Windows Update (2).

Il problema, per me (per quanto non lo percepisca come tale perché onestamente non può fregarmene di meno), è che anche 3 (etc.) risulta sfalsato e cmq mi sembra una puttanata la richiesta di elevazione per vedere in entrambi i casi (sia che si parli di admin "strippato"/utente standard o admin elevato) le stesse precise impostazioni invece che una qualche voce oscurata..


Link ad immagine (click per visualizzarla)
Nui_Mg06 Febbraio 2026, 17:17 #2
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
introduce un vincolo stringente per l'accesso alle utility di gestione disco, richiedendo l'elevazione dei privilegi tramite Controllo Account Utente per visualizzare e modificare le opzioni di archiviazione

Come succede fin dai tempi di windows 8 (forse anche su win7) mettendo al max lo uac, cosa da fare sempre soprattutto quando si usano win non più supportati.

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