Blue Origin prosegue lo sviluppo dei lander lunari Blue Moon MK1 e Blue Moon MK2
La sfida per raggiungere la Luna è entrata nel vivo. Blue Origin sta proseguendo lo sviluppo dei lander lunari Blue Moon MK1 e Blue Moon MK2, il primo versione cargo mentre il secondo potrà trasportare un equipaggio.
di Mattia Speroni pubblicata il 22 Dicembre 2025, alle 15:49 nel canale Scienza e tecnologiaBlue OriginArtemisNASA
A differenza dei primi anni di attività, nell'ultimo periodo Blue Origin ha rilasciato molte informazioni sui progetti in fase di sviluppo. Come abbiamo avuto modo di scrivere, la società è impegnata nell'aumentare la cadenza del suo razzo spaziale New Glenn (puntando anche a versioni ancora più potenti), tanto che durante NG-3 verrà impiegato il primo stadio recuperato da NG-2. Tra le altre attività non mancano anche lo sviluppo di un aerofreno ripiegabile, il lancio del primo modello operativo di Blue Ring, capire come utilizzare la regolite lunare con Blue Alchemist. Blue Origin sta anche sviluppando i lander lunari Blue Moon MK1 e Blue Moon MK2.

Il primo è una versione cargo che permetterà di portare sulla Luna strumenti scientifici e altri materiali utili alle missioni con equipaggio. La versione MK2 invece sarà dedicata alle missioni con equipaggio, sarà più piccola di Starship (in versione lander lunare per Artemis) ma più grande del lander delle missioni Apollo. Negli scorsi giorni la società ha diffuso ulteriori informazioni sui test che sta svolgendo per arrivare all'operatività dei lander lunari.
Blue Origin e le prove dei lander lunari per Artemis
In particolare Blue Origin ha eseguito un test sul propulsore BE-7 che sarà impiegato sul lander lunare cargo. Durante queste prove di accensione di lunga durata, il motore ha funzionato per 290" con diverse capacità di spinta e rapporti di miscelazione dei propellenti. Secondo Dave Limp (CEO della società) un motore BE-7 può generare tipicamente 44,48 kN di spinta ma può essere modulato per arrivare fino a 8,9 kN. Inoltre può operare con rapporti tra ossigeno e idrogeno liquidi da 5,5:1 a 7,1:1 così da poter essere gestito nelle diverse fasi di discesa verso la Luna. Ora che il propulsore ha completato le prove ed è stato certificato, potrà essere integrato nella versione definitiva di Blue Moon MK1, che sarà lanciato il prossimo anno a bordo di New Glenn.
🌕 Tested on Earth. Bound for the Moon.
— Blue Origin (@blueorigin) December 15, 2025
The BE-7 engine for our Blue Moon MK1 lunar lander just completed acceptance testing. Two 290-second tests exposed the engine to its full range of thrust and mixture ratios to verify engine performance. The engine is now off to Florida… pic.twitter.com/spkrhhOITU
Sempre per quanto riguarda i lander lunari, Blue Origin sta collaborando con la NASA per Blue Moon MK2 che sarà impiegato nelle future missioni Artemis con equipaggio. In particolare la squadra di sviluppo di questa unità ha lavorato a stretto contatto con ingegneri e tecnici del Johnson Space Center per la terza serie di test con il sistema chiamato ARGOS (Active Response Gravity Offload System).

Gli ingegneri di Blue Origin stanno modificando l'hardware provvisorio di Blue Moon MK2 seguendo i consigli del personale che lo sta provando. In particolare grazie ad ARGOS è stato possibile effettuare prove con diversi angoli di atterraggio a causa di un terreno lunare irregolare (condizione molto frequente al Polo Sud lunare). Tra le altre prove c'è stata la capacità degli astronauti di scendere dal lander lunare e di trasportare carichi utili sulla superficie. Anche la possibilità di soccorrere membri dell'equipaggio che dovessero avere problemi di salute è stata presa in considerazione, per gli scenari di emergenza.










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