La cometa interstellare 3I/ATLAS è nel punto più vicino alla Terra a 269 milioni di chilometri

La cometa interstellare 3I/ATLAS è nel punto più vicino alla Terra a 269 milioni di chilometri

In questi giorni la cometa interstellare 3I/ATLAS si trova nel punto più vicino alla Terra, a una distanza di 269 milioni di chilometri. Non c'è e non ci sarà alcun pericolo per il nostro Pianeta, il prossimo incontro sarà con Giove a marzo 2026.

di pubblicata il , alle 17:25 nel canale Scienza e tecnologia
NASAESA
 

In queste ore la cometa interstellare 3I/ATLAS si trova nel punto più vicino alla Terra, a 269 milioni di chilometri di distanza, nel suo viaggio attraverso il Sistema Solare. La sua traiettoria è rimasta sostanzialmente invariata e quindi questo particolare oggetto spaziale si sta dirigendo verso Giove (minima distanza intorno a marzo 2026) per poi proseguire verso la parte più esterna del Sistema Solare per uscirne e non fare più ritorno. Gli scienziati e gli astrofotografi stanno raccogliendo dati e immagini sia per comprenderne strutture e caratteristiche ma anche per avere fotografie di un oggetto che passerà solo una volta nella nostra storia.

3I/ATLAS

Immagine catturata da NASA Europa Clipper

La cometa interstellare 3I/ATLAS è stata osservata da diverse sonde spaziali e telescopi dalla sua scoperta (avvenuta a luglio) in poi. Per esempio Hubble, un telescopio indiano, una sonda spaziale cinese e altri strumenti sono stati dedicati a raccogliere dati utili agli scienziati. Non è ancora chiaro quanto sia grande il nucleo, con le stime che variano da 440 metri fino ai 5,6 chilometri. Nonostante la sua velocità, per raggiungere lo Spazio interstellare ci vorranno diversi anni, intorno al 2035.

La cometa interstellare 3I/ATLAS e le nuove osservazioni

Nel suo passaggio nello Spazio, 3I/ATLAS è stata osservata con lo strumento Ultraviolet Spectrograph (UVS) della navicella spaziale NASA Europa Clipper fornendo una rilevazione dell'emissione ultravioletta legata all'interazione con la luce solare. Grazie alla traiettoria della sonda è stato possibile riprendere la cometa dalla parte posteriore rispetto alle due code guardando in direzione del nucleo e della chioma cometaria.

cometa

Immagine catturata da ESA XMM-Newton

Stando ai primi dati di Europa Clipper, la cometa ha perso ossigeno e idrogeno (molecole d'acqua che vengono scisse) oltre a particelle di polvere indicando una forte azione di degassamento nel periodo dopo il raggiungimento del punto di minima distanza dal Sole negli scorsi mesi. Tracy Becker (responsabile dello strumento UVS) ha dichiarato "comprendere la composizione della cometa e quanto facilmente questi gas vengono emessi può darci una visione più chiara dell'origine della cometa e di come potrebbe essersi evoluta durante il transito da altre parti della galassia fino al nostro Sistema Solare".

Anche il telescopio spaziale ESA XMM-Newton ha catturato nuovi dati della cometa interstellare 3I/ATLAS. Le osservazioni risalgono al 3 dicembre per un periodo complessivo di 20 ore quando la distanza era di circa 282 milioni di chilometri dalla Terra. In particolare è stata impiegata la fotocamera European Photon Imaging Camera (EPIC) che è sensibile alle emissioni a raggi X.

La cometa non emette raggi X ma le molecole che vengono rilasciate interagiscono con il vento solare e a quel punto possono essere osservate queste onde elettromagnetiche. Alcune di queste molecole possono essere acqua, anidride carbonica o monossido di carbonio ma anche idrogeno e azoto molecolari che sono molto meno visibili utilizzando altri sistemi di osservazione (come JWST e HST).

3I/ATLAS

Immagine di Andrew McCarthy (fonte)

Come scritto sopra, anche gli astrofotografi si stanno dilettando a catturare la più bella immagine della cometa interstellare 3I/ATLAS. Tra gli altri, anche il noto fotografo Andrew McCarthy ha catturato alcune immagini e un video dell'oggetto negli scorsi giorni mostrando in particolare la chioma cometaria e il caratteristico colore verdastro.

Come scritto in un post su X, McCarthy sottolinea che la cometa "si comporta in modo molto simile a tutte le altre comete che ho fotografato in termini di variazioni di velocità. Come ogni altra, questa cometa sta sublimando il ghiaccio dalla sua superficie, il che aggiunge una piccola quantità di spinta che ne influenza la velocità nel tempo, il che significa che la posizione dovrà essere costantemente studiata per determinare previsioni precise della traiettoria. Completamente normale. Il colore è simile a quello delle comete che ho osservato in passato: il carbonio biatomico rende il nucleo verde".

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