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Old 13-03-2010, 23:23   #1
frankytop
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Dopo 65 anni l'America rende onore alle sue "ragazzine" con le ali





Si sono presentate alla base in divisa militare, impeccabili come sempre decise a volare come ai vecchi tempi, ma sulle ali della nostalgia. Hanno attraversato tutti i cieli d'Europa, fregandosene della paura, avevano tanti buoni motivi per tirarsi indietro. Ma non ne ha scelto nemmeno uno. Per anni l'America ha fatto finta che queste loro figlie, ormai diventate nonne, non esistessero, ma ora hanno avuto quello che si meritano: l'onore, la gratitudine, l'amore della Nazione. Sono le ragazze della Women Airforce Service Pilots, donne dei cieli, si sono congedate solo 65 anni fa, ma a guardarle bene non sono poi cambiate molto.
Se gli Alleati hanno vinto la Seconda Guerra mondiale è anche merito loro delle donne pilota dell'aviazione americana, toste, brevettate e a modo loro con le palle. Pilotavano aerei da guerra ma non sono mai state considerate veri piloti militari perchè non andavano a combattere direttamente, faccia a faccia, il nemico, ma garantivano la logistica, i collegamenti, il sistema nervoso dell'aviazione spostando aerei, armi e materiali da una base aerea a un'altra. Già allora erano tipe sveglie, orgogliose che non sapevano stare al proprio posto a meno che non fosse la carlinga di un caccia da guerra. Un compito prezioso e faticoso e non privo di rischi: molte di quelle ragazze con le ali sono morte in missione ma per loro non ci sono mai stati funerali di Stato e bandiere a stelle e strisce sul feretro come si conviene agli eroi. Non si sa perchè non erano piloti o più semplicemente perchè erano donne. Trattate come il 332mo Fighter Group della US Air Force, altrimenti detto Tuskegee Airmen, che venivano tutti dall'Alabama, erano i primi piloti neri e combattevano due guerre, una contro i nazisti sui cieli d'Europa, l'altra contro il razzisti nella propria terra. Perché l'America di allora non li considerava abbastanza capaci, né degni, di far parte dei Top gun. Formarono quella pattuglia per farne carne da cannone, ma in più di 200 missioni furono gli unici a non perdere nemmeno un aereo. Ma lmeno il riconoscimento l'hanno ottenuto. Quando invece, a guerra finita, le ragazze hanno smesso di servire gli Stati Uniti nessuno ha mai pensato a tributare loro alcun onore, nè militare, nè civile, nè umano. Nemmeno un medaglia, un grazie, un ciao, almeno fino a ieri.
Eppure non erano poche, più di mille, come i garibaldini sbarcati in Sicilia, hanno servito gli Stati Uniti tra il 1942 e il 1944, dimenticate per decenni sino alla cerimonia che l'America, chiedendo scusa, ha dedicato loro a Capitol Hill: ne sono rimaste duecento di quella pattuglia, sopravvissute agli agguati della vita, tutte più che ottuagenarie, qualcuna seduta a bordo di una sedie a rotelle, come su un caccia. Hanno ricevuto la Congressional Gold Medal, il massimo riconoscimento civile degli Stati Uniti. C'era chi piangeva, chi mostrava la propria foto di allora, chi sorrideva a un tempo feroce, ma giovane che non tornerà più.
L'ultima missione, l'ultima guerra, è stata questa, una lunga battaglia legale per ottenere lo status di veterane di guerra, conquistato nel 1977, ma era la premiazione il vero tributo a cui tutte hanno sempre puntato, quasi fosse un obiettivo militare, l'ultima trincea: «Questo è giorno è molto importante - spiegano finalmente in pace con se stesse - non tanto per noi che siamo sopravvissute, ma per le ottocento nostre compagne che sono morte in questi anni senza che nessuno riconoscesse mai il loro valore. Siamo qui per chi non c'è più e per le loro famiglie».
Le nonne sono tornate in pista sapendo che il tempo non è più molto. Adesso che ci crede anche l'America, sono lì per spiegare ai nipoti quanto sono capaci, e degne, i piloti con le gonne. Non hanno perso il gusto della battuta e il cameratismo di un tempo. Una di loro, novantadue anni portati con un sorriso, per ricordare i vecchi tempi, ha raccontato divertita che quando arrivavano negli aeroporti, prima che salissero sull'aereo, ogni volta i meccanici chiedevano guardandosi attorno: «Ma che fine ha fatto il pilota?». Orgogliose e abracciate strette strette. Ci vorrà un altro mondo per abbatterle.

Il Giornale.it
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Old 14-03-2010, 07:46   #2
mixkey
 
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