Il Washington Post punta sull'intelligenza artificiale: Ember affiancherà i nuovi opinionisti
Il nuovo progetto Ripple del Washington Post prevede l’integrazione di contenuti esterni e un assistente AI chiamato Ember, pensato per supportare anche i non professionisti nella scrittura di articoli di opinione. L'obiettivo è ampliare la platea e diversificare i punti di vista pubblicati, senza rinunciare al controllo editoriale
di Rosario Grasso pubblicata il 05 Giugno 2025, alle 14:22 nel canale WebIl Washington Post apre una nuova fase della sua produzione editoriale con Ripple, iniziativa che mira ad accogliere contributi esterni da giornalisti di altre testate, autori indipendenti e, in una fase successiva, anche da scrittori non professionisti. Al centro di questo progetto emerge Ember, uno strumento basato su intelligenza artificiale progettato per affiancare gli autori nel processo di scrittura (fonte).
L'idea nasce da una lunga fase di ricerca interna e sarà sviluppata in più tappe. Ember verrà impiegato per guidare gli autori meno esperti attraverso una serie di suggerimenti strutturali. Evidenzierà la forza argomentativa del testo, la coerenza delle tesi e la chiarezza dell’esposizione mentre una barra laterale, secondo le prime simulazioni, fornirà indicazioni su elementi chiave della stesura dell'articolo come "tesi iniziale", "punti a sostegno" e "chiusura memorabile". Oltre a questo, una serie di prompt interattivi aiuterà a rafforzare la solidità argomentativa dell’articolo.
I contenuti realizzati con il supporto dell'assistente AI verranno sottoposti al vaglio di editor professionisti prima della pubblicazione, a garanzia della qualità e dell'affidabilità delle opinioni ospitate. Il tutto si svolgerà al di fuori della tradizionale sezione editoriali del quotidiano, con l'intenzione di offrire uno spazio distinto ma riconoscibile, accessibile anche agli utenti non abbonati.
I vertici dell’azienda vedono nella varietà di voci, unite alla capacità di Ember di democratizzare l'accesso alla scrittura d'opinione, un'opportunità per attrarre lettori che cercano qualità e diversità rispetto ai social media e alle piattaforme di commento informale. Alla guida del progetto c'è Lippe Oosterhof, consulente strategico del Post, con un passato in Reuters e Yahoo, e già coinvolto in sviluppi legati all'uso dell’intelligenza artificiale nel giornalismo.
La notizia peraltro potrebbe suffragare le posizioni di chi ritiene superfluo il lavoro fatto dai giornalisti, in qualche modo automatizzabile. All'interno di scenari, però, in cui l'intelligenza artificiale può alimentare disinformazione e fare gli interessi di chi la controlla, l'affiancamento di giornalisti professionisti ai metodi di generazione di contenuti tramite IA sembra fondamentale tanto nel progetto del Washington Post che più in generale.
Il percorso di Ripple è solo all’inizio, ma il ruolo affidato a Ember mostra una direzione precisa: combinare tecnologia e supervisione umana per dare voce a una nuova generazione di opinionisti.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoEs: un turista italiano viene investito da una Tesla di fronte alla Casa Bianca.
Versione GOP: straniero senza permesso di soggiorno danneggia un auto americana di fronte alla Casa Bianca.
Versione DEM: Tesla investe turista di fronte alla Casa Bianca, chi c'era alla guida ? Chi abita proprio li ed ha ricevuto in regalo una Tesla anche se non dovrebbe guidarla.
Versione fan Tesla: Tesla con FSD attivo sventa possibile attentato contro il Caro Leader.
Versione MAGA: Joe Biden cammuffato da turista italiano molesta un auto di fronte alla Casa Bianca.
Versione edizione RAI: turista italiano investito di fronte alla Casa Bianca, il Governo Meloni si scusa con Trump per il disturbo causato e ribadisce quanto l'Italia sia amica degli USA.
Ecc. ecc.
Quello che cambia è che lo stesso giornale ti da una versione differente in base a come ti ha profilato.
Il passo successivo è l' "opinion shaping" automatico e progressivo verso quello che il proprietario del giornale (es. Jeff Bezos) vorrebbe che tu pensassi su argomenti di suo interesse (economico, politico o sociale).
Viene già fatto ora, ma viene fatto a mano e non becchi tutte le nicchie (chi legge "Repubblica" di solito non legge "Il Giornale", e li considera credibili in modo diverso), qui invece potrebbero "cucinare" gli articoli su misura persona per persona.
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