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#21 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2005
Città: del lampredotto :P
Messaggi: 1742
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ragazzi non ho mai riso cosi tanto dopo pranzo hauhauhauahuhauha...ve lo giuro ho le lacrime...apparte la ca...ta del nostro unto...ma le foto postate sono splendide
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#22 |
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Member
Iscritto dal: May 2009
Città: Side 7
Messaggi: 102
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grazie legaaaaaaaaa
sisisi, davvero grazie. E siate consapevoli di cio' che portate su col vostro voto eh, siate consapevoli di chi votate e di chi siete complici. Magari aboliranno la scuola pubblica e la sanita' per trovare tutti quei soldi li', 3monti probabilmente ci sta gia' lavorando.
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Evil Army wants you! Join the DarkSide Sed quis custodiet ipsos custodes? где гной, там разрез
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Messaggi: 489
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Seeeeeeeeeeeee buonanotte.
Dove li trovano tutti sti soldi? L'hanno sparata grossa dai |
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Così ripartiti...
1 euro quest'anno. 1 euro l'anno prossimo. 1 euro fra due anni. 1 euro fra tre anni. I restanti 249.999.999.996 euro allo scadere del quinto anno... ...e poi non dite che non è generoso
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#25 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: MILANO - SARONNO (VA)
Messaggi: 5430
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250 miliardi di € al sud, cercherà rimedio al cancro, la crisi è finita...
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#26 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Quote:
50 miliardi all'anno! Silviuccio semplicemente è alla disperazione ed è una disperazione palpabile proprio per le sparate oscene che tira fuori.Cmq sono sparate che al sud alcuni se le bevono e quindi Silviuccio qualche voto lo racimola. |
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#27 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Città: Ovunque
Messaggi: 1933
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francamente NON credo nemmeno alla Banca del Sud (favorira i soliti / gli amici dei politici e come al solito QUASI NIENTE arrivera alla gente....) al Sud servono 2 cose LEGALITA' e SERVIZI...FUNZIONANTI
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#28 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2008
Città: ...dove Sile a Cagnan s'accompagna...
Messaggi: 1056
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anche se quassù dovrebbero (e infatti succede) girare un bel po' i santissimi ai berluschi
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And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage? nerdtest: 36% - http://www.nerdtests.com |
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
Messaggi: 2757
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#30 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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E cosa fa la lega ?
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#31 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Messaggi: 12167
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fatasticooooo
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#32 | |
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Member
Iscritto dal: May 2009
Città: Side 7
Messaggi: 102
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Comunque contenti voi, del resto siete voi la razza padrona (cit)
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#33 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
Messaggi: 2757
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#34 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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PURO TALENTO COMICO... ma campagna elettorale davvero studiata da professionisti del marketing.
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=95963 Presidente Berlusconi, nell’estate scorsa aveva annunciato un piano Marshall per il Sud. Quando si passerà dagli annunci ai fatti concreti? «A differenza dei vecchi politici, non ho mai amato il metodo degli annunci fine a se stessi. Per questo abbiamo studiato molto seriamente la questione, avvalendoci dei migliori tecnici disponibili, e prendendoci tutto il tempo necessario. Ora siamo pronti. Prima dell’estate, probabilmente in giugno, verrò proprio a Napoli a presentare il grande progetto per il Mezzogiorno. Per il nostro governo è una grande scommessa per il futuro. L’Italia non ripartirà se non ripartirà il Mezzogiorno. Le risorse destinate al Sud sono davvero ragguardevoli: in cinque anni, 250 miliardi di risorse pubbliche, oltre alla spesa corrente. Pensata nelle vecchie lire, significa 500.000 miliardi. Utilizzandoli al meglio, si può davvero cambiare il volto del nostro Sud, trasformandolo da problema a risorsa». Ci sarà una cabina di regia a Palazzo Chigi? «All’elaborazione del piano stanno collaborando tutte le amministrazioni e tutti i ministeri. Uno dei nostri obbiettivi è proprio la lotta al frazionamento. La task force che verrà creata dalla Presidenza del Consiglio eviterà la dispersione delle risorse in mille rivoli, come oggi avviene. Coralità e concertazione sono i criteri a cui ci atterremo». In questa campagna elettorale è tornato il sospetto di un governo a trazione «nordista». Mentre, sull’altro versante, è rispuntato il partito del Sud... «La Lega rappresenta un forte richiamo identitario di un’area che legittimamente si è sentita trascurata per troppo tempo dal governo centrale. I problemi del Nord sono in qualche modo speculari a quelli del Sud. Per questo non mi meraviglia che anche nel Mezzogiorno nascano spinte di questo tipo. L’importante è non dimenticare che i nostri problemi si risolvono solo in chiave nazionale ed europea. La nostra Patria non è solo un valore storico e civile nel quale credo profondamente, è anche il contesto nel quale tutti dobbiamo crescere. Le piccole patrie, al Nord come al Sud, sarebbero troppo deboli per competere in un mondo globalizzato. E infatti l’asse portante della maggioranza è il Pdl, un grande popolo prima ancora che un grande partito, che vive ed opera in ogni angolo d’Italia, e che agisce in termini nazionali». Nel governo si sono fronteggiate due anime, quella più rigorosa di Tremonti e quella più attenta agli aspetti ”sociali” di Fini. Questo non ha creato problemi all’esecutivo? «È del tutto normale che in un grande partito, che rappresenta il 40% degli italiani, e ancora di più in una coalizione che è l’espressione della maggioranza dei cittadini, ci siano sensibilità e storie politiche diverse. Devo però aggiungere che l’importante è confrontarsi, discutere da persone libere quali siamo, ma poi, una volta adottata una scelta, difenderla e operare lealmente per affermarla. In questo quadro, la politica economica del governo è stata da tutti condivisa, e non appartiene a questo o a quell’esponente politico, è espressione del governo nella sua collegialità. E il presidente del Consiglio ne è il primo responsabile». Cinquant’anni di intervento straordinario non sono riusciti a colmare il gap Nord-Sud. La classe dirigente meridionale ha fallito? «Purtroppo sì. Pochi di coloro che hanno governato il Sud nella storia italiana recente sono stati all’altezza del compito storico che avevano di fronte. Però non sono pessimista. Nella classe dirigente del Sud ci sono esperienze, professionalità, competenze eccellenti. Esistono persone rigorose e qualificate. Dunque il Sud non va certo «commissariato»: si tratta piuttosto di aiutare a crescere questa classe dirigente, fatta soprattutto di giovani capaci di guardare lontano, all’Europa, lasciandosi alle spalle un passato fatto di luci ma anche di molte ombre. Io tanti di questi giovani li incontro quando vengo a Napoli. Sono, in nuce, la nuova classe dirigente se sapremo farla crescere davvero. La crisi ha colpito duramente il Sud. Quando finirà la recessione? «Posso dire che siamo vicini all’uscita del tunnel. Non è finita, ma si vede forte e chiara la luce della ripresa. Certo, gli indicatori economici volgono al bello, ma per l’occupazione, per la famiglie e le imprese, è ancora molto dura. Tuttavia io credo che rimarrà fra i meriti storici del nostro governo quello di aver saputo gestire la crisi economica più grave del dopoguerra senza mettere mai le mani nelle tasche degli italiani, e garantendo la sicurezza sociale a tutti i cittadini. La speculazione, però, è sempre in agguato come dimostra il caso della Grecia. Cosa fare? «Proprio perché il rischio esiste, dobbiamo essere rigorosi. Il caso Grecia dimostra come sarebbe potuta finire l’Italia se avessimo adottato la politica economica proposta dalla sinistra e non quella del rigore che abbiamo coraggiosamente perseguito». L’occupazione segna il passo: c’è da attendersi un ulteriore peggioramento? «Non sono pessimista. L’andamento dell’occupazione segue quello del ciclo economico, di solito con qualche mese di ritardo. Con la ripresa, anche l’occupazione tornerà a salire. Nel frattempo, le reti di ammortizzatori sociali hanno tenuto. Nessuno è stato abbandonato a sè stesso». Il governo ha avuto il merito indiscutibile di aver liberato la Campania dalla vergogna dei rifiuti. Ma i problemi sono sempre dietro l’angolo. È deluso dalla reazione che hanno avuto le classi dirigenti della città? «Una premessa è d’obbligo. Soltanto per un problema burocratico, cioè il blocco del pagamento degli stipendi di alcune centinaia di lavoratori, nei giorni scorsi sono ricomparsi dei rifiuti nelle strade. È una situazione che abbiamo immediatamente sbloccato, riportando la raccolta alla normalità in brevissimo tempo. Ma ho la netta sensazione che quelli fossero soprattutto ”rifiuti elettorali”. Sono comparsi con un tempismo troppo perfetto, e per ragioni troppo futili, per essere un fenomeno spontaneo. C’è chi vuole svilire le grandi realizzazioni del nostro governo: sia gettando fango sugli uomini che hanno lavorato eroicamente all’Aquila sia gettando discredito su quanto il governo ha fatto per cancellare la vergogna dell’immondizia di Napoli. Noi avevamo creato le condizioni per uno scatto d’orgoglio a Napoli e in Campania. La gente lo ha capito, tanto è vero che ci ha accordato, per esempio, un clamoroso successo alla Provincia, che abbiamo così conquistato per la prima volta. Le classi dirigenti di sinistra non hanno risposto nello stesso modo. Per questo l’elettorato le punirà domenica e lunedì prossimi. Per il futuro, il governo sarà naturalmente a fianco della Giunta guidata da Stefano Caldoro. Il piano Sud troverà proprio in Campania la prima e più significativa attuazione. Lavoreremo insieme alla nuova Giunta regionale nel sostegno al sistema delle imprese, nel completamento della rete infrastrutturale, nella creazione di centri d’eccellenza per ridare centralità alla regione. Con le giunte di sinistra, condizionate dalle forze più estreme, dagli ecologisti più rozzi e ideologici, dalle frange neocomuniste, dai radicali, si è potuto fare ben poco. La Campania ha già pagato un prezzo altissimo alla cultura del "no" che condiziona le coalizioni di sinistra». Torniamo al piano per il Sud. La bozza che le è stata consegnata, contiene 120 progetti. Da dove partirete? «La prima cosa da fare è il riordino del sistema degli incentivi. Pochi lo sanno, ma oggi vi sono 98 meccanismi diversi di incentivi statali, e oltre 1.300 regionali. È evidente che tutto questo non consente nessuna strategia coerente di sviluppo. Senza modificare in alcun modo i saldi complessivi, ridurremo gli strumenti di incentivazione nazionali a una decina, e se le regioni collaboreranno come spero, un’analoga riduzione interesserà gli incentivi regionali. Non soltanto. Tutti gli incentivi nazionali pescheranno da un unico fondo, così non resteranno giacenze inutilizzate. Sarà dunque possibile orientare gli incentivi verso i settori davvero strategici, puntando sulla ricerca e l’innovazione. Lo sviluppo del sistema delle imprese nel Mezzogiorno, che è il nostro vero obiettivo strutturale, ha degli assi portanti: penso all’industria ferrotranviaria, a quella aeronautica, all’agro alimentare, ai servizi avanzati: l'ingegneria, le biotecnologie, le ricerche farmacologiche. Naturalmente non aspettiamo le elezioni, per dare il via a tutto questo: i contratti di innovazione, già varati a gennaio, sono il prodromo di interventi più vasti e profondi. Ci sono, poi, tanti altri progetti in cantiere che considero decisivi. Un immediato intervento sulla giustizia civile, che nel Sud ha tempi del 30% superiori a quelli, già intollerabilmente alti, della media nazionale. Un grande progetto di ristrutturazione delle città, e di riqualificazione quindi dell’habitat urbano: le splendide città del Sud meritano di essere sottratte allo stato di degrado strutturale in cui spesso versano e i cittadini meritano di vivere in città più accoglienti e più sicure. Una riqualificazione seria della pubblica amministrazione, secondo lo spirito della riforma Brunetta, valorizzando le professionalità che esistono e sopprimendo le troppe sacche di inefficienza. E come non parlare ancora della sanità e della formazione: due grandi questioni nazionali, senza le quali la crescita del sud non è neppure immaginabile. E poi naturalmente esiste una questione fiscale». Frenerete la fuga dei cervelli? «Siamo di fronte a un paradosso. Il Sud finanzia lo sviluppo delle regioni più prospere d’Europa e questo accade ogni volta che i migliori giovani laureati delle università meridionali vanno al Nord o all’estero. Ai nostri giovani bisogna offrire condizioni di contesto diverse: parlavo poco fa di città più vivibili. Aggiungo la lotta senza quartiere alla criminalità organizzata. Il nostro Governo, è sotto gli occhi di tutti, sta infliggendo colpi molto duri alla camorra, alla mafia, alla ’ ndrangheta. Il numero dei pericolosi latitanti arrestati è senza precedenti. Sono state effettuate oltre 400 operazioni di polizia che hanno portato ad oltre 4000 arresti e sono stati sequestrati contanti e beni per quasi dieci miliardi di euro. E poi ci vogliono interventi specifici per l’università: il Sud, e Napoli in particolare, hanno tradizioni universitarie di altissimo livello. Tutto questo si è progressivamente appannato. Ci sono ancora eccellenze, ma costrette ad operare in condizioni complessive sempre più difficili. Vorrei che a Napoli si tornasse a dare un’istruzione universitaria di respiro e livello mondiale. Che cento docenti stranieri si aggiungessero a quelli, già bravissimi, che insegnano a Napoli, per aprire una finestra sul mondo. Vorrei un’università nella quale si tenessero molti corsi in lingua inglese, un’università per chi crede davvero nel Sud». Le imprese del Sud, però, sono poche e soprattutto piccole... «Coloro che insistono a fare impresa nel Sud oggi sono degli autentici eroi. Dobbiamo aiutarli. Nel Piano ci sono incentivi per sostenere i progetti di crescita, le aggregazioni, l’internazionalizzazione». Si parla di infrastrutture. Ma c’è anche chi dice che questo è un paese bloccato dai veti. Una condanna? «Voglio farle un esempio. Ogni volta che vengo a Napoli, e ci vengo spesso e molto volentieri, perché la considero un po' la mia città di adozione, percorro per arrivare in centro la via Marina. Da anni e anni il fondo stradale di questa arteria, una delle più importanti di Napoli, è devastato. Il Comune non vuole o non sa provvedere. Le pare giusto che un cittadino di Napoli, che ogni giorno percorre quella strada, non abbia nessuno che lo tuteli, se il Comune dopo dieci anni non ha provveduto? In concreto useremo i poteri sostitutivi il meno possibile. Ma di fronte alla paralisi, se paralisi vi sarà, certamente interverremo con la task force creata a Palazzo Chigi». La sanità è uno dei capitoli più deficitari del Sud. Una condanna? «È una questione molto complessa. Napoli e la Campania vantavano una scuola di medicina di livello mondiale. La commistione fra politica e sanità ha rovinato molte cose. Oggi abbiamo gravi deficit in molti settori, e una cattiva distribuzione complessiva di risorse sul territorio. Tutto questo ha un costo esorbitante, e offre ai cittadini un servizio di qualità spesso scadente. Vorrei ricordare per confronto quanto hanno fatto, nella sanità, le regioni governate dal centro-destra: il modello Lombardia è considerato il migliore in Europa. Ma non c’è ragione al mondo per la quale la Campania non possa avere ciò che ha la Lombardia. Il primo passo da compiere è solo apparentemente banale: bisogna tornare a valorizzare la professionalità e non l’appartenenza o l’amicizia. Questo vale per i medici, per il personale paramedico, per gli amministratori e i manager. Se non si parte da qui, ogni riorganizzazione rimarrà sulla carta. E poi, certo, bisognerà affrontare la questione del debito delle Asl. Spendere meglio per spendere meno. Infine la scuola. Si è garantito ai precari un sussidio. Ma sono rimasti a casa. Le sembra giusto? «Non è esattamente così. Quella dei precari è una situazione che abbiamo ereditato, ed alla quale abbiamo dovuto trovare una soluzione che tenesse conto del dramma umano e professionale di molte persone. Abbiamo cercato di lasciare a casa meno persone possibile. Ma la scuola italiana oggi non ha bisogno di più insegnanti, quanto piuttosto di insegnanti più motivati e meglio retribuiti. Per molti anni si è considerata la scuola come un ammortizzatore sociale. Questa politica scolastica, che non era certo al servizio degli studenti, ha abbassato il livello qualitativo complessivo della scuola, ed ha creato situazioni insostenibili, veri drammi sociali come quello del precariato. Noi vogliamo tornare a una scuola nella quale gli insegnanti siano orgogliosi del loro ruolo, che è fondamentale per il futuro del paese. Non un parcheggio di precari che devono in qualche modo sopravvivere. Come vede c’è molto da fare. Ma è proprio quando c’è molto da fare che io comincio a divertirmi».
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...Grazie caro Lolek! |
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#35 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Milano
Messaggi: 14007
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Certo che ne spara
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#36 | |
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Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Udine
Messaggi: 186
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#37 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Milano
Messaggi: 14007
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mi ha fatto morire l'imitazione delle 3 fasi, lol
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#38 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 376
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Nell'attesa dell'avvento del federalismo. Il fatto è che ormai si sa tutti che SB spara cagate a ripetizione
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#39 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Se non ci fosse il Berlusca ci sarebbe qualcun'altro,compresa la sinistra visto che un vuoto politico non è contemplabile,ma la musica sarebbe la stessa. Se oggi detesti il Berlusca per queste ragioni (oltre che per tutto il resto vabè...),domani detesterai Fini esattamente per gli stessi motivi. L'unica cosa buona è che con il Berlusca si è riusciti a fare un abbozzo di federalismo ancora da definire nei dettagli,ma meglio di niente dopo quindici anni di lotte bestiali combattute con il coltello tra i denti. |
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#40 | |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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E' da un po' che sono su 'sto forum eh....Io sono leghista,da sempre. |
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Silviuccio semplicemente è alla disperazione ed è una disperazione palpabile proprio per le sparate oscene che tira fuori.









