Attori contro l'intelligenza artificiale: stop alla scansione digitale delle sembianze
Il sindacato Equity ha sondato 7.000 attori britannici sulla scansione digitale sul set e il 99% è pronto a rifiutarla senza adeguate protezioni contro l'IA. Gli attori temono che le scansioni vengano usate per replicare le loro sembianze senza consenso o compensi e chiedono tutele esplicite nei contratti con i produttori
di Francesco Messina pubblicata il 19 Dicembre 2025, alle 11:21 nel canale WebIntelligenza Artificiale
Nel Regno Unito cresce la resistenza del mondo dello spettacolo contro l'uso dell'intelligenza artificiale. Gli attori britannici hanno espresso in modo netto la loro opposizione alla scansione digitale delle sembianze, una pratica sempre più diffusa sui set cinematografici e televisivi.
Attraverso una consultazione interna promossa dal sindacato Equity, i professionisti delle arti performative hanno votato quasi all'unanimità per rifiutare questo tipo di procedure, considerate un rischio concreto per il controllo della propria immagine e del proprio lavoro.
Secondo quanto emerso, il 99% dei votanti si è detto favorevole al rifiuto della scansione digitale, su oltre 7.000 membri coinvolti, con un'affluenza del 75%. Il sondaggio aveva valore indicativo, ma rappresenta un segnale politico e sindacale molto forte. Attualmente, infatti, gli attori non godono di una protezione legale automatica nel caso decidano di opporsi alla digitalizzazione della propria immagine sul set.
Ulteriori dettagli sulla scansione digitale e l'uso dell'intelligenza artificiale nel mondo dello spettacolo
La scansione digitale consente di catturare il volto e il corpo degli interpreti per utilizzi futuri, spesso legati a effetti visivi o a potenziali applicazioni di intelligenza artificiale. Molti attori temono che queste tecnologie possano essere sfruttate per creare repliche digitali senza un consenso chiaro o un compenso adeguato, riducendo il valore del lavoro umano e aprendo la strada ad abusi.
Equity ha annunciato che scriverà a Pact, l'organizzazione che rappresenta la maggior parte dei produttori e delle case di produzione del Regno Unito, con l'obiettivo di avviare una trattativa. Al centro del confronto ci saranno nuovi standard minimi di retribuzione, oltre a condizioni contrattuali più solide per chi lavora nel cinema e nella televisione. Se i negoziati non porteranno risultati soddisfacenti, il sindacato potrebbe indire una votazione formale che garantirebbe una copertura legale agli attori intenzionati a rifiutare la scansione digitale.
Il segretario generale di Equity, Paul Fleming, ha definito l'intelligenza artificiale come una sfida destinata a segnare un'intera generazione. Ha sottolineato come, per la prima volta dopo molti anni, gli attori del settore film e TV dimostrino una reale disponibilità a intraprendere azioni sindacali incisive. La maggior parte delle produzioni nel Regno Unito è realizzata sotto accordi che coinvolgono Equity, e oltre tre quarti degli artisti impegnati in questi progetti sono iscritti al sindacato.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoUna volta creato il modello, sta tutto nel software: se è fatto veramente bene (e può solo migliorare: non ha bisogno di evoluzione come noi) l'AI può sostituire in tutto e per tutto uno o più attori, o anche un intero film.
Io sto aspettando proprio questo: all'inizio saranno delle ciofeche, ma una volta affinati gli strumenti, basterà dare un buon libro in pasto all'AI e quello in un tot di tempo ti sputacchia fuori il film
Non vedo l'ora di vedere "Il Signore degli Anelli" fatto da un buon AI, per quanto la versione di Peter Jackson mi piaccia (quella di amazon è un vero e proprio schifo).
non conviene inverarle, meglio pagare una miseria ad un attore sconosciuto prima, perchè nel caso in cui il film ha successo, trovi n persone che credono che l'attore principale abbia le loro sembianze.
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