L'ESA ottiene 22,1 miliardi di euro di budget per i prossimi tre anni: un passo importante per lo Spazio

L'ESA ottiene 22,1 miliardi di euro di budget per i prossimi tre anni: un passo importante per lo Spazio

Nelle scorse ore l'ESA è riuscita a ottenere un incremento del budget per il prossimo triennio raggiungendo quota 22,1 miliardi di euro. Questo permetterà di finanziare diversi programmi e missioni a beneficio di tutti.

di pubblicata il , alle 15:01 nel canale Scienza e tecnologia
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Durante il consiglio ministeriale 2025 dell'ESA che si è svolto a Brema, l'agenzia spaziale europea è riuscita a ottenere un incremento del budget rispetto al precedente periodo. Secondo quanto riportato per il prossimo triennio sono stati stanziati 22,1 miliardi di euro, solo una leggera riduzione rispetto a quanto richiesto (pari a 22,3 miliardi di euro) ma con un incremento sostanziale rispetto al precedente triennio dove erano stati stanziati 16,9 miliardi di euro.

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Josef Aschbacher (direttore generale dell'ESA) ha dichiarato "questo è un grande successo per l'Europa, e un momento davvero importante per la nostra autonomia e leadership nella scienza e nell'innovazione. Sono grato per il duro lavoro e l'attenta riflessione profuso nelle nuove sottoscrizioni dagli Stati membri, pari a un aumento del 32%, o il 17% se corretto per l'inflazione, nel Consiglio ministeriale 2022 dell'ESA. Di fronte a una situazione geopolitica impegnativa, tutti gli Stati che contribuiscono al bilancio dell'ESA, e in effetti la Commissione Europea, hanno riposto la loro fiducia nell'ESA per continuare a fornire programmi che sosterranno la leadership europea nello Spazio e contribuiranno a migliorare le nostre capacità sulla Terra, in orbita e nello Spazio profondo. Mentre abbiamo festeggiato 50 anni di risultati quest'anno, il lavoro è solo all'inizio".

L'ESA e il budget per i prossimi tre anni

L'agenzia spaziale europea si trova di fronte a un momento importante considerando la debolezza della NASA dimostrata nell'ultimo periodo mentre la Cina sta acquisendo sempre più capacità come dimostrano le missioni robotiche e quelle umane. La guerra in Ucraina ha anche concluso la partnership con la Russia da un lato creando problemi ad alcune missioni (Rosalind Franklin) ma spingendo l'ESA a migliorarsi e implementare nuove soluzioni in ottica futura.

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Lo scopo generale è quello di continuare a operare in partnership con altre agenzie spaziali in tutto il Mondo ma anche non avere una completa dipendenza da altri stati. L'ESA starebbe cercando di proseguire secondo quanto stabilito dalla Strategia 2040, che guarda al futuro dell'esplorazione spaziale robotica e umana.

Grazie all'aumento del budget saranno finanziate missioni come LISA e NewAthena. Ancora di più ampio respiro sarà il piano Voyage 2050 che punta anche a cercare tracce di vita su Encelado. Un incremento sostanziale è stato assegnato all'European Resilience from Space (ERS) che dovrebbe permettere di avere una serie di tecnologie utili in termini di intelligence e comunicazioni in ambito governativo.

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Grazie al budget sarà possibile da un lato continuare a far volare razzi spaziali come Ariane 6 e Vega-C (che rappresentano attualmente l'unico modo di arrivare nello Spazio in maniera indipendente), ma potranno anche essere sviluppati nuovi vettori spaziali commerciali evoluti per diversificare ulteriormente le opzioni e consentire una maggiore concorrenza rispetto al passato.

3,6 miliardi di euro verranno spesi per attrarre investimenti privati e per sviluppare nuove tecnologie ad alto valore aggiunto. Ci sarà poi il lancio della seconda generazione di satelliti Copernicus per servizi legati alla meteorologiche e all'osservazione terrestre.

La seconda parte della missione ExoMars (con il rover Rosalind Franklin) è finanziata e dovrebbe essere lanciata nel 2028 mentre sono in fase di sviluppo missioni verso la Luna anche grazie al lander Argonaut. L'ESA si occuperà anche della difesa planetaria con le tre missioni Ramses, Vigil e Rise. La prima è dedicata all'asteroide Apophis che si avvicinerà alla Terra nel 2029, la seconda è pensata per la meteorologia spaziale mentre la terza permetterà il monitoraggio della radiazione spaziale.

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