|
Il mercato delle memorie DDR
è stato caratterizzato, nel corso degli ultimi 12 mesi, da due trend ben distinti.
Inizialmente tutti i produttori di moduli memoria per utenti appassionati si sono
orientati verso soluzioni capaci di operare a frequenze di lavoro fortemente fuori
specifica. L'esempio più lampante è quello delle memorie DDR500, capaci di operare
stabilmente alla frequenza di clock di 250 MHz (500 MHz effettivi) contro un valore di
default di 200 MHz (400 MHz effettivi) per le memorie DDR400. JEDEC, l'organismo che
stabilisce gli standard per i moduli memoria, non ha mai ratificato ufficialmente le
memorie DDR500; questi moduli, pertanto, sono stati certificati direttamente dai propri
produttori, attraverso una serie di test interni su varie piattaforme.
Come si vedrà in dettaglio nella prossima pagina, per poter
sfruttare al meglio le memorie DDR500 è necessario forzare la frequenza di bus del
sistema, overcloccando il processore. Non sempre è possibile effettuare questa procedura
raggiungendo ad una frequenza di bus di 250 MHz, capace di sfruttare al meglio le
potenzialità di queste memorie. Per questo motivo, spesso l'utilizzo di memorie DDR500
penalizza le prestazioni complessive, in quanto non si hanno le condizioni di
funzionamento che le sfruttano al meglio.
Per poter funzionare stabilmente a frequenze di lavoro così
elevate, le memorie DDR500 devono utilizzare latenze di accesso molto alte: questo ha un
impatto negativo sulle prestazioni velocistiche complessive, soprattutto quando si abbina
questo con una frequenza di lavoro che è quella delle memorie DDR400. Esistono alcune
eccezioni, moduli DDR500 che a 400 MHz di clock supportano latenze di accesso spinte, ma
si tratta di casi limite e non della norma.
Il secondo trende emerso recentemente è una sorta di ritorno
al passato. Vari produttori hanno infatti presentato moduli memoria DDR400 capaci di
operare a latenze di accesso molto ridotte. La diretta conseguenza è che questi moduli
permettono di sfruttare al meglio il sistema già con frequenze di lavoro di default,
essendo capaci di operare con le più basse latenze possibili.
La diffusione di questi moduli memoria è principalmente
dovuta alla disponibilità di alcune nuove
serie di chip memoria, capaci di supportare latenze di accesso spinte pur mantenendo
funzonamento stabile alla frequenza di clock di 400 MHz effettivi dello standard DDR400.
In prova in queste pagine troviamo due moduli memoria
appartenenti alla seconda categoria. Il primo è il modello Corsair TwinX1024-3200XLPRO,
memorie DDR400 capaci di timings di accesso di default pari a 2-2-2-5; il secondo è
quello GeIL Ultra Platinum PC3200 400MHz Dual Channel DDR Kit, soluzione sempre DDR400 ma
capace di timings di accesso leggermente più conservativi e pari a 2-3-3-6.
|