Traffico di licenze Windows e Office: arriva la condanna per una donna di 52 anni

Traffico di licenze Windows e Office: arriva la condanna per una donna di 52 anni

Una donna della Florida è stata condannata a 22 mesi di carcere e a una multa di 50.000 dollari per aver gestito un traffico pluriennale di etichette COA Microsoft. I codici di Windows 10 e Office venivano estratti manualmente e rivenduti in tutto il mondo

di pubblicata il , alle 17:25 nel canale Software
MicrosoftWindowsOffice
 

Una donna della Florida è stata condannata a 22 mesi di reclusione per aver orchestrato un vasto traffico di licenze Microsoft Certificate of Authenticity (COA), utilizzate per l'attivazione di software come Windows 10 e Microsoft Office. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto una multa di 50.000 dollari.

La protagonista della vicenda, 52 anni, operava attraverso un'attività di e-commerce chiamata Trinity Software Distribution e avrebbe gestito per anni un sistema di approvvigionamento e rivendita di codici di licenza Microsoft su larga scala.

Le COA (Certificate of Authenticity) sono adesivi di piccole dimensioni che certificano l'autenticità del software Microsoft. Ogni etichetta include un product key univoco, necessario per l'attivazione del sistema operativo o della suite Office distribuiti su supporto fisico.

Secondo quanto indicato nell'atto di accusa, queste etichette non possiedono valore commerciale autonomo e non possono essere vendute separatamente dal software e dall'hardware cui sono destinate. L'unica modalità di distribuzione autorizzata per un Windows OEM COA prevede l'applicazione dell'etichetta sul computer su cui il software è installato oppure l'inclusione all'interno di un pacchetto OEM completo e sigillato. La vendita "standalone", quindi priva di software e hardware originali, viola la normativa federale statunitense.

Tra luglio 2018 e gennaio 2023, l'imprenditrice e i suoi collaboratori hanno acquistato decine di migliaia di etichette COA autentiche di Windows 10 e Microsoft Office da una società con sede in Texas. Per queste forniture sono stati versati complessivamente 5.148.181,50 dollari, con prezzi di acquisto ben inferiori a quelli di listino.

Invece di commercializzare i prodotti secondo le modalità previste, il gruppo ha scelto di estrarre manualmente i codici product key dalle etichette. I codici venivano poi trascritti in fogli di calcolo Excel e rivenduti in blocco a clienti in tutto il mondo. Questo sistema ha alimentato un mercato parallelo di chiavi di attivazione Microsoft prive di regolare licenza associata, con impatti economici rilevanti.

Il procedimento è stato seguito dall'Assistant U.S. Attorney Risha Asokan e dal trial attorney Jared Hosid della sezione Computer Crime and Intellectual Property (CCIPS). Negli ultimi cinque anni, la divisione ha ottenuto oltre 180 condanne per reati informatici e contribuito al recupero di più di 350 milioni di dollari a favore delle vittime.

La sentenza rappresenta un segnale forte nei confronti delle attività che sfruttano in modo illecito i meccanismi di attivazione software, in particolare nel segmento OEM, dove le licenze Windows e Office restano strettamente vincolate all'hardware o alle confezioni originali sigillate.

32 Commenti
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Saturn03 Marzo 2026, 17:30 #1
Mi piacerebbe aprire il "nostro consueto dibattito" ...ma la situazione internazionale mi perplime e preoccupa troppo !

Però ora mi spiego come sia possibile trovare "Windows 11 LTSC IOT + Office 2024 Professional Plus - PULCIARO COMBO PACK EDIZZION" a 4,99 dòlla online !

Scommetto che li forniva lei i seriali !
LL103 Marzo 2026, 17:37 #2
Originariamente inviato da: Saturn
..ma la situazione internazionale mi perplime


matrix8303 Marzo 2026, 18:06 #3
Originariamente inviato da: LL1


Cosa non ti è chiaro? https://accademiadellacrusca.it/it/...-perplimere/110
LL103 Marzo 2026, 18:12 #4
Originariamente inviato da: matrix83


1-0 per voi senza replica per cui non mi rimane che far ammenda ed ammettere pubblicamente che non credevo mi stessi relazionando con fini puristi della lingua italiana .

Non assolve la mia ignoranza ma confesso fosse la prima volta che sentivo quell'espressione

PS: cosa c'incastri l'essere perplesso (dalla situazione internazionale) in questo contesto non lo capisco ma vabbè..
Ginopilot03 Marzo 2026, 18:17 #5
Mi sa che in europa non avrebbe violato nessuna legge.
alien32103 Marzo 2026, 19:32 #6
Originariamente inviato da: Ginopilot
Mi sa che in europa non avrebbe violato nessuna legge.


Infatti, come al solito l'articolo di HU è impreciso e non approfondisce, si limita a dare una notizia a pappagallo senza un minimo di contesto o valutazione internazionale.
coschizza03 Marzo 2026, 20:07 #7
Originariamente inviato da: Ginopilot
Mi sa che in europa non avrebbe violato nessuna legge.


Direi che fare il ricettatore è illegale anche in Europa
piwi03 Marzo 2026, 20:25 #8
Roba da ergastolo.
no_side_fx03 Marzo 2026, 20:36 #9
Originariamente inviato da: coschizza
Direi che fare il ricettatore è illegale anche in Europa


no in europa a differenza degli usa è perfettamente legale rivendere chiavi dismesse
in questo caso però non erano dimesse
biometallo03 Marzo 2026, 20:49 #10
Originariamente inviato da: no_side_fx
no in europa a differenza degli usa è perfettamente legale rivendere chiavi dismesse
in questo caso però non erano dimesse


Non sono certo un esperto di leggi, ma se tali licenze sono rivendibili non credo che faccia differenza che siano dismesse o meno... ad ogni modo non ha senso parlare di ricettazione nemmeno per quanto riguarda il caso in questione.
La ricettazione avviene quando si acquista materiale rubato o comunque proveniente da attività illecita, ma in questo caso mi pare di capire che l'acquisto delle etichette in questione di per se fosse 100% legale, e stato poi il modo con cui le licenze sono state rivendute ad aver violato le leggi texane o almeno così ho capito leggendo l'articolo.

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