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L'industria musicale pensa ora ad accusare Google

L'industria musicale pensa ora ad accusare Google

L'industria musicale avrebbe pronta un'accusa per Google, rea di sfruttare la posizione dominante di mercato per non contrastare la pirateria

di Gabriele Burgazzi pubblicata il , alle 10:56 nel canale Web
Google
 

Dopo la caduta di Megaupload, dopo che anche servizi italiani come filmgratis.tv sono stati chiusi e dopo l'applicazioni di filtri sulle funzioni di autocomplete attivati da Google, l'industria musicale avrebbe ora nel mirino proprio il popolare motore di ricerca.

Già, perché se i servizi illegali di distribuzione dei contenuti protetti dal diritto d'autore rappresentano il vero male, nell'ottica delle industrie che operano nel settore musicale, non è un segreto che i motori di ricerca (come per l'appunto Google) permettano di andare a trovare, in modo piuttosto semplice, link per il download di materiale.

Già due mesi fa la RIAA (Recording Industry Association of America) e l'IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) avevano accusato Google di trarre profitto dalla pirateria, ostruendo anche in modo diretto i tentativi di andare a ridurre i siti che offrissero link per il download di materiale protetto dal diritto d'autore. Fino a poco tempo fa, però, questi dialoghi, tra major e Google, sono avvenuti a porte chiuse. Questo fino a quando un documento confidenziale è arrivato in superficie. A riportare la notizia è Torrentfreak, a questo indirizzo.

"IFPI e RIAA continuano a negoziare con Google al fine di ottenere una migliore cooperazione anti-pirateria in molte aree", riporterebbe il documento. E Google avrebbe fornito a uno speciale strumento di ricerca che permetterebbe di andare a cercare tra le query, identificando quelle più sensibili.

Proprio utilizzando questo strumento IFPI avrebbe ottenuto oltre 460,000 risultati nel periodo compreso tra l'agosto 2011 e il dicembre dello stesso anno. In aggiunta a questo, centinaia di siti sarebbero stati chiusi in seguito alla richiesta dell'organizzazione.

"Google continua a fallire nel dare priorità ai siti di musica legale, in favore di quelli illegali, dando la colpa al proprio algoritmo", afferma il documento che continua "Proprio basandosi su questo elemento l'IFPI avrebbe visto la possibilità di iniziare un'azione legale contro Google per abuso di posizione dominante".

In parole povere IFPI avrebbe intenzione di accusare Google per pratiche di antitrust e fallendo la censura dei contenuti illegali. Al momento, comunque, non ci sono conferme o smentite ufficiali circa la situazione e quanto riportato, per quanto verosimile, si basa su indiscrezioni. Lo scenario che sembra prospettarsi, però, è decisamente complesso e articolato.

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32 Commenti
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Opteranium17 Febbraio 2012, 11:04 #1
l'industria musicale ha definitivamente scassato le @@.
BigEyes8917 Febbraio 2012, 11:06 #2
certo che per andare contro google devono essere dei pazzi.. è un pò come dire che si fa causa a mtv e alle radio perché in effetti danno titolo e autore di una canzone.. (così che tutti la possano scaricare)..

oppure denunciare tutti i possessori di armi in quando potrebbero uccidere qualcuno..

ma perché , dico io, invece di punire gli strumenti non si puniscono gli utilizzatori illegali? (se proprio bisogna punire ovvio )
Capozz17 Febbraio 2012, 11:10 #3
Non c'è "industria" più parassita di quella musicale. Non parlo dei musicisti, sia ben chiaro, ma di chi gli sta dietro e lucra alla grande sul loro lavoro.
Gabro_8217 Febbraio 2012, 11:17 #4
Adesso hanno proprio rotto i coglio..ni, che dobbiamo arrivare ad una censura tipo google cina??? [SIZE="5"]E basta.[/SIZE]
p4ever17 Febbraio 2012, 11:46 #5
dal mio punto di vista...MAI più film e musica originale...devono morire di fame, mi spiace solo per gli artisti emergenti che sono nelle mani di queste sanguisughe...è meglio che si affidino completamente ad internet per la loro scalata al successo, con modestia e senza prendere per il c**o tutti come fanno queste etichette musicali o major in generale...se il lavoro merita e viene proposto al giusto prezzo e nel giusto modo adattandosi ai tempi in cui viviamo, ben venga...se pensano di continuare a propinare cacca spacciandola per oro nei loro bei DVD da 20 euro hanno perso in partenza...la censura e la condanna non ha mai portato da nessuna parte...se qualche milione di persone smette di andare al cinema o comprare cd non hanno aria per sopravvivere nemmeno fino a quest'estate...
p4ever17 Febbraio 2012, 11:49 #6
...ah...senza contare che secondo me stanno scherzando con il fuoco a mettere nel mirino google...se vogliono questi qua (google) si comprano tutte le etichette musicali negli stati uniti e con i locali ed uffici acquisiti ne fanno asili e spazi ricreativi per i figli dei loro dipendenti...solo per il gusto di farlo...
(IH)Patriota17 Febbraio 2012, 11:56 #7
Originariamente inviato da: p4ever
...ah...senza contare che secondo me stanno scherzando con il fuoco a mettere nel mirino google...se vogliono questi qua (google) si comprano tutte le etichette musicali negli stati uniti e con i locali ed uffici acquisiti ne fanno asili e spazi ricreativi per i figli dei loro dipendenti...solo per il gusto di farlo...


Se google dovesse comprare tutte le etichette musicali si comporterebbe come le major tutelando il suo investimento

probabilmente togliendo tutti i link e facendo causa ai motori di ricerca di terzi
p4ever17 Febbraio 2012, 12:04 #8
Originariamente inviato da: (IH)Patriota
Se google dovesse comprare tutte le etichette musicali si comporterebbe come le major tutelando il suo investimento

probabilmente togliendo tutti i link e facendo causa ai motori di ricerca di terzi


no non hai capito, comprerebbe le etichette musicali ma poi ne farebbe tutt'altro!

...e comunque Google ci vive su questi link, buoni o cattivi che siano...se domani togliessero la parola "sex", "divx" o "mp3" filtrandole e censurandole secondo me le ricerche calerebbero del 50-60%
a google non interessa che scopo abbia la ricerca fatta, interessa che venga fatta, poi come uno usa i risultati a disposizione sono affar suo...poi ci pensa google magari a proporci banner e AD in tema con la ricerca fatta
alexdal17 Febbraio 2012, 12:14 #9
pero' i musicista vivono grazie ai diritti che vengono pagati da chi trasmette la musica o da chi compra i dischi o i file.
L?industria guadagna ma dando lavoro anche a persone che vivono grazie al lavoro e non grazie ai soldini di papa.

Sulle pagine gialle trovi gli indirizzi dei negozi di orologi
non certo dei ricettatori che rivendono gli orologi rubati.

Google pubblicizza i siti di ladri che guadagnano milioni senza pagare nessuno.

(prendi il file gratis poi ti chiedono i soldi per il collegamento veloce, per il link sul viagra o i file porno o pedo)
Stevejedi17 Febbraio 2012, 12:20 #10
Ovvio, com'è ovvio che sia che censurino anche l'intero Youtube. L'80% delle canzoni che ascolto online, le ascolto tramite video di Youtube, a questo punto, illegalmente.

p.s.
mi aggrego al coro: avete scassato il c***o

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