Blue Origin potrebbe realizzare il lander lunare Blue Moon MK1.5 per Artemis, si torna anche a parlare di Project Jarvis
Secondo quanto riportato in alcune indiscrezioni, Blue Origin starebbe lavorando alla realizzazione del lander lunare Blue Moon MK1.5 dedicato ad Artemis ma anche a uno stadio superiore per il suo razzo spaziale New Glenn.
di Mattia Speroni pubblicata il 07 Febbraio 2026, alle 17:41 nel canale Scienza e tecnologiaBlue OriginArtemisNASA
Negli scorsi giorni Blue Origin aveva annunciato ufficialmente di aver sospeso le missioni suborbitali con New Shepard per almeno due anni così da dare priorità allo sviluppo dei lander (Blue Moon) per il programma Artemis e al suo razzo spaziale riutilizzabile New Glenn. La società di Jeff Bezos non ha fatto dichiarazioni precise in merito a come evolverà la roadmap ma sappiamo che sta preparando una versione più potente del vettore chiamata New Glenn 9x4 oltre a migliorare le prestazioni dell'attuale razzo spaziale.

Stando a nuove indiscrezioni Blue Origin starebbe effettivamente sviluppando una nuova versione per un lander lunare che si possa posizionare tra Blue Moon MK1 e Blue Moon MK2 chiamata non ufficialmente Blue Moon MK1.5. La prima è una versione prettamente cargo relativamente compatta e che può essere lanciata verso la superficie lunare senza bisogno di rifornimento. La seconda invece è una versione più grande pensata per il trasporto di un equipaggio e che sarà impiegata per le future missioni Artemis (dopo la quarta missione).
Blue Origin guarda al futuro di Artemis e di New Glenn
Eric Berger (giornalista di ArsTechnica) ha scritto su X "ho sentito dire che, internamente, Blue Origin si sta muovendo in modo aggressivo verso una soluzione di atterraggio Artemis provvisoria che non richieda rifornimento (Blue Moon Mk-1.5)". Secondo le indiscrezioni, Blue Moon MK1.5 sarebbe una versione modificata di MK1 per dimensioni ma che avrebbe al suo interno sistemi di supporto vitale per gli astronauti.

Essendo indiscrezioni e con Blue Origin che non ha mai parlato apertamente di questa soluzione, è difficile farsi chiaramente un'idea di ciò che potremmo vedere. Si tratterebbe però di un modello che potrebbe essere sviluppato più velocemente e non prevederebbe il rifornimento in orbita (mai sperimentato per soluzioni di questo tipo). L'idea di un lander lunare "semplificato" permetterebbe di non modificare la roadmap di Artemis e quindi arrivare sulla superficie lunare entro il 2028, prima della Cina (con allunaggio previsto tra il 2029 e il 2030).
Un'altra indiscrezione riguarderebbe invece il razzo spaziale New Glenn con la società statunitense che avrebbe "riesumato" di Project Jarvis. Questo progetto, del quale si era già vociferato in passato, era riferito alla possibilità di che il vettore spaziale potesse avere un secondo stadio riutilizzabile, a differenza dell'attuale GS2 che viene distrutto dopo ogni lancio.

La motivazione della ripresa della discussione in merito a Project Jarvis sarebbe una posizione lavorativa aperta presso Blue Origin per assumere personale dedicato alla progettazione di uno stadio superiore riutilizzabile (Reusable Upper Stage Development), come si può leggere ancora nel link sul sito ufficiale (dopo che la pagina è stata resa inaccessibile).
Poter avere uno stadio superiore riutilizzabile permetterebbe di ridurre i costi di ogni lancio di New Glenn e di aumentare la cadenza di lancio. Il suo sviluppo potrebbe essere però ben lontano dal diventare realtà e il debutto potrebbe avvenire dopo quello di New Glenn 9x4 (9 motori per il primo stadio, 4 motori nel secondo stadio, anziché 7 e 2 come nell'attuale configurazione). Avere un vettore pesante completamente riutilizzabile consentirebbe di avvicinare la società di Jeff Bezos a SpaceX, quando Starship diventerà operativa creando "un solco" con il resto dell'industria dei lanci spaziali.










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