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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Messaggi: 7038
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Qui non parliamo dei pacchetti ad uso locale, si parla di trasporto pesante, al posto dei tir o, addirittura, di mettere l'intero carico sul treno, trasportarlo più lontano possibile, e soltanto all'ultimo agganciare il tutto ad un mezzo su ruote. Crisi o non crisi, questo tipo di trasporto, esiste sempre. Chiaro che occorre attrezzarsi. Non si tratta solo del raddoppio delle linee, ma anche di mettere a disposizione vagoni adatti con refrigerazione, per eventuale merce reperibile, sistemi di sicurezza migliori (in modo da potere aumentare la frequenza dei treni), motrici migliori (in modo da ridurre i guasti e,se possibile, aumentare la velocità),ecc. Insomma bisognerebbe smetterla di pensare di vivere nel migliore dei modi possibili e di fare calcoli a tavolino su capacità massime quando è assolutamente possibile, con un utilizzo più rispettoso delle risorse, ottenere vantaggi tangibili. Senza pensare a miracolistiche soluzioni, sicuramente più facilmente vendibili dagli uomini marketing o di governo. Qualsiasi tipo di fonte energetica, per essere davvero integrata in modo armonioso nell'ambiente, deve rispettare le caratteristiche del territorio ma questo non deve prescindere da gestire meglio l'esistente.
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Distro:Ubuntu LTS, Debian,SL,OpenBSD I love Linux, Bsd and the free software! Fantasia: fotografica [Icewm]: Thread Ufficiale - light window manager Benchmark Cpu per sistemi Linux/BSD
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#43 |
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Senior Member
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Città: milano
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La stangata delle rinnovabili. :fagiano:
Corriere della Sera di giovedì 31 marzo 2011, pagina 1
Quei sussidi (sbagliati) all'energia - Gli aumenti in bolletta? Per i sussidi alle rinnovabili di Mucchetti Massimo -------------------------------------------------------------------------------- Bollette più care QUEI SUSSIDI (SBAGLIATI) ALL'ENERGIA II caso Dopo la decisione dell'Authority di rincarare i prezzi Gli aumenti in bolletta? Per i sussidi alle rinnovabili Fotovoltaico, trattativa per 120 miliardi di MASSIMO MUCCHETTI La bolletta della luce aumenta del 3,9 per cento. Una stangata ben superiore al tasso d'inflazione, una zeppa nell'ingranaggio della ripresa. Colpa della guerra in Libia, della catastrofe naturale in Giappone? Macché. L'aumento dei prezzi internazionali dei combustibili pesa solo per lo 0,9 per cento. Tre punti tondi d'aumento vengono dal costo dei sussidi alle imprese che producono energia elettrica da fonti rinnovabili. Gli aiuti a queste imprese salgono così a 4,9 miliardi l'anno. L'equivalente della manovra prodiana sul cuneo fiscale, un multiplo della social card berlusconiana . Mentre si discute in astratto se l'Italia debba o non debba avere una politica industriale partendo dal caso Par-malat, in concreto si assegnano 1,5 miliardi a copertura dei certificati verdi invenduti e 2,4 per il fotovoltaico. La decisione l'ha presa l'Autorità per l'Energia, ma è un atto dovuto per un quarto ai mercati e per tre quarti alle scelte del governo. E' bene ricordare che esistono due modi di finanziare la spesa pubblica e diminuire, quindi, il reddito disponibile delle famiglie e delle imprese: uno, trasparente seppur sgradevole, è l'imposizione fiscale diretta e indiretta; l'altro, meno chiaro e perciò più tollerato, consiste nell'aumentare i prezzi regolati di beni irrinunciabili come l'energia destinando i proventi a finalità e beneficiari stabiliti per legge. La misura di furbizia implicita in questa seconda modalità sarebbe comunque il meno se gli effetti dell'opaco prelievo dalle tasche degli italiani avessero un'utilità generale. Non sembra questo il caso. L'Autorità ha avuto il merito di spiegare com'è diviso l'aumento. La qual cosa apre tre questioni. Prima questione, lo stanziamento per i certificati verdi è raddoppiato. L'Autorità l'aveva in precedenza fissato in 700 milioni l'anno avvertendo che l'onere avrebbe potuto raddoppiare ove il legislatore avesse dato un'interpretazione della «manovra Tremonti» meno favorevole ai consumatori. Con il decreto attuativo della direttiva Ue sulle rinnovabili, il governo ha cassato la norma stessa azzerando lo sforzo del ministro dell'Economia e costringendo l'Autorità a prenderne atto. Seconda questione, i 2,4 miliardi sussidiano gli impianti fotovoltaici che l'Autorità stima prudenzialmente in funzione a fine 2011 per una potenza di 6700 megawatt e non tutti a tariffa massima. Gli incentivi dureranno 20 anni. A moneta corrente, comporteranno un onere complessivo di almeno 48 miliardi. Ma il peggio deve ancora venire. E' in pieno svolgimento, infatti, una partita complicata ma soprattutto confusa dentro il governo, tra l'anima «ambientalista» e quella «industrialista», e tra il governo e le lobby del foto-voltaico. AI momento sembra emergere un compromesso nel fissare, mediatrice Confindustria, un tetto di 6 miliardi agli incentivi annuali per il fotovoltaico da raggiungere nel 2016-2017. L'associazione imprenditoriale presieduta da Emma Marcegaglia immagina questi incentivi ad andamento decrescente (ma sempre meno dei tedeschi) e dunque in grado di far installare una capacità produttiva sussidiata di 20 mila megawatt, due volte e mezza l'obiettivo che il governo italiano si era dato per rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 al 2020, quasi si cercasse a tutti i costi il modo più oneroso rispettare il protocollo di Kyoto. Assosolare, incontentabile, vorrebbe alzare il tetto addirittura a 7 miliardi. Ma già 6 miliardi per 20 anni fanno 120 miliardi. Sei miliardi equivalgono al va *** lore di una Parmalat e mezza. Sono meno degli aiuti pubblici dati alla Fiat dal 1990 ai giorni nostri. Terza questione, gli effetti sull'economia. Se passasse la linea confindustriale, avremmo a regime energia solare per circa 24 terawattora l'anno,1'8% dell'attuale produzione nazionale il cui prezzo industriale è pari a 20 miliardi di euro. Questo dorato 8% costerebbe quanto il 30% del totale e garantirebbe, ai livelli attuali, ritorni tra il 6o e 1'8o% sul capitale di rischio investito. Secondo le stime del Politecnico di Milano, il fotovoltaico darebbe lavoro nel 2013 a 5o mila addetti, tra diretti e indiretti. Le associazioni di settore si spingono fino a 150 mila addetti. Il governo dovrebbe calcolare quanti posti di lavoro si creerebbero a incentivi pieni, e per quanto tempo, e paragonarli a quanti ne verrebbero assegnando diversamente queste risorse dei cittadini o lasciandole nelle loro tasche per altri consumi e investimenti. E quale ricaduta avrebbe destinare anche solo una frazione di quest'enormità alla ricerca sulle rinnovabili che sarebbe la vera base di una filiera industriale sofisticata e non troppo tributaria dell'estero |
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#44 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
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1.7€ a bolletta....
si vede che qualcuno paga una bolletta al giorno
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#45 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Vergate Sul Membro (MI)
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I pannelli solari sono un costo pesante per i contribuenti
http://carta.ilgazzettino.it/MostraS...14&CodSigla=PG
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#46 | |
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Iscritto dal: Nov 2008
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domanda: gli incentivi per costruire centrali nucleari chi li paga? altra domanda. se non ci fossero gli incentivi sul solare, chi pagherebbe la multa per la sovraproduzione di co2? altra domanda: mi sapete dire un'altro modo per incentivare la diffusione di pannelli solari fotovoltaici che non sia quello odierno del conto energia?
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http://img692.imageshack.us/img692/9...pgrademini.jpg |
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#47 | |
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Iscritto dal: Aug 2009
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2. Paghiamo tutto noi. 3. L'odierno conto energia è mirato ai "grandi" impianti (mi sembra dell'ordine delle decine di gW). Inoltre questo conto energia è il terzo. Il problema (tutto italiano) è la burocrazia. Ci sono impianti che aspettano da tre/quattro anni le autorizzazioni. E questo è veramente assurdo. |
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#48 | |
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Iscritto dal: Nov 2008
Città: jesi (an) marche
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1) esattamente come i pannelli solari allora. se per costruire una centrale ci vuole denaro pubblico, e' la stessa cosa. alla fine io contribuisco a pagare la centrale nucleare, ed i costi di smaltimento, oltre alla bolletta. 2) se devo pagare, meglio pagare ed avere i pannelli, che pagare e non avere niente. 3) non hai risposto alla domanda. c'è un'altro modo per finanziare la diffusione dell'installazione solare?
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#49 | |||
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Iscritto dal: Jan 2006
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per tutte le infrastrutture di un certo peso ( in termini economici ) quali la rete elettrica, ad esempio, quella telefonica, quella autostradale, o appunto una centrale elettrica, ma anche il parco di autobus e/o treni che servono il trasporto pubblico cittadino, per citarne alcuni, il costo è tale per cui le aziende non possono sostenere un regime di concorrenza. In queste circostanze solitamente lo stato si occupa di finanziare la costruzione dell'infrastruttura, per poi passarla in gestione ad un'azienda, che si occupa di fare manutenzione, gestire la produzione, incassare i profitti dalla vendita della corrente, ed erogare allo stato la percentuale sulla corrente prodotta. Eventualmente, il gestore, può subentrare nella proprietà dell'impianto, una volta che lo stato sia rientrato dei costi di costruzione ( pareggio di bilancio ), continuando sempre e comunque a versare comunque allo stato una percentuale degli incassi derivanti dalla vendita della corrente, ed in entrambi i casi non si tratterebbe di incentivi, perché lo stato, e quindi la comunità, non regalerebbe soldi a nessuno. Onde evitare sterili repliche più o meno discutibili, faccio presente che i precedenti tutti italiani, per i quali i governi di alterno colore politico, abbiano venduto sottocosto alcune realtà di carattere strategico/infrastrutturale a gruppi privati, per varie ragioni di miopia programmatica e opportunità e tornaconto personali, rappresentano un deragliamento dalla corretta pratica economica, e non minano la validità di quest'ultima. Quote:
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Iscritto dal: Nov 2008
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i libri di economia, a seconda della teoria economica, dicono tutto ed il contrario di tutto. l'economia non e' matematica ne statistica. e' una "scienza" dettata soprattutto dalla razionalità o irrazionalità umana, con tutte le conseguenze che ne derivano. secondo i libri, un incidente come quello di fukushima non dovrebbe mai essere accaduto. Secondo i libri, delle cose che accadono nella vita reale non dovrebbero accadere. ma accadono. L'incentivo per la costruzione di nuove centrali nucleari l'ha dato pure obama, fai un pò te. e nessuno lo ha accettato. nessuna nuova centrale nucleare, neanche con aiuti statali. pensa un pò quanto e' conveniente... con la coibentazione riusciresti a risparmiare piu' co2 di quella che risparmiamo grazie al solare? ok, se anche fosse? i soldi si pagherebbero o no lo stesso? io che non faccio la coibentazione dovrei pagare chi la fa, sempre come incentivo. e cmq, risparmiare con la coibentazione, vuol dire non poter piu' risparmiare con i pannelli solari? perchè non sommare le due cose? ying e yang? una cosa esclude l'altra? In che modo l'uso di pannelli solari su edifici pubblici esclude il loro utilizzo su impianti privati? ma non si fa già ora? cosa impedisce ora ad un comune di mettere pannelli solari sugli edifici pubblici? e' ovvio che non mi puoi rispondere alla domanda "come incentivare la diffusione di impianti solari privati" con la risposta "non voglio diffonderli".
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differenza numero 1: il bilancio economico delle coibentazioni è sicuramente positivo, quello del fotovoltaico non è detto, tant'è che ne stiamo discutendo. differenza numero 2: incentivare l'adozione delle coibentazioni implica finanziare l'installazione della coibentazione, per cui il pagamento avviene una volta per ciascuna installazione, non si protrae per 20 anni. differenza numero 3: incentivare le coibentazioni non favorisce la nascita di società con l'unico e preciso scopo di appropriarsi degli incentivi statali come può avvenire col fotovoltaico. differenza numero 4: incentivare la coibentazione a livello locale, permette di trattenere la ricchezza prodotta sul territorio, evitando ad esempio che gli incentivi lombardi vengano pagati con la tassazione campana, contenendo significativamente il fenomeno robin hood alla rovescia. e comunque sarebbe stato sufficiente, già anni addietro, imporre per legge la coibentazione degli edifici come hanno fatti in trentino dagli anni 80, ad esempio. Quote:
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PS: io sarei molto interessato a continuare la discussione ma ho notato con qualche disappunto che tendi a ricorrere alla polemica quando ti mancano altri argomenti... se questa è la via che intendi percorrere fallo presente sin da subito che non mi va di stare a chiacchierare se ogni volta devo porgere l'altra guancia... Ultima modifica di hibone : 04-04-2011 alle 14:52. |
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#52 | |
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Iscritto dal: Dec 2004
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gli incentivi sono sempre soldi nostri per fare una centrale da 10TWh annui ci vogliono 5-7 miliardi per fare parchi solari da 10TWh ci vogliono 30-40 miliardi poi che questi soldi provengano da privati o da fondi statali, sempre soldi nostri sono e il costo totale è quello la centrale potrebbe essere totalmente pagata dallo stato, sempre 7 miliardi che sborsiamo noi i parchi solari potrebbero essere pagati metà dallo stato e metà da privati, sempre 40 miliardi che tirano fuori gli italiani
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#53 | |
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Iscritto dal: Jan 2006
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il privato che investe nei pannelli avrà un ritorno economico dall'impianto. il privato che partecipa alla spesa per via impositiva, al contrario, non avrà un bel niente. |
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#54 | |
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Iscritto dal: Nov 2008
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mi porti per favore i dati che dicono che coibentare il 100% delle case farebbe emettere meno co2 che mettere pannelli sul 100% delle case? ripeto, se io pago gli incentivi sugli impianti, o pago gli incentivi sulla coibentazione, non e' uguale? pagherei sempre lo stesso. l'incentivo al fotovoltaico serve essenzialmente per due cose: FINANZIARE LA RICERCA SU UNA FONTE DI ENERGIA, e pagare le multe CO2. non ho capito come la coibentazione favorisce il "federalismo", se ci sono incentivi devono essere globali (in tutta italia) non locali. inoltre creerei il fenomeno inverso, coibentando il nord italia, piu' freddo, risparmierei piu' co2, che coibentando le case del sud, per via della differenza di temperatura. e' ovvio che il nord riceverebbe piu' incentivi, al contrario del solare, dove e' piu' conveniente fare un impianto al sud che al nord. il richiamo alla filosofia orientare non fa di me un abbraccialberi, era solo per dire che non si può ragionare sempre per comparti stagno, o con me o contro di me, o nero o bianco, o nucleare o solare, ma con soluzioni complesse. per finire. la ricerca sul solare deve andare avanti PER FORZA. se mi sai dire un metodo migliore degli incentivi commerciali, prego, sono tutt'orecchi.
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cosacosacosa? e che ci faccio io con gli incentivi del nucleare? ci risparmio 100 euro l'anno? io se voglio oggi stesso mi faccio un impianto solare e GODO degli incentivi, per non parlare di tutta la filiera produttiva e commerciale, che conto centinaia di migliaia di persone. il nucleare fa guadagnare solo chi costruisce la centrale e chi ne gestisce gli utili, lasciando poi gli oneri della dismissione allo stato, a noi. ripeto, se tu privata azienda vuoi costruire una centrale, te la progetti, costruisci e spendi pure i soldi per smaltire le scorie. se rende cosi' tanto di sicuro ci guadagnera l'azienda no? tra qualche anno gli incentivi sul solare finiranno, col la raffinazione della tecnologia. sul nucleare gli incentivi non finiranno mai. ti lamenti del conto energia, ma da quanto esiste? una manciata di anni? da quanto esiste il nucleare? piu' di mezzo secolo? e gli incentivi sono mai scomparsi? ma comunque ripeto che a me il nucleare va bene, e' una fonte come un0'altra, e' in italia che non può essere fatto.
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http://img692.imageshack.us/img692/9...pgrademini.jpg Ultima modifica di berserkdan78 : 04-04-2011 alle 18:45. |
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#57 |
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ma quale polemica? bella risposta, da politico provetto. chi non la pensa come te, ribattendo parola per parola con ragionamenti fa polemica.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Monopolio_naturale non centrano assolutamente nulla le teorie economiche, per cui non vale neanche la pena scendere nel merito delle stesse. dunque la tua replica è fuori luogo. Quote:
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come vedi se volessi replicare nel merito di ciò che scrivi, potrei senz'altro farlo, ma visto che generalmente cambi discorso, dubito che si possa mai arrivare da qualche parte in questo modo, per cui preferisco lasciar perdere, soprattutto se poi devo sentirmi dare del "politico provetto", quando diventa evidente che non ci sono basi concrete a sostegno delle tue tesi. Ultima modifica di hibone : 04-04-2011 alle 19:04. |
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Iscritto dal: Nov 2008
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in matematica 1+1 fa sempre 2. in economia, a seconda della teoria economica, posso trovare una soluzione ad un problema facendo l'esatto contraio della soluzione proposta dall'altra teoria. se ti pare una scienza esatta questa... e cmq sei stato tu a voler tirar fuori i libri di economia, in merito alla discussione della gestione del nucleare con gli intrallazzi economici e politici. quindi se non centra la mia risposta, non centra neanche la tua domanda. itu hai affermato che siccome l'economia e' una scienza scritta sui libri che non contempla la cattiva gestione, la corruzione, ecc, io ti ho risposto che i libri sono una cosa, il mondo reale un'altra. solo questo. il discorso degli incentivi non l'hai capito. si danno incentivi per FAR COMPRARE gli impianti solari, che stimolano la nascita di tutta la filiera commerciale, che stimola la ricerca continua.. col solare lo puoi fare, ma ad esempio con tecnologie centralizzate come il la fusione nucleare l'unica cosa che può fare lo stato e' finanziare direttamente la ricerca nuda e cruda, senza risvolti commerciali. mentre col solare faccio perno sul commercio per stimolare la ricerca. hai parlato di "federalismo" quando parlavi del fatto che le risorse con la coibentazione rimanevano sul territorio, cosa che tra l'altro non ho neanche ben capito. se faccio coibentare la casa da un'azienda che ha sede a 500km da me, che risorse lascio sul territorio? la meno energia consumata? e cmq io, a differenza tua, mi limito a rispondere alle tue affermazioni, non mi sono mai permesso di dire che non capisci niente e che le mie Affermazioni non centrano col discorso. prima casomai rispondo, poi lo dico. e facile rispondere a delle domande denigrando l'avversario, e' molto economico.
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e cmq non vedo nessuna polemica, nessuna stortura nel volere una risposta a questa domanda, che ancora non mi hai dato, evitandola dandomi del cialtrone e sconclusionato:
la ricerca sul solare deve andare avanti PER FORZA. se mi sai dire un metodo migliore degli incentivi commerciali, prego, sono tutt'orecchi. e' ovvio che se posso fare perno sul commercio, la ricerca e la concorrenza da essa derivata crea uno stimolo maggiore e piu' economico del diretto finanziamento della ricerca.
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