Powermat, alimentazione ad induzione magnetica

Powermat, alimentazione ad induzione magnetica

Una azienda israeliana propone un sistema di alimentazione ad induzione magnetica. Presto installato in uno dei più prestigiosi hotel di New York

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:54 nel canale Periferiche
 

Ci è capitato qualche volta, sulle pagine di Hardware Upgrade, di trattare di nuove tecnologie che permettessero di poter disporre della cosiddetta "alimentazione wireless", ovvero di un modo per utilizzare o ricaricare i dispositivi elettronici di cui si fa abitualmente uso senza le noie di mille carcabatterie differenti e la necessità di disporre di altrettante prese di corrente.

Una società israeliana, Powermat, sembra essere pronta a portare sul mercato a breve un'incarnazione di una di queste tecnologie. La realtà, sorta nel 2006, ha infatti recentemente annunciato una serie di "superfici" che, grazie ai principi dell'accoppiamento induttivo, permettono di ricaricare dispositivi elettronici come cellulari, player MP3 e anche notebook semplicemente ponendo questi ultimi in prossimità di esse.

Queste superfici, chiamate "Mat", emettono un campo magnetico generato da una bobina incorporata in esse e che viene rilevato da un piccolo ricevitore che deve essere collegato ai dispositivi elettronici. I Mat sono progettati per poter essere personalizzabili e scalabili, in modo tale da poter essere realizzati secondo diverse esigenze.

Nel Mat si trova una unità di elaborazione e una matrice di bobine, che possono essere attivate in modo indipendente per "inviare" l'alimentazione ad uno specifico dispositivo. L'unità di elaborazione si occupa di capire quale bobina deve essere attivata, grazie ad una scansione di eventuali ricevitori presenti nelle vicinanze.

Qualora un ricevitore venga rilevato, si avvia un'interazione che porta innanzitutto all'identificazione dello stesso per poi passare a determinare la quantità di energia necessaria ed infine all'attivazione della specifica bobina per trasferire l'alimentazione richiesta. Ogni bobina può operare simultaneamente con le altre, dando modo così di poter alimentare più dispositivi differenti nello stesso momento. Quando il dispositivo, con il suo ricevitore, viene portato fuori dal raggio d'azione del Mat il traferimento si interrompe automaticamente.

Powermat ha inoltre annunciato che l'hotel Loews Regency di New York sarà il primo ad adottare la tecnologia Powermat all'interno del proprio business center ed eventualmente ad espandere l'installazione in futuro in caso di necessità.

Non sono ancora disponibili informazioni riguardanti un'eventuale commercializzazione diretta al pubblico, sebbene Powemat assicuri che tutti i dispositivi hanno già ottenuto l'autorizzazione tecnica per poter operare ed essere commercializzati in Europa, Stati Uniti e Giappone.

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40 Commenti
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demon7724 Luglio 2008, 14:57 #1
A occhio mi pare una cosa un po' poco salutare.. ma poi bisognerà vedere!

Di sicuro è comoda ma poco efficiente dal punto di vista del risparmio energetico: ci vuole una maggiore quantità di corrente per raggiungere la carica di un dispositivo con questo sistema!
Roman9124 Luglio 2008, 15:05 #2
se nn erro l'efficienza di questa alimentazione è del 50%
Obelix-it24 Luglio 2008, 15:05 #3
Originariamente inviato da: demon77
A occhio mi pare una cosa un po' poco salutare.. ma poi bisognerà vedere!

Di sicuro è comoda ma poco efficiente dal punto di vista del risparmio energetico: ci vuole una maggiore quantità di corrente per raggiungere la carica di un dispositivo con questo sistema!

Da quello che si era capito al tempo, 'e ne' piu' ne meno quello che fa un comune trasformatore oggiogiorno: per cui, stesso impatto 'salutare' e stessa efficenza.

La comodita', al tepo, era di evitare di avere 12 caricabatterie diversi per 12 oggetti: il che non sarebbe affatto una brutta cosa.......
Tioz9024 Luglio 2008, 15:07 #4
Che bello sarebbe un pc senza millemila fili all'interno
fdg124 Luglio 2008, 15:18 #5
L'idea è vecchia, ma le implementazioni attuali ne prevedono, per esempio, un funzionamento non continuativo (al contrario dei primi prototipi), e customizzato per il device da caricare.
Per quel che ricordo per le performace, occorre verificare quanta energia si disperde in calore, e quanta si disperde nell'ambiente.
Certo, comodo è comodo e, se le potenze in gioco sono basse, non credo ci sia notevole inquinamento elettromagnetico, dannoso per l'uomo (se non ricordo male l'intensità di campo diminuisce con il quadrato della distanza).
bignand24 Luglio 2008, 15:19 #6

Hanno scoperto l'acqua calda

É da tempo che esistono i rasoi elettrici senza contatto.

Tali rasoi una volta inseriti nella sede, perturbano un campo magnetico di bassissima intensità a frequenze basse. Il carica batterie si accende e alza il campo magnetico, permettendo un effetto trasformatore.

Le perdite sono inferiori alle perdite da trasformatore, in quanto non c'è l'effetto dell'isteresi magnetica. Il trasferimento di potenza è effettivamente ridotto (servono tempi abbastanza lunghi per la carica).

L'effetiva inefficenza è che è necessario tenere acceso sempre il caricabatterie.... (quindi consuma poco, ma continuatamente...)
Ratatosk24 Luglio 2008, 15:20 #7
Probabilmente non è il caso di tenerlo sul comodino durante la notte, ma questo vale anche per qualunque caricabatterie "tradizionale"...
Kuarl24 Luglio 2008, 15:21 #8
mi sembra lo stesso principio di funzionamento delle cucine ad induzione. Non è che sia proprio alimentazione wireless, il dispositivo deve essere appoggiato sul piano induttivo.

Se è così i rischi per la salute sono praticamente nulli, e l'efficienza energetica è di oltre il 90%
peler24 Luglio 2008, 15:21 #9
l'idea mi sembra buona.
the_joe24 Luglio 2008, 15:31 #10
Il problema principale credo che sia il fatto che il ricevitore e il trasmettitore debbano essere "accordati" alla stessa frequenza per cui per ogni apparecchio serve un adattatore, a meno di farli direttamente predisposti.

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