Blue Origin rende note le cause del problema della missione NS-23
Blue Origin ha rese note le cause del guasto che ha portato, a settembre 2022, alla perdita del primo stadio della missione NS-23 e all’allontanamento per sicurezza della capsula (nella quale non erano presenti esseri umani).
di Mattia Speroni pubblicata il 03 Aprile 2023, alle 21:08 nel canale Scienza e tecnologiaBlue Origin
Poco prima della metà di settembre dello scorso anno Blue Origin (società di Jeff Bezos) aveva lanciato la missione suborbitale NS-23 sfruttando un razzo e capsula New Shepard. Si trattava di una missione senza equipaggio con scopi scientifici e, nonostante l'alta affidabilità del vettore e del protocollo di atterraggio (con riutilizzo del primo stadio), un problema ha causato l'attivazione del sistema di allontanamento della capsula mentre il razzo è andato distrutto.

Le cause non sono state rese subito note mentre la società ha condotto un'analisi dei dati insieme alla FAA (Federal Aviation Administration) per capire cosa fosse successo. Questo serviva per garantire che nelle future missione, dove potenzialmente ci sarebbero potute essere persone a bordo, che tutto potesse procedere come previsto riducendo al minimo i rischi. Un rapporto è stato rilasciato il 24 marzo con le informazioni conclusive, mentre si punta a riprendere i lanci.
Blue Origin e il problema a NS-23
Secondo quanto riportato nel rapporto ufficiale il problema che ha portato alla perdita del razzo spaziale e all'attivazione dei sistemi di sicurezza è legato a un guasto termostrutturale dell'ugello del motore. Questo ha comportato una modifica non prevista della spinta di quest'ultimo che ha portato all'allontanamento della capsula come previsto.

Come precisato, la capsula dell'equipaggio (che ricordiamo non prevedeva la presenza di esseri umani per questa missione) è atterrata come previsto e tutti i carichi utili a bordo sono stati recuperati intatti e verranno inviati di nuovo nello Spazio (oltre 100 km di quota, ma senza entrare in orbita). Blue Origin ha sottolineato come non ci sono stati feriti o danni ai sistemi di terra.
La società ha anche riportato come dopo l'allontanamento della capsula il sistema è intervenuto automaticamente per togliere l'alimentazione e spegnere il motore BE-3PM (derivato dal BE-3 utilizzabile sul lander lunare di Blue Origin). Questa operazione ha permesso di evitare che il razzo si allontanasse troppo dalla zona di sicurezza e che quindi precipitasse o esplodesse senza fare danni.

Il Mishap Investigation Team (MIT) ha determinato che la causa diretta dell'incidente è stato un cedimento da fatica strutturale dell'ugello del motore. La motivazione è stata causata da un aumento delle temperature operative che hanno superato i valori nominali. Gli ingegneri hanno determinato che alcune modifiche di progettazione al sistema di raffreddamento hanno portato a questo problema. Ora verranno implementate azioni correttive compreso un cambiamento del design di strutture chiave permettendo di evitare il ripresentarsi del guasto.










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