23andMe in bancarotta: dubbi sul futuro dei dati genetici. Ecco come eliminarli
23andMe, pioniera dei test genetici, dichiara bancarotta. La CEO Anne Wojcicki si dimette e intende acquistare l'azienda. La vendita solleva preoccupazioni sulla sicurezza dei dati genetici di 15 milioni di clienti
di Andrea Bai pubblicata il 25 Marzo 2025, alle 08:32 nel canale WebNei giorni scorsi 23andMe, la società californiana nota per i suoi kit per test genetici e genealogici, ha annunciato di aver presentato istanza di bancarotta secondo i termini del Chapter 11 della legge fallimentare americana, richiedendo al tribunale di organizzare le procedure per la cessione degli asset societari.
23andMe, con la vendita di kit di raccolta salivare, ha offerto la possibilità offerta ai clienti di esplorare il proprio patrimonio genetico e le proprie origini, tracciando una vera e propria ascendenza genetica. La società ha però iniziato ad accusare il colpo quando il mercato ha visto l'arrivo di numerosi concorrenti, anche con maggiori capacità di analisi. Inoltre il modello di business della società non è riuscito a generare ricavi ricorrenti o ad organizzare modelli di upselling: quando un cliente acquista il servizio e riesce a conoscere la propria origine e ascendenza, difficilmente è interessato ad acquistare servizi aggiuntivi. Più di recente la società ha provato a promuovere piani alimentari e di allenamento basati sui dati genetici, ma con esiti poco incoraggianti.

La società registra perdite finanziarie da diversi trimestri e ha vissuto un conflitto interno tra il consiglio di amministrazione e la CEO (e co-fondatrice) Anne Wojcicki riguardo le strategie future. Un disaccordo evidentemente insanabile che già lo scorso settembre ha portato alle dimissioni dell'intero consiglio e che ora ha spinto anche Wojcicki a dimettersi dal suo incarico con la volontà di rilevare interamente l'azienda e uscire dalla Borsa statunitense. L'ormai ex-CEO ritiene che ci sia ancora un potenziale commerciale e da tempo desidera privatizzare 23andMe. La vendita potrebbe offrirle questa opportunità, a condizione che riesca a ottenere i finanziamenti necessari. Anne Wojcicki è la sorella di Susan Wojcicki, ex-CEO di YouTube scomparsa qualche mese fa a causa di gravi problemi di salute.
Se l'operazione non dovesse andare in porto, non è chiaro quale altro acquirente potrebbe essere interessato all'acquisto dell'azienda nel suo complesso. E, anzi, esiste il rischio che un offerente possa essere attratto principalmente dal patrimonio genetico raccolto dall'azienda. E proprio per questo motivo, con l'avvio delle procedure fallimentari, si apre parallelamente un grande punto di domanda sul destino dei dati genetici raccolti dalla società, che coinvolgono circa 15 milioni di clienti di tutto il mondo. La società è riuscita ad ottenere fondi sufficienti per poter proseguire le sue operazioni anche durante la ricerca di un acquirente, ma le prospettive di una vendita ha sollevato più di qualche dubbio dal punto di vista della privacy: negli USA la legge limita l'uso dei dati genetici (in particolare è vietato l'impiego per decisioni assicurative o lavorative), ma a seconda dell'eventuale compratore, le implicazioni legali possono essere varie, lasciando spazio al rischio di un impiego non regolamentato dei dati.
In risposta alla situazione critica dell'azienda, il procuratore generale della California Rob Bonta ha consigliato ai clienti di eliminare i propri dati come misura precauzionale. Per farlo, è necessario seguire questi passaggi:
- Accedere al proprio account 23andMe.
- Andare nella scheda "Impostazioni" del profilo.
- Cliccare su "Visualizza" nella sezione "Dati 23andMe".
- Scaricare una copia dei propri dati se si desidera conservarla.
- Cliccare su "Elimina definitivamente i dati".
- Confermare l'azione tramite il link ricevuto via email.
Con questa procedura verranno eliminate gran parte delle informazioni personali verranno eliminate, ma 23andMe conserverà alcuni dati per conformità legale, come indicato nella sua politica sulla privacy. I clienti possono richiedere la distruzione del campione biologico fornito o revocare il consenso all'utilizzo dei propri dati per scopi di ricerca scientifica direttamente dalle impostazioni dell'account.
Alla fine del 2023 la società aveva confermato un incidente di sicurezza informatica, che aveva portato alla sottrazione delle informazioni di quasi 7 milioni di utenti.










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