La causa Atlantic v. Howell vede impegnati i coniugi Howell, che hanno deciso
di rappresentare loro stessi, contro la RIAA (Record Industry Association of
America) che li ha citati in giudizio nell'agosto del 2006 per avere scambiato
contenuti con il programma Kazaa.
Nel corso del dibattimento, la RIAA ha avuto modo di esprimere nuovamente
l'opinione secondo la pratica del ripping di CD, ovvero la copia in digitale
di brani musicali presenti su CD audio tradizionali, rappresenta un uso non
autorizzato del media, anche qualora sia essa effettuata per uso strettamente
personale.
"E' indiscusso che l'imputato possieda copie non autorizzate. Una volta
che l'imputato produce copie nel formato compresso .mp3 e le salva nella cartella
condivisa, esse non sono più copie autorizzate" ha dichiarato la
RIAA in un documento depositato a fini processuali.
In realtà, tuttavia, la posizione della RIAA solleva non pochi dubbi.
E' l'operazione di copia di un brano per uso personale o il salvataggio in una
cartella condivisa a rappresentare un illecito? La RIAA ha inoltre utilizzato
il termine "non autorizzato" che sul piano legale ha un significato
ben differente rispetto a "illecito".
Sul sito web della RIAA, inoltre, vi è ancor più confusione:
nella sezione che riguarda la pirateria non vi è alcun riferimento esplicito
alla pratica del "ripping"; ciò che vi si avvicina di più
è la copia diretta di musica su un supporto CD masterizzabile, per la
quale la RIAA asserisce che l'utente non ha i diritti legali per farlo ma che
è comunque possibile se l'operazione viene condotta solamente a fini
di utilizzo personale.
Adesso si attende il parere della Corte, che dovrà obbligatoriamente
tenere conto della distinzione che la RIAA ha operato in merito ai termini "illecito"
e "non autorizzato".
Fonte: Dailytech |
Ma stiamo scherzando !!!! In poche parole quando compro un CD e voglio passarlo nel lettore mp3 .... non sarei autorizzato !!!!
Ma per piacere......