OpenAI integra le app in ChatGPT per trasformare le chat in azioni

OpenAI integra le app in ChatGPT per trasformare le chat in azioni

OpenAI introduce una nuova directory di app integrata in ChatGPT su iOS, Android e web. Gli utenti potranno connettersi a servizi come Spotify, Booking o Dropbox e usare app interattive per potenziare le conversazioni e svolgere azioni reali, come fare la spesa o creare presentazioni

di pubblicata il , alle 16:31 nel canale Web
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OpenAI ha annunciato il lancio di una directory di app integrata direttamente in ChatGPT, segnando un'evoluzione significativa della piattaforma verso un modello sempre più orientato all'azione, oltre che alla conversazione. Come spiegato dall'azienda in un post sul blog ufficiale, le app consentono di estendere le chat introducendo nuovi contesti e permettendo agli utenti di compiere attività concrete, come ordinare generi alimentari, creare presentazioni a partire da un testo o cercare un alloggio.

Con questa mossa, OpenAI ha anche razionalizzato la propria terminologia: quelli che fino a oggi erano noti come "connector", per esempio Google Drive o Dropbox, sono ora semplicemente chiamati app. In un documento di supporto, l'azienda chiarisce ulteriormente la classificazione: i chat connector diventano "app con ricerca file", i deep research connector "app con ricerca profonda" e i synced connector "app con sincronizzazione". Le app possono inoltre utilizzare le informazioni salvate nella Memory, se attiva; per gli utenti Free, Plus, Go e Pro, tali dati possono essere impiegati per l'addestramento dei modelli qualora sia abilitata l'opzione "migliora il modello per tutti".

La nuova sezione App è disponibile su web, iOS e Android ed è organizzata in tre categorie principali: Feature, Lifestyle e Productivity. Da qui è possibile collegare servizi noti come Dropbox, Spotify o Booking.com. Il funzionamento è semplice: basta selezionare un'app, cliccare su "Connect" e autorizzarne l’accesso. Una volta collegata, l'app può essere richiamata all’interno della conversazione con una menzione preceduta da “@”. Ad esempio, l’integrazione con Dropbox permette di analizzare documenti, riassumere report o preparare brief direttamente in chat.

Tra le nuove app disponibili spiccano Apple Music e DoorDash. La prima consente di cercare brani, creare playlist e, per gli abbonati, gestire la propria libreria musicale tramite ChatGPT, in modo simile a quanto già avviene con Spotify, ora disponibile in più mercati, inclusa l'Unione Europea. DoorDash, invece, permette di trasformare ricette, piani pasto e liste di ingredienti in un carrello della spesa pronto all'uso, senza uscire dall'interfaccia del chatbot.

Parallelamente al lancio della directory, OpenAI ha aperto agli sviluppatori la possibilità di inviare le proprie app per la revisione e la pubblicazione all'interno di ChatGPT. L’azienda ha messo a disposizione diverse risorse per facilitare lo sviluppo, tra cui linee guida, best practice, esempi open source, una libreria UI open source e una guida rapida passo-passo, che si affiancano all’SDK per sviluppatori annunciato lo scorso ottobre.

Sul fronte del modello di business, al momento gli sviluppatori possono monetizzare le app solo indirizzando gli utenti verso siti o applicazioni esterne. OpenAI ha però dichiarato di stare esplorando opzioni di monetizzazione interna, inclusi beni digitali, sottolineando anche l'importanza della trasparenza sulle politiche di privacy e sull'uso dei dati.

Questa iniziativa si inserisce nella visione più ampia delineata dal CEO Sam Altman, che già nelle scorse settimane aveva parlato della volontà di costruire, nel tempo, "le funzionalità ovvie che ci si aspetta da una piattaforma robusta". L’apertura di una vera e propria directory di app rappresenta quindi un passo chiave in questa direzione, con l'obiettivo di rendere ChatGPT un ambiente in cui la conversazione diventa il punto di partenza per passare rapidamente dalle idee all'azione, favorendo al contempo la nascita di un ecosistema solido per sviluppatori e utenti.

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