Emerald Rapids, Granite Rapids e Diamond Rapids: voci e speculazioni sui futuri Intel Xeon

Emerald Rapids, Granite Rapids e Diamond Rapids: voci e speculazioni sui futuri Intel Xeon

In attesa che Intel sveli i suoi piani in ambito server dopo Sapphire Rapids, un sito ha provato a colmare il vuoto mettendo insieme voci di corridoio e supposizioni sui futuri progetti Emerald Rapids, Granite Rapids e Diamond Rapids.

di pubblicata il , alle 12:01 nel canale Processori
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Quali sono i piani di Intel nel settore server? L'azienda statunitense finora ha tenuto la bocca cucita sui piani di sviluppo per il dopo Sapphire Rapids, la quarta generazione dei processori Xeon Scalable attesa al debutto ufficiale nei prossimi mesi. La rivale AMD, invece, ha anticipato l'arrivo di due progetti distinti, Genoa e Bergamo, rispettivamente con 96 e 128 core prodotti a 5 nanometri. Il primo debutterà quest'anno, il secondo nel 2023 con un'accezione particolare dei core Zen 4, chiamata Zen 4c e ottimizzata per i carichi del settore cloud.

In attesa che Intel risponda nero su bianco ai progetti della concorrente, svelandoci la roadmap dei prossimi anni, qualche informazione sui presunti piani dell'azienda arriva da The Next Platform. Il sito ha messo insieme un po' di "chiacchiericcio" raccolto dalle sue fonti, insieme ad alcune supposizioni, per ipotizzare una roadmap plausibile da qui al 2025/2026.

I processori del "dopo Sapphire Rapids" dovrebbero chiamarsi Emerald Rapids, Granite Rapids e Diamond Rapids. Come ormai ben noto, Sapphire Rapids rappresenta il primo processore di Intel basato su un design modulare, ovvero composto da più tile (o chiplet) unite tra loro per mezzo della tecnologia di packaging EMIB. Il progetto di Sapphire Rapids dovrebbe prevedere un massimo di 56 core Golden Cove (112 thread) realizzati con processo produttivo Intel 7 (ex 10 nm Enhanced SuperFin) e capaci di migliorare l'IPC del 19% rispetto ad Ice Lake.

Per questa CPU si prevedono otto canali di memoria che dovrebbero garantire un supporto fino a 4 TB DDR5-4800, 80 linee PCI Express 5.0 e un TDP fino a 350W. Di Sapphire Rapids, come confermato dalla stessa Intel, vedremo due versioni: una standard e una dotata di memoria HBM2E.

Per quanto concerne il successore Emerald Rapids, ovvero quella che dovrebbe costituire la quinta generazione Xeon Scalable, l'azienda dovrebbe affidarsi nuovamente al processo Intel 7, seppur leggermente migliorato per ottenere un'efficienza e rese superiori. Secondo la fonte, il cuore di questo chip sarà rappresentato dai core Raptor Cove, un'ottimizzazione delle unità Golden Cove che dovrebbe fornire un miglioramento dell'IPC tra il 5% e il 10%.

Si prevedono configurazioni fino a 64 core / 128 thread, in aumento rispetto ai 56 core / 112 thread di Sapphire Rapids. Grande incremento anche per quanto riguarda la cache L3, che con 112 MB potrebbe più che raddoppiare. Inoltre, il supporto di memoria dovrebbe passare a DDR5-5600, il tutto con un aumento del TDP fino a 375W. Emerald Rapids dovrebbe conservare la compatibilità con la piattaforma Eagle Stream (socket LGA 4677) di Sapphire Rapids, consentendo quindi un aggiornamento indolore a tutti i clienti di Intel.

Dopo Emerald Rapids nell'ipotetica roadmap dovrebbe esserci spazio per Granite Rapids, quella che dovrebbe essere la prima CPU server basata su processo Intel 4, ovvero quello che l'azienda in precedenza definiva 7 nanometri EUV. Al centro di questa soluzione dovrebbero esserci i core Redwood Cove, per un massimo di 120 unità. Si vocifera di un aumento dell'IPC del 35% rispetto alla generazione precedente. Il progetto dovrebbe inoltre garantire ben 280 MB di cache L3, 128 linee PCI Express 6.0, 12 canali di memoria DDR5-6400 e richiederebbe un TDP fino a 400W.

Una delle novità più importanti è di Granite Rapids dovrebbe riguardare i vector engine AVX-1024/FMA3 per migliorare le prestazioni in diversi carichi di lavoro specifici. Purtroppo, in virtù dei molti cambiamenti, le CPU avranno bisogno di una nuova piattaforma chiamata Mountain Stream.

Chiudiamo con Diamond Rapids, ipoteticamente la settima generazione Xeon Scalable. Atteso nel 2025, il progetto è dipinto come un netto miglioramento dell'architettura Intel. I core di questa CPU, chiamati Lion Cove, sarebbero in grado di assicurare prestazioni IPC doppie rispetto ai Golden Cove usati in Sapphire Rapids.

Il chip potrebbe essere realizzato con il processo Intel 3, ovvero gli ex 5 nanometri dell'azienda, e si vocifera che potrebbe offrire fino a 144 core e 288 thread, oltre a 288 MB di cache L3. The Next Platform parla di un miglioramento dell'IPC fino al 39% rispetto a Granite Rapids e ipotizza la presenza di 128 linee PCIe 6.0 e 12 canali DDR6-7200. Infine, il sito cita anche un progetto chiamato Sierra Forest, che non sarebbe però un successore di Diamond Rapids bensì una variante destinata a uno specifico ambito di lavoro, sulla falsariga di AMD Bergamo e i suoi core Zen 4c per il settore del cloud.

2 Commenti
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CrapaDiLegno24 Gennaio 2022, 12:35 #1
Mi chiedo cosa impedisca oggi a Intel di costruire un chip per server con 256 core-E per uso cloud così da anticipare sia AMD con Bergamo e i suoi core -C che gli inevitabili SoC ARM che arrivano sempre più spesso con sempre più core super efficienti.
Si parlerà di occasione persa anche tra qualche anno quando finalmente arriverà una versione degli Xeon super many cores?

L'incremento degli IPC sembra incredibile. Se Redwood Cove è la stessa architettura di MeteorLake si preannuncia una bella battaglia.
dav1deser24 Gennaio 2022, 15:41 #2
Forse un progetto del genere non è così facile da mettere in piedi dall'oggi al domani. Non è sufficiente "incollare" dei core assieme per fare una CPU potente, anche tutto quello che sta attorno ai core deve essere proporzionato, le cache devono essere di dimensioni adeguate ad alimentare tutti i core, così come devono avere abbastanza bandwith da alimentarli tutti assieme. Le latenze tra un core e l'altro e tra core ed altri elementi devono essere costanti, altrimenti devi creare un chip con più nodi NUMA (se ricordo bene) che è una cosa che si porta a dietro altre problematiche. E poi un chip del genere quanto verrebbe grosso? Che rese avrebbe? E di conseguenza quanto costerebbe? Perchè se te ne viene fuori uno buono per wafer, e quindi se lo vendi a 100.000$ l'uno, chi te lo compra? Il consumo elettrico di tutte le interconnessioni che devono esserci in quel chip, gli permetterebbero di essere un prodotto energeticamente efficiente?
Poi attorno al chip ci devi progettare un socket, una scheda madre, probabilmente un sistema di dissipazione adeguato, ce ne sono di ostacoli...

Tldr: se non l'hanno ancora fatto è perchè è complesso da fare.

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