Memorie DDR3 e processori Intel Sandy Bridge

Memorie DDR3 e processori Intel Sandy Bridge

Le CPU Intel della famiglia Sandy Bridge permettono di utilizzare agevolmente memorie DDR3 con frequenze di clock ben superiori a 1.600 MHz, mantenendo i restanti parametri del sistema con funzionamento di default.Ne abbiamo analizzato il comportamento al variare dei parametri di funzionamento della memoria, ricercando il miglior compromesso tra frequenza, timings e costo

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Memorie
 

Introduzione

Siamo giunti alla quinta installazione della nostra analisi delle CPU Intel della famiglia Sandy Bridge, incentrata sul comportamento del memory controller dual channel compatibile con memorie DDR3. La particolarità di questo componente rispetto a quanto implementato da Intel sino ad ora riguarda la compatibilità diretta con memorie dalla frequenza di clock superiore a 1.600 MHz. Intel ha infatti implementato in questi processori gli adeguati moltiplicatori di frequenza della memoria, che sono liberamente impostabili in funzione del tipo di moduli memoria montati nel sistema.

Questa flessibilità si rivela molto utile anche in fase di tweaking del sistema: l'impossibilità di incrementare la frequenza di base clock oltre una percentuale molto ridotta, che possiamo mediamente sintetizzare nel 5%, non permette infatti di aumentare la frequenza di lavoro della memoria via incremento del base clock in modo sensibile, nonostante si utilizzino moduli che sono certificati per operare a frequenze ben superiori a 1.333 MHz oppure 1.600 MHz. L'agevole accesso a moltiplicatori di frequenza specifici per la memoria, mantenendo la frequenza di base clock sui 100 MHz di default, rappresenta un'ulteriore opzione delle CPU Sandy Bridge particolarmente interessante. A conti fatti, rimanendo in specifica, è possibile raggiungere frequenze di memoria più elevate rispetto alle soluzioni di precedente generazione.

Ci si può a questo punto domandare in che misura frequenze di clock molto elevate per la memoria di sistema possano influenzare le prestazioni velocistiche di un sistema basato su processori Intel Sandy Bridge. Al variare della frequenza di clock della memoria, fermi restando timings e altre specifiche del sistema, quale impatto positivo si può avere sulle prestazioni complessive? E' quello che cercheremo di analizzare in questo articolo di approfondimento, eseguendo test non solo al variare della frequenza di clock della memoria ma anche modificando i timings di accesso sino a impostazioni particolarmente spinte.

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Dal bios della scheda madre Asus Maximus IV Extreme, utilizzata per queste analisi prestazionali, è possibile impostare frequenze di clock da un minimo di 800 MHz sino a un massimo di 2.400 MHz per la memoria di sistema, questo senza necessità di dover intervenire a modificare il base clock della CPU. E' ovviamente necessario servirsi di moduli memoria che siano in grado di operare stabilmente a queste frequenze così elevate, in abbinameno a timing che sono in genere particolarmente conservativi.

Ricordiamo, prima di passare all'analisi delle memorie, quali siano i precedenti articoli incentrati sulle cpu Intel della famiglia Sandy Bridge pubblicati sulle pagine di Hardware Upgrade, ai quali rimandiamo per tutti gli approfondimenti architetturali e prestazionali del caso.

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Completata questa analisi sulle memorie DDR3 con processori Core di seconda generazione, sarà la volta di un successivo articolo incentrato sulla componente GPU integrata nei nuovi processori Intel.