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Old 23-05-2007, 10:05   #381
Nevermind
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Infame calunnia via Internet.
Ai danni della Chiesa e di Ratzinger

Di Andrea Galli Avvenire 19 Maggio 2007

Ognuno, evidentemente, si consola come vuole. O, meglio, come può.
Così stupisce solo in parte che dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in Piazza San Giovanni, ci sia chi trovi benefico sfogo a rovistare nel bidone della spazzatura alla ricerca di qualche lisca di pesce o di qualche uovo in decomposizione.
Confidando magari che qualche organo di informazione, più o meno clandestino, non faccia troppo lo schizzinoso, e rilanci generosamente il tutto, offrendo al proprio pubblico come sicuro il cibo ampiamente avariato.
Ci riferiamo ad un documentario su preti cattolici e abusi sessuali che, mandato in onda dalla Bbc nel 2006, viene oggi sottotitolato in italiano da Bispensiero, sito di amici siciliani di Beppe Grillo, e caricato su Video Google, dove pare abbia un certo successo.
A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l'augusta Bbc a "vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Benedetto XVI".
Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell'accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto "garante" per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un'istruzione emanata in realtà dal Sant'Uffizio il 16 marzo 1962.
Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.
C'è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un'importante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile.
In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione.
Da notare che l'Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità.
E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.
Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali.
E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica.
Misura che semmai dà l'idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l'autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell'ergastolo.
Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che "il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni", sia di competenza diretta della Congregazione stessa.
Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali", potenzia lmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede.
Questa, e non altra, è stata la posizione della Chiesa cattolica sui reati ad essa interni di pedofilia.
Questa, e non altra, la limpida testimonianza del nostro Papa che in tempi non sospetti si scagliò contro la sporcizia nella Chiesa.
I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.
I tizi fanno un po' di confusione nel documentario non si dice che nel 1962 Ratzinger scrisse la Crimen sollicitationis, a lui si attribuisce solo una epistola (o come si chiama non conosco il gergo) che mando molti anni dopo quando cominciava a sorgere lo scandalo.

Rimane il fatto che preti pedofili sono stati protetti e allontanati dalla giustizia, quetso voglio proprio vedere come faranno a smentirlo.
__________________
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Old 23-05-2007, 10:06   #382
joesun
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Infatti,senza chiedersi se sia vero o meno stanno gia' marciando sulla Bbc.
Santoro,comunque,dovrebbe trasmetterlo o questo giovedi' o il prossimo.
Mentana ha detto che nel caso acquistera' lui i diritti per trasmetterlo.
non questo giovedì, ma il prossimo, per fare i giusti approfondimenti e arrivare preparati alla trasmissione...
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"grazie a dio sono ateo" (L. Bunuel) - il sonno della ragione genera mostri
Ciao Zero MediaLens Trattative concluse con: nicolarush, trokij, royaleagle, garfles, tom1, cc65, Sataner...
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Old 23-05-2007, 10:09   #383
sider
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Infame calunnia via Internet.
Ai danni della Chiesa e di Ratzinger

Di Andrea Galli Avvenire 19 Maggio 2007

Ognuno, evidentemente, si consola come vuole. O, meglio, come può.
Così stupisce solo in parte che dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in Piazza San Giovanni, ci sia chi trovi benefico sfogo a rovistare nel bidone della spazzatura alla ricerca di qualche lisca di pesce o di qualche uovo in decomposizione.
Confidando magari che qualche organo di informazione, più o meno clandestino, non faccia troppo lo schizzinoso, e rilanci generosamente il tutto, offrendo al proprio pubblico come sicuro il cibo ampiamente avariato.
Ci riferiamo ad un documentario su preti cattolici e abusi sessuali che, mandato in onda dalla Bbc nel 2006, viene oggi sottotitolato in italiano da Bispensiero, sito di amici siciliani di Beppe Grillo, e caricato su Video Google, dove pare abbia un certo successo.
A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l'augusta Bbc a "vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Benedetto XVI".
Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell'accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto "garante" per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un'istruzione emanata in realtà dal Sant'Uffizio il 16 marzo 1962.
Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.
C'è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un'importante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile.
In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione.
Da notare che l'Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità.
E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.
Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali.
E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica.
Misura che semmai dà l'idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l'autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell'ergastolo.
Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che "il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni", sia di competenza diretta della Congregazione stessa.
Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali", potenzia lmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede.
Questa, e non altra, è stata la posizione della Chiesa cattolica sui reati ad essa interni di pedofilia.
Questa, e non altra, la limpida testimonianza del nostro Papa che in tempi non sospetti si scagliò contro la sporcizia nella Chiesa.
I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.
bene, anche avvenire fa informazione falsa. Fa propio bene alla chiesa cattolica questa cosa.....proprio bene.
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Old 23-05-2007, 10:12   #384
LucaTortuga
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Infame calunnia via Internet.
Ai danni della Chiesa e di Ratzinger

Di Andrea Galli Avvenire 19 Maggio 2007

...CUT...
A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l'augusta Bbc a "vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Benedetto XVI".
Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell'accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto "garante" per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un'istruzione emanata in realtà dal Sant'Uffizio il 16 marzo 1962.
Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.
C'è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un'importante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile.
In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione.
Da notare che l'Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità.
E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.
Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali.
E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica.
Misura che semmai dà l'idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l'autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell'ergastolo.
Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che "il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni", sia di competenza diretta della Congregazione stessa.
Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali", potenzia lmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede.
Questa, e non altra, è stata la posizione della Chiesa cattolica sui reati ad essa interni di pedofilia.
Questa, e non altra, la limpida testimonianza del nostro Papa che in tempi non sospetti si scagliò contro la sporcizia nella Chiesa.
I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.
Apertamente sconfessate dalla conferenza episcopale inglese?
Come, con quali controprove, non è dato saperlo.
Forse invitando la BBC a vergognarsi??
Chissà se hanno dato una scorta al giornalista della BBC, come a Bagnasco dopo le scritte "vergogna"...
Il documentario dice che Ratzinger, dalla nomina a prefetto vaticano in poi, è stato "GARANTE" del testo, non dice affatto che l'abbia scritto lui.
E il fatto che B16 non abbia avuto nulla da obiettare in merito, è ampiamente dimostrato dalla lettera ai vescovi del 2001, con la quale, pur apportando minime modifiche, egli ne conferma in pieno la validità attuale.
Gli unici che dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa, sono tutti gli alti prelati che, conoscendo casi di preti pedofili, li hanno trasferiti (anche ripetutamente) invitandoli a meditare sulle proprie malefatte, non solo omettendo di denunciare i fatti alla magistratura ma negando informazioni ai giudici che indagavano sui casi, nonchè proteggendo e nascondendo gli accusati (alcuni proprio a Roma, a 200 metri dal vaticano).
Non trattandosi di un caso isolato ma di migliaia di casi in tutto il mondo,
è assolutamente plausibile concludere che questo comportamento sia stato tenuto in conformità a linee guida provenienti dall'alto della gerarchia.
Guarda caso, il documento incriminato, seppure nella classica vaghezza che consente di proporre un'interpretazione diversa, anche se molto meno plausibile, si presta perfettamente allo scopo, imponendo un segreto circa i casi di pedofilia e nulla disponendo circa l'opportunità di denunciare i fatti alla magistratura ordinaria (l'unica che può condannare il colpevole alla meritata galera e assicurare un minimo di tutela risarcitoria alle vittime).
Come si conciclia poi il quadro di presunta "limpidità" dipinto da Avvenire, con il rifiuto di Ratzinger alle richieste di audizione rivoltegli dal giudice americano, per sfuggire alle quali ha dovuto chiedere (naturalmente ottenendola) una speciale dispensa, in quanto capo di stato estero, dal caro George W. Bush (lo stesso che ha trattato in modo ben diverso il "capo di stato estero" Saddam Hussein)?
L'Avvenire si vergogni per la propria arroganza e presunzione.
__________________
"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960).

Ultima modifica di LucaTortuga : 23-05-2007 alle 10:15.
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Old 23-05-2007, 10:13   #385
LightIntoDarkness
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bene, anche avvenire fa informazione falsa. Fa propio bene alla chiesa cattolica questa cosa.....proprio bene.
Così si fà! No al relativismo!!!
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...Grazie caro Lolek!
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Old 23-05-2007, 10:18   #386
indelebile
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Ah, tra l’altro Avvenire si è finalmente accorto del documentario Bbc, e pubblica un bellissimo articolo di Andrea Galli, intitolato “Infame calunnia via Internet”. Queste le principali argomentazioni:

Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l’augusta Bbc a “vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell’attaccare senza motivo Benedetto XVI”.

Ah, bè, se le ha sconfessate la Cei inglese possiamo anche chiudere qui il discorso.

Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto “garante” per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un’istruzione emanata in realtà dal Sant’Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.

E quindi non poteva averla scritta lui. Hah, fregati! (qui Galli si sente inequivocabilmente molto figo). Ecco, Galli, guarda che nessuno sta dicendo che la Crimen Sollicitationis l’ha scritta Ratzinger. Non so se ci avevi pensato, ma non è un documentario contro Ratzinger, è contro i vertici della Chiesa in generale. (L’istruzione la firmò il cardinale Alfredo Ottaviani, e fu “approvata e confermata” da Giovanni XXIII: strano che Galli non l’abbia riportato.)

C’è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un’importante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile.

…e, in questo modo, coprire i reati di pedofilia.

Da notare che l’Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità. E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.


Infatti dopo la sentenza il segreto cade, no? No.

Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali. E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono.

A denunciare il tutto alle forze dell’ordine? Ma no, cosa mi andate a pensare. Denunciare il tutto all’ordinario del luogo o alla Sacra Congregazione del Sant’Uffizio, e solo a loro, pena la scomunica. Misura che effettivamente dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono.

Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che “il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni”, sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati.
Peccato che, poco sotto, la lettera aggiunga che “le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio”. Che dice stavolta il buon senso, sulla volontà di occultare?

Fonte: Aiorosblog


“I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa”.


Qui, attraverso la vocina di Andrea Galli, la Santa Sede non chiede che i calunniatori di ravvedano, ma che addirittura si pentano, restino contriti. E’ davvero una “straordinaria” stima dei propri limiti.

va bene anche baciare i piedi del papa?
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit)
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Old 23-05-2007, 10:44   #387
AtenaPartenos
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I tizi fanno un po' di confusione nel documentario non si dice che nel 1962 Ratzinger scrisse la Crimen sollicitationis, a lui si attribuisce solo una epistola (o come si chiama non conosco il gergo) che mando molti anni dopo quando cominciava a sorgere lo scandalo.

Rimane il fatto che preti pedofili sono stati protetti e allontanati dalla giustizia, quetso voglio proprio vedere come faranno a smentirlo.
Non è così. Rimane questo il fatto.

La BBC teorizza una "organizzazione" strutturata dedita a coprire i preti pedofili.

Questo non è stato dimostrato, e non è giusto far passare questa idea... Gli estremi per definirla CALUNNIA ci sono.



Mi auguro che il tempo che Santoro si sta prendendo per controllare il filmato serva a consentirgli di degnarsi di realizzare una trasmissione di approfondimento e confronto, con ambo le parti presidiate da persone di spessore e un minimo informate sui fatti.
Cosa che, RIBADISCO, nell'ultima puntata non è successo.
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Old 23-05-2007, 11:00   #388
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Non è così. Rimane questo il fatto.

La BBC teorizza una "organizzazione" strutturata dedita a coprire i preti pedofili.

Questo non è stato dimostrato, e non è giusto far passare questa idea... Gli estremi per definirla CALUNNIA ci sono.
Non è calunnia si sono riportati fatti che non sono stati mai smentiti....non per niente in america vendono le chiese per pagare i danni alle famiglie.

Se io dico che Andreotti è stato condannato per associazione mafiosa fino al 1980 è calunnia? No è la verità anche se a certi potrebbe risultare scomoda e quindi definirla tale.

E' difficile smentire i fatti.

Spero che se qualche esponente della chiesa avrà il coraggio di partecipare alla trasmissione, non si limiti a difendere la chiesa con arrampicate sugli specchi tipo l'articolo di Avvenire...ma che porti prove che la chiesa non ha mai cercato di nascondere questi preti ma che, anzi, li abbia denunciati alle forze dell'ordine.
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Non è così. Rimane questo il fatto.

La BBC teorizza una "organizzazione" strutturata dedita a coprire i preti pedofili.

Questo non è stato dimostrato, e non è giusto far passare questa idea... Gli estremi per definirla CALUNNIA ci sono.
Scusa ma il normale modus operandi nei confronti di preti che usano particolari "attenzioni", anche qui da noi, non è nel migliore dei casi quello di trasferirli ad altra sede? Non mi risulta che qualche curia, venuta a conoscenza di certi reati, si sia mai rivolta alle FdO. Insomma non è insabbiamento o copertura come la si vuol chiamare questa? Cosa c'è da stupirsi?
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"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia.
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Old 23-05-2007, 11:46   #390
AtenaPartenos
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Non è calunnia si sono riportati fatti che non sono stati mai smentiti....non per niente in america vendono le chiese per pagare i danni alle famiglie.

Se io dico che Andreotti è stato condannato per associazione mafiosa fino al 1980 è calunnia? No è la verità anche se a certi potrebbe risultare scomoda e quindi definirla tale.

E' difficile smentire i fatti.

Spero che se qualche esponente della chiesa avrà il coraggio di partecipare alla trasmissione, non si limiti a difendere la chiesa con arrampicate sugli specchi tipo l'articolo di Avvenire...ma che porti prove che la chiesa non ha mai cercato di nascondere questi preti ma che, anzi, li abbia denunciati alle forze dell'ordine.
Confusione...
Il documentario argomenta con dei fatti concreti una "TEORIA" che vorrebbe il Vaticano dedito a proteggere i pedofili preti.
Non è così, non è stato dimostrato e se passa una idea del genere è una calunnia. Non è tanto calunnioso il fatto della pedofilia in se (peraltro sono fatti noti e già venuti alla ribalta spesso) ma il fatto di presupporre una volontà di coprire, seguita da precise norme scritte e secretate alla società civile.
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Scusa ma il normale modus operandi nei confronti di preti che usano particolari "attenzioni", anche qui da noi, non è nel migliore dei casi quello di trasferirli ad altra sede? Non mi risulta che qualche curia, venuta a conoscenza di certi reati, si sia mai rivolta alle FdO. Insomma non è insabbiamento o copertura come la si vuol chiamare questa? Cosa c'è da stupirsi?
La BBC ha prodotto quel documentario nel quale persegue la tesi del sistematico, volontario, premeditato e organizzato occultaggio di (preti) pedofili alla legge italiana, sottolineando la, secondo loro, leggerezza e incapacità nel gestire/punire/risolvere la situazione.
Non ho info su smentite puntuali nei fatti riportati, ma tutti abbiamo potuto vedere svariate smentite ufficiali sul famoso crimen e sui corollari associati.
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Old 23-05-2007, 11:49   #392
Nevermind
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Confusione...
Il documentario argomenta con dei fatti concreti una "TEORIA" che vorrebbe il Vaticano dedito a proteggere i pedofili preti.
Non è così, non è stato dimostrato e se passa una idea del genere è una calunnia. Non è tanto calunnioso il fatto della pedofilia in se (peraltro sono fatti noti e già venuti alla ribalta spesso) ma il fatto di presupporre una volontà di coprire, seguita da precise norme scritte e secretate alla società civile.
Strano perchè per la legge invece sarebbe proprio quello che dici. Se io proteggo un colpevole divento passibile di denuncia pure io.

Ovviamente come pure nei processi si hanno indizi, testimonianze e fatti che portano ad una sentenza...per te l'unico modo per essere certi di questo in cosa consisterebbe? Nei vertici della chiesa che unanimemente dicano "si è vero cercavamo di coprire i preti pedofili"?

Ragionando così non esistrebbero colpevoli a questo mondo.
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Old 23-05-2007, 11:50   #393
indelebile
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Il silenzio è sacro
di Giorgio Sturlese Tosi
Quaranta casi noti, molti rimasti nascosti. Le curie italiane difendono il segreto. A costo di non rimuovere i molestatori o denunciare le vittime

Il papa si è rivolto ai vescovi irlandesi ed è intervenuto più volte nello scandalo statunitense, ma nessuno conosce l'estensione del problem pedofilia nella Chiesa italiana. Eppure dal 2000 le cronache giudiziarie hanno segnalato le vicende di 40 sacerdoti finiti sotto inchiesta per questi reati. Pochi statisticamente, ma indicativi di un malessere dai confini inesplorati. Perché alla discrezione che giustamente protegge indagini con vittime minorenni, si aggiunge un rispetto verso le gerarchie ecclesiastiche che porta a tutelare il segreto istruttorio in modo eccezionale. Una cortina di riservatezza che, secondo molte denunce, incentiva anche una spinta al silenzio da parte delle curie. Dove la preoccupazione non è punire i colpevoli ma evitare la pubblicità negativa, tentando ogni strumento per delegittimare chi trova la forza di ribellarsi alla violenza.

Orrore in seminario
All'età di 12 anni, nel 1994, Marco Marchese è stato violentato nel seminario minore vescovile di Favara, nell'Agrigentino. Don Bruno, il sacerdote che ha abusato di lui e di altri sei minorenni, nel 2004 ha patteggiato ed è stato condannato a due anni e sei mesi. La prossima settimana inizierà il processo anche in sede civile contro don Bruno, il seminario e la curia della città siciliana, a cui i legali di Marco Marchese, l'avvocato Salvino Pantuso e Giuseppe Di Bella, chiedono 65 mila euro di risarcimento per danni biologici e una cifra ancora da quantificare per i danni morali. Non una grossa somma, per una violenza che ha accompagnato tutta l'adolescenza e che è costata a Marco gravi problemi di salute, lunghe terapie in analisi e un tentativo di suicidio. "Ci siamo attenuti alla percentuale di danno biologico indicata nella perizia medica di parte", spiega, quasi a giustificarsi, l'avvocato Di Bella. Non si è fatta attendere la contromossa della curia che chiede un risarcimento di 200 mila euro a Marco, colpevole di aver infangato l'immagine del vescovado. La controcitazione recita: "La curia vescovile di Agrigento ha subìto e continua a subire, a causa del comportamento offensivo e oltraggioso tenuto dal Marchese, pesanti danni che si ripercuotono sull'immagine, sul decoro e sul prestigio che la curia riveste nell'opinione pubblica". Il vescovo, tramite il suo legale, ha ritenuto di dover essere risarcito. Nella stessa controcitazione si legge che "il comportamento lesivo tenuto dal Marchese, concretizzatosi nell'abnorme pubblicità compiuta anche a mezzo Internet, ha infangato il prestigio della curia". Insomma, anche se un dodicenne è stato stuprato nel seminario, non c'è bisogno di alzare tanto polverone.
Pubblicità

Quando, nel '94, Marco è entrato nell'istituto religioso di Favara non poteva passare inosservato. Capelli neri e grandi occhi verdi, era introverso e sensibile, più fragile degli altri. E più bello. In quei corridoi lunghi e freddi e in quelle stanzette da dividere con altri seminaristi scopre tutto sul sesso. Quello sbagliato, quello di un adulto con un ragazzino. A guidarlo, a fargli da padrino, c'era don Bruno: "Non devi parlarne con nessuno", gli ripeteva, "il nostro è un rapporto unico, non è peccato e quindi non lo devi neanche confessare". Quando don Bruno tornò dal bagno dopo il primo rapporto gli chiese soltanto: "Ti sei sporcato?". Altre volte lo avrebbe sporcato, soprattutto nell'anima. Marco soffriva di coliche, non riusciva a dormire e aveva frequenti attacchi d'asma. Ora racconta che tutti i malesseri sono scomparsi quando scappò dal seminario e trovò il coraggio di denunciare tutto al padre rettore, al suo parroco e al vescovo. Quelle denunce però sono servite solo a lenire i sintomi psicosomatici. Non è stato preso alcun provvedimento nei confronti di don Bruno, che ancora oggi, dopo aver patteggiato, esercita il ministero sacerdotale. Nella sentenza di condanna, emessa dal giudice Luigi Patronaggio, al sacerdote venivano concesse le attenuanti generiche perché "la complessa vicenda che ha visto protagonista il religioso va inscritta in quel particolare clima che caratterizza le comunità chiuse come il carcere, i collegi, le navi durante lunghe navigazioni, dove spesso si instaurano, tra soggetti deboli ed esposti, dinamiche a sfondo omosessuale". Marco, che oggi ha 23 anni, nel dolore ha trovato la forza di laurearsi in psicologia, di fondare un'associazione che si occupa di minori molestati e gira l'Italia per testimoniare il suo calvario.

La perizia ignorata
La prima causa legale contro una curia, accusata di essere responsabile dell'operato di un suo parroco, è stata presentata a Napoli, dagli avvocati Giuseppe Aulino e Luciano Santoianni. Chiedono 170 mila euro perché l'ex arcivescovo, il cardinale Michele Giordano, "era a conoscenza della malattia di padre Giovanni ma non fece niente per impedire che molestasse sessualmente Gaetano, un ragazzo di 14 anni con lieve ritardo mentale". Questa settimana il tribunale deciderà se accogliere le motivazioni dei legali di Gaetano e procedere nell'iter che potrebbe costringere la curia a risarcire i danni, morali e psichici, subiti dal ragazzino. Un precedente assoluto che, se accolto, aprirebbe la strada a decine di risarcimenti milionari. La tesi dei legali Aulino e Santoianni si fonda su una lettera che Franco Poterzio, medico psichiatra e docente all'Università Statale di Milano, scrisse al cardinal Giordano. Nella lettera lo psichiatra informava l'arcivescovo che padre Giovanni "è affetto da disturbo bipolare di primo tipo, in fase di grave eccitamento maniacale". Poterzio segnalava anche l'opportunità che il sacerdote fosse allontanato dai servizi di catechesi e comunque non fosse lasciato solo insieme ai ragazzini. Il professore per tre volte ha parlato al telefono col cardinale. Inutilmente.

Padre Giovanni aveva delle attenzioni particolari verso i suoi chierichetti. Uno di questi, Gaetano, aveva qualche problema di apprendimento e per questo era seguito dagli assistenti sociali. Sono stati loro a denunciare quel prete alla magistratura. Dagli atti del processo svolto a Napoli si scopre che, nel luglio '99, durante una gita organizzata dalla parrocchia a Marechiaro, mentre sono tutti in mare, Gaetano viene abbracciato da dietro da padre Giovanni. Alle assistenti sociali e al magistrato, racconterà di aver sentito "il suo pene che struscia sul mio sedere". In un'altra occasione, il 15 dicembre dello stesso anno, durante un viaggio a Roma, il sacerdote e Gaetano passano la notte nell'istituto dei Padri missionari della Carità, in via di sant'Agapito 8. Secondo il racconto di Gaetano, padre Giovanni si sarebbe accoppiato davanti a lui con altri due ospiti di sesso maschile. Il terzetto avrebbe costretto Gaetano ad assistere, chiedendogli anche di partecipare, ma senza che questo avvenisse. I riscontri della polizia giudiziaria hanno verificato la presenza del sacerdote e del ragazzo nell'istituto religioso, ma non hanno potuto scoprire se l'orgia c'è stata davvero. Il tribunale, al termine di una lunga istruttoria, nel 2002 decreta il non luogo a procedere perché "il fatto è stato commesso in stato di incapacità di intendere e di volere". In attesa dell'esito della causa civile, la curia non ha adottato alcun provvedimento di cautela. Dopo le parole dei giudici, dopo le perizie psichiatriche, dopo le stesse ammissioni di padre Giovanni, l'unica misura del vescovado, ora retto dal cardinale Sepe, è stato quello di un suo primo trasferimento in una parrocchia del quartiere popolare dell'Arenaccia e la sua successiva destinazione come cappellano in uno dei più importanti ospedali napoletani. Oggi padre Giovanni si sveglia tutti i giorni all'alba, dice la prima messa alle 7.45 del mattino e poi passa a dare parole di conforto e di fede tra le corsie dell'ospedale, anche nel reparto pediatrico, dove 42 lettini ospitano ogni anno 3 mila bambini.

L'abbazia dell'orco
Morali, se non penali, sono le responsabilità del vescovo di Arezzo, monsignor Gualtiero Bassetti. Fu lui che, nel 2000, ordinò sacerdote don Pierangelo Bertagna, al centro del maggiore scandalo di pedofilia che abbia di recente colpito la Chiesa italiana. L'11 luglio 2005 don Bertagna, parroco di Farneta, in provincia di Arezzo, viene arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver abusato di un tredicenne. La denuncia era partita dalla madre a cui il ragazzino aveva raccontato dei particolari toccamenti che subiva da Bertagna. Ma nessuno poteva immaginare cosa nascondesse il parroco. Fondatore della comunità Ricostruttori di preghiera, il sacerdote predicava una vita di ascesi. Lui stesso, barba lunga e personalità carismatica, dormiva sul pavimento e si cibava di verdura. Una vocazione tarda la sua, a 30 anni: entrò in seminario a Novara nel 1992. Poi nel 2000 fu ordinato sacerdote nel duomo di Arezzo. Cinque anni dopo sarà ancora monsignor Bassetti a sospenderlo a divinis. Quando esplose la vicenda, il vescovo affidò all'Ansa, un unico commento: "Siamo rimasti sbalorditi nell'apprendere dell'arresto. Non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere; don Bertagna è sempre stato un ottimo sacerdote. Speriamo che le indagini portino in breve ad accertare la verità". Quello che sembrava uno scandalo di provincia diventò un terremoto che dall'epicentro di un paese di poche anime anime arrivò a scuotere i palazzi del Vaticano. Dopo la prima confessione del sacerdote, che ammise di aver violentato il tredicenne, crollò il muro di omertà e molti genitori denunciarono fatti analoghi in un crescendo che terrorizzava gli stessi inquirenti. Poi, a settembre, nel corso di un interrogatorio, assistito dagli avvocati Francesca Mafucci e Annelise Anania, Bertagna crollò e ammise di aver abusato di 38 minorenni. Dieci vittime sono della Valdichiana, la zona che circonda l'abbazia millenaria di Farneta, dove viveva Bertagna. Dei 38 casi rivelati dal sacerdote, i carabinieri hanno trovato finora 18 conferme. Ma l'indagine prosegue per scoprire eventuali molestie commesse in seminario.

Ci sarebbe di che interrogarsi sull'efficacia delle misure adottate dalla Chiesa italiana per impedire altri orrori. Mentre oggi la soluzione per i sospetti, per i dubbi e anche per le denunce che segnalano l'evidenza è troppo spesso il trasferimento. Che lascia il sacerdote solo alle prese con le sue turbe ed espone nuove vittime alla violenza.
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit)
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Old 23-05-2007, 11:54   #394
Vertex
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Ho visto il video documentario ...che dire, la mia considerazione sulla Chiesa è calata ulteriormente..sto arrivando a fondoscala ormai ...cmq spero di vedere presto Santoro sull'argomento anche se sarà molto difficile visto come siamo messi in Italia
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Old 23-05-2007, 12:06   #395
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vorrei vedere te attraversare indenne 2000 anni di storia...

ci vuol bravura.

sti episodi se visti nella prospettiva plurimillenaria sono uno sei tanti casi che non si ricordano più ...
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Old 23-05-2007, 12:14   #396
eureka63
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Sarebbe forse cosa gradita a tutti se, chi fa copia-e-incolla di testi altrui, mettesse anche il riferimento corretto con data, fonte e possibilmente il link (se esiste).

Ad esempio,

Quote:
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...Se io dico che Andreotti è stato condannato per associazione mafiosa fino al 1980 è calunnia? No è la verità anche se a certi potrebbe risultare scomoda e quindi definirla tale...
ma quando mai è stato "condannato"? Vedi

http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_...o_di_Andreotti

ammesso che su Wikipedia ci si possa far affidamento.

Ultima modifica di eureka63 : 23-05-2007 alle 12:22.
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Old 23-05-2007, 12:24   #397
LucaTortuga
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Quote:
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La BBC ha prodotto quel documentario nel quale persegue la tesi del sistematico, volontario, premeditato e organizzato occultaggio di (preti) pedofili alla legge italiana, sottolineando la, secondo loro, leggerezza e incapacità nel gestire/punire/risolvere la situazione.
Non ho info su smentite puntuali nei fatti riportati, ma tutti abbiamo potuto vedere svariate smentite ufficiali sul famoso crimen e sui corollari associati.
E la storia dei preti americani chiamati a Roma, in Vaticano, per sfuggire ai processi come la chiami tu?
La mancata risposta alle richieste di informazioni dei tribunali americani?
Perchè ostacolare la giustizia se si è convinti di essere nel giusto?
E il rifiuto di Ratzinger di essere sentito da un giudice in America?
Perchè ha rinunciato a proclamare pubblicamente la sua verità?
Aveva qualcosa da nascondere?
Qualcosa che, forse, avrebbe potuto porlo di fronte alla scelta tra lo spergiuro e l'autodenuncia?
Queste non sono accuse, sono dubbi legittimi, più che legittimi.
Che, naturalmente, a suo dire la chiesa dovrebbe poter fugare facilmente.
Bene, siamo qui ad attendere una spiegazione dei fatti di cui sopra, che non è ancora arrivata.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960).

Ultima modifica di LucaTortuga : 23-05-2007 alle 12:27.
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Old 23-05-2007, 12:24   #398
pars_
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Certo "debuggando" un pochino la notizia, si scopre che effettivamente i riferimenti tornano.

Ho dato un occhiata anche a questo filmato di Travaglio:
Marco Travaglio: Andreotti e la pedofilia nel clero vaticano

sentite un pochino, per avere qualche riferimento preciso.
Travaglio dice ad un certo punto:
Quote:
Nel 2002 il Boston Globe ha vinto il premio Pulitzer per lo scoop sulle migliaia di casi di pedofilia nel clero coperti dalle gerarchie ecclesiastiche
Frank Kittinger che era il governatore dell'Oklahoma poi è stato nominato capo della commissione laica di indagine
sull'operato dei vescovi americani in quel frangente ha paragonato il clero omertoso ai boss mafiosi
infatti nel filmato ne fa riferimento quando parla di "like cosa nostra"
ecco un riferimento per il pulitzer del Boston Globe

Quote:
Secondo il Dallas Borning News 2/3 dei vescovi americani, 111 su 178 hanno permesso a predi pedofili di continuare a lavorare pur sapendo di che cosa erano accusati
[...]
e poi il più celebre, il cardinale di Boston, Bernard Law che ha confessato di avere protetto per 20 anni i sacerdoti pedofili compresi i rei confessi, poi ne ha cacciati 200.
Law è stato indagato, si è dimesso, nel 2004 papa Wojtyla l'ha richiamato a Roma.
Ora è arciprete in Santa Maria Maggiore (Roma)

In Massachusset i giudici hanno fatto pubblicare un dossier di 2000 pagine sulle molestie del clero coperte dai vertici della chiesa
si puo' seguire la vicenda negli articoli a partire da qui:
http://www.boston.com/globe/spotligh...32304_play.htm

mi continua a riecheggiare nella testa "Ora è Arciprete in Santa Maria Maggiore".

Se c'è qualcuno di Roma perchè non fa' un salto in Santa Maria Maggiore a fargli delle domande, che ne so' un piccolo sputo in faccia o uno sputo in terra dicendo "se lo meriterebbe in faccia" no?

Date un occhiata anche a questo post, dove viene riportata l'epistula del 2001 "De Delictis Gravioribus" a firma Ratzingher.

Ultima modifica di pars_ : 23-05-2007 alle 12:40.
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Old 23-05-2007, 12:33   #399
Alexi@
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facciamo un esempio io sono il preside di una scuola e scopro che uno dei miei dipendenti ha abusato dei bambini affidati alla sua custodia, invece di denunciarlo alle autorità competenti perchè svolgano le dovute indagini gli dico lo faccio trasferire in un'altra scuola,sarebbe un comportamento giustificabile?
Giustamente una persona che agisse in tal modo sarebbe accusata di favoreggiamento, perchè per la chiesa deve valere un discorso diverso?
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Old 23-05-2007, 12:43   #400
coldd
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Quote:
La diocesi sapeva ma si limitava a trasferire i religiosi
ora il tribunale impone di aprire gli archivi su decenni di abusi
Los Angeles, la Chiesa confessa
"Tra di noi 126 preti pedofili"

Manifestazione contro gli abusi sessuali dei preti

WASHINGTON - La stazioni del calvario che la Chiesa americana ha inflitto a se stessa, arrivano a Los Angeles, dove esplode l'ignominia della pedofilia tra i sacerdoti e della reticenza delle gerarchie. Dopo Boston, che fu la prima a cedere dopo la inutile resistenza del cardinale Bernard Law che provocò una rivolta dei parrocchiani e uno sciopero delle elemosine, Los Angeles, oggi la più cattolica delle città Usa, si deve arrendere alla verità.

Centoventisei sacerdoti accusati di pedofilia con prove sostanziali, a volte fornite da confratelli, da suore, da insegnanti e da loro stessi sono stati protetti, coperti e silenziosamente riassegnati dalla curia ad altre parrocchie e ad altre scuole, dove avrebbero portato il loro vizio. Un fatto emerso non spontaneamente, purtroppo, ma soltanto per ordine del tribunale che ha imposto alla diocesi di aprire gli archivi ai 560 querelanti che la assediano.

Soltanto la paura, l'arroganza, forse il senso di impunità di cui la gerarchia soffriva possono spiegare casi come quello del Padre (parola che si usa in questo caso con un brivido) Michael Baker che spontaneamente, volontariamente, confessò all'allora arcivescovo Mahony di essere un molestatore di bambini, nel 1985. La risposta fu di mettere tutto a tacere, di sospenderlo dalla sua parrocchia, di proibirgli contatti con i minorenni e di sottoporlo a una serie di sedute con psichiatri e psicologi.

Soddisfatta, la curia lo riassegnò ad altre parrocchie in Arizona dove Baker ricadde prevedibilmente nelle sue abitudini. Almeno dieci sono i casi documentati di bambini che egli molestò gravemente dopo la sua "riabilitazione" e dunque certamente assi più numerosi, visti il pudore le vergogna che hanno impedito a molte vittime di farsi avanti. Si dovette aspettare il 2000, quindici anni dopo la sua confessione, per vederlo finalmente spretato ed espulso dalla Chiesa.

Quello di spostare sulla scacchiera i pezzi marci e colpiti dalle accuse più gravi era il metodo scelto dagli arcivescovi per mettere a tacere gli scandali, insieme con qualche forma di risarcimento in danaro alle famiglie colpite dai predatori in clergy. Fino al 2002, quando la tragedia dei preti pedofili esplose incontenibile a Boston portando la curia quasi alla bancarotta finanziaria oltre che morale, la diocesi di Los Angeles, la più estesa d'America con cinque milioni di fedeli sui 60 milioni di cattolici americani, aveva sborsato 10 milioni di dollari.

Una piccola somma, ricordando che il primo caso registrato di "silenzio comperato" risaliva al lontanissimo 1935. Ma la collaudata e triste formula manzoniana del "sopire e sedare" è stata spazzata via dall'uragano che si abbatté nel 2002 su Boston, altro caposaldo dell'America cattolica sulla costa opposta, dove 500 preti furono accusati di pedofilia, uno condannato al carcere per violenza carnale su bambini e un assegno da 100 milioni di dollari è stato pagato per danni alle famiglie.

Un conto che potrebbe impallidire davanti al disastro che queste ultime rivelazioni prospettano a Los Angeles. Lo scorso anno, la diocesi di Orange County, sobborgo losangeleno, è stata condannata a 100 milioni di danni per gli 85 casi di pedofilia provata in tribunale. Dal 2002, le denunce, sicuramente stimolate anche dal successo delle precedenti e dalla sostanziosa ricompensa, sono lievitate. Centoventisei sacerdoti e altrettanti diaconi e personale non ordinato, per un totale di 250 dipendenti dalla archidiocesi di Los Angeles sono stati denunciati e gli avvocati di parte stimano in 500 milioni il possibile "pay off", il conto finale.

Ma neppure la lezione di Boston, dove la resistenza passiva del cardinale Law servì soltanto a ingigantire lo scandalo e a turbare il gregge, è stata imparata a Los Angeles, dove ancora si è tentato di insabbiare. La curia aveva ammesso che ancora quattro sacerdoti riconosciuti pedofili sono in attività. Ma quando i cassetti dei segreti si sono aperti, e i documenti sono stati pubblicati sul sito della arcidiocesi, si è scoperto che erano, che sono, il doppio, otto.

Eppure anche queste rivelazioni non sarebbero che "uno sguardo dalla serratura" sostiene l'avvocato dei querelanti, che ha ovviamente interesse a dirlo. La sola certezza è che questi casi, che feriscono la Chiesa Cattolica americana, per ora soltanto quella americana, nel cuore della propria missione più cruciale, l'apostolato presso i bambini, aumenteranno, perché in ogni diocesi, da Boston, a New York, a Milwaukee, a Miami, a Dallas, le denunce si accumulano e le proteste di quella "tolleranza zero" promessa già da Giovanni Paolo II non convincono e non dissipano le nuvole di ansia presso i genitori.

Non quando leggono il dossier oggi pubblico di padre Richard Henry, denunciato dalle suore presso la chiesa del Santo Rosario che avevano informato, garbatamente, il vescovo delle "sue eccessiva predilezioni per i bambini", andò in prigione nel 1993 ma soltanto due anni or sono, nel 2003, venne finalmente espulso dalla Chiesa Cattolica Romana, creando l'impressione di essere più intenta a estirpare i peccati dalle società civile che a bonificare se stessa.

(13 ottobre 2005)
Quote:
Monsignor Law avrà l'onore di celebrare le messe funebri per il Papa
Dopo i casi di pedofilia, era stato costretto alle dimissioni da arcivescovo di Boston
Promosso il cardinale dello scandalo
Polemiche Usa sulle scelte vaticane
Il caso sollevato da un articolo del New York Times: "Riaperte vecchie ferite"


L'ex arcivescovo di Boston Bernard Law

ROMA - Dall'onta delle dimissioni sulla scia dello scandalo per i casi di pedofilia nella diocesi di Boston all'onore di essere uno dei nove cardinali che avranno l'onore di celebrare le messe funebri per Giovanni Paolo II. E' la sorte di Bernard Law, ex arcivescovo di Boston e attuale arciprete di Santa Maria Maggiore a Roma, una delle quattro basiliche patriarcali.

Sorte che in molti in America, dove nel 2002 la vicenda degli abusi sessuali da parte di diversi sacerdoti ebbe un eco enorme, non hanno apprezzato affatto. Così il New York Times si è fatto interprete di questi sentimenti stigmatizzando la scelta della Santa Sede.

"E' un altro esempio del gap tra come vede le cose il Vaticano e come le vede la Chiesa americana", ha commentato al quotidiano Usa il gesuita Keith Pecklers, docente all'Università Gregoriana a Roma. "Una scelta - ha aggiunto - che può riaprire ferite che avevano appena cominciato a rimarginarsi".

Il NYT non si limita a sottolineare la discutibile parabola di monsignor Law, ma ricorda come una volta arrivato a Roma dopo il fango piovutogli addosso in America, il Vaticano lo ha accolto a braccia aperte, concedendogli anche una sontuosa residenza, oltre che un incarico di prestigio per quanto onorifico.

Del resto Law, sottolinea il quotidiano, agli occhi della Santa Sede prima ancora che un cardinale accusato di aver tollerato la presenza di sacerdoti pedofili nella sua diocesi, è un potente kingmaker negli equilibri interni della Chiesa e il Vaticano in passato lo ha sempre accontentato nelle sue richieste.

Law, scrive ancora il New York Times, pronuncerà un'omelia che molti osservatori vaticani esamineranno per avere indicazioni sul pensiero dei cardinali sul successore di Giovanni Paolo II. Inoltre, fa notare ancora polemicamente il giornale, l'aver messo Law sotto la luce dei riflettori è stato da parte dei cardinali un modo di ricordare ai cattolici americani che l'ultimo doloroso capitolo della loro storia "in Vaticano è stato appena registrato".

Un portavoce dell'associazione delle vittime dei preti pedofili di Boston ha fatto anche appello a Law perché rifiuti l'invito, ma per il momento da parte vaticana si è fatto semplicemente notare che per tradizione la Santa Sede non aveva alternative alla scelta di Law. E' infatti costume che gli arcipreti delle tre basiliche patriarcali di Roma oltre San Pietro (San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore) celebrino le messe dei novendialia.

(9 aprile 2005)
Quote:
Paedophile priest was given post at school for the deaf

Campaigners demand inquiry into 'reign of sexual terror'

Sunday August 6, 2006
The Observer

The Roman Catholic Church covered up the criminal past of a paedophile priest and gave him a job in a school for deaf children where he went on to sexually assault vulnerable young boys, an Observer investigation can reveal.

The church is now facing a massive compensation claim from the victims of the priest, Father Neil Gallanagh, who accuse the authorities of 'wilful neglect'. Child abuse campaigners are calling for a public inquiry into the case, which they claim led to a 'reign of sexual terror' for some boys at the school .

Last year Gallanagh, 75, pleaded guilty to indecently assaulting two pupils of St John's Roman Catholic School for the Deaf in Wetherby, West Yorkshire. The school was under the control of the diocese of Leeds, which employed Gallanagh. A further 11 charges against him of indecently assaulting five other boys aged under 16, including an 11-year-old, were left on file.

The attacks took place while Gallanagh was a resident chaplain at St John's during the Seventies. Many of the pupils at this residential school were deaf and dumb. The victims are mainly now in their forties and the assaults came to light only recently after one alleged victim spoke to his doctor and another attended a reunion party and spoke with other pupils.

The Observer has obtained evidence showing that Gallanagh was given the job by the Catholic church at St John's despite having been caught abusing children as a priest more than a decade earlier while working at Craigbane church in Derry, Northern Ireland. It has emerged that, while he was on a day-trip to the Isle of Man in June 1960, he sexually assaulted a nine-year-old boy. A report from the Isle of Man Daily Times on 27 June 1960 described how Gallanagh sat with 'bowed head clasped to his hands' in the dock at Douglas Court House after he was arrested.

'I realise it was a horrible thing to do,' Gallanagh said in a statement to police at the time. 'I have been worried with this sexual trouble for some time, and recently it has become an obsession with me.'

Gallanagh was not jailed but fined £30 after he promised to seek medical treatment. A short report of his arrest appeared in the Belfast Telegraph

It appears that rather than throw Gallanagh - who was related to the then Bishop of Derry, Neil Farren - out of the church, he was moved to Leeds and allowed to continue preaching. The then Bishop of Leeds, William Wheeler, made him resident chaplain at St John's School for the Deaf in 1974. Gallanagh's previous conviction was not made known to the court in the 2005 case and his victims at St John's were unaware of his history until The Observer uncovered the earlier press reports from newspaper archives.

One of his victims at St John's expressed his outrage at the latest disclosures. 'I am more than livid and feel totally let down by a so-called Christian organisation. How could the church have allowed this to happen? How could they have put a paedophile into a school for deaf children who were unable to speak out? This man ruined many people's lives, including mine. At the very least the church is guilty of wilful neglect; at the worst it is something unimaginable,' he said.

David Greenwood, a solicitor acting for eight of Gallanagh's victims, confirmed he is suing the diocese of Leeds. 'We were unaware of this previous conviction, and it will certainly add strength to our case,' he said.

Margaret Kennedy, chair of Minister and Clergy Sexual Abuse Survivors (MACSAS), said: 'We now call again for a public inquiry into the sexual abuse of deaf children in St John's School. The new evidence suggests a cover-up scandal of sexual abuse of disabled children.'

Last year The Observer revealed how dozens of young children at a deaf school in south-east England were subject to brutal sexual abuse by the headmistress's husband over three decades.

Kennedy, along with other abuse campaign groups such as Phoenix Survivors, claims that deaf victims of sexual abuse are not getting proper justice. Phoenix was outraged that, even after his latest crimes, Gallanagh received only a six-month suspended sentence and a £1,500 fine. Judge Norman Jones said that Gallanagh's age, recent poor health and good character for the last 30 years meant jail was inappropriate.

A spokesperson for Leeds diocese said: 'The two bishops and the vicar-general of that period died some considerable time ago and written records from the time are scant. The diocese of Leeds has developed good policies and practice in regard to all aspects of the protection of children and vulnerable adults and has co-operated fully when approached by statutory authorities in regard to historical cases.'
http://observer.guardian.co.uk/uk_ne...838319,00.html
Quote:
Dalle cifre ufficiali si è venuto a sapere proprio quest'anno che sarebbero poco più di 4000 i casi di abusi sessuali nei confronti dei minori che la Chiesa cattolica americana al suo interno ha dovuto affrontare negli ultimi 50 anni, alcuni dei quali venuti alla ribalta dal 2002 grazie a diverse campagne di stampa. Abusi che, da quanto si è appreso, riguarderebbero non soltanto i parroci delle diocesi ma anche esponenti del Clero.

I recenti casi. Negli Usa

Dal 2002 in poi la Chiesa nord americana ha conosciuto diversi scandali che hanno portato alla luce casi di preti che hanno abusato sessualmente di giovani adolescenti, maschi e femmine. Il caso probabilmente più clamoroso è quello della diocesi di Boston, guidata dall'arcivescovo, il cardinale Bernard Law, una delle figure di spicco della gerarchia della Chiesa americana costretto alle dimissioni. Qui è stato arrestato John J. Geoghan, 66 anni, prete ora ridotto allo stato laicale dopo una condanna a dieci anni di detenzione, su cui pendono 134 cause per abusi sessuali su minori perpetrati nell’arco di due decenni, 50 delle quali sono state risolte (la diocesi ha dovuto pagare ben 10 milioni di dollari in risarcimenti) ed 84 sono ancora pendenti.
Il rapporto del JJCollege di NY
Vista ormai la diffusione delle notizie sul fenomeno, la Conferenza episcopale degli Usa ha commissionato una recente ricerca al John Jay College of Criminal Justice, un centro di studi criminali di New York, da cui è emerso che tra il 1950 e il 2002, negli Stati Uniti ci sono stati 4.392 sacerdoti accusati di abusi. La cifra è pari a circa il 4 per cento dei 109.694 sacerdoti che hanno servito negli anni in questione. Le persone che hanno accusato molestie sono 10.667. L'età delle vittime: per il 5,8% fino a 7 anni: per il 16% dagli 8 ai 10 anni; per il 50,9% dagli 11 ai 14 anni; per il 27,3% dai 15 ai 17 anni. Gli abusi sono durati per il 38,4 % fino a un anno; per il 28% da due a quattro anni; per l'11,8% per periodi maggiori. Il 55,7% dei preti ha abusato di 1 persona, il 26,9% di due o tre persone, il 13,9% da quattro a nove; il 3,5% per cento, invece, di dieci o più (i 149 sacerdoti responsabili di quest'ultimo blocco hanno provocato il 27 per cento delle accuse). I luoghi degli abusi sono stati per il 40,9% la residenza del sacerdote; per il 16,3% la chiesa; per il 42,8% altri luoghi.

In un altro rapporto invece, stilato dall'Arcidiocesi di Los Angeles sugli abusi del clero, i risultati, almeno a livello di comunità locale sono diversi. Secondo il rapporto infatti dei 5000 preti accusati di abusi sessuali negli ultimi 75 anni in quella arcidiocesi solo 4 possono essere presi in considerazione e tra l'altro, trattandosi di casi molto recenti, e ancora sotto investigazione, afferma il rapporto, è prematuro parlare di possibili ammonimenti nei loro confronti.
Le reazioni
L'improvvisa perdita di credibilità e di fiducia verso la figura del prete, in conseguenza di questi fatti, almeno negli Usa, è stata fortissima. E, in risposta, un crescente numero di fedeli si è organizzato in movimenti come Voice of the Faithful composto da circa 30mila cattolici praticanti sparsi su 40 Stati Nord-americani e 21 Paesi internazionali e i cui obiettivi, come si legge sul sito, sembrano abbastanza eloquenti: sostenere i minori abusati, l'integrità dei preti, modellare cambiamenti strutturali dentro la Chiesa. Altri fedeli invece si sono organizzati in associazioni come Call to Action che lavora per ridare attuazione ai principi del Concilio Vaticano II.

Dal canto suo la Chiesa Cattolica romana ha assunto un iniziale atteggiamento di chiusura e rifiuto del problema. Come riportato da Richard Sipe gli organi e le istituzioni ufficiali cattolici hanno risposto inizialmente in diversi modi, ma tutti improntati alla difesa: «i media distorcono tutto», «si tratta di episodi rari, e isolati» oppure, nel migliore dei casi, «non siamo responsabili delle nostre mele marce». Tuttavia, vista l'ampiezza e la eco del fenomeno, nell'aprile del 2002 il papa si è visto costretto a chiamare in Vaticano i vescovi americani per discutere della questione. E, poco dopo, il cardinale di Boston Law ha presentato le sue dimissioni.

http://www.radioradicale.it/anticler...essualita1.php
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