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La diatriba tra Windows e Linux può essere definita una
trasposizione in ambito software dei tanti antagonismi che vediamo in campo hardware (AMD
vs Intel e NVIDIA vs ATI su tutti). Da un lato abbiamo un sistema operativo sviluppato da
Microsoft, un’azienda che da molti punti di vista ha fatto la storia
dell’informatica e ha sancito la sua evoluzione, contribuendo (e spesso imponendo)
anche i percorsi di sviluppo dell’hardware. Dall’altro abbiamo la comunità
opensource il cui intento è di sottrarre l’informatica allo spietato mondo del
commercio: quasi la totalità delle distribuzioni Linux non solo sono gratuite, ma anche
corredate da un numero enorme di applicazioni che danno accesso a funzionalità
normalmente disponibili sotto Windows solo previo pagamento.
La filosofia opensource prevede un supporto diretto da
parte della comunità, la quale può intervenire direttamente non solo segnalando bugs e
proponendo nuove funzionalità, ma facendo parte nel vero senso della parola del team di
sviluppo di un progetto. In questo modo viene, se vogliamo, astratto il concetto di
proprietà in quanto ognuno è libero di sviluppare e di utilizzare le applicazioni a cui
è interessato. Naturalmente non tutto è liberamente distribuibile e anche nel mondo
opensource esistono molte regolamentazioni di carattere legale più che altro legate ai
vari tipi di licenza d’uso che è possibile fare del codice sorgente di un progetto.
Nonostante Linux non sia mai stato considerato come una
reale alternativa a Windows nel mercato desktop, relegando la sua massiccia presenza
specie nel settore server e workstation, l’evoluzione delle interfacce utente (tra le
quali Gnome e KDE le più diffuse) in aggiunta ad alcune notevoli semplificazioni in
termini di installazione e di personalizzazione messe a disposizione da alcune
distribuzioni, hanno permesso a Linux di diventare un sistema operativo ampiamente
utilizzabile anche nei sistemi desktop.
Sul versante gaming la situazione di Linux è abbastanza
misera. Direct 3D, infatti, può essere definito lo standard de facto nella programmazione
dei motori grafici per i videogames e tale API, ovviamente, non è disponibile con il
pinguino. OpenGL resta l’unica reale scelta per Linux in quanto è l’unica API
per lo sviluppo di videogames in grado di garantire accesso diretto all’hardware con
questo sistema operativo. Esistono alcuni progetti in via di sviluppo che hanno il non
facile scopo di garantire l’utilizzabilità di applicazioni Win32 e .NET sotto Linux.
I loro nomi sono rispettivamente Wine (Cedega) e Mono. La compatibilità, tuttavia, è
abbastanza limitata ed è per questo motivo che tali progetti attualmente non possono
garantire la piena operatività dei videogames Direct 3D sotto Linux.
In questo articolo analizzeremo le prestazioni in ambiente
Linux dei chip video NVIDIA GeForce 6800 Ultra (NV40) e ATI Radeon X800XT Platinum Edition
(R420).
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