AMD Trinity: tutto cambia nella APU per sistemi notebook

AMD Trinity: tutto cambia nella APU per sistemi notebook

Al debutto la seconda generazione di APU AMD, nella quale componente CPU e GPU sono integrate in un singolo chip. Evoluzione delle proposte Llano, le APU Trinity implementano novità architetturali tanto per la componente CPU come per quella GPU, grazie da un lato ai core Piledriver e al sottosistema video della famiglia Nothern Island

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Portatili
 

Introduzione

La giornata odierna vede il debutto ufficiale della seconda generazione di APU, Accelerated Processing Unit, di AMD destinata all'utilizzo in sistemi notebook di fascia medio alta. Ci riferiamo alle proposte note con il nome in codice di Trinity, disponibili sul mercato come soluzioni della serie A-4000, che in varie occasioni ufficiali AMD ha mostrato in funzione evidenziando come il connubio tra CPU e GPU integrate nello stesso componente permettesse di ottenere un livello prestazionale medio molto ben bilanciato.

Trinity viene dopo Llano, la prima generazione di APU AMD costruita con tecnologia a 32 nanometri, presentata in declinazione per sistemi notebook nel corso del mese di Giugno 2011. E' trascorso poco meno di un anno e AMD con Trinity cambia le carte in tavola aggiornando la propria APU sia per la componente CPU come per quella GPU, lasciando invariato il solo processo produttivo che rimane quello a 32 nanometri con produzione delegata a GlobalFoundries.

Volendo fare un paragone con le architetture Intel potremmo definire il passaggio da Llano a Trinity come una fase di Tock, nella quale cioè a parità di tecnologia produttiva utilizzata viene introdotta una microarchitettura completamente nuova. In questo caso le novità per AMD riguardano la APU nel suo complesso, avendo Trinity significative differenze rispetto a Llano tanto nella componente CPU come in quella GPU.

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L'utilizzo della stessa tecnologia produttiva a 32 nanometri adottata per la produzione delle APU Llano ha implicato un aumento della superficie del die delle proposte Trinity: passiamo dai precedenti 228 millimetri quadrati agli attuali 246, con un incremento nel numero di transistor da 1,178 miliardi sino a 1,303 miliardi. Ad un aumento di poco meno dell'8% della superficie del die corrisponde un incremento del 10% nel numero di transistor, richiesto sia dall'utilizzo di una nuova architettura dal versante CPU, quella Piledriver, sia dalla componente GPU integrata che passa all'architettura VLIW-4 della famiglia Nothern Island.

A caratterizzare le proposte della famiglia Trinity troviamo anche nuovi intervalli per i TDP, indicazione del livello di consumo massimo generato dalla APU durante il funzionamento e quindi linea guida di riferimento per il corretto dimensionamento dei sistemi di raffreddamento abbinati. Se le declinazioni per sistemi desktop verranno proposte con valori di 65 Watt e 100 Watt a seconda dei modelli per quelle mobile AMD ha introdotto anche versioni con TDP massimo pari a 17 Watt, accanto a quelle da 35 Watt e da 45 Watt comuni anche alle proposte Llano. La disponibilità di versioni con TDP di 17 Watt è un attacco diretto alle soluzioni Intel per sistemi Ultrabook: con Trinity AMD vuole estendere la propria presenza nel settore dei sistemi notebook, andando a presidiare anche quello dei portatili di più ridotte dimensioni curati in modo particolare nel design.

Il debutto odierno riguarda le sole versioni di APU Trinity destinate all'utilizzo in sistemi notebook; AMD ha voluto privilegiare questa classe di dispositivi così come avvenuto anche con le soluzioni Llano lo scorso anno, mossa del resto più che sensata considerando come sia questo il settore maggiormente trainante del mercato. Per le versioni destinate a sistemi desktop bisognerà ancora attendere alcuni mesi: AMD non ha infatti direttamente indicato il periodo di debutto se non un generico terzo trimestre 2012.

Perché il debutto di una nuova generazione di APU è strategico per AMD? Questi prodotti riescono a mettere a disposizione un connubio ritenuto ideale al momento attuale: un buon livello prestazionale della componente CPU, per le tradizionali operazioni di produttività personale, affiancato dalle potenzialità di un sottosistema video integrato che risulta essere superiore a quanto fornito dalle schede video discrete di fascia entry level presenti sul mercato fino allo scorso anno.

Questa miscela di qualità è la stessa proposta da Intel con i processori della famiglia Core, in particolare se basati sulla nuova architettura Ivy Bridge. Se la declinazione di Intel è sbilanciata dal versante CPU, per le qualità proprie dell'architettura Core, le soluzioni APU di AMD hanno sin dalle proposte Llano evidenziato la componente GPU quale punto di forza. Considerando come l'utilizzo dei PC, tanto per attività produttive come per l'intrattenimento, stia diventando sempre più legato alla componente visual ben si capisce quale importanza rivesta per AMD questa famiglia di prodotti.

 
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