Spotify, raggiunto accordo per il pagamento di royalty non corrisposte

Spotify, raggiunto accordo per il pagamento di royalty non corrisposte

Il servizio di streaming musicale stanzierà 21 milioni di dollari per il pagamento di royalty non ancora corrisposte per problemi di attribuzione

di pubblicata il , alle 18:31 nel canale Multimedia
Spotify
 

Spotify ha definito un accordo con la National Music Publisher's Association per il pagamento delle royalty non ancora correttamente corrisposte. Il servizio di streaming sborserà circa 21 milioni di dollari da girare ad etichette ed autori: 16 milioni di dollari stanziati per i pagamenti di royalty e 5 milioni di "bonus" per etichette ed autori che sottoscriveranno l'accordo, il quale copre tutti i contenuti distribuiti dal debutto di Spotify fino al 30 giugno 2017.

Il servizio di streaming è stato obiettivo di alcune azioni legale sulle royalty non pagate, l'ultima delle quali con una richiesta di 150 milioni di dollari in danni. Spotify spera che questo accordo con l'NMPA plachi la maggior parte delle lamentele delle etichette e degli autori, e stabilisca un nuovo punto di partenza da cui andare avanti. Nel 2011 la NMPA ha già siglato un accordo con YouTube, per scopi simili, con la maggior parte degli interessati che ha deciso di sottoscrivere l'accordo invece di tentare azioni legali alternative.

David Israelite, presidente e CEO dell'NMPA ha dichiarato che il gruppo continuerà lavorare affinché i servizi di streaming digitale corrispondano adeguatamente e correttamente le royalty che devono alle parti interessati.

"Sono contento che tramite questo accordo gli autori, indipendenti e di major, saranno in grado di avere ciò che gli spetta. Dobbiamo continuare a spingere i servizi digitali a pagare adeguataente per il lavoro musicale che alimenta il loro business e dopo tanto lavoro insieme abbiamo trovato un modo per Spotify di corrispondere le royalty alle giuste persone" ha commentato Israelite.

Spotify ha inoltre acconsentito a lavorare con l'NMPA per migliorare l'accuratezza e l'efficienza del pagamento di royalty e consentirà alle etichette di aderire direttamente ad un accordo con il servizio di streaming che aiuterà ad evitare altre noie legali in futuro.

Spotify afferma di essere sempre stata impegnata a corrispondere ciò che deve ai proprietari dei diritti, e sta lavorando con l'NMPA ad un sistema di amministrazione che permetta di evitare questi problemi in futuro: "Come abbiamo detto molte volte, siamo sempre impegnati a pagare agli autori e ai publisher ogni penny. Apprezziamo il duro lavoro dell'NMPA per assicurare questo accordo e non vediamo l'ora di collaborare ulteriormente con loro per la costruzione di un sistema di amministrazione completo".

Etichette ed autori saranno in grado, a partire dal mese di aprile e per un periodo di tre mesi, di usare un portale apposito per reclamare royalty non pagate. Qualsiasi fondo non reclamato dopo i tre mesi sarà ripartito tra etichette ed autori sulla base del loro market share su Spotify.

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1 Commenti
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fankilo21 Marzo 2016, 21:51 #1
Non ho capito perché spotify continui a sostenere che paga ogni singolo penny di Royality....a meno che voglia dire che le paga 1 penny :-)
21 milioni in diritti non mi sembrano noccioline

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