Elpida avvia la produzione di memoria FB-DIMM

Elpida avvia la produzione di memoria FB-DIMM

Avviata la produzione dei primi sample di memoria Fully Buffered Dimm, specificamente pensata per l'utilizzo con sistemi server e workstation

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 12:19 nel canale Memorie
 

Elpida, produttore giapponese di moduli memoria, ha avviato la produzione di propri moduli memoria FB-DIMM, moduli Fully-Buffered Dual in-line Memory. Questa tecnologia, presentata da Intel in occasione dell'IDF Fall lo scorso mese di Settembre, permette di ottenere un notevole boost prestazionale rispetto alle attuali tecnologie delle memorie.

2004-12-20_FB-DIMM.jpg

La memoria FB-Dimm utilizza tradizionali moduli DDR2 SDRAM, con l'aggiunta di un chip al centro che gestisce tutti i segnali da e verso i chip memoria. Il chip viene indicato con la sigla AMB, Advanced Memory Buffer, e permette una connessione di tipo point to point tra memory controller e modulo memoria.

Fonte: digit-life.com.

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10 Commenti
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Sig. Stroboscopico22 Dicembre 2004, 12:45 #1
Ma necessità di compatibilità con Mobo e processore?

Ciao!
Xfree22 Dicembre 2004, 12:57 #2
Ed inoltre quanto è quantificabile il boost prestazionale?
Fonfi22 Dicembre 2004, 13:11 #3
Diciamo che sarebbe utile se fosse in grado di portare le prestazioni delle DDR2 al livello delle DDR a pari frequenza (considerando basse le latenze di queste ultima). Certo che potrebbero anche solo fare una stima del guadagno prestazionale!
nicgalla22 Dicembre 2004, 13:22 #4
http://www.theinquirer.net/?article=15214

L'articolo di The Inquirer dice che le FB-DIMM sono memorie progettate per uso server, dotate di estrema affidabilità (1 errore non rilevabile ogni 100 anni di funzionamento) e col vantaggio di poter mettere, almeno sulla carta, moduli DDR3 quando saranno disponibili in quanto è sufficiente la compatibilità tra la mobo e il controller di memoria che sta integrato sulla ram.

Magari il buon Corsini può prepararci un bel Focus su queste memorie
jappilas22 Dicembre 2004, 15:02 #5
Originariamente inviato da nicgalla
http://www.theinquirer.net/?article=15214

L'articolo di The Inquirer dice che le FB-DIMM sono memorie progettate per uso server, dotate di estrema affidabilità (1 errore non rilevabile ogni 100 anni di funzionamento) e col vantaggio di poter mettere, almeno sulla carta, moduli DDR3 quando saranno disponibili in quanto è sufficiente la compatibilità tra la mobo e il controller di memoria che sta integrato sulla ram.

Magari il buon Corsini può prepararci un bel Focus su queste memorie


oltre a ciò , l' articolo mi pare accennasse a un paio di caratteristiche assai interessanti, che cioè
ogni modulo avrebbe una connessione punto- punto col chipset o (nel caso estremo) con la CPU se questa integrasse il controller...
le connessioni sarebbero facilmente parallelizzabili e la relativa "banda" aggregabile...
dal punto di vista del tracciamento delle piste sulla MB , 6 canali FB-dimm sarebbero equivalenti da tracciare, anzi meno problematici, di 2 canali ddr2 (420 piste invece di 480, che perdipiù non devono essere di lunghezza perfettamente uguale)

... quindi se tanto mi dà tanto... moduli FB con chip DDR-800 (6400 MB/s) moltiplicato 4 canali ...
lucusta22 Dicembre 2004, 15:34 #6
l'idea che mi sono fatto e' che nella pratica e' un controller ram direttamente sul modulo ram (o meglio un bridge)... latenze a iosa..un po' come ha fatto nVidea con il bridge AGP8x/PCI-ex.

in ambito server e' utile per il fatto che il suo packaging puo' essere anche di 16 Gb in quanto i chip ram sono seriali, e percio' possono essere usati piu' dei classici 16/8 chip che sono sulle normali ram; possono essere prodotti cioe' moduli ram da 32 chip e 512Mbit (economici) per un totale di 2GB con qualsiasi tipo di tecnologia, tanto ci sara' il bridge di memoria che riportera' allo standard conforme sulla scheda, avendo cosi' una DIMM alta 5/6 cm dove ci saranno 8 chip sulla sinistra e 8 sulla destra e gli altri 16 dietro; in piu', essendo il bridge sicuramente a processamento di errore (ECC), ci sara' la correzione automatica.

Per il fatto che si possono usare diversi tipi di memoria, questo e' utile solo in aggiornamento, in quanto, per le prestazioni, sara' fisso il "colloquio" tra' chipset e bridge ram del modulo FD-DIMM:
se, ad esempio il chipset manovra ram DDR333, e il modulo usa DDR3 1600, la comunicazione tra' chipset e bridge sara' sempre a 333, e solo dopo il bridge si avra' un colloquio, con transizione da DDR333 a DDR3 1600, con la velocita' e latenza del singolo chip ram, percio' il vero collo di bottiglia rimarrebbe comunque il bus primario della scheda madre.
A che pro?
usare chip di memoria economici a bassa densita' (512Mbit) sommando un numero maggiore di chip a modulo:4 moduli FD-DIMM da 32 chip x512Mbit sono 16 GB di ram, mentre 4 moduli di ram convenzionale da 8x512Mbit sono 2GB totali; in ambito server, dove le dimm sono anche 16 si ottiene un quantitativo di ram totale di 64GB, contro il massimo di 32GB di costosissimi moduli da 2GB a DIMM in configurazione 16 chip x matrici a 1024Mbit (il massimo sul mercato).

volendo si possono fare moduli a 64 chip 1024Mbit, ottenendo singole FD-DIMM da 8GB che in configurazione 16 dimm danno 128 GB di ram (allocabile solo da sistemi a 64 bit)

a quanto ricordo HP aveva delle WS con ram proprietarie che funzionavano molto similmente.
Taumaturgo22 Dicembre 2004, 15:48 #7

"boost prestazionale"

"boost prestazionale" ??
ma l' italiano chi ve lo insegna ? :-)
"Incremento prestazionale" o "aumento di prestazioni" vi fa proprio orrore ?
SaettaC24 Dicembre 2004, 16:39 #8
Questo nuovo tipo di memorie me le ero proprio perse... Non le ho proprio ben capite, comunque...
nicgalla24 Dicembre 2004, 17:33 #9
ancora con sta storia dell'italiano... ma piantatela!
o volete fare come i francesi che parlano di ordinateur e mega octet?
jappilas24 Dicembre 2004, 19:24 #10

i francesi...

mi pare abbiano escluso i termini anglofoni prima che potessero diventare di uso comune, e per una questione di orgoglio, ma anche perchè non hanno mai visto molto di buon occhio gli inglesi
(stando a cose che ho visto tempo fa, sembrava quasi che, se avessero potuto cambiare il basic o il C lo avrebbero fatto... )

per noi italiani è diverso, in certi casi abbiamo dei termini -tecnici e non - facenti parte del linguaggio normale, perfettamente equivalenti a quelli anglofoni, eppure non li usiamo perchè usare quelli anglosassoni fanno più ...
e non solo in informatica eh, anche in ambito, ad es, finanziario...

comunque per quanto mi riguarda non è di certo un problema che mi tolga il sonno di notte...

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