Overclock con processori Intel Sandy Bridge
Con le soluzioni Sandy Bridge Intel mette a disposizione CPU che non solo vantano ottimi livelli prestazionali con impostazioni di default, ma che lasciano elevati margini di incremento della frequenza di clock. Esistono tuttavia alcune precise limitazioni all'overclock, legate all'architettura e al tipo di versione utilizzata
di Paolo Corsini pubblicato il 10 Gennaio 2011 nel canale ProcessoriIntel
Overclock: solo via moltiplicatore di frequenza?
Abbiamo avuto modo di analizzare, con questo articolo, le capacità prestazionali delle cpu Intel Core i7 e Core i5 appartenenti alla famiglia Sandy Bridge, nome che identifica la nuova architettura sviluppata da Intel. In seguito, con questo articolo, abbiamo puntato l'attenzione sullo studio delle peculiarità architetturali delle soluzioni Sandy Bridge, meglio comprendendo le qualità di queste nuove CPU espresse nel primo confronto prestazionale. In questa terza parte della nostra analisi delle soluzioni Sandy Bridge puntiamo l'attenzione sull'overclock, tecnica spesso utilizzata dai lettori di Hardware Upgrade per incrementare le prestazioni del proprio sistema e che con Sandy Bridge trova una nuova forma rispetto a quanto abitualmente visto.
Iniziamo questa analisi con alcuni elementi base:
- i processori Intel della famiglia Sandy Bridge sono overcloccabili, benché con margini di intervento che sono differenti a seconda della versione. Fermo e considerato che l'overclock di un processore conduce a risultati variabili a seconda della tolleranza dello specifico sample, Intel ha inserito in buona parte delle versioni di processore dei limiti massimi all'incremento di clock che non possono venir superati.
- i processori Intel della famiglia Sandy Bridge non possono venir più overcloccati attraverso incremento del base clock, se non per un margine complessivo estremamente ridotto.

Nell'immagine presa con il tool CPU-Z è riportato un processore Core i5-2500K con frequenza di base clock portata a 105 MHz, dai 100 MHz di default; questo margine di incremento, risibile per le cpu Intel Core di precedente generazione, rappresenta il limite massimo per questo sample di processore e in generale un buon indicatore del massimo overclock raggiungibile via base clock con le CPU della famiglia Sandy Bridge.
In questi processori Intel ha implementato un singolo generatore di clock, che fornisce le frequenze di riferimento a tutti i differenti componenti del processore. La frequenza di base clock, pertanto, è utilizzata internamente per sviluppare le frequenze di clock dei restanti componenti; tra di essi è il controller PCI Express ad avere una ridotta tolleranza al funzionamento fuori specifica e a limitare verso l'alto gli incrementi della frequenza di base clock sino indicativamente al 5-7% dei 100 MHz di default. E' quindi l'impossibilità del controller PCI Express di operare fuori specifica, se non con un margine ridotto, a limitare i margini di incremento del base clock con le CPU Sandy Bridge.
Tutte le schede madri socket 1155 LGA che abbiamo avuto modo di analizzare implementano il controllo manuale del base clock, in molti casi con un margine di intervento che non è a passi di 1 MHz ma di 0,1 MHz; tale flessibilità alla fine risulta essere quasi del tutto inutile in quanto il limite massimo viene presto raggiunto e con esso un ridotto aumento della frequenza di clock della CPU.
La tecnica per aumentare la frequenza di clock nelle CPU Sandy Bridge rimane quindi quella dell'intervento sul moltiplicatore di frequenza della CPU, valore che moltiplicato per la frequenza di base clock porta ad ottenere la frequenza di clock della CPU. Da bios è possibile intervenire a modificare il moltiplicatore di frequenza della CPU ma questo avviene in modi differenti a seconda del tipo di processore: vediamo ora in che modo.







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