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Old 30-01-2006, 12:44   #1
Lucio Virzì
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[Scuola] La verità, sotto le mirabolanti bugie del premier

http://www.repubblica.it/2005/i/sezi...inascosti.html

Ecco i "tagli nascosti" sulle risorse dell'istruzione: le scuole pubbliche vengono private di fondi (fino al 40%) e dovranno risparmiare su supplenti e registri
Finanziaria, tagli per oltre un miliardo
Cgil: "Continue regalie alle private"
di SALVO INTRAVAIA


I tagli nascosti dalla Finanziaria non finiscono di sorprendere. Nel 2006 le scuole pubbliche avranno a disposizione meno supplenti e meno risorse economiche. Le private, invece, riceveranno dallo Stato più soldi. Quasi un miliardo di euro di tagli (980 milioni per l'esattezza) rispetto all'anno scorso hanno finalmente "nome e cognome". Sappiamo, cioè, l'entità dei tagli e cosa è stato sforbiciato da Tremonti & company. Oltre alle parole ci sono i fatti, e i numeri parlano chiaro: l'ultima Finanziaria del governo Berlusconi ha impoverito le scuole e la scuola. Meno risorse umane e finanziarie per l'anno che dovrebbe vedere il completamento della riforma Moratti.

Scorrendo il ponderoso volume sul bilancio di previsione dello Stato per il 2006 si scoprono una serie di "sorprese". Di alcuni ci si era accorti durante l'iter parlamentare della Finanziaria, ma si sperava negli "aggiustamenti" dell'ultima ora. Le altre "brutte sorprese" si scoprono sfogliando le centinaia di pagine del supplemento alla Gazzetta Ufficiale e confrontando le somme stanziate per il 2006 con quelle del 2005.

Tagli la cui entità non è sempre facile determinare in quanto distribuiti fra le 18 regioni italiane (Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige escluse, per via di particolari accordi con lo Stato derivanti dallo statuto speciale) che gestiscono la scuola italiana.

Le somme per il funzionamento amministrativo e didattico. Il primo campanello d'allarme è stato suonato dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Piemonte, Anna Maria Dominaci, lo scorso 13 gennaio. Una lettera circolare comunica a tutte le scuole che, in Piemonte appunto, le cosiddette somme per il funzionamento amministrativo e didattico sono state decurtate addirittura del 40 per cento. Un giochetto che, in tutta Italia, ha portato il capitolo di spesa da 166 a 99 milioni di euro. Nel 2006 occorrerà lesinare e economizzare su tutto: cartucce per stampanti, carta (anche igienica), attrezzature di laboratorio e persino sui registri di classe e personali degli insegnanti. Le scuole sceglieranno quelli più economici? Quelli con meno fogli? Forse sì. Sta di fatto che il finanziamento più cospicuo che arriva alle scuole: quello che - come dice il titolo stesso del capitolo di spesa - consente alle scuole di funzionare è stato quasi dimezzato.

"Sul bilancio dello Stato per l'anno 2006 lo stanziamento a favore del capitolo di spesa relativo al 'Funzionamento Amministrativo, Didattico delle Istituzioni Scolastiche' ammonta a 10.166.988 euro con una riduzione pari al 40,69 per cento rispetto all'esercizio finanziario 2005 (17.192.677 euro)" scrive la Dominaci. "Alla luce di quanto su esposto appare indispensabile, al fine di assicurare una predisposizione del programma annuale di codeste istituzioni scolastiche, ancorata al principio normativamente sancito della 'veridicità', rideterminare i parametri relativi alla quantificazione del contributo di cui all'oggetto. Appare superfluo precisare che, nel caso di bilanci predisposti sulla base dei vecchi parametri e già approvati, occorrerà procedere alla rimodulazione degli stessi, attraverso l'effettuazione delle opportune variazioni di bilancio". Le scuole piemontesi, a metà anno, dovranno, cioè, rielaborare i bilanci in base ai nuovi stanziamenti. Stesso destino per tutte le altre scuole, ignare ancora della spada di Damocle che sta per imbattersi sulla propria testa. Nei giorni scorsi, analoghe circolari sono state inviate alle scuole di Lazio e Veneto.

I fondi per le supplenze. Del taglio alle cosiddette supplenze brevi si era già parlato quando la Finanziaria non era ancora stata approvata. Alla fine, il governo Berlusconi ha stretto il budget per le supplenze di durata inferiore alle 6 ore settimanali del 26 per cento (201 milioni di euro): passando da 766 a 565 milioni di euro. In soldoni: nel 2006, le decine di migliaia di supplenti iscritti nelle graduatorie d'istituto avranno meno possibilità di lavorare. Ma non solo. Anche il consistente capitolo di spesa relativo alle supplenze a tempo determinato (quelle annuali: fino al 31 agosto; e quelle fino al termine delle attività didattiche: fino al 30 giugno) ha subito un taglio considerevole: meno 21,25 per cento. Dai 3 miliardi di euro stanziati nel 2005 si passa ai 2 miliardi e 358 milioni del 2006. La stranezza è che i supplenti a tempo determinato, negli ultimi anni, sono aumentati vertiginosamente raggiungendo oggi la cifra record di 130 mila unità, pari al 15 per cento del totale dei docenti italiani. Senza di loro la scuola italiana, come confermano le annuali cronache settembrine, non potrebbe avviare le proprie attività. Considerato che gli alunni italiani sono in aumento, il taglio del 21 per cento dei fondi destinati ai supplenti come si ripercuoterà nel 2006/2007 sulla qualità del servizio scolastico? La riforma prevede forse di comprimere il personale della scuola? Ma come?

Le scuole private. Ovviamente non tutto è stato tagliato. Districandosi attentamente fra i numeri ci si accorge che, in tutte le regioni d'Italia, il capitolo di spesa destinato alle scuole non statali è cresciuto: di un milione di euro in Lombardia, 572 mila euro in Veneto e 680 mila in Campania. Un modesto (più 2 per cento) incremento rispetto allo scorso anno che - assieme alla circolare che consente alle private di assumere docenti a progetto (e non necessariamente a tempo indeterminato) e la moltiplicazione (al triplo dello scorso anno) del bonus statale per le famiglie che optano per le scuole private - completa le "regalie", come sono state definite dalla Flc Cgil, di fine legislatura alle private.
(30 gennaio 2006)

LuVi
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Old 31-01-2006, 13:40   #2
Lucio Virzì
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Old 31-01-2006, 13:47   #3
pietro84
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Originariamente inviato da Lucio Virzì
http://www.repubblica.it/2005/i/sezi...inascosti.html

Ecco i "tagli nascosti" sulle risorse dell'istruzione: le scuole pubbliche vengono private di fondi (fino al 40%) e dovranno risparmiare su supplenti e registri
Finanziaria, tagli per oltre un miliardo
Cgil: "Continue regalie alle private"
di SALVO INTRAVAIA


I tagli nascosti dalla Finanziaria non finiscono di sorprendere. Nel 2006 le scuole pubbliche avranno a disposizione meno supplenti e meno risorse economiche. Le private, invece, riceveranno dallo Stato più soldi. Quasi un miliardo di euro di tagli (980 milioni per l'esattezza) rispetto all'anno scorso hanno finalmente "nome e cognome". Sappiamo, cioè, l'entità dei tagli e cosa è stato sforbiciato da Tremonti & company. Oltre alle parole ci sono i fatti, e i numeri parlano chiaro: l'ultima Finanziaria del governo Berlusconi ha impoverito le scuole e la scuola. Meno risorse umane e finanziarie per l'anno che dovrebbe vedere il completamento della riforma Moratti.

Scorrendo il ponderoso volume sul bilancio di previsione dello Stato per il 2006 si scoprono una serie di "sorprese". Di alcuni ci si era accorti durante l'iter parlamentare della Finanziaria, ma si sperava negli "aggiustamenti" dell'ultima ora. Le altre "brutte sorprese" si scoprono sfogliando le centinaia di pagine del supplemento alla Gazzetta Ufficiale e confrontando le somme stanziate per il 2006 con quelle del 2005.

Tagli la cui entità non è sempre facile determinare in quanto distribuiti fra le 18 regioni italiane (Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige escluse, per via di particolari accordi con lo Stato derivanti dallo statuto speciale) che gestiscono la scuola italiana.

Le somme per il funzionamento amministrativo e didattico. Il primo campanello d'allarme è stato suonato dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Piemonte, Anna Maria Dominaci, lo scorso 13 gennaio. Una lettera circolare comunica a tutte le scuole che, in Piemonte appunto, le cosiddette somme per il funzionamento amministrativo e didattico sono state decurtate addirittura del 40 per cento. Un giochetto che, in tutta Italia, ha portato il capitolo di spesa da 166 a 99 milioni di euro. Nel 2006 occorrerà lesinare e economizzare su tutto: cartucce per stampanti, carta (anche igienica), attrezzature di laboratorio e persino sui registri di classe e personali degli insegnanti. Le scuole sceglieranno quelli più economici? Quelli con meno fogli? Forse sì. Sta di fatto che il finanziamento più cospicuo che arriva alle scuole: quello che - come dice il titolo stesso del capitolo di spesa - consente alle scuole di funzionare è stato quasi dimezzato.

"Sul bilancio dello Stato per l'anno 2006 lo stanziamento a favore del capitolo di spesa relativo al 'Funzionamento Amministrativo, Didattico delle Istituzioni Scolastiche' ammonta a 10.166.988 euro con una riduzione pari al 40,69 per cento rispetto all'esercizio finanziario 2005 (17.192.677 euro)" scrive la Dominaci. "Alla luce di quanto su esposto appare indispensabile, al fine di assicurare una predisposizione del programma annuale di codeste istituzioni scolastiche, ancorata al principio normativamente sancito della 'veridicità', rideterminare i parametri relativi alla quantificazione del contributo di cui all'oggetto. Appare superfluo precisare che, nel caso di bilanci predisposti sulla base dei vecchi parametri e già approvati, occorrerà procedere alla rimodulazione degli stessi, attraverso l'effettuazione delle opportune variazioni di bilancio". Le scuole piemontesi, a metà anno, dovranno, cioè, rielaborare i bilanci in base ai nuovi stanziamenti. Stesso destino per tutte le altre scuole, ignare ancora della spada di Damocle che sta per imbattersi sulla propria testa. Nei giorni scorsi, analoghe circolari sono state inviate alle scuole di Lazio e Veneto.

I fondi per le supplenze. Del taglio alle cosiddette supplenze brevi si era già parlato quando la Finanziaria non era ancora stata approvata. Alla fine, il governo Berlusconi ha stretto il budget per le supplenze di durata inferiore alle 6 ore settimanali del 26 per cento (201 milioni di euro): passando da 766 a 565 milioni di euro. In soldoni: nel 2006, le decine di migliaia di supplenti iscritti nelle graduatorie d'istituto avranno meno possibilità di lavorare. Ma non solo. Anche il consistente capitolo di spesa relativo alle supplenze a tempo determinato (quelle annuali: fino al 31 agosto; e quelle fino al termine delle attività didattiche: fino al 30 giugno) ha subito un taglio considerevole: meno 21,25 per cento. Dai 3 miliardi di euro stanziati nel 2005 si passa ai 2 miliardi e 358 milioni del 2006. La stranezza è che i supplenti a tempo determinato, negli ultimi anni, sono aumentati vertiginosamente raggiungendo oggi la cifra record di 130 mila unità, pari al 15 per cento del totale dei docenti italiani. Senza di loro la scuola italiana, come confermano le annuali cronache settembrine, non potrebbe avviare le proprie attività. Considerato che gli alunni italiani sono in aumento, il taglio del 21 per cento dei fondi destinati ai supplenti come si ripercuoterà nel 2006/2007 sulla qualità del servizio scolastico? La riforma prevede forse di comprimere il personale della scuola? Ma come?

Le scuole private. Ovviamente non tutto è stato tagliato. Districandosi attentamente fra i numeri ci si accorge che, in tutte le regioni d'Italia, il capitolo di spesa destinato alle scuole non statali è cresciuto: di un milione di euro in Lombardia, 572 mila euro in Veneto e 680 mila in Campania. Un modesto (più 2 per cento) incremento rispetto allo scorso anno che - assieme alla circolare che consente alle private di assumere docenti a progetto (e non necessariamente a tempo indeterminato) e la moltiplicazione (al triplo dello scorso anno) del bonus statale per le famiglie che optano per le scuole private - completa le "regalie", come sono state definite dalla Flc Cgil, di fine legislatura alle private.
(30 gennaio 2006)

LuVi

non c'è assolutamente da meravigliasi,questa cosa è risaputa da tempo.
è classico della destra berlusconiana favorire il privato per avere scuole di serie A (per i ricchi) e scuole statali di serie B per i cittadini normali.
poca meritocrazia seria e soprattutto maggiore conservazione delle classi sociali,tipica ideologia di destra.

ps: il discorso vale in generale non solo per le scuole
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"la scelta giusta non è sempre la più saggia,ma è quella che non porta con sè rimpianti" . pietro84
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Old 31-01-2006, 13:51   #4
easyand
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non ci vedo nessuna ideologia, solo economia

PS: prima che mi assaliate lo dico subito, non sono d'accordo i tagli
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Old 31-01-2006, 14:56   #5
pietro84
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non ci vedo nessuna ideologia, solo economia

PS: prima che mi assaliate lo dico subito, non sono d'accordo i tagli
non ti assaliamo ma non è economia.
a che scopo aumentare i fondi per le private e diminuirli per le statali?
dimmi lo scopo,sono 3 anni che noi studenti del sud ci lamentiamo e protestiamo per questa ragione,non ci comunicano nemmeno il motivo di questa scelta.
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Old 31-01-2006, 15:14   #6
easyand
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non ti assaliamo ma non è economia.
a che scopo aumentare i fondi per le private e diminuirli per le statali?
dimmi lo scopo,sono 3 anni che noi studenti del sud ci lamentiamo e protestiamo per questa ragione,non ci comunicano nemmeno il motivo di questa scelta.
se incentivi la scuola privata avrai (nel tempo) meno scuole pubbliche, meno scuole pubbliche vuol dire meno strutture da mantenre, meno stipendi da pagare e via dicendo
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Old 31-01-2006, 15:16   #7
sider
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se incentivi la scuola privata avrai (nel tempo) meno scuole pubbliche, meno scuole pubbliche vuol dire meno strutture da mantenre, meno stipendi da pagare e via dicendo
meno scuole pubbliche = fine della meritocrazia.

Pago ergo mi promuovi.
Prepariamoci a future generazioni di ignoranti.
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Old 31-01-2006, 15:16   #8
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se incentivi la scuola privata avrai (nel tempo) meno scuole pubbliche, meno scuole pubbliche vuol dire meno strutture da mantenre, meno stipendi da pagare e via dicendo
appunto: scuole di serie A per i ricchi e scuole di serie B per i cittadini normali.
e non solo con la scuola. a me non sembra un discorso serio.
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Old 31-01-2006, 15:21   #9
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Originariamente inviato da sider
meno scuole pubbliche = fine della meritocrazia.

Pago ergo mi promuovi.
Prepariamoci a future generazioni di ignoranti.
è quello che penso anche io,non è solo questo però il danno...
chi è figlio di papà va avanti,chi è capace davvero ma di famiglia umile è fregato.
perciò parlavo di conservazione delle classi sociali,che è una ideologia prettamente di destra e soprattutto di questa destra
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Old 31-01-2006, 15:23   #10
Swisström
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Originariamente inviato da sider
meno scuole pubbliche = fine della meritocrazia.

Pago ergo mi promuovi.
Prepariamoci a future generazioni di ignoranti.

veramente di solito nelle scuole private funziona così: pago ergo ho un insegnamento migliore
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Old 31-01-2006, 15:26   #11
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Originariamente inviato da Swisström
veramente di solito nelle scuole private funziona così: pago ergo ho un insegnamento migliore
non è cosi fidati. chiunque va male a scuola e non riesce a farsi promuovere sborsa fior di quattrini e fa 2-3 anni in uno alle private e si trova tra 90 e 100 sul diploma senza saper niente.

cmq il vero danno è quello che ho citato sopra io
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Old 31-01-2006, 15:32   #12
Swisström
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Originariamente inviato da pietro84
non è cosi fidati. chiunque va male a scuola e non riesce a farsi promuovere sborsa fior di quattrini e fa 2-3 anni in uno alle private e si trova tra 90 e 100 sul diploma senza saper niente.

cmq il vero danno è quello che ho citato sopra io

mah... non conosco la situazione italiana, quindi non vi so dire. Qui non funziona così...

mia sorella va in una scuola privata, è più difficile di quella pubblica e l'insegnamento è notevolmente migliore. Mi pento di non esserci andato pure io.
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Old 31-01-2006, 15:33   #13
Dagon
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Originariamente inviato da Swisström
veramente di solito nelle scuole private funziona così: pago ergo ho un insegnamento migliore
Io invece sapevo che di solito funziona così:
pago ergo vado avanti.
Se io pago compro un servizio e divento cliente di chi lo eroga. Tu scontenteresti un cliente?

Scuola e sanità devono rimanere pubbliche!
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if they wanted to"
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Old 31-01-2006, 15:39   #14
Swisström
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Originariamente inviato da Dagon
Io invece sapevo che di solito funziona così:
pago ergo vado avanti.
Se io pago compro un servizio e divento cliente di chi lo eroga. Tu scontenteresti un cliente?
cagata... ti ripeto che io conosco esperienze dirette di scuole private... tutte positive...

un mio amico, benestante, prima di venire al liceo pubblico ne frequentava uno privato, ha bocciato in prima, ha rifatto e poi ha bocciato pure in seconda...

alla faccia del "non scontentiamo il cliente"

p.s. la seocnda volta ha pure bocciato per 20 ore di assenza di troppo... con le note soltanto sarebbe passato
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Old 31-01-2006, 15:41   #15
parax
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Originariamente inviato da Swisström
mah... non conosco la situazione italiana, quindi non vi so dire. Qui non funziona così...

mia sorella va in una scuola privata, è più difficile di quella pubblica e l'insegnamento è notevolmente migliore. Mi pento di non esserci andato pure io.

Non in Italia, rientrano invece nel quadro che descrivi le scuole cattoliche.

questo trafiletto che ho trovato IMHO racchiude bene il concetto.


All’interno di un sistema educativo ampiamente stratificato – sostengono i ricercatori – le scuole private sembrano giocare una sorta di ruolo “riparatore”. In media, esse migliorano i risultati degli studenti provenienti da famiglie ricche, ma il loro valore aggiunto sembra essere il recupero degli studenti meno brillanti piuttosto che l’offerta di un’educazione di alta qualità e a tutto campo”. Oltre che riprodurre un ambiente sociale selezionato, il ruolo della scuola privata, sia cattolica che laica, nel nostro paese sembra dunque soprattutto quello di prendersi cura degli studenti meno dotati (o più problematici o svogliati) che provengono da ambienti relativamente ricchi. Sarebbe questa, in sostanza, la motivazione di base per cui in Italia alcune famiglie sostengono i costi connessi alla frequenza di un istituto privato, optando in particolare per scuole non confessionali meglio note con il nome di “diplomifici”.

http://www.rassegna.it/2003/statosoc...oli/scuola.htm

Ultima modifica di parax : 31-01-2006 alle 15:43.
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Old 31-01-2006, 15:43   #16
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Originariamente inviato da parax
Non in Italia, rientrano invece nel quadro che descrivi le scuole cattoliche.

ok non conosco la situazione e non posso replicare
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Old 31-01-2006, 15:44   #17
parax
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Originariamente inviato da Swisström
ok non conosco la situazione e non posso replicare
leggi sopra.
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Old 31-01-2006, 15:47   #18
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Originariamente inviato da Swisström
mah... non conosco la situazione italiana, quindi non vi so dire. Qui non funziona così...

mia sorella va in una scuola privata, è più difficile di quella pubblica e l'insegnamento è notevolmente migliore. Mi pento di non esserci andato pure io.
ma appunto bisogna assolutamente evitare la situazione che c'è da te...
in questa situazione chi è ricco e non molto intelligente va avanti,chi è più povero ma meritevole non può pagarsi gli studi e resta fregato....
bisogna garantire uguale istruzione a ricchi e poveri. questo è il fondamento della meritocrazia
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Old 31-01-2006, 16:18   #19
Ileana
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Mettiamo in chiaro subito che io non sono in accordo con i tagli MA molti miei compagni di classe hanno frequentato elementari e medie nelle scuole private (hanno smesso per motivi economici) e la differenza, volenti o nolenti si vede. Hanno una preparazione di gran lunga superiore della mia e di tutti i miei compagni, che abbiamo frequentato sempre e solo scuole pubbliche.
Inoltre anche nel panorama delle superiori ho amici che frequentano scuole private e vengono preparati anche 2 o 3 volte meglio della sottoscritta, [inoltre non sono costretti a inutili perdite di tempo quali le oKKupazioni (le K sono volute) e varie assemblee che non ho ancora capito cos'abbiano di produttivo. Della serie: non capisco ma mi adeguo]. Sono proprio i programmi e la loro distribuzione che sono migliori. Per non parlare dei professori che raramente si abbandonano a deliri politici che spesso e volentieri mi lasciano alquanto basita.
Certo, ci sono anche scuole private dove si va avanti soprattutto se paghi, ma certe cose capitano anche nella scuola pubblica, dove i "grandi nomi" vengono promossi nonostante siano preparati come dei caproni.
Personalmente vedo molti più "ignoranti" uscire dalle scuole pubbliche che da quelle private, poi le eccezioni ci sono.


Per quanto mi riguarda la superiorità della scuola pubblica non esiste.
Forse solo ideologicamente parlando.
Ma visto che con le ideologie di norma non si campa, il mio spirito molto terra a terra mi spinge a sostenere, perlappunto, che questa presunta superiorità della scuola pubblica sia inesistente.
__________________
Mi chiedete perchè non posso prendere sul serio questa Europa? Perchè il grado di sviluppo e maturità dei cocomeri va determinato in modo congruo e l'indice rifrattometrico della polpa, misurato al centro della polpa, nella sezione massima normale dell'asse deve essere uguale o superiore all'8° brix.
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Old 31-01-2006, 16:26   #20
Gemma
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L'Avatar di Gemma
 
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Città: outside italy
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è possibile che esistano due tipi di scuola privata?
da una parte quella del "mi promuovi perchè pago" e dall'altra quella del "pago per avere un'istruzione di grado superiore" ?
mi sempbra plausibile.
Perchè molti danarosi cercano istituti che garantiscano ai figli proprio una maggiore istruzione.
Confermo a Swisstrom che in Svizzera in effetti è sempre così: i collegi privati servono proprio allo scopo, il pubblico è dei pueràss, il privato dei ricchi che vogliono distinguersi anche per cultura.

Però mi sorge una domanda: per quale motivo la scuola privata, che già percepisce le (ingenti) quote degli iscritti ha diritto a sovvenzioni statali? Non è un controsenso?
Gemma è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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