Smartphone e attenzione in frantumi: Matt Damon svela perché Netflix punta sugli "spiegoni"

Smartphone e attenzione in frantumi: Matt Damon svela perché Netflix punta sugli "spiegoni"

Matt Damon ha rivelato che Netflix spinge i registi a ripetere la trama tre o quattro volte nei dialoghi, per accontentare gli spettatori che guardano i film distratti dai cellulari. Lo streaming sta cambiando le regole della narrazione cinematografica

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Web
Netflix
 

L'attore Matt Damon, in compagnia del collega e amico Ben Affleck, e' stato ospite del podcast Joe Rogan Experience lo scorso venerdì per promuovere il loro ultimo film Netflix, il thriller poliziesco The Rip, disponibile in streaming dalla stessa data. Durante la chiacchierata durata oltre due ore, Damon ha condiviso osservazioni sul modo in cui le piattaforme streaming stanno influenzando la produzione cinematografica, in particolare per via delle nuove abitudini di visione domestica.

Se, ovviamente, l'esperienza di visione cinematografica è il punto di riferimento, in cui lo spettatore può immergersi completamente e immedesimarsi nel racconto visivo, la visione domestica è spesso l'opposto: luci accese, distrazioni, eventualmente bambini e animali domestici.

Netflix ha quindi deciso di adattare le strategie narrative a questa realtà, invitando le produzioni ad inserire una sequenza d'azione importante già nei primi cinque minuti così che l'attenzione dello spettatore possa essere velocemente catturata e, di conseguenza, ridurre il tasso d'abbandono.

C'è però un'altra indicazione, che Damon sottoline anadare  a condizionare ancor di più il modo in cui si raccontano le storie sullo schermo. La popolare piattaforma di streaming avrebbe infatti richiesto che la trama venga ripetuta tre o quattro volte nei dialoghi in momenti diversi, perché sempre più spettatori da divano guardano film e serie con lo smartphone tra le mani, prestando quindi meno attenzione alle immagini. 

Quanto dichiarato da Damon è stato stemperato da un intervento del collega Ben Affleck, che ha citato il successo della serie Netflix "Adolescence", che ha rinunciato ad adottare questo tipo di semplificazioni senza compromettere l'appeal nei confronti del pubblico.

Quello che però emerge dalle parole di Matt Damon, è un quadro in cui lo spettatore è sempre più distratto e con una soglia di attenzione ridotta ai minimi termini, dove il cinema a casa diventa un sottofondo mentre si è occupati in altro. Tutto ciò però rappresenta uno spauracchio per le piattaforme, poiché rappresenta il rischio di perdere utenti per strada: da qui le proposte di Netflix per arginare il fenomeno. Il rovescio della medaglia però, è il rischio di svilimento del linguaggio cinematografico. La verbalizzazione di ciò che l'immagine ha già detto (gli "spiegoni", per usare un termine più familiare) è la pietra tombale del racconto per immagini, perché viene rimossa l'ambiguità, sacrificata la messa in scena e soppressa la forza del non detto.

A questo punto si apre un bivio: usare stratagemmi più immediati, come quelli proposti da Netflix, per provare a trattenere l'attenzione o, all'opposto, provare a educare nuovamente lo spettatore al piacere della visione attenta?

1 Commenti
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zio.luciano20 Gennaio 2026, 10:27 #1
Nulla che il buon Stanis La Rochelle non avesse già spiegato, in dettaglio, in Boris: "è lo spiegone" (cit.)

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