Introduzione
Samsung non è un nome che circola fra i produttori di hard disk fin dalla
prima ora. Esattamente come altre aziende, ha aspettato qualche tempo prima di
realizzare con il proprio marchio soluzioni SSD, pur rimanendo ben chiaro che
Samsung rimane una stella di prima grandezza nella produzione di chip NAND
Flash, anche per conto terzi. In altre parole: Samsung ha sempre prodotto in
quantità enorme chip NAND flash, che si possono trovare anche negli SSD della
concorrenza, ma non è un produttore in proprio di SSD della prima ora.

Eppure, quando un'azienda di questo calibro decide di fare il passo, si è
certi che nulla verrà lasciato al caso. Insieme a Intel e Micron, Samsung è
l'unica azienda in grado di prodursi tutto in casa (ok, anche OCZ con
l'acquisizione di Indilinx, ma il grosso della produzione si appoggia a
componentistica di terzi). Nel caso dell'ultima generazione SSD, quella
compatibile SATA 6Gpbs, Samsung è l'unica, poiché i concorrenti citati
utilizzano controller Marvell.
Oltre a ciò, Samsung tiene un approccio per certi versi opposto rispetto, ad
esempio, ad OCZ: due famiglie prodotto invece che una miriade, spesso con poche
differenze una dall'altra. Abbiamo avuto modo di analizzare l'unità Samsung 470
nel taglio da 256GB, nel corso di una
recente comparativa, riscontrando un comportamento molto soddisfacente dal
punto di vista prestazionale, pur gravato dall'essere limitato dall'interfaccia
SATA 6Gbps.
Il modello trattato in questo articolo è la declinazione Samsung dell'SSD a
6Gbps, in grado cioè di esprimere al meglio le potenzialità in termini
prestazionali e misurarsi con l'agguerrita concorrenza, costituita da OCZ Vertex
3, Intel 510 e Crucial m4 e Kingston HyperX, solo per citare i più famosi. La
nuova famiglia prende il nome di 840 e, sulla carta, promette di non aver nessun
timore reverenziale nei confronti della concorrenza. Anzi. Cerchiamo di guardare
più a vicino il modello Samsung SSD 830, giunto in redazione nella versione a
256GB. |