ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gaming con driver planari da 100mm
ASUS e HIFIMAN uniscono le forze per creare ROG Kithara, cuffie gaming con driver magnetici planari da 100mm, design open-back e microfono MEMS full-band. Una proposta che ambisce a coniugare fedeltà per audiofili e performance ludiche, disponibili a 319 euro
di Dorin Gega , Rosario Grasso pubblicato il 24 Febbraio 2026 nel canale PerifericheASUSROG
ASUS ROG Kithara nasce da una collaborazione inedita tra il colosso taiwanese e HIFIMAN, storico produttore specializzato in cuffie ad alta fedeltà. Il risultato è un dispositivo che sfida le convenzioni del gaming audio, soprattutto per via dei driver magnetici planari da 100mm – tecnologia tipicamente riservata al mercato audiofilo – in una cuffia pensata per videogiocatori e appassionati di audio di qualità.
La configurazione open-back abbandona l'isolamento acustico delle soluzioni chiuse tradizionali per concentrarsi su un soundstage naturale e ampio che avvantaggia tanto il posizionamento spaziale nei giochi quanto l'ascolto musicale. I driver planari, con la loro membrana più estesa rispetto ai classici driver dinamici, promettono distorsione ridotta e risposta in frequenza lineare, caratteristiche che ASUS e HIFIMAN hanno ottimizzato per coprire uno spettro da 8Hz a 55kHz.
Il microfono MEMS full-band integrato completa il profilo gaming delle Kithara. Rende possibili comunicazioni vocali nitide senza necessità di boom mic esterni. La connettività cablata tramite jack da 3,5mm (con adattatori da 6,4 e 4,4 mm inclusi) garantiscono compatibilità universale con PC, console, smartphone e amplificatori dedicati.
Design e materiali di costruzione
Le ASUS ROG Kithara si presentano con un'architettura open-back che palesa immediatamente la loro vocazione audiofila, allontanandosi dalle soluzioni chiuse tipicamente preferite nel gaming competitivo. Questa scelta progettuale, frutto della collaborazione con HIFIMAN – storico produttore di cuffie hi-fi –, privilegia la naturalezza della riproduzione sonora e l'ampiezza del soundstage rispetto all'isolamento acustico.
C'è dietro una riflessione più filosofica da fare: si preferisce l'isolamento che solitamente delle buone cuffie gaming consentono di avere o si può rinunciare a questo aspetto per un suono più fedele? Con una struttura aperta per i padiglioni, soprattutto ai bassi volumi o nel momento in cui il flusso sonoro diventa momentaneamente muto, si sentirà ciò che succede intorno a noi. Allo stesso modo, chi ci è vicino mentre giochiamo, o più generalmente usiamo le cuffie, sentirà una parte di quello che stiamo sentendo in cuffia.
L'adozione dell'architettura open-back nelle ROG Kithara risponde a precise esigenze fisico-acustiche legate al funzionamento dei driver magnetici planari. Ogni diaframma che vibra per produrre suono genera due movimenti simultanei: un movimento positivo verso l'orecchio dell'ascoltatore, che crea l'onda sonora percepita, e un movimento negativo opposto che produce un'onda sonora identica ma di polarità inversa diretta verso l'interno del padiglione.
Nelle cuffie closed-back tradizionali, l'onda generata dal movimento negativo impatta contro le pareti rigide del padiglione che finisce per produrre riflessioni e rifrazioni che ritornano verso il diaframma e l'orecchio. Queste interferenze creano risonanze indesiderate e colorazioni tonali che alterano la risposta in frequenza, con possibili cancellazioni parziali di specifiche bande sonore e un carattere acustico definito "inscatolato" o "pressurizzato".
La griglia traforata in metallo delle ROG Kithara elimina fisicamente questo problema: l'onda posteriore prodotta dal movimento negativo del diaframma viene espulsa all'esterno senza incontrare superfici riflettenti. Il diaframma può muoversi con libertà meccanica superiore, privo di contropressioni d'aria e interferenze costruttive o distruttive. Si ottiene così una riproduzione lineare lungo l'intero spettro da 8Hz a 55kHz che contraddistingue queste cuffie ASUS.
I benefici pratici si traducono in un soundstage tridimensionale che simula l'ascolto in ambiente aperto, con sorgenti sonore percepite come esterne alla testa anziché confinate all'interno dei padiglioni. La trasparenza timbrica e il dettaglio microdinamico risultano superiori, caratteristiche che nei videogiochi facilitano il posizionamento spaziale di passi, spari e segnali ambientali, mentre nell'ascolto musicale restituiscono la scena sonora originale senza artefatti.
Come dicevamo, però, il compromesso intrinseco dell'architettura aperta risiede nell'assenza di isolamento acustico: il suono riprodotto fuoriesce dai padiglioni e risulta udibile nell'ambiente circostante, mentre i rumori esterni raggiungono liberamente l'orecchio dell'ascoltatore. Le ROG Kithara si configurano quindi come cuffie per ambienti domestici controllati o postazioni gaming dedicate, inadatte a contesti rumorosi o condivisi dove l'isolamento passivo risulta necessario.
La struttura portante delle nuove cuffie ASUS ROG è realizzata in metallo per l'archetto principale in modo da garantire robustezza e durata nel tempo senza penalizzare eccessivamente il peso complessivo. L'assemblaggio rivela un'attenzione costruttiva superiore alla media del segmento gaming, con giunzioni solide e meccanismi di regolazione dell'archetto che trasmettono sensazioni di precisione e affidabilità.
I cuscinetti auricolari adottano una combinazione di memory foam ad alta densità rivestita in similpelle, una soluzione per comfort prolungato e sigillo acustico attorno al padiglione. La forma ovale dei cuscinetti e la profondità interna generosa permettono alle orecchie di non entrare in contatto con la griglia protettiva dei driver, aspetto cruciale per sessioni gaming estese. L'archetto presenta un'imbottitura centrale che distribuisce uniformemente il peso sulla sommità del capo, fattore apprezzabile considerando la presenza dei driver planari che, per natura tecnologica, risultano più pesanti rispetto ai tradizionali driver dinamici.
L'archetto offre una buona escursione ma la forza di fissaggio non è particolarmente elevata, e questo fa sì che, soprattutto nei primi utilizzi, le cuffie tendano a dare la sensazione di "scivolare" verso il basso. Va però considerato che i padiglioni, chiamati a ospitare i generosi driver magnetici planari da 100 mm, sono tutt'altro che compatti e contribuiscono a questa percezione di posizionamento un po' precario attorno all'orecchio. Una volta trovata la regolazione giusta e fissate in testa, comunque, la tenuta è adeguata all'uso alla scrivania e in gioco: il sistema di ritenzione resta leggero, ma nella pratica le Kithara non si muovono se non quando si esagerano volutamente i movimenti del capo.
L'estetica complessiva mantiene i codici stilistici ROG con elementi rossi e neri, ma con una moderazione insolita per il brand: il logo Republic of Gamers compare sui padiglioni senza eccessi di LED o decorazioni aggressive, ennesima dichiarazione di intenti per un prodotto che per molti aspetti è diverso rispetto a tutti gli altri rilasciati da ROG fino a oggi.
Dotazione cavi e connettività multi-piattaforma
ASUS rilascia ROG Kithara con un cavo audio dual 3,5mm lungo 1,8 metri realizzato in conduttori OFC (Oxygen-Free Copper), una scelta che minimizza le resistenze elettriche e preserva l'integrità del segnale audio ad alta fedeltà. La peculiarità di questo cavo risiede nel sistema di connettori intercambiabili 3-in-1 che prevede l'utilizzo di jack da 3,5mm, 6,3mm e 4,4mm. In questo modo è possibile l'adattamento a diverse sorgenti audio senza necessità di cavi aggiuntivi.
Il jack da 3,5mm copre l'utilizzo con PC, notebook, smartphone, tablet e i controller di console come PlayStation e Xbox. Questo connettore standard trasporta il segnale audio stereofonico e alimenta simultaneamente il microfono MEMS integrato.
Il jack da 6,3mm (1/4 di pollice) entra in gioco con amplificatori dedicati e interfacce audio professionali che adottano questo standard per le uscite cuffia ad alta impedenza. La maggiore superficie di contatto del connettore garantisce una connessione meccanica più stabile e riduce il rischio di ossidazione, aspetto rilevante per utilizzi prolungati in postazioni fisse con amplificatori da scrivania o DAC esterni.
Il jack da 4.4mm pentaconn balanced abilita, invece, la connessione bilanciata con amplificatori e DAC portatili che supportano questo standard. A differenza delle connessioni sbilanciate tradizionali che utilizzano un unico conduttore per canale più massa comune, il collegamento bilanciato impiega conduttori separati per segnale positivo e negativo di ciascun canale. Questa configurazione consente agli amplificatori bilanciati di erogare una potenza superiore ai driver planari, che con i loro 16Ω di impedenza beneficiano di maggiore corrente per esprimere completamente la dinamica e l'estensione in gamma bassa. Il risultato pratico è un volume più elevato con distorsione contenuta e un migliore controllo del diaframma planare nelle transizioni rapide.
ASUS include inoltre un adattatore USB Type-C a doppio 3,5mm, soluzione dedicata a notebook ultraleggeri e dispositivi mobili che hanno eliminato il jack audio tradizionale o non dispongono di ingressi separati per cuffia e microfono. Questo adattatore integra un DAC (Digital-to-Analog Converter) miniaturizzato che converte il segnale digitale USB-C in analogico e gestisce separatamente i due canali: uno per l'audio stereo in uscita verso le cuffie, l'altro per l'ingresso microfonico.
Su PlayStation è necessario utilizzare questo adattatore USB-C oppure un singolo jack 3,5mm solo per l'audio, mentre il microfono risulta funzionante esclusivamente tramite USB-C. Su Xbox e Switch, invece, il supporto microfonico passa attraverso la connessione al controller tramite jack 3,5mm standard.
Le nuove cuffie, poi, non fanno uso di alcun software come, nel mondo ASUS, sarebbe potuto essere Armoury Crate. Adottano, infatti, una filosofia costruttiva completamente analogica e passiva che elimina qualsiasi dipendenza da software proprietari, driver o utility di configurazione. Al pari di qualsiasi cuffia cablata tradizionale, il funzionamento avviene attraverso connessione diretta alla sorgente audio, senza necessità di installazioni preliminari o profili software dedicati.
Questa natura passiva implica che le Kithara non integrano componenti elettronici attivi al loro interno: nessun amplificatore dedicato, nessun processore DSP (Digital Signal Processing), nessuna scheda audio interna. I driver magnetici planari da 100mm ricevono il segnale audio analogico direttamente dalla sorgente e lo convertono meccanicamente in pressione sonora, senza stadi di amplificazione o elaborazione intermedi che richiederebbero alimentazione o controllo digitale.
L'intero processamento audio, l'amplificazione e l'eventuale equalizzazione dipendono esclusivamente dalla sorgente collegata: scheda audio integrata nella motherboard, scheda audio dedicata PCIe, interfaccia audio esterna USB, amplificatore per cuffie o DAC portatile. Questa architettura conferisce alle Kithara una compatibilità universale immediata con qualsiasi sistema operativo – Windows, macOS, Linux, console PlayStation, Xbox, Nintendo Switch – senza dover verificare supporto driver o aggiornamenti firmware.
Il vantaggio pratico si traduce in una semplicità d'uso assoluta: le cuffie funzionano istantaneamente dopo il collegamento fisico, senza configurazioni audio complesse o pannelli di controllo da gestire. L'assenza di software elimina inoltre potenziali conflitti con altre periferiche, problemi di compatibilità con aggiornamenti di sistema o necessità di mantenere utility aggiornate. Per gli utenti che preferiscono equalizzazioni personalizzate o effetti spaziali, questi dovranno essere applicati a livello di sorgente attraverso software di sistema, equalizzatori integrati nei player musicali o processori esterni. Le Kithara rimangono così in qualsiasi condizione trasduttori neutri che riproducono fedelmente il segnale ricevuto.
La natura passiva e analogica delle Kithara implica che qualsiasi virtualizzazione surround o tecnologia di audio posizionale deve provenire dalla sorgente audio esterna. Su PC, questo si traduce nell'utilizzo di Windows Sonic for Headphones (gratuito), Dolby Atmos for Headphones o DTS Headphone:X tramite scheda audio o software dedicato. PlayStation 5 applica il proprio Tempest 3D AudioTech attraverso l'adattatore USB-C, mentre Xbox Series X/S gestiscono Windows Sonic o Dolby Atmos via controller. Il processamento avviene a monte e le Kithara ricevono un segnale stereo già elaborato con le informazioni spaziali codificate, limitandosi a riprodurlo fedelmente.
Questa configurazione comporta una dipendenza critica dalla qualità del motore audio del gioco e dalla sorgente hardware. Titoli con implementazioni HRTF (Head-Related Transfer Function) avanzate come Counter-Strike 2 con il suo motore audio Steam Audio, o il sistema binaural di Fortnite, forniscono già informazioni direzionali precise nel segnale stereo che le Kithara traducono efficacemente grazie al soundstage naturale. Giochi con audio spaziale meno sofisticato potrebbero risultare meno definiti rispetto a cuffie gaming closed-back con DSP integrato e profili audio preimpostati che "forzano" artificialmente la separazione dei canali.
Il design open-back introduce un compromesso tattico rispetto alle soluzioni chiuse: l'assenza di pressione sonora interna e di risonanze del padiglione produce un posizionamento più naturale ma potenzialmente meno "iperbolico" rispetto a cuffie che enfatizzano artificialmente le frequenze dei passi (generalmente tra 2-4kHz) e comprimono la dinamica per esaltare suoni deboli.
Le Kithara si posizionano quindi come scelta per giocatori che privilegiano una rappresentazione acustica bilanciata, dove l'audio posizionale emerge dalla qualità intrinseca della riproduzione anziché da elaborazioni aggressive. In altri termini sono più "piatte", un approccio che non sempre è compatibile con le esigenze dei giocatori, che sono abituati a un'esaltazione di certe frequenze, e a bassi artificiosamente potenti. È per questo che sono atipiche, perché favoriscono una timbrica più da utente audiofilo che giocatore.
Conclusioni: audiofilia applicata al gaming
Le ASUS ROG Kithara si collocano in una nicchia specifica del mercato gaming audio, distanziandosi nettamente da competitor wireless come Astro A50, SteelSeries Arctis Nova Pro Wireless o Audeze Maxwell. Il confronto diretto risulta improprio perché le Kithara perseguono una filosofia acustica opposta: dove le soluzioni wireless closed-back puntano su comodità senza fili, profili EQ preimpostati e DSP integrati per enfatizzare l'audio tattico, le Kithara offrono fedeltà timbrica attraverso driver magnetici planari da 100mm con architettura open-back e risposta in frequenza estesa fino a 55kHz.
La superiorità tecnica dei driver planari rispetto ai driver dinamici da 40-50mm delle cuffie gaming tradizionali si manifesta nella precisione posizionale intrinseca: la membrana più estesa e i tempi di risposta rapidi preservano i transienti e le sfumature microdinamiche che consentono di percepire distanza e direzione delle sorgenti sonore con maggiore naturalezza. L'architettura open-back amplifica questo vantaggio tramite l'eliminazione di risonanze interne e colorazioni, con un soundstage tridimensionale che supera l'effetto "audio dentro la testa" tipico delle closed-back. In titoli con motori audio HRTF avanzati come Counter-Strike 2 o implementazioni binaurali come Fortnite, questa caratteristica si traduce in un posizionamento spaziale organico che non richiede esagerazioni algoritmiche per risultare efficace.
Il compromesso principale risiede nella firma sonora flat dei driver HIFIMAN. La risposta in frequenza lineare privilegia accuratezza e bilanciamento tonale anziché enfatizzazioni di basse frequenze o compressione dinamica che caratterizzano le cuffie gaming mainstream. Giocatori abituati a profili "V-shaped" con bassi pompati e alti esaltati – signature tipica di modelli come HyperX Cloud II o Razer BlackShark – potrebbero percepire le Kithara come "piatte" o prive di impatto. Questa neutralità costituisce un pregio per ascolto musicale, mixing e fruizione di contenuti multimediali ad alta fedeltà, ma richiede un palato acustico educato o la disponibilità a equalizzare manualmente tramite software di sistema per adattare la risposta alle preferenze personali.
L'impedenza di 16Ω garantisce un pilotaggio adeguato con qualsiasi sorgente, dalle schede audio integrate dei laptop agli amplificatori dedicati, senza necessità di hardware specializzato. Le Kithara raggiungono volumi elevati anche collegandole direttamente a smartphone o controller di console, pur esprimendo il massimo potenziale con sorgenti di qualità superiore che preservano la pulizia del segnale.
La connettività esclusivamente cablata delimita lo scenario d'uso a postazioni fisse o semi-mobili dove la libertà di movimento non costituisce la priorità. L'assenza di batterie elimina problemi legati all'autonomia limitata e degrado prestazionale nel tempo, ma sacrifica la comodità del wireless che caratterizza competitor nella fascia 300-400 euro come Audeze Maxwell o Astro A50. La dotazione di cavi con connettori intercambiabili compensa parzialmente questa limitazione grazie alla versatilità multi-piattaforma che così si ottiene, sebbene l'assenza di un adattatore combinato da doppio 3,5mm a jack unico TRRS per laptop con porta combinata cuffia/microfono risulti limitante. Occupare una porta USB-C con l'adattatore incluso quando il laptop dispone di jack 3,5mm combinato inutilizzato penalizza l'ergonomia d'uso in mobilità. Detto questo, la qualità del microfono, nei nostri test, si è rivelata impeccabile, costituendo un supporto perfetto per le comunicazioni tra compagni di team in-game ma anche per applicazioni di registrazione più professionale.
Le ROG Kithara si rivolgono quindi a un'utenza ibrida: giocatori con sensibilità da audiofili che desiderano una cuffia valida tanto in Battlefield 6 quanto nell'ascolto di musica lossless o produzioni Hi-Res, senza compromessi timbrici a favore di colorazioni gaming artificiose. Il prezzo di 319 euro risulta giustificato dalla tecnologia planare e dalla partnership HIFIMAN, ma solo per quella selezionata fascia di utenza che è in grado - o è interessata - a cogliere minime differenze nell'ascolto. Chi privilegia immediatezza wireless, profili EQ preimpostati per titoli specifici o bassi impattanti troverà risposta migliore altrove. Chi cerca trasparenza, soundstage naturale e versatilità oltre il gaming puro, nelle Kithara trova una proposta tecnicamente superiore che eleva la riproduzione audio domestica senza etichettarsi esclusivamente come periferica gaming.








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