Banda larga e ultralarga in Italia: facciamo il punto della situazione

Banda larga e ultralarga in Italia: facciamo il punto della situazione

Un nuovo studio di SosTariffe.it basato sui dati di Infratel mostra un quadro approfondito della diffusione di banda larga e banda ultralarga in Italia

di pubblicata il , alle 12:31 nel canale Web
 

Un interessante studio condotto da SosTariffe.it risponde ad alcuni quesiti sulla reale diffusione della banda larga e ultralarga in Italia. Qual è la percentuale di popolazione in Italia raggiunta dai servizi? Quanto è ampio il digital divide nel Belpaese? A questa domande il celebre portale online ha cercato di rispondere basandosi sui dati raccolti da Infratel, società nata su iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico e di Invitalia.

Tali dati non sono fra i più aggiornati purtroppo, e si basano su analisi di mercato pubblicate nel mese di giugno dell'anno scorso. In più viene intesa banda larga qualsiasi connessione ad internet (wireless o di rete fissa) fra i 2 e i 20 Mbps in download, uno spettro forse un po' troppo ampio. Come banda ultralarga invece, si considerano tutte quelle connessioni che permettono di scaricare a 30 Mbps o più.

Secondo i dati di Infratel, il 96,9% dela popolazione italiana è raggiunto da servizi di accesso a internet a banda larga, con un digital divide quindi del 3,1%. Il dato nazionale non si riflette con omogeneità nelle singole regioni: infatti, se in Lombardia la percentuale di popolazione raggiunta è pari al 98,4%, in Molise si ferma a 75,9%, con un 10,7% che dispone di una connessione a banda larga esclusivamente in wireless.

Digital divide banda ultralarga in Italia

Si tratta naturalmente di due estremi (in cui la stessa geografia delle regioni ha un ruolo importante), e non c'è una così netta distinzione fra nord e sud: se Puglia e Sicilia vantano percentuali intorno al 95%, di contro regioni come Friuli Venezia Giulia e Piemonte non arrivano al 90%. Sono però decisamente più preoccupanti i dati relativi alla banda ultralarga. Il servizio copre al momento solo il 22,3% della popolazione nazionale italiana, con un digital divide del 77,7%.

È estrema la situazione in Molise, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, in cui la penetrazione di connessioni da 30Mbps o superiori, sia wireless che di rete fissa, è sostanzialmente nulla. Solo in Emilia Romagna, Lazio e Liguria, invece, la loro diffusione è superiore alla media nazionale, con il Lazio che arriva ad un 38,3%. Si tratta anche questo di un numero un po' deludente, soprattutto se si considera che è il punto di riferimento in Italia.

Nei servizi d'accesso a banda larga (da 2 a 20Mbps) Italia ed Europa sono allineate, secondo i dati di Infratel. Tuttavia aggiungiamo che il risultato sembra positivo soprattutto perché, a nostro parere, viene considerata banda larga una tipologia di connessione troppo ampia. Connessioni da 2 o 4Mbps consentono un'esperienza su internet basilare, e non riescono a coprire alcune possibilità offerte dalle tecnologie di oggi (video-streaming ad alta definizione ad esempio).

Il quadro è invece più preoccupante per quanto riguarda le differenze di percentuale fra media italiana ed europea nella classifica - un po' più concreta - della banda ultralarga. Se in Italia la media è del 22,3%, in Europa è del 64%, pari quasi a tre volte quella del Belpaese. Il divario è simile anche per quanto riguarda le connessioni da 100Mbps o superiori, con l'Italia che si ferma al 2,4% a fronte di una media europea del 6%.

Banda ultralarga, differenze fra Italia ed Europa

Rispetto ai dati precedenti (del giugno 2013), il miglioramento sulla banda larga è di circa 1 punto percentuale, mentre la variazione è più consistente nella banda ultralarga, con miglioramenti dal 7,78% (nord ovest) al 18,92% (centro). Ed è proprio il centro in assoluto a vantare la migliore infrastruttura in banda ultralarga, secondo i dati di Infratel, seguito da nord ovest, isole, nord est e sud.

Non è ancora operativa la Strategia italiana per la banda ultralarga elaborata da AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) e approvata il 3 marzo 2015 dal Consiglio dei Ministri presieduto da Matteo Renzi. Con la strategia, il Governo vuole raggiungere obiettivi più ambiziosi di quelli previsti in seno al programma Agenda Digitale Europea: 100 Mbps per l'85% della popolazione italiana e 30 Mbps per il 100% della popolazione italiana entro il 2020.

Ma è chiaro che stando ai dati attuali tali obiettivi sono ancora parecchio distanti, soprattutto in alcune regioni che attualmente non sono di fatto coperte da tecnologie di rete simili, né di rete fissa né wireless. Per riuscirci, l'esecutivo si è attivato per promuovere in via prioritaria il dispiegamento della fibra ottica con architettura FTTH, ma non verranno disdegnate le tecnologie satellitari.

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124 Commenti
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JoJo28 Maggio 2015, 12:36 #1
Ma di cosa stiamo parlando?! Banda ultralarga?! Ma se nel 2015 ci sono paesi NON ancora raggiunti dall'ADSL perché "non convenienti" (secondo TELECOM) di cosa stiamo a parla'?! La quasi totalità delle ADSL italiane non raggiunge nemmeno lontanamente i valori per cui vengono vendute. Come prima cosa, per legge, dovrebbe essere alzata la banda minima garantita a non meno del 75% di quella ufficiale, poi forse potremo iniziare a ragionare di qualcosa.
AleLinuxBSD28 Maggio 2015, 12:44 #2
A parte che con 2Mbps servizi come la visione di filmati in HD, con basso bitrate, stentano, non capisco come si fà a definire analisi dettagliata fare delle sommatorie, così estese, in modo da etichettare come banda larga anche soluzioni che non dovrebbe essere definite tali.

Tra l'altro, anche in questo caso, bisognerebbe sapere se per questi dati vengono considerati i valori dichiarati dai provider oppure quelli effettivi.
albero7728 Maggio 2015, 13:04 #3
Ancora con questo punto della situazione?Siamo il terzo mondo ormai in tutto.Qui io sono ancora nella situazione in cui quando piove(e tira vento) praticamente non ho più la connessione a internet....E qui si parla di 30 mega quando la maggior parte della popolazione stenta ad arrivare a 7...La telecom quell'armadio a cui sono collegato che sta li da 30 e passa anni in cui entra acqua,polvere e merda proprio non vuole cambiarlo...Facciamo una colletta?!?Di vdsl neanche l'ombra e siamo nella capitale....Si Roma caput Burundi!
Italia 128 Maggio 2015, 13:09 #4
Certo, questi per ultralarga intendono "se prende il segnale LTE". Magari anche in cima al Monte Vettore/Gran Sasso prende, peccato non ci sia chi può usufruirne. Ma possibile che ancora si va avanti con questi barbatrucchi ?
Rubberick28 Maggio 2015, 13:10 #5
Mettete fuorilegge il rame e sparate multe a manetta se arrivati oltre un tot non ci si adegua, piazzate incentivi extra per la ftth e vedete come mettono mano al portafoglio e magicamente spendono per la ftth tutti quanti

banda larga = 30-50 Mbit ma anche fino a 100 va (VDSL)

banda ultra larga = 200 - 500 - 1000 Mbit (FTTH)

extreme high bandwidth = 10Gbit, 40Gbit, 100Gbit (FTTH evoluzioni future e farm)

questa dovrebbe essere la riformulazione

2-8 mbit = un cazzo nowadays.. al pari dei vecchi 56 k di una volta

già solo è sbagliato usare il prefisso ultra per 30 megabit appena, si trasmette un senso di abbondanza come se fosse qualcosa di non necessario... mentre invece 30 mbit sono proprio la BASE per cominciare a fare qualcosa
arwar28 Maggio 2015, 13:11 #6
Originariamente inviato da: AleLinuxBSD
A parte che con 2Mbps servizi come la visione di filmati in HD, con basso bitrate, stentano, non capisco come si fà a definire analisi dettagliata fare delle sommatorie, così estese, in modo da etichettare come banda larga anche soluzioni che non dovrebbe essere definite tali.

Tra l'altro, anche in questo caso, bisognerebbe sapere se per questi dati vengono considerati i valori dichiarati dai provider oppure quelli effettivi.


Io suppungo siano i dati dichiarati dai provider. Sarebbe molto più costoso a mio avviso verificare l'effettiva velocità delle reti internet.
Da ciò però ne deriva una falsificazione dello studio.

Ad esempio io, che ho un contratto 7 mega con telecom, dovrei essere posizionato nella banda larga, ma in realtà viaggio tra 1,5 e 1,7 Mbps quindi in realtà sono al di sotto della banda larga (per fortuna ancora per poco). Altro che banda ultra larga
Defragg28 Maggio 2015, 13:12 #7
Molise? Già che ci siete mettete anche la Contea o Narnia nella classifica.
Fil999828 Maggio 2015, 13:17 #8
no so come ma in pieno egeo - grecia, paese non certo all'avanguardia e con molti soldi- a una ora di navigazione da qualsiasi approdo funziona il 3g e pure discretamente...

ben prima di trieste prendo 4G e 3G austriaci e sloveni ... mentre i gestori nazionali TUTTI han copertura a macchia di leopardo morente ...

sulla cresta dell'alpe trento-bolzanina se voglio il 3G mi devo attaccare a gestore austriaco....

qualli italiani (quello! piglia solo TIM) al massimo "E" se va do lusso...
imbarazzante provarci con wind, 3 o altri che non siano vodafone e TIM...



mbhà...

FORSE ma FORSE anche per le reti non cablate come quelle cablate si preferisce coprire SOLO dove c'è buon ritorno economico nel bel paese (de-mmerda) (ma anceh no? tanto gli utonti pagano comunque, il ritorno c'è e si evita la spesa di altri investimenti)

ma FORSE eh...



allora.... come mai le stesse aziende che qui lasciano i buchi in altri paesi non lo fanno? ci vogliono male?

forse che le legislazioni dei vari paesi impongono loro di coprire i buchi e non solo di metter ripetitori e cavi dove conviene a loro? allora forse qualcuno quella legge l'ha fatta in modo da permettere certi buchi .... e lo ha fatto per svista?

mhò

è un bel mistero...
Goofy Goober28 Maggio 2015, 13:31 #9
vivo in Liguria, e ne a casa ne a lavoro esiste (non è disponibile, esiste) la banda a 30mega, ne di telecom, ne di altro operatore.

e lavoro nel porto di Genova
ThesSteve8728 Maggio 2015, 13:35 #10
Originariamente inviato da: pulsar68
Tipo questo?

Link ad immagine (click per visualizzarla)

L'ho postato 10 giorni fa ma colgo l'occasione (per chi non l'avesse visto).
Appoggiato in terra senza alcun basamento e dietro, essendo una collina, quando piove sembra di essere alle Niagara Falls.
Lo sportello non chiude e chissà cosa ci sarà dentro... da notare quello nuovo fiammante (piazzato lì da 2 anni e di cui nessuno sa dirci a cosa servirà e che si sta già arrugginendo.


ma vacci addosso con la macchina, in bici, con una moto, in carriola, qualcosa certe volte bisogna prendere l'iniziativa


ad ogni modo, le aziende che offrono la banda "ultralarga" in italia possono tranquillamente passare il tempo a grattarsi, da un lato le tariffe e la clientela delle grandi città gli permette di avere grandi guadagni con servizi mediocri, e dall'altro non c'è nessuna autorità che li controlla seriamente o che definisce standard

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