Le intelligenze artificiali giocano alla guerra e finisce male il 95% delle volte: per vincere lanciano bombe atomiche
Uno studio del King's College London ha simulato crisi geopolitiche affidando a tre LLM il ruolo di leader nucleari: nel 95% dei casi è stata scelta l’escalation atomica e nessun modello si è arreso.
di Manolo De Agostini pubblicata il 26 Febbraio 2026, alle 11:01 nel canale Scienza e tecnologiaChatGPTClaudeGemini
Uno studio condotto dal King's College London ha analizzato il comportamento di alcuni dei più avanzati modelli linguistici in scenari di crisi geopolitica simulata, con risultati che sollevano interrogativi sul loro impiego in contesti decisionali ad alta criticità.
I ricercatori hanno coinvolto tre sistemi di ultima generazione - OpenAI GPT-5.2, Anthropic Claude Sonnet 4 e Google Gemini 3 Flash - assegnando loro il ruolo di leader di superpotenze dotate di arsenale nucleare, in scenari ispirati alle dinamiche della Guerra Fredda.

Ogni modello ha disputato sei partite contro ciascun rivale, più una contro una propria copia, per un totale di 21 wargame e oltre 300 turni complessivi. Le crisi simulate includevano dispute territoriali, competizione per risorse scarse e minacce alla sopravvivenza del regime. In questo contesto, almeno un'arma nucleare tattica è stata impiegata in quasi ogni conflitto, con un ricorso complessivo al nucleare nel 95% dei casi.
Un elemento rilevante è che nessuno dei modelli ha mai scelto la resa totale, anche in condizioni di svantaggio. Sebbene in alcuni frangenti abbiano tentato una de-escalation diplomatica, nell'86% degli scenari l'escalation finale è risultata superiore rispetto a quanto sembrasse indicare il loro stesso ragionamento esplicito, complice l'effetto simulato della "fog of war".
Con questo termine si indica l'incertezza e la limitata consapevolezza situazionale affrontata dai comandanti militari, causata da informazioni incomplete, inesatte o fuorvianti su nemici e alleati.
Nel complesso, i sistemi hanno generato circa 780.000 parole di giustificazione strategica, una mole di testo superiore a quella combinata di "Guerra e pace" e dell'"Iliade", e circa tre volte le deliberazioni documentate dell'Executive Committee statunitense durante la crisi dei missili di Cuba.
Lo studio del King's College London ha però subito alcune critiche metodologiche. Edward Geist, ricercatore senior presso la RAND Corporation, ha osservato che l'architettura stessa della simulazione potrebbe aver incentivato l'escalation. In particolare, la logica di punteggio sembrerebbe premiare la parte che mantiene un vantaggio marginale al momento dell'innesco del conflitto nucleare, rendendo di fatto "vincente" anche uno scenario di guerra atomica strategica. Questo solleva dubbi su quanto i risultati riflettano una reale tendenza dei modelli e quanto, invece, siano influenzati dalle regole del gioco.
Gli autori dello studio ritengono improbabile che i governi affidino il controllo diretto degli arsenali nucleari a sistemi autonomi. Tuttavia, sottolineano come la compressione dei tempi decisionali in crisi future potrebbe aumentare la pressione a utilizzare raccomandazioni generate dall'intelligenza artificiale.
Il tema si inserisce in un contesto di crescente integrazione dell'AI nei sistemi militari statunitensi, e più in particolare le tensioni nei rapporti con Anthropic. Il Pentagono avrebbe minacciato di inserire l'azienda in una blacklist qualora non fosse garantito un accesso militare senza restrizioni al modello Claude; ci sarebbe anche un ultimatum per Anthropic, affinché prenda una decisione e permetta al Dipartimento della Difesa di usare il modello senza vincoli.










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18 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infonon ci voleva la AI per capirlo bastava guardare War Games
GREETING PROFESSOR FALKEN
HELLO
A STRANGE GAME.
THE ONLY WINNING MOVE
IS NOT TO PLAY.
[/CODE]
A fronte di gravi minacce esistenziali per uno stato, laddove non si riesca a porvi rimedio con politiche convenzionali, per rigor di logica si ricorre necessariamente al nucleare.
Servono a quello, mica per riempire i silos, ossia a creare una forma di forte deterrenza contro minacce esistenziali.
Non è la prima strada ma di certo è l'ultima a meno di considerare una resa incondizionata, cosa inaccettabile per alcuni stati.
Bisogna anche tenere conto che in un conflitto fra superpotenze nucleari l'idea di riuscire a colpire con armi nucleari per primo potrebbe di per sè minare fortemente la capacità nucleare del nemico, al contrario ci sarebbe il rischio che il nemico riesca a distruggere parte del proprio arsenale nucleare.
Risposta: colpisco per primo in modo duro per poter neutralizzare il nemico.
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Spero con grafica migliore.
ma adesso nessuno si azzarda ad usarla perchè i leader finchè bisogna mandare a morire gli altri lo fanno senza pensarci su ma quando anche il loro deretano è a rischio come nel caso di guerra nucleare ci pensano 1000 volte
in realtà neanche i chip sono immuni...
ma adesso nessuno si azzarda ad usarla perchè i leader finchè bisogna mandare a morire gli altri lo fanno senza pensarci su ma quando anche il loro deretano è a rischio come nel caso di guerra nucleare ci pensano 1000 volte
Il problema è che se hai leader di 70-80 anni...
Ma sappiamo che invece sono tutti 30enni... o no?
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