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Old 05-01-2010, 13:17   #1
FabioGreggio
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BERLUSCONI mette il segreto di Stato sui rapporti tra Sismi e Telecom

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha deciso di porre il segreto di Stato sulla questione dei rapporti tra Telecom Italia e l'ex numero tre del servizio segreto militare Marco Mancini.

Lo scrive oggi il Corriere della Sera, spiegando che Berlusconi ha scritto una lettera al giudice per l'udienza preliminare di Milano Mariolina Panasiti.

La Procura del capoluogo lombardo chiedeva che Mancini fosse processato per la vicenda dei dossier illegali contestatagli in concorso con l'ex vertice della divisione-sicurezza di Telecom e Pirelli, Giuliano Tavaroli, e altri 34 indagati.

Il gup Panasti, scrive ancora il Corriere della Sera, il 13 novembre scorso aveva attivato la procedura di "interpello" di palazzo Chigi, prevista per legge ogniqualvolta un imputato, come Mancini, prospetti di non potersi difendere se non violando un asserito segreto di Stato.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

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Old 05-01-2010, 13:27   #2
cocis
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ora mi sento più sicuro ..
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Old 05-01-2010, 13:39   #3
Steinoff
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il partito dell'ammmmore...
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Old 05-01-2010, 13:44   #4
FabioGreggio
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Chissà su quali immani porcate ha messo il veto.....

fg
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Old 05-01-2010, 13:50   #5
Steinoff
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Ma non gli si puo' fare una class action per manifesta incapacita' a governare una Nazione e per danni subiti a causa di tale evidente incapacita'?
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Old 05-01-2010, 13:54   #6
FabioGreggio
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Ma non gli si puo' fare una class action per manifesta incapacita' a governare una Nazione e per danni subiti a causa di tale evidente incapacita'?
Farebbe subito un Lodo Class action per depenalizzare i danni causati dal PdC.

Ormai il giochino funziona. Ha il 50% di italiani come supporter delle porcate, in cambio di qualche legittimazione di evasione.

fg
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Old 05-01-2010, 13:58   #7
LUVІ
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Lo vuole il POPOLO!
Queste sono le riforme che chiede!
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Old 05-01-2010, 14:04   #8
rgart
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e allora vuol dire che il governo del nano ha usato i servizi segreti e la security telecom per i suoi interessi...

che schifo di paese... soprattutto perchè per qualcuno questa sarà una non notizia... e magari ha sbraitato contro le intercettazioni...
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гла́вный корабе́льный старшина́ - - FacebookOtdelom - Vendo per XboX 360
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Old 05-01-2010, 19:36   #9
Vincenzo1968
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Città: Villabate(PA)
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Chissà su quali immani porcate ha messo il veto.....

fg
http://www.repubblica.it/2010/01/sez...zio-sismi.html

La Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex direttore del Sismi Niccolò Pollari e dell'ex funzionario del servizio segreto Pio Pompa al termine dell'inchiesta sulle presunte irregolarità legate all'archivio riservato scoperto a Roma in via Nazionale.

La principale accusa è peculato. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, Sergio Sottani, cospicue quantità di denaro, risorse umane e mezzi in dotazione al Sismi (il servizio segreto militare, che dopo la recente riforma si chiama Aise) sarebbero stati infatti utilizzati per attività non istituzionali. In particolare, per creare un archivio riservato con dossier su numerosi magistrati, giornalisti e funzionari dello Stato.

L'origine dell'inchiesta. Il presunto archivio riservato venne individuato nel luglio del 2006, nel corso dell'inchiesta condotta dalla procura di Milano sul sequestro di Abu Omar.

L'indagine venne quindi trasferita a Roma e da qui, nell'aprile scorso, a Perugia per la presenza come parti lese di alcuni magistrati romani. La Procura del capoluogo umbro è infatti competente a occuparsi di tutti fascicoli nei quali sono coinvolti i loro colleghi della capitale.

A Pollari e Pompa il pm Sottani ha contestato, oltre al peculato, il reato previsto dall'articolo 260 del codice penale (introduzione clandestina in luoghi militari e possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio).
Il magistrato ha inoltre chiesto per i due l'archiviazione per altri reati quali violazione della privacy, calunnia e diffamazione. Dopo avere ricevuto l'avviso di conclusione indagini, Pollari e Pompa hanno chiesto e ottenuto di essere interrogati dal pm Sottani, opponendo però il segreto di Stato, confermato per entrambi dal Governo. Il pm ha poi firmato la richiesta di rinvio a giudizio.

"Neutralizzare il dissenso". Fra le carte del dottor Sottani, dalle quali sarebbero emerse le accuse a Pollari e Pompa, ci sono quelle sequestrate il 5 luglio 2006 - come riportato da un articolo di Giuseppe D'Avanzo - nell'ufficio riservato del direttore del Sismi. Furono scoperti centinaia di report, dossier su politici, magistrati, imprenditori, giornalisti, alti funzionari dello Stato. In particolare, una relazione di una ventina di pagine nelle quali si faceva esplicito riferimento ad un programma per "disarticolare con mezzi traumatici" l'opposizione al governo.

In quelle pagine - trovate nelle carte del braccio destro di Pollari, Pio Pompa - si spiegava in che modo e per quali ragioni si doveva "disarticolare", "neutralizzare", "ridimensionare" e "dissuadere" - anche con "provvedimenti" e "misure traumatiche" - ogni dissenso, autentico o ipotetico.

Lo stesso Pompa - come ha scritto D'Avanzo - "il 21 novembre 2001, aveva inviato un fax a Palazzo Grazioli: " (...) Sarò, se Lei vorrà, il suo uomo fedele e leale...". Il progetto di "disarticolazione" fu attuato "fin dalla prima quindicina di settembre (2001)". Ne faranno le spese, magistrati, giornalisti e, alla vigilia delle elezioni del 2006, il competitore di Berlusconi, Romano Prodi. Contro di lui, e con la collaborazione di giornalisti pagati dagli "spioni", il Sismi scatenerà una campagna di discredito con documenti falsi.

La difesa di Pollari. "Si tratta di un peculato di corrente elettrica e di linea telefonica: ossia un reato di modesta entità per il quale, certamente, non possiamo svelare il segreto di stato". Così l'avvocato Titta Madia, legale di Nicolò Pollari e di Pio Pompa, commenta la notizia della richiesta di rinvio a giudizio.
"Ci difenderemo nelle sedi opportune", ha concluso il penalista.
Vincenzo1968 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 05-01-2010, 19:40   #10
Freeskis
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ohhh questa si che è giustizia !










come quella dell'iran
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Old 05-01-2010, 20:18   #11
.marco.
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ma i segreti di stato cosa c'entrano con telecom?
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Old 05-01-2010, 20:58   #12
civale
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Farebbe subito un Lodo Class action per depenalizzare i danni causati dal PdC.

Ormai il giochino funziona. Ha il 50% di italiani come supporter delle porcate, in cambio di qualche legittimazione di evasione.

fg
Io spero che il 50% degli italioti rinsavisca e apra finalmente gli occhi.
E spero tanto che il giochino gli esploda in faccia facendolo arrossire di vergogna, vergogna, vergogna!

Ultima modifica di civale : 05-01-2010 alle 21:03. Motivo: aggiunta
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Old 05-01-2010, 22:46   #13
ciriccio
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ma i segreti di stato cosa c'entrano con telecom?
Beh la telecom è una fonte inesauribile di risorse...
Anche dall'estero molte linee passano dalla telecom e potrebbero essere spiate senza problemi.
Non per nulla la famosa tiger team è piu' volte finita su tutti i giornali.
__________________
Non bisogna mai contraddire una donna. Basta aspettare, lo farà da sola
La statistica è quella scienza che dice che se hai i piedi nel congelatore e la testa nel forno, mediamente stai bene
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Old 06-01-2010, 02:03   #14
luxorl
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Prima o poi dovrà rendere conto di tutte queste porcate.
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Old 06-01-2010, 02:19   #15
redsith
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Prima o poi dovrà rendere conto di tutte queste porcate.
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Old 06-01-2010, 03:09   #16
aeterna
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Chissà su quali immani porcate ha messo il veto.....

fg


processo alle intenzioni.

un classico

sto cacchio di lupo prima o poi arriverà, a forza di chiamarlo


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Old 06-01-2010, 11:38   #17
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Dal Sid a “Gladio” 40 anni di insabbiamenti

di Vincenzo Vasile

Quote:
Ssssssss… In letteratura, personaggi del potere tratteggiati da Belli, Pirandello, Pavese e Soldati, per imporre il silenzio usano il motto: “Zitti, e mosca!”. Come dire, stiamo fermi e muti, in modo che si possa sentire volare persino una mosca. Nel 1968 sembrava che tutto dovesse cambiare. E annusando l’aria, un esperto come il generale Giovanni De Lorenzo, ex direttore del Sifar, violò a metà l’intimazione: “Io sto zitto finché non crepo. Bisogna stare zitti. Se no cosa facciamo, inguaiamo i governi, inguaiamo i ministri?”. Un altro generale dei Cc, Giovanni Celi coprì il ronzio degli insetti con un consiglio: “In tribunale atteniamoci al segreto militare. Per salvare il salvabile”. Diciannove anni dopo, il presidente della commissione stragi Libero Gualtieri stimò che dietro rimbombava un vulcano di ricatti: “Esistono 15 milioni di fascicoli, centinaia di milioni di fogli. Fogli segreti”. In epoca di galoppante privatizzazione, oggi sono cambiate un po’ le cose: all’ombra della Telecom, era cresciuta, infatti, una nuova centrale di spionaggio. Parallela. Giuliano Tavaroli, l’ex capo della security di Pirelli e Telecom, aveva ai suoi ordini un esercito di 500 dipendenti ed era al centro di un network fuorilegge che secondo i magistrati di Milano formava “una vera e propria ragnatela parallela” in grado di usare “tutti i mezzi concretamente esistenti sul mercato” per raccogliere “qualsiasi tipo di informazione”, violando “i principi costituzionali”. Gli spiati erano Benetton, De Benedetti, Della Valle, Geronzi, Tanzi, ma i “file” illegali sono più di centomila e comprendono anche giornalisti e uomini politici, vicende pubbliche, private e privatissime. Tre anni dopo la magistratura avrebbe voluto guardarci dentro, ma Berlusconi ha opposto il segreto di Stato. Ripercorre un copione antico. Con un paradosso: si perdona e si secreta una montagna di intercettazioni illegali, mentre quelle disposte dalla magistratura rischiano di essere abolite dai progetti legislativi del governo.

Eppure bisogna dire che la pastetta con le barbe finte è bipartisan: la stessa compagnia di giro di spie ha potuto avvalersi, nell’inchiesta-madre sul rapimento dell’imam Abu Omar, del segreto di Stato concesso ripetutamente sia da governi di centrosinistra sia di centrodestra. Ma questa è una storia che possiamo comprendere meglio se sfogliamo le puntate precedenti . Sigillandole con il “segreto politico militare” (denominazione originaria del “segreto di Stato”) proprio il generale De Lorenzo nel 1957 dispose che rimanessero “strettamente occulte” le strutture “di mobilitazione e ausiliarie di antisabotaggio” realizzate “oltre che nei confronti del nemico esterno anche nei confronti del nemico interno”. Fino al 1991 – quando Andreotti si deciderà a parlarne seppure a spizzichi e bocconi - questa materia e quella connessa di Gladio rimarrà secretata. La motivazione ricorrente è sempre stata quella di non scoprire il fianco dell’alleato americano. Ma che c’entra la fedeltà atlantica con l’elenco – parziale – che segue? 1964, arresti e deportazioni di politici di opposizione previsti dal “piano Solo” stilato dal generale De Lorenzo sono derubricati grazie al segreto militare a una specie di innocua esercitazione. 1969, i rapporti dei servizi con terroristi neri protagonisti della strage di Piazza Fontana vengono occultati. 1971, il segreto sulle schedature di massa degli operai Fiat viene opposto da Andreotti. 1976, c’è il no di Aldo Moro agli accertamenti sui fondi Usa passati al Sid per finanziare politici italiani. 1979, Craxi e De Mita sbattono la porta agli inquirenti che vogliono saperne di più sulle triangolazione di armi con l’Olp e con le Br, carte poi solo in parte desecretate da Prodi nel 1998.

1980, Cossiga mette il coperchio sul caso Eni Petronim (petrolio e tangenti), ma quelle carte “segrete” saranno poi ritrovate nell’archivio di Gelli. 1980, Craxi chiude ogni spiraglio sulla scomparsa in Libano dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo.

Due episodi possono illuminare meglio questa montagna di sabbia. Andreotti e poi Moro per tre volte impediscono, per esempio, che il giudice istruttore di Torino Luciano Violante faccia luce sul “golpe bianco” messo in atto nel 1974 da Edgardo Sogno, beatificato fino alla morte come vittima di accanimento e fieramente reo confesso in una beffarda intervista postuma. Ancora lui, Andreotti sul banco dei testimoni nel 1978 nega che esista il segretissimo “servizio parallelo” di cui ha parlato alla Corte d’assise di Roma un imputato eccellente come il generale Vito Miceli (ex capo del Sifar), che per i dettagli aveva opposto il segreto e rinviato alle “massime autorità dello Stato”. Un ricatto tra spie e governanti di cui sta saltando fuori qualche traccia tra le carte del in corso sulla strage di Brescia. In quegli atti si parla di un Servizio parallelo, denominato “l’Anello”, al diretto servizio del presidente del Consiglio dell’epoca, forse creato proprio da lui. Ma di quel processo non si parla sui giornali. A volte non c’è bisogno del segreto di Stato.
IFQ di oggi
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Old 06-01-2010, 11:40   #18
luxorl
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GRANDE FRATELLO SILVIO
Segreto di Stato su fascicoli Sismi e schedature telefoniche Il premier “utilizzatore finale” e lo scambio con i Servizi

di Peter Gomez

Quote:
Adesso non ci sono più dubbi. Il mandante, o meglio "l'utilizzatore finale", era Silvio Berlusconi. Dietro le schedature di massa dei magistrati e dei presunti avversari politici del premier da parte del Sismi; dietro lo spionaggio operato dalla security Telecom di almeno cinquemila cittadini, tra i quali compaiono i nomi di big della finanza come Cesare Geronzi o della politica come i vertici dei Ds, dell'Udc e della Lega (senza dimenticare qualche parlamentare di Forza Italia), c'era l'avallo del governo. Perché sia l'ufficio di via Nazionale a Roma, dove i servizi militari monitoravano l'attività di chi era considerato nemico del premier, sia la compagnia telefonica, rientrano in qualche modo negli "assetti operativi" del Sismi.

È questa l'unica chiave di lettura possibile delle decisioni di Palazzo Chigi che, a fine dicembre, ha autorizzato prima l'ex direttore del Sismi, Nicolo Pollari, ad avvalersi del segreto di Stato durante gli interrogatori sul centro di via Nazionale. E poi ha fatto lo stesso con Marco Mancini, l'ex responsabile del controspionaggio, imputato a Milano di associazione per delinquere, corruzione e rivelazione di notizie di cui è vietata la divulgazione, per lo scandalo dei dossier Telecom.

Mancini, arrestato il 12 dicembre del 2006, per i suoi rapporti con l'ex capo della security del compagnia dei telefoni, Giuliano Tavaroli, e con l'investigatore privato fiorentino, Emanuele Cipriani, lo scorso 13 novembre durante l'udienza preliminare aveva sostenuto di poter spiegare ogni cosa: dalle informazioni passate a Cipriani e finite nei dossier della sicurezza capeggiata dal suo ex commilitone Tavaroli (con i nomi di battaglia di Tortellino e Tavola erano stati entrambe sottufficiali dei carabinieri), fino alle somme di denaro ("a titolo di rimborso spese" sostiene il detective fiorentino) ricevute in cambio delle notizie. Solo che per farlo avrebbe dovuto parlare degli "assetti organizzativi del Sismi", dei suoi "rapporti con le fonti sotto copertura" e delle "direttive" ricevute in proposito dai superiori. Ma questo, alla luce della sentenza della Corte costituzionale dell'11 marzo 2009 sul caso Abu Omar, dice Mancini, è vietato anche per gli imputati. E alla fine il presidente Berlusconi gli ha dato ragione.

Accanto a questa ricostruzione tecnico-giuridica, ve ne è però un'altra. Molto più inquietante. Le informazioni raccolte da Cipriani e dagli uomini della Telecom, attorno ai quali gravitavano pure ex agenti della Cia, come John Paul Spinelli e dei sevizi segreti francesi come Fulvio Guatteri, spesso finivano in mano al Sismi e venivano utilizzate per finalità politico-finanziarie. A raccontarlo ai magistrati è stato un altro degli imputati dell'inchiesta Telecom, l'ex ufficiale del Ros dei carabinieri Angelo Jannnone, poi passato alla corte di Tavaroli. Jannone ricorda una singolare vicenda che ha come (involontario) protagonista il manager, Paolo Dal Pino. Quand’era responsabile di Tim Brasile, ma stava per passare alla guida della strategica Wind, Dal Pino viene contattato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che gli dice di aver avuto notizie sul suo conto dai servizi segreti. In buona sostanza, gli 007 avevano riferito a Letta che Dal Pino, ogni volta che rientrava in Italia, era solito portare con sé delle pietre preziose senza dichiararlo alla dogana. La notizia era falsa, ma circolava negli ambienti di Telecom. Ma chi era la fonte delle barbe finte? Dal Pino si convince che fosse proprio Jannone . Così lo affronta a muso duro, dicendogli che anche Tavaroli gli ha confermato come la storia provenisse da lui. "Cominciai allora a comprendere lo strano gioco di Tavaroli", spiega Jannone, "Infatti l’unica persona con cui avevo riferito queste voci su Dal Pino era proprio Tavaroli e, come spiegai a Dal Pino, dedussi che era stato Tavaroli stesso a parlarne, forse con Mancini, per poi dire a Dal Pino che ero stato io". Fatto sta, comunque, che Palazzo Chigi, lasciando di stucco il manager, utilizza immediatamente la presunta notizia. Anche per questo il potere di Mancini e di Tavaroli aumenta a dismisura. Tanto che Letta con i vertici Telcom difenderà il capo della security a spada tratta, mentre Berlusconi, nel 2006, prometterà a Mancini la direzione del Sismi nel caso che il centrodestra avesse rivinto le elezioni.

Gli 007 però avevano ottimi rapporti anche a sinistra. E quando finiscono sotto inchiesta usano pure queste relazioni (e conoscenze) per cercare una via d'uscita. Così i messaggi alla politica si moltiplicano: sia durante gli interrogatori che sui giornali. Tra le carte maneggiate da Tavaroli & Co ci sono infatti molti fascicoli scottanti - a partire dal dossier Oak sui presunti fondi esteri dei Ds - che il Parlamento, su iniziativa del governo Prodi tenta immediatamente di far distruggere per legge. Il 27 gennaio 2007, il potere (di ricatto?) degli spioni, irrompe poi su due quotidiani che pubblicano il primo interrogatorio di Mancini. Il quale, subito dopo l’arresto, e senza che nessuno gli avesse chiesto niente, aveva tirato in ballo il numero uno del Sismi, Nicolò Pollari, i Ds e l'Udc. "Dopo il 2003", ricorda Mancini, "Cipriani mi disse che tal generale G. aveva documentazione riferita all’onorevole Lorenzo Cesa (segretario dell'Udc, ndr). Avuta questa notizia, andai da Pollari e chiesi se era interesse del servizio avere questi documenti. Alla risposta affermativa, mi feci dare da Cipriani questo foglio che consegnai a Pollari. In seguito Pollari mi disse che Cesa, dopo aver letto le informazioni su di lui, le definì fesserie. Altra notizia che ebbi da Cipriani fu quella di avere concretamente la possibilità di avere i nomi di società all’estero riconducibili a personaggi della sinistra, specificatamente ai Ds. Anche in questo caso andai da Pollari a riferire. Lui mi invitò ad andarlo a dire al senatore Nicola Latorre, il quale mi disse pure che erano fesserie". Sia Cesa, Latorre smentiscono di aver mai ricevuto i dossier. Pollari invece tace. Ma subito dopo la pubblicazione dell'interrogatorio, il 29 gennaio, durante l'udienza preliminare dell'inchiesta sul sequestro di Abu Omar, chiede che vengano sentiti in sua difesa Prodi e Berlusconi. Poi domanda che il procedimento venga interrotto, sollevando un'eccezione di legittimità costituzionale, perché per difendersi dovrebbe citare documenti coperti dal segreto di Stato. Il giudice gli risponde picche. La legge in quel momento in vigore non lo consente

La sera del 30 gennaio la commissione Affari costituzionali della Camera, presieduta dal ds, Luciano Violante, approva all’unanimità (destra e sinistra) la riforma dei servizi segreti in cui spunta a sorpresa un articolo, mai discusso nelle settimane precedenti, che ricalca in toto l’eccezione di legittimità costituzionale proposta dalla difesa Pollari. Il trucco viene però smascherato dai alcuni giornalisti e la maggioranza, di fronte alle polemiche, è costretta a fare marci indietro. A risolvere il problema ci penserà comunque la Consulta, investita della questione proprio dal governo di Prodi. Perché le informazioni degli 007, a destra come a sinistra, fanno paura
IFQ di oggi
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Old 06-01-2010, 12:05   #19
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Cazzo si è già ripreso alla grande dalla statuetta
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Old 06-01-2010, 12:09   #20
John Cage
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processo alle intenzioni.

un classico

sto cacchio di lupo prima o poi arriverà, a forza di chiamarlo


Utilizzare i servizi segreti contro l'opposizione democratica e i liberi giornalisti ti sembra "processo alle intenzioni"?

Comincio ad avere paura di quelli come te che fanno finta di non vedere e non sentire.

Spero quantomeno che avrai qualcosa in cambio per questo atteggiamento.
__________________
Desktop: Intel® Core i7 920, 9gb DDR3, HD 1TB Dual HDD Raid 0, ATI® Radeon® 4850 512 MB. Notebook: Sony Vaio VNG-FE11H, Dell M60.
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