Social e minori, Butti apre al dibattito sulla verifica dell'età: 'Serve un uso più consapevole'

Social e minori, Butti apre al dibattito sulla verifica dell'età: 'Serve un uso più consapevole'

Il sottosegretario Alessio Butti ha sollevato il tema della tutela della salute mentale dei minori online, ipotizzando sistemi di verifica dell'età tramite l'app IO. Francia e Spagna hanno già introdotto limiti severi ai social network. Anche l'Italia valuta possibili interventi normativi.

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Web
 

La crescente attenzione verso gli effetti dei social network sui più giovani entra nuovamente nel dibattito pubblico italiano. A sollevare il tema è stato Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'innovazione tecnologica, che ha espresso preoccupazione per l'impatto degli algoritmi sulla salute mentale di bambini e adolescenti, richiamando la necessità di un utilizzo più consapevole delle piattaforme digitali.

Secondo Butti, che sarà ospite a Progress domenica mattina alle 11.00 su Sky TG24, la questione non riguarda la censura dei contenuti, ma piuttosto la tutela del benessere psicologico delle nuove generazioni in un contesto tecnologico sempre più pervasivo. "Siamo preoccupati rispetto alla questione della igiene mentale, della salute mentale, della non dipendenza dagli algoritmi per i nostri ragazzi, per gli adolescenti", ha dichiarato, sottolineando come le sfide attuali rendano necessario valutare nuovi strumenti di protezione. Il sottosegretario ha precisato che si tratta di una posizione personale e non di una linea ufficiale del Governo, ma ha ribadito l'importanza di riflettere sull'opportunità di introdurre meccanismi di verifica dell'età.

Alessio Butti

Dal punto di vista tecnologico, Butti ha evidenziato come soluzioni già esistenti potrebbero essere impiegate per questo scopo. L'app IO, ad esempio, consentirebbe di certificare l'età degli utenti che accedono a determinati servizi online, attraverso un sistema di verifica dell'età automatizzato. "Potremmo già oggi garantire attraverso la app IO l'età di chi usufruisce di determinati servizi online. Quindi avremmo già la tecnologia per potere intervenire sotto questo punto di vista obbligando di fatto - qui occorrerebbe una norma - i siti a rilasciare un QR code che viene messo in contatto con la app e c'è una age verification automatica. Qualche provvedimento deve essere assunto" ha concluso.

Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto europeo sempre più orientato a regolamentare l'accesso dei minori ai social network. In Spagna, il governo ha annunciato un piano particolarmente rigido che mira a vietare l'uso delle piattaforme social ai minori di 16 anni. L'iniziativa nasce da una critica diretta al ruolo delle grandi aziende tecnologiche, ritenute insufficientemente efficaci nel proteggere gli utenti più giovani. Il progetto spagnolo punta su sistemi obbligatori di verifica dell'età e su una maggiore responsabilità legale delle piattaforme, con l'obiettivo di ridurre i rischi legati alla salute mentale degli adolescenti.

Anche la Francia ha intrapreso una strada simile, fissando però la soglia a 15 anni. Parigi ha approvato una proposta di legge che impone alle piattaforme social l'obbligo di controllare l'età degli iscritti, in risposta a problematiche come cyberbullismo, esposizione a contenuti inappropriati e influenza degli algoritmi sul benessere psicologico. Il presidente Emmanuel Macron ha più volte sostenuto la necessità di un intervento pubblico per riequilibrare il rapporto tra minori e servizi digitali.

E senza dimenticare l'Australia, apripista, l'Italia potrebbe trovarsi presto a dover definire una propria strategia. L'idea di sfruttare strumenti digitali già operativi, come l'app IO, potrebbe essere una buona strada da percorrere. Resta da capire se le riflessioni di Butti daranno vita a una proposta concreta per allineare il Bel Paese alle scelte già intraprese da altri Stati membri dell'Unione Europea.

22 Commenti
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Douglas Mortimer07 Febbraio 2026, 13:18 #1
Dietro l'ignobile pretesa salutista e paternalista di questi socialisti (di destra e di sinistra) che si vogliono sostituire ai genitori per decidere chi, come e quanto i figli degli altri possano usare internet, si nasconde la volontà di verificare età ed identità di TUTTI quelli che accedono.
Sempre più modello cinese, la libertà non interessa a nessuno di questi.
Vindicator07 Febbraio 2026, 14:20 #2
alcuni siti si sono ribellati e l'hanno tolta effetivamente fa falla da tutte le parti
basta una vpn non europea, anche in altri casi per colpa di pochi ci vanno di mezzo tutti
Darkon07 Febbraio 2026, 14:29 #3
Originariamente inviato da: Vindicator
alcuni siti si sono ribellati e l'hanno tolta effetivamente fa falla da tutte le parti
basta una vpn non europea, anche in altri casi per colpa di pochi ci vanno di mezzo tutti


Il problema non è manco la VPN ma che semplicemente basta che un genitore crei un account per il figlio e ti ha aggirato qualsiasi controllo e dubito fortemente che non ci sarebbero tantissimi genitori disposti a farlo dato che spesso non riescono a dire di no a niente.

Io continuo a sostenere che divieti e divietini non portano da nessuna parte. Se veramente vuoi risolvere il problema social serve potenziare la scuola e coinvolgere i genitori in attività scolastiche ad hoc che educhino anche i genitori alla consapevolezza di determinati rischi, prendendo quindi coscienza e non imponendo divieti che non vengono capiti e puntualmente aggirati.
s12a07 Febbraio 2026, 16:00 #4
Come detto e ripetuto in altre occasioni, se il problema fosse davvero l'accesso libero ai siti per adulti (indipendentemente dalla natura; non esiste solo porno), basterebbe che i provider si organizzassero con una VPN interna non filtrata (in luogo di servizi di terze parti), offerta su richiesta con dati di accesso personali previo invio documenti. Se poi sono i genitori stessi a fornire i loro dati per i loro figli per eludere i limiti di età, allora il problema è altrove e non vedo perchè dovrebbero essere i siti web (uno per uno, con tutti i problemi del caso) ad esserne responsabili. Questa storia è da risolvere a monte.

Ovvio però che le finalità a lungo termine sono altre.
R@nda07 Febbraio 2026, 16:21 #5
Originariamente inviato da: Darkon
Il problema non è manco la VPN ma che semplicemente basta che un genitore crei un account per il figlio e ti ha aggirato qualsiasi controllo e dubito fortemente che non ci sarebbero tantissimi genitori disposti a farlo dato che spesso non riescono a dire di no a niente.

Io continuo a sostenere che divieti e divietini non portano da nessuna parte. Se veramente vuoi risolvere il problema social serve potenziare la scuola e coinvolgere i genitori in attività scolastiche ad hoc che educhino anche i genitori alla consapevolezza di determinati rischi, prendendo quindi coscienza e non imponendo divieti che non vengono capiti e puntualmente aggirati.


Se passa ci sarà un ondata di nuovi "adulti" tale da modificare qualunque statistica e raccolta dati (almeno in Italia).

Io stesso ho fiducia nell'educazione e nell'utilizzo che fa mio figlio degli strumenti informatici che ha a disposizione (e la mia fiducia l'ha sempre meritata) che mi ritroverei a fargli un account apposta per lui a nome mio, senza alcun rimorso.
Visto anche che restrizioni e controlli già esistono.

Comunque non sta a me, ci sono effettivamente troppi giovani che utilizzano davvero male quello che si trovano a disposizione, genitori compresi...che poi ne sono la causa di questi utilizzi eccessivi e distorti.

La soluzione non può essere vietiamo, troppo semplice e con effetti collaterali troppo comodi per qualcuno a lungo termine.
Ataru22407 Febbraio 2026, 16:26 #6
Certo, certo, è proprio per proteggere i minori... ma a chi vorrebbero darla a bere?
La verifica dell'età non è altro che un cavallo di Troia per andare verso un'Internet in stile cinese, e francamente sono stufo marcio di questi continui attacchi alla libertà di Internet.
Darkon07 Febbraio 2026, 17:21 #7
Originariamente inviato da: Ataru224
Certo, certo, è proprio per proteggere i minori... ma a chi vorrebbero darla a bere?
La verifica dell'età non è altro che un cavallo di Troia per andare verso un'Internet in stile cinese, e francamente sono stufo marcio di questi continui attacchi alla libertà di Internet.


Ma infatti internet manda allegramente a cagare certe regole e il modo per aggirarle lo si trova in meno di un minuto.
Ataru22407 Febbraio 2026, 17:50 #8
Originariamente inviato da: Darkon
Ma infatti internet manda allegramente a cagare certe regole e il modo per aggirarle lo si trova in meno di un minuto.


Certo, ma la situazione sta diventando davvero estenuante... letteralmente ogni giorno c'è un paese che annuncia nuove restrizioni ad Internet.

Fino a pochi anni fa, guardando i cittadini dei paesi totalitari dover usare le VPN per accedere liberamente ad Internet pensavamo "poverini".
Ora servono/serviranno anche in Australia, alcuni stati degli Stati Uniti, Regno Unito e paesi dell'UE come Francia, Spagna ed ora anche in Italia...
Darkon07 Febbraio 2026, 17:58 #9
Originariamente inviato da: Ataru224
Certo, ma la situazione sta diventando davvero estenuante... letteralmente ogni giorno c'è un paese che annuncia nuove restrizioni ad Internet.

Fino a pochi anni fa, guardando i cittadini dei paesi totalitari dover usare le VPN per accedere liberamente ad Internet pensavamo "poverini".
Ora servono/serviranno anche in Australia, alcuni stati degli Stati Uniti, Regno Unito e paesi dell'UE come Francia, Spagna ed ora anche in Italia...


Concordo assolutamente con te. Purtroppo non solo penso che andrà enormemente peggiorando ma che oltre ad avere sempre più restrizioni su internet ci saranno anche sempre più restrizioni nel mondo reale.

Si vuole creare una massa di gente che invece che educarla a un uso consapevole che sia di internet, AI, smartphone e qualsiasi altro strumento la si vuole quanto più abituata possibile a regole assolute. Poi magicamente esci da scuola o raggiungi una determinata età o in futuro chissà cos'altro e magicamente fai come ti pare come se semplicemente il luogo o l'età che raggiungi ti permettesse, appunto magicamente, di saper usare uno strumento.

Internet è un problema se usato male? Insegniamo fin dalla scuola a usarlo bene.

Lo smartphone è un problema se usato male? Insegniamo fin dalla scuola a usarlo bene.

E così via... solo INSEGNANDO ed EDUCANDO a TUTTI gli strumenti avrai cittadini critici in grado di capire rischi, vantaggi o svantaggi di ogni strumento.
Ataru22407 Febbraio 2026, 21:13 #10
Originariamente inviato da: Darkon
Concordo assolutamente con te. Purtroppo non solo penso che andrà enormemente peggiorando ma che oltre ad avere sempre più restrizioni su internet ci saranno anche sempre più restrizioni nel mondo reale.

Si vuole creare una massa di gente che invece che educarla a un uso consapevole che sia di internet, AI, smartphone e qualsiasi altro strumento la si vuole quanto più abituata possibile a regole assolute. Poi magicamente esci da scuola o raggiungi una determinata età o in futuro chissà cos'altro e magicamente fai come ti pare come se semplicemente il luogo o l'età che raggiungi ti permettesse, appunto magicamente, di saper usare uno strumento.

Internet è un problema se usato male? Insegniamo fin dalla scuola a usarlo bene.

Lo smartphone è un problema se usato male? Insegniamo fin dalla scuola a usarlo bene.

E così via... solo INSEGNANDO ed EDUCANDO a TUTTI gli strumenti avrai cittadini critici in grado di capire rischi, vantaggi o svantaggi di ogni strumento.


Sono d'accordo sull'educare all'uso consapevole dei mezzi tecnologici in quanto nel bene e nel male ci sono, quindi è importante conoscerli. Penso che dovrebbe far parte del programma di educazione civica.

Per il resto però penso anche che ci debbano essere dei limiti, per esempio sono d'accordo con il divieto di smartphone in classe (a parte se il docente ne autorizza l'uso in specifici momenti per attività didattiche) e anche sul limitare l'accesso a smartphone, Internet e social fino ad una certa età; ma a farlo dovrebbero essere i genitori, non lo Stato.

Quello che non sostengo sono i blocchi generalizzati tipo la verifica dell'età sui social, non tanto per i social in sè, che per quanto mi riguarda potrebbero chiudere anche oggi, quanto perchè in generale sono contrario al mettere dei paletti per tutti su Internet.

D'altra parte però, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, spero che queste regolamentazioni delle grandi piattaforme ne facciano calare l'uso e si torni un po' alla vecchia Internet meno centralizzata.

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