Il CEO di Snapchat sull'attacco a Sony Pictures e sull'importanza di mantenere i segreti

Il CEO di Snapchat sull'attacco a Sony Pictures e sull'importanza di mantenere i segreti

Snapchat è una di quelle aziende che sono state coinvolte collateralmente nell'attacco a Sony Pictures.

di pubblicata il , alle 14:21 nel canale Multimedia
Sony
 

L'attacco a Sony Pictures ha suscitato molto clamore negli Stati Uniti, con l'opinione pubblica che adesso sospetta di eventuali responsabilità addirittura da parte del governo della Corea del Nord. In seguito all'attacco, Sony ha ricevuto minacce terroristiche che l'hanno costretta a cancellare l'uscita nelle sale del film The Interview, che contiene una parodia del leader nordcoreano Kim Jong-un.

The Interview

Un attacco che ha prodotto molti danni e che ha coinvolto altre compagnie oltre a Sony: una di queste è Snapchat.

Il CEO di Snapchat, Evan Spiegel, infatti scambia regolarmente email con il CEO di Sony Pictures, Michael Lynton, principalmente perché quest'ultimo occupa un posto nel consiglio di amministrazione della stessa Snapchat. Nel corso di tutta la settimana alcune mail private che i due si sono scambiati negli ultimi mesi sono state pubblicate sul web, il che ha spinto Spiegel a scrivere una lettera aperta sull'impartanza di mantenere i segreti dell'industria.

Grazie a queste email è diventato noto che Sony sta lavorando su un prodotto simile a Google Glass, che Snapchat ha perseguito un piano per creare una divisione musicale e che ha rifiutato un'offerta di acquisizione da parte di Facebook dal valore di 3 miliardi di dollari. Quest'ultima indiscrezione era stata comunque già anticipata in precedenza.

Dalle mail con Lynton si è appreso anche di come Evan abbia proposto un accordo al grosso produttore cinese Tencent con alla base un round di finanziamento che avrebbe consentito allo stesso Evan e a Bobby Murphy, co-fondatore di Snapchat, di intascarsi 40 milioni di dollari. In realtà, Snapchat non ha poi ricevuto nessun tipo di finanziamento da Tencent.

Spiegel ha affrontato tutte le questioni così emerse tramite una lettera aperta, condivisa anche tramite Twitter. Nella lettera parla dell'importanza di mantenere i segreti e di come un attacco del genere possa danneggiare tutto il mondo IT.

"Abbiamo dei segreti perché ci piace sorprendere la gente", si legge nella lettera. "Abbiamo dei segreti perché vogliamo lavorare senza essere giudicati finché non siamo pronti a rendere pubblici i frutti del nostro lavoro. Abbiamo dei segreti perché questo ci consente di cambiare idea durante tutte le fasi dello sviluppo".

La pubblicazione di quelle conversazioni private ha sconvolto Evan: "Quando l'ho saputo volevo piangere per tutta la mattina", ha scritto ancora. Dopo aver dato un po' di tempo a tutto il suo team per capire cosa stesse succedendo, Evan e i suoi collaboratori hanno capito come l'unica cosa da fare "fosse quella di continuare a lavorare come abbiamo fatto fino a oggi. Questo ci consentirà di rendere 10 volte di più". E, amaramente, conclude: "Dobbiamo cambiare il nostro mondo, perché così non va bene".

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