La RTX più folle mai progettata? Dentro le viscere di RTX Titan Ada
Der8auer ha smontato uno dei prototipi più complessi mai realizzati da NVIDIA: la RTX Titan Ada. Design a quattro slot, raffreddamento passante senza PCB, GPU AD102 e 48GB di memoria GDDR7 raccontano un progetto rimasto nel cassetto, ma tecnicamente impressionante
di Vittorio Rienzo pubblicata il 15 Dicembre 2025, alle 11:49 nel canale Schede VideoNVIDIAGeForceRTXgaming hardware
A distanza di anni dal debutto della serie RTX 40, il nome RTX Titan Ada continua a suscitare curiosità. Sappiamo, infatti, che NVIDIA aveva lavorato a un prototipo di RTX Titan che a più riprese è apparso sul web insieme al suo mastodontico design a quattro slot. Dopo anni, Der8auer è riuscito a mettere le mani su quello che si presenta come il prototipo più completo in circolazione. Dopo averlo testato lo scorso maggio, l'overclocker ha condiviso un video in cui lo smonta pezzo per pezzo.
L'impatto visivo e immediato. La scheda adotta un design modulare che trasforma l'intero chassis in un enorme dissipatore, con un flusso d'aria completamente passante. Guardandola dall'alto e possibile osservare l'interno della struttura senza ostacoli, poiché il sistema di raffreddamento non integra il PCB.
Il dissipatore adotta tre ventole: due principali collocate sui lati opposti e una terza, piu piccola, nascosta nella zona centrale. Questa configurazione contribuisce a gestire una struttura quad-slot, dalle dimensioni decisamente fuori scala anche rispetto alle GPU di fascia enthusiast.
Sul lato posteriore trovano posto le connessioni video, con 3 DisplayPort 1.4a e 1 HDMI 2.1. A differenza di soluzioni più recenti, le porte risultano saldate direttamente al PCB, eliminando l'uso di una daughterboard dedicata.

Una volta separati i pannelli laterali, emergono heatpipe posteriori e pad termici posizionati per raffreddare componenti critici come moduli di memoria e controller VRM. Il vero elemento distintivo emerge una volta rimosso il PCB: quest'ultimo non è installato orizzontalmente, ma verticalmente nella parte laterale della GPU (o bassa se installata in verticale).
Il circuito stampato ospita 24 moduli di memoria GDDR7 da 2GB, distribuiti equamente sui due lati, per un totale di 48GB di VRAM. Una dotazione che posiziona chiaramente la RTX Titan Ada ben oltre le GPU consumer tradizionali, molto più vicina ai modelli professionali.

Al centro del PCB trova spazio la GPU AD102, caratterizzata da un layout tanto compatto quanto complesso. Il collegamento PCIe x16 non è integrato direttamente, ma affidato a una PCB separato e collegato tramite ribbon cable, una soluzione simile ai cavi riser utilizzati per l'installazione verticale nel case.
Anche l'alimentazione segue un approccio non convenzionale. Tre punti di contatto presenti sul PCB si interfacciano direttamente con il dissipatore. Secondo der8auer, uno svolge il ruolo di massa mentre gli altri due gestiscono le linee 12VHPWR, con i pin di segnale separati e non collegati in modo permanente.
Dopo la completa separazione del dissipatore dal telaio in alluminio, diventa evidente la complessità interna della scheda. Numerosi cavi corrono lungo il perimetro, nascosti da pannelli e coperture dedicate. Il rimontaggio, come dichiarato dallo stesso der8auer, ha richiesto circa un'ora e mezza di lavoro estremamente accurato.
Probabilmente, sono proprio queste le ragioni per cui la RTX Titan Ada non è mai arrivata sul mercato: un progetto decisamente all'avanguardia, certo, ma estremamente complesso e forse troppo costoso da immettere sul mercato. Considerando le fasce di prezzo in cui si sono collocate la GeForce RTX 4090 prima e la RTX 5090 poi, dal punto di vista commerciale la RTX Titan Ada avrebbe rischiato di collocarsi in una nicchia troppo piccola per renderne sostenibile la produzione.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon lo so, ma QuakeGL va una m€rd#, scende sotto i 30 fps già dai titoli del gioco !
Bah...non è che il professionista può far miracoli eh !
Pure lui lavora "con quello che ha" !
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