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#381 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Este (PD)
Messaggi: 2973
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Rimane il fatto che preti pedofili sono stati protetti e allontanati dalla giustizia, quetso voglio proprio vedere come faranno a smentirlo.
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<<La Verità non richiede fede.>> |
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#382 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
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non questo giovedì, ma il prossimo, per fare i giusti approfondimenti e arrivare preparati alla trasmissione...
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#383 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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#384 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Come, con quali controprove, non è dato saperlo. Forse invitando la BBC a vergognarsi?? Chissà se hanno dato una scorta al giornalista della BBC, come a Bagnasco dopo le scritte "vergogna"... Il documentario dice che Ratzinger, dalla nomina a prefetto vaticano in poi, è stato "GARANTE" del testo, non dice affatto che l'abbia scritto lui. E il fatto che B16 non abbia avuto nulla da obiettare in merito, è ampiamente dimostrato dalla lettera ai vescovi del 2001, con la quale, pur apportando minime modifiche, egli ne conferma in pieno la validità attuale. Gli unici che dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa, sono tutti gli alti prelati che, conoscendo casi di preti pedofili, li hanno trasferiti (anche ripetutamente) invitandoli a meditare sulle proprie malefatte, non solo omettendo di denunciare i fatti alla magistratura ma negando informazioni ai giudici che indagavano sui casi, nonchè proteggendo e nascondendo gli accusati (alcuni proprio a Roma, a 200 metri dal vaticano). Non trattandosi di un caso isolato ma di migliaia di casi in tutto il mondo, è assolutamente plausibile concludere che questo comportamento sia stato tenuto in conformità a linee guida provenienti dall'alto della gerarchia. Guarda caso, il documento incriminato, seppure nella classica vaghezza che consente di proporre un'interpretazione diversa, anche se molto meno plausibile, si presta perfettamente allo scopo, imponendo un segreto circa i casi di pedofilia e nulla disponendo circa l'opportunità di denunciare i fatti alla magistratura ordinaria (l'unica che può condannare il colpevole alla meritata galera e assicurare un minimo di tutela risarcitoria alle vittime). Come si conciclia poi il quadro di presunta "limpidità" dipinto da Avvenire, con il rifiuto di Ratzinger alle richieste di audizione rivoltegli dal giudice americano, per sfuggire alle quali ha dovuto chiedere (naturalmente ottenendola) una speciale dispensa, in quanto capo di stato estero, dal caro George W. Bush (lo stesso che ha trattato in modo ben diverso il "capo di stato estero" Saddam Hussein)? L'Avvenire si vergogni per la propria arroganza e presunzione.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). Ultima modifica di LucaTortuga : 23-05-2007 alle 10:15. |
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#385 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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...Grazie caro Lolek! |
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#386 |
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Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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Ah, tra l’altro Avvenire si è finalmente accorto del documentario Bbc, e pubblica un bellissimo articolo di Andrea Galli, intitolato “Infame calunnia via Internet”. Queste le principali argomentazioni:
Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l’augusta Bbc a “vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell’attaccare senza motivo Benedetto XVI”. Ah, bè, se le ha sconfessate la Cei inglese possiamo anche chiudere qui il discorso. Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto “garante” per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un’istruzione emanata in realtà dal Sant’Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania. E quindi non poteva averla scritta lui. Hah, fregati! (qui Galli si sente inequivocabilmente molto figo). Ecco, Galli, guarda che nessuno sta dicendo che la Crimen Sollicitationis l’ha scritta Ratzinger. Non so se ci avevi pensato, ma non è un documentario contro Ratzinger, è contro i vertici della Chiesa in generale. (L’istruzione la firmò il cardinale Alfredo Ottaviani, e fu “approvata e confermata” da Giovanni XXIII: strano che Galli non l’abbia riportato.) C’è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un’importante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile. …e, in questo modo, coprire i reati di pedofilia. Da notare che l’Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità. E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva. Infatti dopo la sentenza il segreto cade, no? No. Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali. E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono. A denunciare il tutto alle forze dell’ordine? Ma no, cosa mi andate a pensare. Denunciare il tutto all’ordinario del luogo o alla Sacra Congregazione del Sant’Uffizio, e solo a loro, pena la scomunica. Misura che effettivamente dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono. Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che “il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni”, sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati. Peccato che, poco sotto, la lettera aggiunga che “le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio”. Che dice stavolta il buon senso, sulla volontà di occultare? Fonte: Aiorosblog “I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa”. Qui, attraverso la vocina di Andrea Galli, la Santa Sede non chiede che i calunniatori di ravvedano, ma che addirittura si pentano, restino contriti. E’ davvero una “straordinaria” stima dei propri limiti. va bene anche baciare i piedi del papa?
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#387 | |
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Senior Member
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La BBC teorizza una "organizzazione" strutturata dedita a coprire i preti pedofili. Questo non è stato dimostrato, e non è giusto far passare questa idea... Gli estremi per definirla CALUNNIA ci sono. Mi auguro che il tempo che Santoro si sta prendendo per controllare il filmato serva a consentirgli di degnarsi di realizzare una trasmissione di approfondimento e confronto, con ambo le parti presidiate da persone di spessore e un minimo informate sui fatti. Cosa che, RIBADISCO, nell'ultima puntata non è successo.
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«Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia sentirmi re dell’infinito spazio». Insp9400 Ipod Touch & Classic Milestone |
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#388 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Este (PD)
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Se io dico che Andreotti è stato condannato per associazione mafiosa fino al 1980 è calunnia? No è la verità anche se a certi potrebbe risultare scomoda e quindi definirla tale. E' difficile smentire i fatti. Spero che se qualche esponente della chiesa avrà il coraggio di partecipare alla trasmissione, non si limiti a difendere la chiesa con arrampicate sugli specchi tipo l'articolo di Avvenire...ma che porti prove che la chiesa non ha mai cercato di nascondere questi preti ma che, anzi, li abbia denunciati alle forze dell'ordine.
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#389 |
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Senior Member
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Scusa ma il normale modus operandi nei confronti di preti che usano particolari "attenzioni", anche qui da noi, non è nel migliore dei casi quello di trasferirli ad altra sede? Non mi risulta che qualche curia, venuta a conoscenza di certi reati, si sia mai rivolta alle FdO. Insomma non è insabbiamento o copertura come la si vuol chiamare questa? Cosa c'è da stupirsi?
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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#390 | |
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Senior Member
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Il documentario argomenta con dei fatti concreti una "TEORIA" che vorrebbe il Vaticano dedito a proteggere i pedofili preti. Non è così, non è stato dimostrato e se passa una idea del genere è una calunnia. Non è tanto calunnioso il fatto della pedofilia in se (peraltro sono fatti noti e già venuti alla ribalta spesso) ma il fatto di presupporre una volontà di coprire, seguita da precise norme scritte e secretate alla società civile.
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#391 | |
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Senior Member
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Non ho info su smentite puntuali nei fatti riportati, ma tutti abbiamo potuto vedere svariate smentite ufficiali sul famoso crimen e sui corollari associati.
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#392 | |
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Senior Member
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Ovviamente come pure nei processi si hanno indizi, testimonianze e fatti che portano ad una sentenza...per te l'unico modo per essere certi di questo in cosa consisterebbe? Nei vertici della chiesa che unanimemente dicano "si è vero cercavamo di coprire i preti pedofili"? Ragionando così non esistrebbero colpevoli a questo mondo.
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#393 |
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Member
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Il silenzio è sacro
di Giorgio Sturlese Tosi Quaranta casi noti, molti rimasti nascosti. Le curie italiane difendono il segreto. A costo di non rimuovere i molestatori o denunciare le vittime Il papa si è rivolto ai vescovi irlandesi ed è intervenuto più volte nello scandalo statunitense, ma nessuno conosce l'estensione del problem pedofilia nella Chiesa italiana. Eppure dal 2000 le cronache giudiziarie hanno segnalato le vicende di 40 sacerdoti finiti sotto inchiesta per questi reati. Pochi statisticamente, ma indicativi di un malessere dai confini inesplorati. Perché alla discrezione che giustamente protegge indagini con vittime minorenni, si aggiunge un rispetto verso le gerarchie ecclesiastiche che porta a tutelare il segreto istruttorio in modo eccezionale. Una cortina di riservatezza che, secondo molte denunce, incentiva anche una spinta al silenzio da parte delle curie. Dove la preoccupazione non è punire i colpevoli ma evitare la pubblicità negativa, tentando ogni strumento per delegittimare chi trova la forza di ribellarsi alla violenza. Orrore in seminario All'età di 12 anni, nel 1994, Marco Marchese è stato violentato nel seminario minore vescovile di Favara, nell'Agrigentino. Don Bruno, il sacerdote che ha abusato di lui e di altri sei minorenni, nel 2004 ha patteggiato ed è stato condannato a due anni e sei mesi. La prossima settimana inizierà il processo anche in sede civile contro don Bruno, il seminario e la curia della città siciliana, a cui i legali di Marco Marchese, l'avvocato Salvino Pantuso e Giuseppe Di Bella, chiedono 65 mila euro di risarcimento per danni biologici e una cifra ancora da quantificare per i danni morali. Non una grossa somma, per una violenza che ha accompagnato tutta l'adolescenza e che è costata a Marco gravi problemi di salute, lunghe terapie in analisi e un tentativo di suicidio. "Ci siamo attenuti alla percentuale di danno biologico indicata nella perizia medica di parte", spiega, quasi a giustificarsi, l'avvocato Di Bella. Non si è fatta attendere la contromossa della curia che chiede un risarcimento di 200 mila euro a Marco, colpevole di aver infangato l'immagine del vescovado. La controcitazione recita: "La curia vescovile di Agrigento ha subìto e continua a subire, a causa del comportamento offensivo e oltraggioso tenuto dal Marchese, pesanti danni che si ripercuotono sull'immagine, sul decoro e sul prestigio che la curia riveste nell'opinione pubblica". Il vescovo, tramite il suo legale, ha ritenuto di dover essere risarcito. Nella stessa controcitazione si legge che "il comportamento lesivo tenuto dal Marchese, concretizzatosi nell'abnorme pubblicità compiuta anche a mezzo Internet, ha infangato il prestigio della curia". Insomma, anche se un dodicenne è stato stuprato nel seminario, non c'è bisogno di alzare tanto polverone. Pubblicità Quando, nel '94, Marco è entrato nell'istituto religioso di Favara non poteva passare inosservato. Capelli neri e grandi occhi verdi, era introverso e sensibile, più fragile degli altri. E più bello. In quei corridoi lunghi e freddi e in quelle stanzette da dividere con altri seminaristi scopre tutto sul sesso. Quello sbagliato, quello di un adulto con un ragazzino. A guidarlo, a fargli da padrino, c'era don Bruno: "Non devi parlarne con nessuno", gli ripeteva, "il nostro è un rapporto unico, non è peccato e quindi non lo devi neanche confessare". Quando don Bruno tornò dal bagno dopo il primo rapporto gli chiese soltanto: "Ti sei sporcato?". Altre volte lo avrebbe sporcato, soprattutto nell'anima. Marco soffriva di coliche, non riusciva a dormire e aveva frequenti attacchi d'asma. Ora racconta che tutti i malesseri sono scomparsi quando scappò dal seminario e trovò il coraggio di denunciare tutto al padre rettore, al suo parroco e al vescovo. Quelle denunce però sono servite solo a lenire i sintomi psicosomatici. Non è stato preso alcun provvedimento nei confronti di don Bruno, che ancora oggi, dopo aver patteggiato, esercita il ministero sacerdotale. Nella sentenza di condanna, emessa dal giudice Luigi Patronaggio, al sacerdote venivano concesse le attenuanti generiche perché "la complessa vicenda che ha visto protagonista il religioso va inscritta in quel particolare clima che caratterizza le comunità chiuse come il carcere, i collegi, le navi durante lunghe navigazioni, dove spesso si instaurano, tra soggetti deboli ed esposti, dinamiche a sfondo omosessuale". Marco, che oggi ha 23 anni, nel dolore ha trovato la forza di laurearsi in psicologia, di fondare un'associazione che si occupa di minori molestati e gira l'Italia per testimoniare il suo calvario. La perizia ignorata La prima causa legale contro una curia, accusata di essere responsabile dell'operato di un suo parroco, è stata presentata a Napoli, dagli avvocati Giuseppe Aulino e Luciano Santoianni. Chiedono 170 mila euro perché l'ex arcivescovo, il cardinale Michele Giordano, "era a conoscenza della malattia di padre Giovanni ma non fece niente per impedire che molestasse sessualmente Gaetano, un ragazzo di 14 anni con lieve ritardo mentale". Questa settimana il tribunale deciderà se accogliere le motivazioni dei legali di Gaetano e procedere nell'iter che potrebbe costringere la curia a risarcire i danni, morali e psichici, subiti dal ragazzino. Un precedente assoluto che, se accolto, aprirebbe la strada a decine di risarcimenti milionari. La tesi dei legali Aulino e Santoianni si fonda su una lettera che Franco Poterzio, medico psichiatra e docente all'Università Statale di Milano, scrisse al cardinal Giordano. Nella lettera lo psichiatra informava l'arcivescovo che padre Giovanni "è affetto da disturbo bipolare di primo tipo, in fase di grave eccitamento maniacale". Poterzio segnalava anche l'opportunità che il sacerdote fosse allontanato dai servizi di catechesi e comunque non fosse lasciato solo insieme ai ragazzini. Il professore per tre volte ha parlato al telefono col cardinale. Inutilmente. Padre Giovanni aveva delle attenzioni particolari verso i suoi chierichetti. Uno di questi, Gaetano, aveva qualche problema di apprendimento e per questo era seguito dagli assistenti sociali. Sono stati loro a denunciare quel prete alla magistratura. Dagli atti del processo svolto a Napoli si scopre che, nel luglio '99, durante una gita organizzata dalla parrocchia a Marechiaro, mentre sono tutti in mare, Gaetano viene abbracciato da dietro da padre Giovanni. Alle assistenti sociali e al magistrato, racconterà di aver sentito "il suo pene che struscia sul mio sedere". In un'altra occasione, il 15 dicembre dello stesso anno, durante un viaggio a Roma, il sacerdote e Gaetano passano la notte nell'istituto dei Padri missionari della Carità, in via di sant'Agapito 8. Secondo il racconto di Gaetano, padre Giovanni si sarebbe accoppiato davanti a lui con altri due ospiti di sesso maschile. Il terzetto avrebbe costretto Gaetano ad assistere, chiedendogli anche di partecipare, ma senza che questo avvenisse. I riscontri della polizia giudiziaria hanno verificato la presenza del sacerdote e del ragazzo nell'istituto religioso, ma non hanno potuto scoprire se l'orgia c'è stata davvero. Il tribunale, al termine di una lunga istruttoria, nel 2002 decreta il non luogo a procedere perché "il fatto è stato commesso in stato di incapacità di intendere e di volere". In attesa dell'esito della causa civile, la curia non ha adottato alcun provvedimento di cautela. Dopo le parole dei giudici, dopo le perizie psichiatriche, dopo le stesse ammissioni di padre Giovanni, l'unica misura del vescovado, ora retto dal cardinale Sepe, è stato quello di un suo primo trasferimento in una parrocchia del quartiere popolare dell'Arenaccia e la sua successiva destinazione come cappellano in uno dei più importanti ospedali napoletani. Oggi padre Giovanni si sveglia tutti i giorni all'alba, dice la prima messa alle 7.45 del mattino e poi passa a dare parole di conforto e di fede tra le corsie dell'ospedale, anche nel reparto pediatrico, dove 42 lettini ospitano ogni anno 3 mila bambini. L'abbazia dell'orco Morali, se non penali, sono le responsabilità del vescovo di Arezzo, monsignor Gualtiero Bassetti. Fu lui che, nel 2000, ordinò sacerdote don Pierangelo Bertagna, al centro del maggiore scandalo di pedofilia che abbia di recente colpito la Chiesa italiana. L'11 luglio 2005 don Bertagna, parroco di Farneta, in provincia di Arezzo, viene arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver abusato di un tredicenne. La denuncia era partita dalla madre a cui il ragazzino aveva raccontato dei particolari toccamenti che subiva da Bertagna. Ma nessuno poteva immaginare cosa nascondesse il parroco. Fondatore della comunità Ricostruttori di preghiera, il sacerdote predicava una vita di ascesi. Lui stesso, barba lunga e personalità carismatica, dormiva sul pavimento e si cibava di verdura. Una vocazione tarda la sua, a 30 anni: entrò in seminario a Novara nel 1992. Poi nel 2000 fu ordinato sacerdote nel duomo di Arezzo. Cinque anni dopo sarà ancora monsignor Bassetti a sospenderlo a divinis. Quando esplose la vicenda, il vescovo affidò all'Ansa, un unico commento: "Siamo rimasti sbalorditi nell'apprendere dell'arresto. Non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere; don Bertagna è sempre stato un ottimo sacerdote. Speriamo che le indagini portino in breve ad accertare la verità". Quello che sembrava uno scandalo di provincia diventò un terremoto che dall'epicentro di un paese di poche anime anime arrivò a scuotere i palazzi del Vaticano. Dopo la prima confessione del sacerdote, che ammise di aver violentato il tredicenne, crollò il muro di omertà e molti genitori denunciarono fatti analoghi in un crescendo che terrorizzava gli stessi inquirenti. Poi, a settembre, nel corso di un interrogatorio, assistito dagli avvocati Francesca Mafucci e Annelise Anania, Bertagna crollò e ammise di aver abusato di 38 minorenni. Dieci vittime sono della Valdichiana, la zona che circonda l'abbazia millenaria di Farneta, dove viveva Bertagna. Dei 38 casi rivelati dal sacerdote, i carabinieri hanno trovato finora 18 conferme. Ma l'indagine prosegue per scoprire eventuali molestie commesse in seminario. Ci sarebbe di che interrogarsi sull'efficacia delle misure adottate dalla Chiesa italiana per impedire altri orrori. Mentre oggi la soluzione per i sospetti, per i dubbi e anche per le denunce che segnalano l'evidenza è troppo spesso il trasferimento. Che lascia il sacerdote solo alle prese con le sue turbe ed espone nuove vittime alla violenza.
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#394 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: ۞۞۞ Oristano ۞۞۞ Sto giocando a: Remnant 2
Messaggi: 4123
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Ho visto il video documentario
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#395 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
Messaggi: 11777
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vorrei vedere te attraversare indenne 2000 anni di storia...
ci vuol bravura. sti episodi se visti nella prospettiva plurimillenaria sono uno sei tanti casi che non si ricordano più ...
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mac user = hai soldi da buttare; linux user = hai tempo da buttare; windows user = hai soldi e tempo da buttare |
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#396 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Città: Torino
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Sarebbe forse cosa gradita a tutti se, chi fa copia-e-incolla di testi altrui, mettesse anche il riferimento corretto con data, fonte e possibilmente il link (se esiste).
Ad esempio, Quote:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_...o_di_Andreotti ammesso che su Wikipedia ci si possa far affidamento. Ultima modifica di eureka63 : 23-05-2007 alle 12:22. |
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#397 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Quote:
La mancata risposta alle richieste di informazioni dei tribunali americani? Perchè ostacolare la giustizia se si è convinti di essere nel giusto? E il rifiuto di Ratzinger di essere sentito da un giudice in America? Perchè ha rinunciato a proclamare pubblicamente la sua verità? Aveva qualcosa da nascondere? Qualcosa che, forse, avrebbe potuto porlo di fronte alla scelta tra lo spergiuro e l'autodenuncia? Queste non sono accuse, sono dubbi legittimi, più che legittimi. Che, naturalmente, a suo dire la chiesa dovrebbe poter fugare facilmente. Bene, siamo qui ad attendere una spiegazione dei fatti di cui sopra, che non è ancora arrivata.
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#398 | ||
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Junior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Messaggi: 13
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Certo "debuggando" un pochino la notizia, si scopre che effettivamente i riferimenti tornano.
Ho dato un occhiata anche a questo filmato di Travaglio: Marco Travaglio: Andreotti e la pedofilia nel clero vaticano sentite un pochino, per avere qualche riferimento preciso. Travaglio dice ad un certo punto: Quote:
ecco un riferimento per il pulitzer del Boston Globe Quote:
http://www.boston.com/globe/spotligh...32304_play.htm mi continua a riecheggiare nella testa "Ora è Arciprete in Santa Maria Maggiore". Se c'è qualcuno di Roma perchè non fa' un salto in Santa Maria Maggiore a fargli delle domande, che ne so' un piccolo sputo in faccia o uno sputo in terra dicendo "se lo meriterebbe in faccia" no? Date un occhiata anche a questo post, dove viene riportata l'epistula del 2001 "De Delictis Gravioribus" a firma Ratzingher. Ultima modifica di pars_ : 23-05-2007 alle 12:40. |
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#399 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: pistoia
Messaggi: 614
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facciamo un esempio io sono il preside di una scuola e scopro che uno dei miei dipendenti ha abusato dei bambini affidati alla sua custodia, invece di denunciarlo alle autorità competenti perchè svolgano le dovute indagini gli dico lo faccio trasferire in un'altra scuola,sarebbe un comportamento giustificabile?
Giustamente una persona che agisse in tal modo sarebbe accusata di favoreggiamento, perchè per la chiesa deve valere un discorso diverso? |
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#400 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Messaggi: 1384
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