|
|||||||
|
|
|
![]() |
|
|
Strumenti |
|
|
#21 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Jun 2007
Città: MILANO
Messaggi: 91
|
Quote:
è l'arricchimento dei boss e degli affiliati, con qualsiasi mezzo illecito. Non è certamente un fatto nuovo, che in alcuni comuni del sud, anche nella polizzia municipale si annidano boss mafiosi... oppure in associazioni di Vigilantes... MAFIA = CRIMINALI Ogniuno di noi dovrebbe sentire il dovere di contrastare queste grandi organizzazioni criminali ! |
|
|
|
|
|
|
#22 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Messaggi: 1518
|
Quote:
Ma se ne neghi la serieta' organizzativa non la affronti correttamente. Non si tratta di 4 deficienti che girano per negozi a chiedere soldi. Alle spalle c'e' una organizzazione molto complessa e strutturata. |
|
|
|
|
|
|
#23 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
|
Quote:
Parliamo di periodi in cui c'era Lima sindaco, Ciancimino assessore, e Andreotti presidente del consiglio... va bene il pessimismo, ma la situazione è in netto miglioramento rispetto al passato. Iniziative come "ammazateci tutti" o come quelle che ci sono state anche ieri a palermo una volta sarebbero state impensabili, e tutto per merito delle perone come Caselli che ci hanno creduto anche nei momenti di maggiore sconforto: http://www.youtube.com/watch?v=U-9Saud39vg La battaglia non è vinta ma si stanno recuperando metri. Al massimo possiamo che oggi i menefreghisti sono più menefreghisti di prima, perchè prima potevano anche non sapere... |
|
|
|
|
|
|
#24 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Jun 2007
Città: MILANO
Messaggi: 91
|
Quote:
Definire "seria" un' associazione di criminali, forse è un termine inappropriato |
|
|
|
|
|
|
#25 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Messaggi: 1518
|
Quote:
Anche i narcotrafficanti colombiani hanno una organizzazione seria, e anche le brigate rosse lo erano (se ti ricordi). |
|
|
|
|
|
|
#26 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
|
dove e' il milanese che giustificava il pizzo....?? la paura...
Ps: vedo di trovare la discussione....
__________________
“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
|
|
|
|
|
|
#27 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
|
e come... vi vanno le cose...?
__________________
“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
|
|
|
|
|
|
#28 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Città: Roma
Messaggi: 4577
|
ormai l'integrazione fra mafia e politica , locale e nazionale , è sempre maggiore, da renderne quasi impossibile l'annientamento. Le mafie non si pongono piu' come antistato, ma ne sfruttano e utilizzano i meccanismi e le leggi per arricchirsi e proliferare, come un cancro . Non dimentichiamo che inoltre tali organizzazioni , che di fatto sono costituite da sistemi di migliaia di persone, danno lavoro e guadagno ,specie nel sud , a fette cosi' vaste di popolazione da essere persino apprezzate, o desiderate perfino.Cosi' a Napoli quando la polizia va ad arrestare i camorristi la gente del posto lancia insulti e li prende a sassate, e parlo di gente "normale" del posto, donne e bambini inclusi. Oramai è un sistema culturale ed economico talmente radicato da non essere quasi per nulla combattibile con mezzi democratici.Intere regioni, come Campania e Calabria, a mio avviso non sarebbero da considerarsi nemmeno territorio italiano, essendo in realtà totalmente in mano a camorra e andrangheta . Dipendesse da me in certi territori manderei direttamente l'esercito , istituirei una corte marziale e arresterei direttamente,anche senza alcuna prova ( tanto le prove grazie alla invincibile omertà sono sempre impossibili da ottenere o quasi ) le persone che sappiamo benissimo essere responsabili di questo sistema ma che sono politicamente o legalmente intoccabili.E non sarebbe nemmeno una violazione della democrazia ,perchè al cittadino che vive in queste realtà la libertà e la democrazia sono già state tolte da tempo, sono ormai parole vuote e prive di significato. Ci sbattiamo tanto a diventare cittadini europei quando non riusciamo a essere nemmeno liberi cittadini italiani nel nostro paese.
__________________
Cooler Master Praetorian , Seasonic X-460 fanless, intel Core 2 E8400 + Scythe Katana 3, Gigabyte GA-EP45C-DS3R, ram 2x2gb Adata Vitesta Extreme Ed. Cas 4 ddr2 800, Asus 9600GT silent 512mb GDDR3, samsung 830 SSD, dvdrw sony-nec optiarc 5240s , monitor DELL U2312hm |
|
|
|
|
|
#29 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
|
Quote:
|
|
|
|
|
|
|
#30 |
|
Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
|
Bello sto fatto.
Venti anni di destra e la mafia sbarca a Milano. Era l'amministrazione della sicurezza, del poliziotto di quartiere, della maggiore vigilanza. Chissà se non avessero vigilato.... La Giunta Moratti è una sciagura per Milano. De Corato poi. E mentre AN e la Lega vanno a fare cortei provocatori a Chinatown, la mafia ha occupato Milano. Una crikka di spammatori, governano a slogan e vernissages, annunci e progetti inutili solo per farsi pubblicità, come l'Expo e la comica kermesse volgare nella Villa di Arcore. Milano dopo 20 anni di destra e Lega è una città snaturata e allo stremo. Malavita, degrado, mafia, traffico, prezzi alle stelle, xenofobia e razzismo, declino economico e culturale. Una volta c'erani i Strelher e Fo, Gaber e Jannacci, Fracci e il Piccolo. Adesso è rimasta solo la festa dei "Oh Bej Oh Bej" che il fascio Prosperini ha pensato bene di colorare politicamente, perchè anche l'ultimo baluardo di milanesità sia destrizzata e volgarizzata. La Moratti che rende omaggio ai fasci repubblichini morti mentre combattevano per la vittoria di Hitler, invece di preoccuparsi del fatto che Milano risulta una delle metropoli più inquinate d'Europa. E' l'era degli incapaci. E Milano paga. Ammesso che esista ancora una Milano. Vista la classe politica di cui si dota. fg |
|
|
|
|
|
#31 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Città: Roma
Messaggi: 4577
|
Quote:
credo che le mafie investano riciclando soldi sporchi in attività lecite utilizzandole come avanguardie per impiantarsi sul territorio, per poi affiancare e rifinanziare attività illecite come racket della prostituzione ,spaccio e altro. In che modo il governo di destra avrebbe favorito questo secondo te? non è una domanda provocatoria, vorrei saperlo proprio nel concreto..
__________________
Cooler Master Praetorian , Seasonic X-460 fanless, intel Core 2 E8400 + Scythe Katana 3, Gigabyte GA-EP45C-DS3R, ram 2x2gb Adata Vitesta Extreme Ed. Cas 4 ddr2 800, Asus 9600GT silent 512mb GDDR3, samsung 830 SSD, dvdrw sony-nec optiarc 5240s , monitor DELL U2312hm |
|
|
|
|
|
|
#32 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: hinterland nord milano
Messaggi: 802
|
Quote:
... |
|
|
|
|
|
|
#33 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
|
Quote:
Sfigata? Disattenta? Ma certo che non è la Morattona a portare la mafia in città. La mafia entra laddove ci sono falle, buchi, ammiccamenti, terreni fertili, incapacità. Un'amministrazione non porta la mafia. E' la mafia che porta ad un'amministrazione. fg |
|
|
|
|
|
|
#34 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Città: Roma
Messaggi: 4577
|
Quote:
__________________
Cooler Master Praetorian , Seasonic X-460 fanless, intel Core 2 E8400 + Scythe Katana 3, Gigabyte GA-EP45C-DS3R, ram 2x2gb Adata Vitesta Extreme Ed. Cas 4 ddr2 800, Asus 9600GT silent 512mb GDDR3, samsung 830 SSD, dvdrw sony-nec optiarc 5240s , monitor DELL U2312hm |
|
|
|
|
|
|
#35 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: hinterland nord milano
Messaggi: 802
|
edit
Ultima modifica di eriol : 12-11-2007 alle 23:21. Motivo: lasciamo perdere....:rolleyes: |
|
|
|
|
|
#36 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
|
Marcello Dell'Utri...chi era costui?
http://voglioscendere.ilcannocchiale...logdoc=1679434 11 novembre 2007, Cosa nostra affari loro Gli incontri con i boss. I patti segreti. Le minacce. I pagamenti. Gli appoggi elettorali. Gli atti del processo disegnano le relazioni pericolose di Marcello Dell'Utri di Peter Gomez e Marco Travaglio L'Espresso, 26 dicembre 2004 Quando in tv gli hanno chiesto: «Dottor Dell'Utri, esiste la mafia?», lui ha detto: «Le risponderò con una frase di Luciano Liggio: se esiste l'antimafia esisterà anche la mafia». Era il 1999, alla conclusione del processo di Palermo e alla sua condanna a nove anni di reclusione per concorso esterno, mancavano ancora più di 200 udienze. Ma quella trasmissione, condotta da Michele Santoro, sarebbe stata l'unica interamente dedicata allo strano caso di un uomo a suo agio sia tra i libri antichi che tra capibastone e mammasantissima di ogni ordine e grado. Eppure davanti al tribunale che ha condannato l'ideatore di Forza Italia per essere stato il referente prima finanziario e poi politico di Cosa Nostra per anni, al contrario di quello che sostengono le difese, non si è discusso di pentiti, ma di fatti. Che emergono da intercettazioni, pedinamenti, filmati, documenti e testimonianze. Di rapporti con i boss ammessi persino dall'imputato. Ecco i principali. 5 marzo 1974 Marcello Dell'Utri si dimette dalla Sicilcassa per andare a lavorare a Milano da Silvio Berlusconi. Per lui si tratta di un ritorno. Negli anni '60 aveva già allenato una squadra di calcio sponsorizzata dal futuro Cavaliere. Adesso invece è il segretario particolare di Silvio. Cura la ristutturazione della villa di Arcore e fa assumere come fattore Vittorio Mangano. Come racconterà lui stesso, Mangano, che già conosceva, gli è stato consigliato da «l'amico di una vita» Gaetano Cinà: il proprietario di una lavanderia palermitana, imparentato attraverso la moglie con i boss Stefano Bontade e Mimmo Teresi. Secondo i pentiti, le intercettazioni ambientali e il tribunale che lo ha condannato a sette anni, Cinà fa parte della famiglia mafiosa di Malaspina. Mangano quando arriva a Milano è già stato tre volte in carcere. Nel 1967 era stato pure diffidato come «persona pericolosa», poi era finito sotto inchiesta per reati che vanno dalla ricettazione alla tentata estorsione e nel 1972 era stato fermato in auto con un mafioso trafficante di droga. Ad Arcore, Mangano porta a scuola i figli di Berlusconi e cura la sicurezza della villa, liberando ogni sera sei grossi mastini napoletani. Siamo negli anni dei sequestri di persona. I pentiti sostengono che la funzione di Mangano, mafioso della famiglia di Porta Nuova, era quella di garantire Berlusconi dai rapimenti. Lo stesso Berlusconi ammette di aver trasferito la famiglia in Spagna per qualche mese, in seguito a una serie di minacce e un attentato avvenuto nella villa milanese di via Rovani nel maggio del '75. Il boss Francesco Di Carlo, un padrino di casa nel bel mondo palermitano, dice di aver partecipato a un incontro tra Bontade, Teresi, Cinà, Dell'Utri e Berlusconi al termine del quale si parlò del ruolo di Mangano. Stando a un rapporto della Digos del 1984, Mangano restò ad Arcore due anni, durante i quali fu arrestato altre due volte per scontare condanne per truffa, porto di coltello e ricettazione. Da un foglio di dimissioni dal carcere risulta che Mangano, ancora il 6 dicembre 1975, eleggeva domicilio sempre ad Arcore, in via Villa San Martino 42. Ma nonostante gli arresti, nessuno lo licenziava. In un rapporto dei Carabinieri di Arcore del 30 dicembre 1974 si legge: «Dell'Utri (...) ha chiamato Mangano pur essendo perfettamente a conoscenza (...) del suo poco corretto passato». Mangano, interrogato in aula prima della morte, avvenuta nel 2000, dirà che spesso lui e la moglie cenavano con i Berlusconi. In quei mesi, secondo i pentiti, Berlusconi comincia a versare denaro a Cosa Nostra. Un ex socio di Dell'Utri, Filippo Alberto Rapisarda, sostiene che l'intervento di Marcello servì per ridurre le pretese della mafia. Dell'Utri ammetterà di averglielo detto, ma solo per vanteria. Non saprà spiegare però perché le minacce cessarono. 1976 Mangano lascia Arcore, ma continua a gravitare su Milano. Vive all'hotel Duca di York dal quale gestirà il traffico di droga per conto della mafia. Per questo verrà arrestato nel 1980 e poi condannato. 24 ottobre 1976 Il boss Antonino Calderone festeggia il compleanno al ristorante le Colline pistoiesi di Milano. Al suo tavolo ci sono Mangano, i boss Nino e Gaetano Grado e Dell'Utri. Lo ammetterà pure Dell'Utri, anche se dirà che Mangano non gli presentò i commensali. 1977, estate-autunno Dell'Utri pensa di prendere un anno sabbatico per studiare teologia. Berlusconi infatti non lo vuole promuovere: «Era perplesso sulle mie capacità manageriali». Così si dimette e va a lavorare da Rapisarda, un imprenditore buon conoscente dei vertici di Cosa Nostra dell'epoca e proprietario dell'Inim, in quegli anni considerato il secondo gruppo immobiliare Italiano. Già nel 1987 Rapisarda sosterrà di averlo assunto perché era sponsorizzato da Cinà «uno a cui non si poteva dire di no». Nello stesso interrogatorio Rapisarda accuserà Dell'Utri di aver poi riciclato soldi di Bontade e Teresi nella Fininvest. Nonostante le pesanti affermazioni non verrà denunciato per calunnia e invece, a partire da 1988, tornerà amico di Dell'Utri. Creerà con lui quattro società immobiliari e gli presterà 2 miliardi di lire. Dell'Utri nega la sponsorizzazione di Cinà, ma ammette di aver incontrato nel '77 Rapisarda assieme a Tanino. Un giornalista amico di Cinà testimonia però che la raccomandazione ci fu. 1978-79 Dell'Utri lavora all'Inim. Ma il gruppo va in bancarotta. Rapisarda fugge latitante in Venezuela, dove è ospite dei narcos mafiosi Caruana-Cuntrera. Poi vola a Parigi utilizzando un documento intestato ad Alberto Dell'Utri, il gemello di Marcello. Nel 1997-98 da intercettazioni telefoniche disposte contro ex dipendenti di Rapisarda emergerà come all'improvviso molti di loro, in prossimità della convocazione in Procura come testimoni, abbiano ottenuto abitazioni nella berlusconiana Milano 3 (in un caso) o contratti o promesse di contratti da Pagine Utili. Per i pm è un episodio di inquinamento probatorio. 14 febbraio 1980 In un'indagine di droga viene intercettata una conversazione tra Mangano e Dell'Utri. Mangano dice di avere «un affare» da proporre. Dell'Utri: «Questi sono bei discorsi». Poi Mangano parla di un secondo affare «per il suo cavallo». Ma Dell'Utri spiega di non avere soldi e al suggerimento di chiederli «al suo principale, Silvio», risponde: «Iddu non sura» (lui non sgancia). Infine si accordano per vedersi «al solito, in via Moneta». 19 aprile1980 Si sposa a Londra Jimmy Fauci, un pregiudicato che gestisce il narcotraffico dei Caruana. Alle nozze partecipano Di Carlo e Teresi, Cinà e Dell'Utri. È lui stesso a confermarlo sostenendo però di esserci stato portato per caso da Cinà. 1983 Secondo i pentiti, l'onorata società torna a perseguitare il Cavaliere con richieste di denaro sempre più pesanti del clan Pullarà. Berlusconi, reduce da una serie di affari immobiliari in Sardegna con il faccendiere legato alla mafia Flavio Carboni, richiama Dell'Utri alla Fininvest e, nonostante il disastro del gruppo Inim, lo promuove numero uno di Publitalia. Per i pm, non ha scelta: Dell'Utri, tramite Cinà, sigla una nuova tregua con Cosa Nostra. 1986 Stando ai pentiti, Toto Riina diventato capo dei capi dopo aver fatto fuori Bontade e i suoi uomini, scopre i rapporti dei Pullarà con Dell'Utri: indispettito per non essere stato informato, li mette da parte e affida a Cinà la gestione esclusiva di quel canale. Il suo obiettivo dicharato è agganciare Bettino Craxi e dare una lezione alla Dc, non più affidabile. Nell'87 in Sicilia si verificherà un travaso di voti. 28 novembre 1986 Scoppia un'altra bomba in via Rovani. Berlusconi chiama Dell'Utri (intercettato): «È stato Mangano... una cosa > rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto...». Poi dice che gli dispiacerebbe «se i carabinieri, da questa roba qui, fanno una limitazione della libertà personale a lui (Mangano)». Due giorni dopo Dell'Utri riceve la visita di Cinà e, con Tanino al fianco, chiama Silvio per rassicurarlo: «Tanino mi ha detto che (Mangano) assolutamente è proprio da escludere. Poi ti parlerò di persona». Per i pentiti l'attentato faceva parte della strategia di riavvicinamento di Riina. Altre intercettazioni rivelano che Cinà da quel giorno è spesso a Milano e che per il Natale regala una cassata di 12 chili a Berlusconi. I buoni rapporti Fininvest-mafia sono poi confermati, per i pm, da un'agenda, sequestrata alla famiglia mafiosa di San Lorenzo, in cui i boss tenevano i conti. Accanto alla voce Canale 5 compare una cifra e la dicitura «regalo». La mafia però non si accontenta. Punta a Craxi, non ai soldi. 17 febbraio 1988 Berlusconi chiama l'immobiliarista Renato Della Valle (intercettato): «Devo mandare via i miei figli perché mi hanno fatto delle estorsioni in maniera brutta. Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa (...) siccome mi han detto che, se entro una certa data, sei giorni, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio ed espongono il corpo in piazza del Duomo, allora ho deciso: li mando in America». Che cosa doveva fare Berlusconi? Perché non denunciò l'accaduto? Impossibile saperlo: il premier in tribunale si avvarrà della facoltà di non rispondere. 1990, gennaio-febbraio Il gruppo torna nel mirino. A Catania avvengono una serie di attentati contro la Standa (Fininvest) e Rinascente (Fiat). La Fiat ammetterà di aver pagato per farli cessare. La Fininvest invece nega e non si costituirà parte civile al processo. Per i pm, il vero obiettivo è sempre avvicinare Craxi. Vari pentiti e un teste dicono che Dell'Utri incontrò i boss Salvatore Tuccio e Nitto Santapaola per accordarsi. E a partire da quel periodo Dell'Utri risulta volare spessissimo a Catania. 1991 Mangano esce di prigione. Vuole riprendere in esclusiva il legame con Dell'Utri. Ma Riina invia il boss Totò Cancemi a dirgli di farsi da parte. Dice Cancemi: «Dell'Utri inviava 200 milioni all'anno a Cinà, che tramite (i boss) Di Napoli e Ganci li dava a Riina, che li smistava alle famiglie». 1992, gennaio-febbraio Vincenzo Garraffa, senatore Pri e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del capomafia Vincenzo Virga. «Mi manda Marcello», spiega Virga venuto a reclamare 700 milioni per conto di Dell'Utri. Nel maggio 2004 il fatto è stato accertato dal Tribunale di Milano. Dell'Utri e Virga sono stati condannati a due anni per tentata estorsione. 1992, maggio-giugno L'ex dc Ezio Cartotto (sentito come teste) è ingaggiato in segreto da Dell'Utri per studiare un'iniziativa politica in previsione del crollo dei partiti amici a causa di Tangentopoli. 15 gennaio 1993 Arresto di Riina. La mafia, coi vecchi referenti politici alle corde (compreso l'agognato Craxi), pensa di fondare il partito Sicilia Libera, con i cui esponenti (risulta da agende e tabulati telefonici) Dell'Utri è in contatto. 1993, estate Bernardo Provenzano, secondo il boss Nino Giuffrè, abbondona l'idea di Sicilia Libera e stringe un patto elettorale con Dell'Utri: fine delle stragi in cambio dell'alleggerimento delle indagini, del 41 bis, e di una nuova legge sui pentiti. 12 luglio 1993 Berlusconi, racconta l'ex condirettore de "il Giornale" Federico Orlando, faxa un decalogo con la "linea" da seguire. Uno dei punti forti è l'attacco ai pentiti e al reato di associazione mafiosa. 1993, novembre Mentre Berlusconi crea Forza Italia, Dell'Utri vede Mangano a Milano (risulta dalle agende del senatore). Con l'arresto di Riina l'ostracismo nei suoi confronti è caduto. Mangano anzi è stato promosso capofamiglia di Porta Nuova. Verrà presto riarrestato e condannato all'ergastolo per omicidio e mafia. 31 dicembre 1998 Dell'Utri viene filmato dalla Dia mentre incontra un collaboratore di giustizia messinese, Pino Chiofalo, organizzatore di un complotto per screditare i pentiti che accusano il senatore e i boss. Nel film lo si vede mentre gli consegna dei regali. Chiofalo, arrestato, confessa: «Dell'Utri promise di farmi ricco». 1999 Dell'Utri si candida alle europee. Una microspia capta la voce di uno stretto collaboratore di Provenzano, Carmelo Amato, mentre raccomanda più volte ai picciotti di votarlo. Per esempio il 22 maggio: «Ora a questo si deve portare in Europa: Dell'Utri. Sì, qua già si stanno preparando i cristiani (i mafiosi, ndr)». Anche Cinà, chiamato "zio Tano", viene intercettato. E addirittura ammette di essere un uomo d'onore: «Carmelo, vedi che io sono combinato (mafioso ndr) come te», dice. 13 maggio 2001 Dell'Utri viene rieletto. Nelle intercettazioni in casa del boss Giuseppe Guttadauro si sente il capomafia dire: «Con Dell'Utri bisogna parlare», anche se «alle elezioni del '99 ha preso degli impegni, e poi non s'è fatto più vedere». Poi Guttadauro aggiunge che Dell'Utri si era accordato di persona con Gioacchino Capizzi, l'anziano capomandamento della Guadagna, lo stesso clan di cui facevano un tempo parte Bontade, Teresi e i fratelli Pullarà. Per Dell'Utri è il passato che ritorna. Anzi che non se ne è mai andato. |
|
|
|
|
|
#37 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
|
Quote:
Arriva persino in germania, figuriamoci in quel zozzume di milano. La criminalità organizzata malgrado tutto stà perdendo terreno un pò ovunque. Ci sono dei segnali importanti secondo me. |
|
|
|
|
|
| Strumenti | |
|
|
Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 11:14.




















