La Francia si prepara a essere il primo paese europeo a vietare i social ai minori di 15 anni
La camera bassa francese ha approvato una legge per vietare i social ai minori di 15 anni. Il testo, sostenuto da Macron, attende il voto del Senato. Se approvato, la Francia sarebbe il primo paese europeo a introdurre un simile divieto
di Francesco Messina pubblicata il 27 Gennaio 2026, alle 10:11 nel canale WebLa Francia si avvicina a diventare il primo paese europeo a vietare l'uso dei social network agli adolescenti sotto i 15 anni. Lunedì l'Assemblea nazionale, la camera bassa del parlamento, ha approvato una proposta di legge con 130 voti favorevoli e 21 contrari. Il testo è stato presentato dalla deputata Laure Miller, esponente di Renaissance, il partito del presidente Emmanuel Macron, che ha sostenuto apertamente l'iniziativa definendola un "passo molto importante" per la tutela dei minori.
Il provvedimento deve ora essere esaminato dal Senato, dove si prevede un voto entro la fine di febbraio. Se approvata definitivamente, la legge renderebbe la Francia il secondo paese al mondo a introdurre un divieto di questo tipo, dopo l'Australia, dove a dicembre è entrato in vigore il divieto dei social per i minori di 16 anni, e il primo in Europa.

La proposta nasce dalle raccomandazioni di una commissione parlamentare che ha analizzato l'impatto dei social media sulla vita dei più giovani. Secondo il rapporto, piattaforme come TikTok, Snapchat e Instagram possono esporre i minorenni a rischi significativi, tra cui il bullismo online, la diffusione di contenuti violenti e una maggiore vulnerabilità psicologica. Oltre al divieto dei social, il testo prevede anche l'estensione del divieto di utilizzo degli smartphone nelle scuole superiori. In Francia, l'uso dei telefoni è già proibito dal 2018 per gli studenti tra gli 11 e i 15 anni, anche se sono previste eccezioni per strumenti educativi come enciclopedie online e piattaforme di apprendimento.
In Francia si va verso il blocco dei social per i minori
Su richiesta del presidente Macron, il governo ha attivato una procedura legislativa accelerata, che prevede una sola lettura del testo in ciascuna camera. L'obiettivo è far entrare in vigore la legge già a settembre, con l'inizio del nuovo anno scolastico. L'ex primo ministro Gabriel Attal, oggi leader di Renaissance all'Assemblea nazionale, ha spiegato che le piattaforme social avrebbero tempo fino al 31 dicembre successivo per disattivare gli account già esistenti ma non più consentiti.
Il dibattito resta però aperto. Molti esperti riconoscono una correlazione tra l'uso intensivo dei social network e il peggioramento della salute mentale degli adolescenti, ma sottolineano che non è stato dimostrato un rapporto di causa-effetto diretto. Per questo, alcuni ritengono più efficace promuovere un uso consapevole e responsabile delle piattaforme, piuttosto che imporre un divieto totale.
Anche diverse associazioni per i diritti dei minori hanno espresso perplessità. Nove organizzazioni francesi hanno chiesto al parlamento di concentrarsi maggiormente sulle responsabilità delle piattaforme digitali. Dubbi sono stati sollevati anche dall'ex prima ministra Élisabeth Borne, secondo cui sarebbe prioritario garantire il rispetto del divieto di smartphone già in vigore nelle scuole medie.










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22 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoE se proprio becchi uno senza social aperto sempre cuffie sulla testa che se cerchi di rivolgergli la parola ti guarda come se gli stessi nportunando. Quando vedo che fanno eservizi sbaglaiti ache dannosi per la salute io ormai faccio finta di niente.
Ovviamente dove guardano come di fanno gli esercizi ?, su tik tok che è sempre meglio che chiedere a me che faccio bodybuilding da 35 anni perche sono "vecchio"
I social stanno friggendo completamente la nuova generazione... e non ci si può nascondere sempre dietro la solita ideologia (di cui io stesso a volte mi trovo d'accordo) del "è colpa dei genitori". Fino ad una certa... fino ad una certa.
Bisogna seriamente riconnettersi al mondo reale, soprattutto in quel periodo così delicato.
E se proprio becchi uno senza social aperto sempre cuffie sulla testa che se cerchi di rivolgergli la parola ti guarda come se gli stessi nportunando. Quando vedo che fanno eservizi sbaglaiti ache dannosi per la salute io ormai faccio finta di niente.
Ovviamente dove guardano come di fanno gli esercizi ?, su tik tok che è sempre meglio che chiedere a me che faccio bodybuilding da 35 anni perche sono "vecchio"
Secondo me semplifichi un po' troppo...
Quando tanti anni fa iniziai palestra (oggi ormai lontano ricordo) smisi di chiedere consigli perché spesso e volentieri la gente si incazzava e ti rispondevano male. Sarà stata sfiga che ti devo dire ma alla fine (al tempo in palestra non ti potevi portare niente) imparai a fare quello che sapevo fare, starmene zitto e via.
Quando iniziarono a girare i primi MP3 portatili iniziai anche io a mettere le cuffie e ciaone.
Ora te sei magari la persona più disponibile del mondo ma spesso specie i giovani vengono da esperienze in cui dalla scuola a tutto il resto imparano che chiedere fa incazzare la gente e quindi si abituano a chiedere a chi da le risposte senza incazzarsi: il telefono.
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Tornando all'articolo io rimango perplesso su come verranno fatti rispettare questi divieti perché di fatto tanto se il genitore crea l'account al figlio il divieto è belle e aggirato senza nemmeno bisogno di VPN e simili.
Non venitemi poi a dire che la maggior parte dei genitori non è al corrente che i figli hanno certi account perché sappiamo bene che una massa enorme lo sa e non gli frega niente di niente.
le nuove generazioni si stanno lobotomizzando a forza di doom scrolling
In Australia hanno vietato anche YouTube (non so in Francia), che ha canali interessantissimi di argomenti diversi, offrono un servizio molto migliore della TV e dei media tradizionali controllati direttamente e indirettamente dai politici.
Ma ce la fate a non mettere sempre al centro di ogni cosa la vostra esperienza sfigata e magari cercare di avere una visione lucida di quello che accade nella società agli altri?
Cosa c'entra il bullismo con l articolo...
Concordo con il divieto il problema è evidente e mi sembra giusto cercare di rimediare.
Personalmente mi ritengo fortunato di essere nato e cresciuto tra gli anni 80e 90
Ora immagino che anche nel tragitto in auto le cose non cambino e quindi mi chiedo ma a fine giornata quel bambino sarà davvero uscito di casa?
Avrà avuto modo di guardarsi intorno, di elaborare dei propri pensieri, di interagire con i genitori che non sia un semplice "si" "no"? Genitori che preferiscono "sedarli" invece di educarli.
Uno ?
Io ne vedo diversi quasi ogni volta che vado al ristorante !
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