L'innovazione rallenta, la colpa è del mercato

L'innovazione rallenta, la colpa è del mercato

Nonostante un'accettabile validità nell'arco di 30 anni, la legge di Moore sembra non essere più attendibile: i processori sono caratterizzati da un tasso di innovazione più lento. Il problema, tuttavia, è il mercato e non il progresso tecnologico

di Andrea Bai pubblicata il , alle 16:25 nel canale Processori
 

Il 19 Aprile del 1965 Gordon Earl Moore, che nel 1968 diverrà il cofondatore di Intel Corporation assieme a Robert Noyce, enunciò quella che viene definita come "Legge di Moore" in una pubblicazione all'interno della rivista Electronics Magazine.

L'enunciazione della legge (improprio chiamarla così dal momento che si tratta più di un'osservazione empirica) parte dalla seguente constatazione di Moore: "A parità di costo la complessità di un circuito integrato è cresciuta al passo di due volte ogni anno. Chiaramente nel breve periodo questo tasso di crescita sarà mantenuto se non addirittura incrementato. Sul lungo periodo il passo della crescita è più incerto, tuttavia non vi sono ragioni per credere che esso non rimarrà costante per almeno i prossimi 10 anni. Ciò significa che nel 1975 il numero dei componenti per un circuito integrato sarà di 65 mila. Credo che un circuito così grosso può essere realizzato con un singolo wafer".

Questa osservazione restò valida fino al 1975, anno in cui Moore decise di correggere la propria osservazione e di estendere a due anni il periodo nel quale raddoppia la complessità di un circuito integrato. Sebbene Moore non abbia mai fatto riferimento al periodo di 18 mesi, l'osservazione verrà poi semplificata e formalizzata con l'enunciato a tutti noto: "il numero di transistor utilizzati per la realizzazione di un processore raddoppia in un periodo compreso tra i 18 e i 24 mesi".

Sono passati trent'anni dalla seconda enunciazione della legge, periodo nel quale si è rivelata sostanzialmente attendibile, sebbene lo stesso Moore abbia più volte dichiarato che con il passare del tempo il progresso nella realizzazione di chip sarebbe fisiologicamente rallentato.

Sembra arrivato ormai il momento in cui il passo sta effettivamente rallentando, almeno a detta delle grandi compagnie specializzate nel settore IT. L'aspetto più interessante di questo fenomeno è che le cause di questo rallentamento sembrano imputabili più a questioni di tipo economico che di tipo tecnologico.

Philips Semiconductors, Fujitsu, AMD sono solo alcune delle compagnie che hanno espresso una semplice constatazione: nonostante esista ancora la possibilità di dimezzare il costo dei transistor ogni due anni e, di conseguenza, progettare chip con il doppio dei transistor al medesimo costo, non sussiste la necessità di doverlo fare dal momento che la crescita del mercato sta procedendo più lentamente rispetto agli anni passati, come recentemente dimostrato dalla più lenta adozione di novità tecnologiche da parte del pubblico.

E' un segnale del fatto che è cambiata la percezione dell'utente nei confronti del mondo dei computer: una parte sempre più larga degli utenti, infatti, resta soddisfatta delle prestazioni del proprio sistema per un periodo di tempo maggiore di quanto avveniva in passato e, per questo motivo, non avverte la necessità di dover ricorrere a nuove soluzioni tecnologiche. Con la domanda, da parte del pubblico, che resta bassa, le compagnie sono spinte a non innovare così rapidamente come successo anche fino a pochi anni fa.

Il principale ostacolo alla legge di Moore è quindi un problema di mercato, sebbene esista anche qualche problema tecnologico. Fra tutti l'ormai famigerato problema della "current leakage", ovvero la dispersione di corrente attraverso transistor attigui. Si tratta di un fenomeno difficilmente controllabile che vede incrementare i propri effetti via via che il progresso permette la realizzazione di transistor di dimensioni sempre più ridotte. La dispersione di corrente comporta, come è facilmente intuibile, consumo più elevato e maggiore dissipazione termica e, di conseguenza, un limite alle prestazioni.

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42 Commenti
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Haran Banjo20 Settembre 2005, 16:31 #1
"...dal momento che la crescita del mercato sta procedendo più lentamente rispetto agli anni passati, come recentemente dimostrato dalla più lenta adozione di novità tecnologiche da parte del pubblico"
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Unitamente al fatto che i produttori mirano a spremere i consumatori come limoni, vendendo loro le vecchie tecnologie, anziche' invogliarli con quelle nuove.
Vedi per esempio il mercato dei DVD.
Dr House20 Settembre 2005, 16:48 #2
Originariamente inviato da: Haran Banjo
Unitamente al fatto che i produttori mirano a spremere i consumatori come limoni, vendendo loro le vecchie tecnologie, anziche' invogliarli con quelle nuove.
Vedi per esempio il mercato dei DVD.


oppure delle schede video
Motosauro20 Settembre 2005, 16:52 #3

Io la vedo diversamente

Ormai i computer danno delle prestazioni soddisfacenti in termini assoluti: la produttività d'ufficio, come l'uso di contenuti di intrattenimento ormai possono essere assolti anche da computer datati, né meglio né peggio di come permetta un computer "ninja"; questo è vero in particolar modo per il segmento medio del mercato che è quello che ha le cifre più grosse.

È chiaro che ormai la redditività marginale degli investimenti volti al fine di aumentare la potenza di calcolo continua a scendere.
IMHO il trend sarà verso cose come il MacMINI: piccole, facilmente occultabili o comunque gradevoli da guardare, dal basso consumo e dalla rumorosità praticamente nulla.

kalle7820 Settembre 2005, 16:59 #4
Più semplicemente direi che siamo in una situazione a metà strada tra la suddetta "legge di Moore" e chi prevedeva limiti tecnologici insormontabili che avrebbero arrestato di colpo quetsa evoluzione...

Andare avanti non è impossibile, ma onestamente è diventato più difficile e lo sarà ancora di più (salvo rivoluzioni tecnologiche ad ora inimmaginabili).

Quella del mercato mi semra una discreta v@cc@t@... O, almeno, un fattore secondario...
ErPazzo7420 Settembre 2005, 17:20 #5
beh mi pare che sul forum svariate volte si sia messo in evidenza che quando è avanti AMD "aspetta" Intel e anche viceversa. Lo stesso lo abbiamo notato con ATI e NVidia (vedi 7800Ultra che non esisterà in quanto non necessaria).
Per cui è davanti agli occhi di tutti che si potrebbe correre un pò di + ma che i tanti soldi in gioco e i tanti rischi che si corrono frenano lo sviluppo tecnologico.
Ciao ErPazzo
Ciaba20 Settembre 2005, 17:34 #6
Originariamente inviato da: Haran Banjo
Unitamente al fatto che i produttori mirano a spremere i consumatori come limoni, vendendo loro le vecchie tecnologie, anziche' invogliarli con quelle nuove.
Vedi per esempio il mercato dei DVD.


...più che altro sono i rivenditori nn tanto i produttori. Proprio stamattina guardavo in rete i prezzi delle schede video e si trovano praticamente ovunque schede di 3 generazioni fa ancora a prezzo pieno!!
E come fanno a venderle a qualcuno? Il mercato così nn gira ed è anche logico...se preferiscono nn vendere piuttosto che abbassare i prezzi nn svuotano i magazzini e di conseguenza nn ricomprano.
Genesio20 Settembre 2005, 17:36 #7
Già, e allora come si fa a riprendere l'innovazione?
Creiamo software e os (vedi vista(scusate il gioco di parole)) che hanno requisiti enormi per offrire cose poco diverse dalle attuali.
Haran Banjo20 Settembre 2005, 17:38 #8
Quoto Motosauro, io con il mio vecchio Pc e la mia GeForce3 faccio girare ancora tutto.
Aggiornamento al dopo WinVista.
ciocia20 Settembre 2005, 19:14 #9
E' colpa delle console
Molti giochi sono programmati sia per pc che console, per forza di cose sono fatti per girare anche su macchine non recenti...( a parte i soliti TOP SCORE che richiedono sempre il max ). Vedrete che i primi giochi fatti per pc/ps3/xbox2 avranno richieste un po' esose e necessiteranno un nuovo upgrade.

Cmq, ad esempio quanto tempo e' passsato dall'uscita dell A64 4000+ e il vecchio barton 2500? Parecchio! Ma le prestazioni non sono certo raddoppiate...

Io ho ancora un vecchio 2400+ ( unito pero' ad una 6800gt ) che mi permette di giocare a tutto
lowenz20 Settembre 2005, 19:30 #10
le correnti di leakage sono nello STESSO transistor, non fra transistor attigui.....

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