La sonda BepiColombo dell'ESA ha catturato nuove immagini di Mercurio
La sonda ESA e JAXA BepiColombo nella giornata di ieri ha effettuato un passaggio ravvicinato di Mercurio (il secondo della sua missione) permettendo di catturare nuove immagini della superficie e dati scientifici.
di Mattia Speroni pubblicata il 24 Giugno 2022, alle 15:11 nel canale Scienza e tecnologiaESAJAXA
Alla fine dello scorso anno la sonda BepiColombo, collaborazione di ESA e JAXA, ha effettuato un passaggio ravvicinato al primo pianeta del Sistema Solare, Mercurio. Anche se l'attenzione mediatica è spesso in direzione di Marte o della Luna, ci sono diverse missioni che si stanno interessando ai pianeti più interni.

Alle 11:44 di ieri (ora italiana) la sonda spaziale ha effettuato un altro passaggio ravvicinato arrivando a soli 200 km dalla superficie di Mercurio. Questo ha permesso di raccogliere nuove immagini grazie alle tre fotocamere di monitoraggio presenti a bordo (chiamate MCAM). Si tratta di fotografie in bianco e nero con risoluzione di 1024 x 1024 pixel che sono state poi scaricate nel pomeriggio. Inoltre erano attivi anche gli strumenti scientifici così da rilevare nuovi dati.
ESA BepiColombo e le nuove fotografie di Mercurio
Una delle immagini è stata catturata dalla Mercury Transfer Module’s Monitoring Camera 3 quando la sonda si trovava a 1406 km di distanza (visibile all'inizio della notizia). In questo caso sono visibili l'antenna ad alto guadagno (le bande poco sopra sono artefatti) utile per la comunicazione con la Terra e parte della struttura della sonda stessa. Sullo sfondo ovviamente appare Mercurio con una zona ricca di crateri e sezioni invece più lisce dovute a eruzioni vulcaniche che hanno ricoperto la superficie con lava (3,7 miliardi di anni fa). Vicino all'antenna si possono osservare i crateri Heaney (125 km di diametro) e Amaral (105 km).

Come ha ricordato Emanuela Bordoni (vicedirettrice delle operazioni) "abbiamo completato il nostro secondo di sei sorvoli di Mercurio e torneremo nello stesso periodo l'anno prossimo [ndr. 20 giugno 2023] per il nostro terzo prima di arrivare nell'orbita di Mercurio nel 2025".
ESA ha aggiunto che BepiColombo si è avvicinata al pianeta dal lato nel quale era notte quindi le prime fotografie sono state catturate cinque minuti dopo il momento della minima distanza quando la sonda si trovava a 800 km. In un'altra immagine si può vedere la zona di Caloris Planitia che ha un diametro di circa 1550 km e si presenta come una pianura creata dalla lava e che, quando illuminata dal Sole, è particolarmente riflettente.

Questo però non è l'obiettivo ultimo di BepiColombo (che è in realtà una sonda realizzata con due orbiter attualmente uniti). Nel 2026 inizierà la parte scientifica vera e propria con i due orbiter, il Mercury Planetary Orbiter dell'ESA e il Mercury Magnetospheric Orbiter della JAXA, che utilizzeranno orbite complementari intorno al pianeta. Grazie agli strumenti scientifici pienamente funzionanti si potrà studiare il nucleo, la superficie, il campo magnetico e l'esosfera di Mercurio per consentire una migliore comprensione della sua storia.

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1 Commenti
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Mi chiedo perché, pur ragionando in modo conservativo, si installino sensori così lowres dopo tutto lo "sforzo" per raggiungere Mercurio. Possibile che lo spettro del visibile sia poco interessante da non valere la pena mandare sensori più performanti?Devi effettuare il login per poter commentare
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