Plastica naturale: derivata dal latte, biodegradabile in 13 settimane

Plastica naturale: derivata dal latte, biodegradabile in 13 settimane

Un team della Flinders University ha sviluppato una pellicola biodegradabile a base di caseinato di calcio, amido modificato e bentonite. Il materiale si decompone nel suolo in circa 13 settimane e mostra livelli di tossicità contenuti, un'alternativa concreta agli imballaggi alimentari in plastica

di pubblicata il , alle 12:07 nel canale Web
 

Un gruppo di studiosi della Flinders University ha sviluppato una pellicola sottile e flessibile ottenuta dal caseinato di calcio, una forma commerciale della caseina, proteina principale del latte.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Polymers, descrive una formulazione che combina caseinato di calcio, amido modificato e nanoclay di bentonite, con l'aggiunta di glicerolo e alcol polivinilico per migliorare resistenza meccanica e flessibilità. L'obiettivo consiste nella creazione di un materiale capace di replicare le prestazioni della plastica convenzionale per il packaging alimentare, con un profilo ambientale più favorevole.

I test condotti in condizioni normali di suolo indicano una decomposizione progressiva, con una degradazione completa stimata in circa 13 settimane. Il risultato suggerisce che la combinazione tra biopolimeri e sospensioni di nanoargille consente la produzione di film funzionali, idonei al confezionamento alimentare sostenibile.

La sicurezza del materiale è stata oggetto di verifiche microbiologiche. I livelli di colonie batteriche rilevati rientrano nei limiti accettabili per film biodegradabili privi di proprietà antimicrobiche. Il professor Youhong Tang, ricercatore presso il Tonsley Campus e membro del Flinders Institute for NanoScale Science and Technology, raccomanda però ulteriori valutazioni antibatteriche nelle prossime fasi di sviluppo.

La necessità di alternative appare evidente osservando i numeri. Secondo l'Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD), in assenza di azioni coordinate a livello internazionale, la produzione di plastica potrebbe crescere del 70% tra il 2020 e il 2040, superando i 700 milioni di tonnellate annue.

Un'analisi pubblicata su Nature stima che circa il 60% della plastica prodotta sia monouso, mentre solo il 10% viene riciclato. La produzione globale è passata da 2 milioni di tonnellate nel 1950 a 475 milioni di tonnellate nel 2022, un volume paragonabile al peso di 250 milioni di automobili.

Molti materiali plastici contengono migliaia di additivi chimici, tra coloranti e ritardanti di fiamma, con sostanze associate a rischi tossicologici e oncologici. Ridurre la dipendenza da questi composti rappresenta una priorità ambientale e sanitaria.

Il progetto ha coinvolto anche ricercatori della Universidad de Bogotá Jorge Tadeo Lozano, tra cui Nikolay Estiven Gomez Mesa e Alis Yovana Pataquiva-Mateus, impegnati nel Nanobioengineering Research Group di Bogotá.

Il settore del packaging rappresenta oggi una quota rilevante dei rifiuti plastici globali. Soluzioni di questo tipo potrebbero contribuire alla transizione verso un modello produttivo più vicino ai principi dell'economia circolare, con benefici per industria, consumatori e ambiente.

7 Commenti
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Sandro kensan03 Marzo 2026, 13:41 #1
Ma nessuno si preoccupa della carta di credito che abbiamo nel nostro corpo sotto forma di micro e nano plastiche? nessuno pensa a una soluzione?
randorama03 Marzo 2026, 14:48 #2
13 settimane, eh! non 3 mesi
redrose03 Marzo 2026, 15:33 #3
13 settimane quasi sempre coincidono con 3 mesi...
13 settimane sono 13 per 7 giorni ossia 91 giorni.
Chiaro che è preferibile parlare di 13 settimane anzichè tre mesi specialmente nei casi in cui è necessario essere precisi perchè infatti non ci sono 91 giorni fra il primo gennaio 2026 e il primo d'aprile 2026, ma soli 90 giorni.
tuttodigitale03 Marzo 2026, 15:33 #4
Si, molto bello, ma quanto caseinato di calcio è necessario? Non è una materia prima che definirei economica ..(e neppure disponibile in grosse quantità
randorama03 Marzo 2026, 15:41 #5
Originariamente inviato da: redrose
13 settimane quasi sempre coincidono con 3 mesi...
13 settimane sono 13 per 7 giorni ossia 91 giorni.
Chiaro che è preferibile parlare di 13 settimane anzichè tre mesi specialmente nei casi in cui è necessario essere precisi perchè infatti non ci sono 91 giorni fra il primo gennaio 2026 e il primo d'aprile 2026, ma soli 90 giorni.


eh... immagino che la signora biodegradazione sia molto precisa e che faccia il suo lavoro tutto nel 91° giorno.
al 90 il sacchetto c'è; al 91° puf! sparito!
baolian03 Marzo 2026, 17:14 #6
Originariamente inviato da: randorama
eh... immagino che la signora biodegradazione sia molto precisa e che faccia il suo lavoro tutto nel 91° giorno.
al 90 il sacchetto c'è; al 91° puf! sparito!


Ma no!
C'è scritto chiaramente circa 13 settimane.
Quindi significa che c'è una tolleranza di almeno 13 quarti d'ora... ...circa!
fukka7503 Marzo 2026, 19:35 #7
Originariamente inviato da: randorama
eh... immagino che la signora biodegradazione sia molto precisa e che faccia il suo lavoro tutto nel 91° giorno.
al 90 il sacchetto c'è; al 91° puf! sparito!


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