Intel e AMD chiedono a Biden di sostenere produzione e ricerca di semiconduttori negli USA

Intel e AMD chiedono a Biden di sostenere produzione e ricerca di semiconduttori negli USA

I leader di aziende del settore dei semiconduttori, tra cui Intel e AMD, sollecitano il Presidente Biden a finanziare la produzione e la ricerca nel campo dei chip. "La nostra leadership tecnologica è a rischio" dicono i membri della SIA.

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Processori
 

Il consiglio direttivo della SIA (Semiconductor Industry Association) ha scritto una lettera al nuovo Presidente USA Joe Biden chiedendo che nel piano strategico per la ripresa economica vi siano "robusti finanziamenti per la produzione e la ricerca nel campo dei semiconduttori". La lettera, firmata da Lisa Su (AMD), Bob Swan (Intel), Steve Mollenkopf (Qualcomm) e molti altri, ricorda al nuovo Presidente come i semiconduttori siano critici per l'economia statunitense, la leadership tecnologica e la sicurezza nazionale.

"Investimenti nella produzione e ricerca domestica di semiconduttori consentirà a più componenti che alimentano la crescita economica, l'occupazione e le infrastrutture degli Stati Uniti di essere realizzati qui, migliorando contemporaneamente la nostra sicurezza nazionale e la resilienza della filiera nell'affrontare le sfide future". La SIA evidenzia come la quota della produzione mondiale di semiconduttori negli Stati Uniti sia scesa costantemente dal 37% del 1990 al 12% odierno.

"Ciò è in gran parte dovuto al fatto che i governi dei nostri concorrenti globali offrono incentivi e sussidi significativi per attrarre nuovi impianti di produzione di semiconduttori, mentre gli Stati Uniti no. Gli altri hanno anche aumentato sostanzialmente gli investimenti in ricerca e sviluppo, mentre gli investimenti statunitensi nella ricerca sono stati relativamente piatti. Di conseguenza, gli Stati Uniti non sono competitivi nell'attrarre investimenti nella costruzione di nuove fabbriche e la nostra leadership tecnologica è a rischio nella corsa alla superiorità nelle tecnologie del futuro, tra cui intelligenza artificiale, 5G / 6G e informatica quantistica", aggiungono i componenti della SIA.

Le aziende tecnologiche statunitensi suggeriscono a Biden un sostegno sotto forma di contributi e / o crediti d'imposta. "Crediamo che sia necessaria un'azione coraggiosa per affrontare le sfide che abbiamo davanti. I costi dell'inazione sono alti. Siamo pronti a lavorare con te per raggiungere i nostri obiettivi condivisi", conclude la missiva.

Biden pronto agire?

A fronte della lettera della SIA, ma anche della pressione del mondo automobilistico, l'amministrazione Biden starebbe mettendo l'industria dei chip al centro della sua agenda. Stando a quanto riportato da Bloomberg, il Presidente sarebbe pronto a firmare "un ordine esecutivo" per avviare nelle prossime settimane una revisione della filiera dei beni fondamentali. L'obiettivo, in particolare, sarebbe quello di identificare i colli di bottiglia nella catena produttiva, trovare soluzioni e alleviare lo shortage.

In ottica di più lungo periodo, la Casa Bianca potrebbe anche mettere sul piatto nuovi incentivi per portare la produzione di chip negli Stati Uniti, secondo la CNBC. È un po' quello che chiede la SIA, anche se non è chiaro se l'azione si rivolgerà solo al mondo tecnologico statunitense o sosterrà anche realtà estere a investire negli Stati Uniti. Nelle score ore abbiamo riportato dell'interesse di Samsung ad aprire un nuovo impianto produttivo negli USA, mentre l'anno scorso TSMC ha annunciato un piano in tal senso in Arizona.

8 Commenti
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boboviz12 Febbraio 2021, 11:29 #1
Ha fatto comodo, a questi big, aver sfruttato per anni e anni la manovalanza a basso costo e la tassazione favorevole di paesi del secondo mondo (cina, corea, taiwan, ecc). Adesso che questi paesi hanno alzato la testa (e il know-how), vogliono gli aiuti di stato come una Fiat qualsiasi.
MaxVIXI12 Febbraio 2021, 12:24 #2
Originariamente inviato da: boboviz
Ha fatto comodo, a questi big, aver sfruttato per anni e anni la manovalanza a basso costo e la tassazione favorevole di paesi del secondo mondo (cina, corea, taiwan, ecc). Adesso che questi paesi hanno alzato la testa (e il know-how), vogliono gli aiuti di stato come una Fiat qualsiasi.


e quindi?
Gyammy8512 Febbraio 2021, 12:41 #3
Ma come, non era quello di prima a non averci capito niente perché voleva riportare la produzione negli stati uniti? ahiahiahi
LMCH12 Febbraio 2021, 14:12 #4
Originariamente inviato da: Gyammy85
Ma come, non era quello di prima a non averci capito niente perché voleva riportare la produzione negli stati uniti? ahiahiahi


Quello di prima non aveva capito niente perchè parlava tanto ed a sproposito ma nel concreto cosa ha fatto ?
Tanta boria e tanta propaganda, ma alla fine ha vivacchiato sul trend positivo impresso dall'amministrazione Obama (dopo i disastri legati a quella di G.W.Bush).
Se si guarda a cosa effettivamente ha fatto Trump, ha indebolito ancora di più gli USA, ecco cosa ha fatto.

Ad esempio, il ban di Huawei è stato molto teatrale, ma nel concreto ha accelerato la corsa della Cina a rendersi tecnologicamente indipendente ed ha creato problemi alle aziende statunitensi stesse.
La vera contromisura contro Huawei è invece l'iniziativa OpenRAN e rivedere le decisioni strategiche a lungo termine delle aziende USA ed allineate con gli USA (basta outsourcing a pene di segugio fatto da CEO contafagioli che se ne fottono delle conseguenze a lungo termine di scelte a breve che gli ingrossano il portafoglio).
boboviz12 Febbraio 2021, 14:33 #5
Originariamente inviato da: MaxVIXI
e quindi?


Quindi tutto il mondo è paese e anche nella patria del capitalismo sfrenato un pò di socialismo non guasta mai, eh.
Psiche12 Febbraio 2021, 14:50 #6
Originariamente inviato da: boboviz
vogliono gli aiuti di stato come una Fiat qualsiasi.


Con la piccola differenza che Fiat in Italia non ha più sede legale ed amministrativa
sidewinder12 Febbraio 2021, 15:55 #7
Per prima cosa, devono togliere dai vari CdA tutti i esperti MBa e gli edge fund... Sono Quasi sempre loro la prima causa della delocalizzazione dei servizi, per massimizzare i profitti...
boboviz12 Febbraio 2021, 17:22 #8
Originariamente inviato da: Psiche
Con la piccola differenza che Fiat in Italia non ha più sede legale ed amministrativa

Ma infatti la Fiat ha fatto scuola: privatizzare gli utili, socializzare le perdite, avere vagonate di aiuti e poi filarsela.

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