Lo Stato italiano potrebbe riottenere il controllo di tutte le reti nazionali? TIM sta valutando l'offerta della CDP
La Cassa Depositi e Prestiti, di cui azionista di maggioranza è il Ministero delle Finanze (Mef), ha presentato un'offerta per rilevare 100% di Netco, il gruppo in cui è destinata a confluire la dorsale in fibra di Tim
di Rosario Grasso pubblicata il 06 Marzo 2023, alle 16:17 nel canale WebTIMOpen Fiber
Il progetto della rete unica per l'intero territorio nazionale va avanti ormai da diversi anni, con accelerazioni e frenate, e prevede l'integrazione della rete fissa in rame e fibra di Telecom Italia con l'infrastruttura in sola fibra di Open Fiber. Mentre attualmente nel primo caso abbiamo come azionista di maggioranza la francese Vivendi (circa il 23%), Open Fiber è controllata al 60% dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), controllata in maggioranza dallo Stato tramite il Mef, e al 40% dal fondo australiano Macquarie.
L'offerta della CDP per rilevare la rete infrastrutturale di Tim potrebbe imprimere una forte accelerazione al progetto rete unica. La CDP sta cercando di superare l'offerta del fondo statunitense KKR, già azionista con il 37,5% di Fibercop, mettendo sul piatto 18 miliardi di euro. Si tratta in realtà di un'offerta meno consistente di 2 miliardi rispetto a quella americana, ma con condizioni migliori come maggiore liquidità, un piano per riassorbire gli esuberi in Servco e, soprattutto, la promessa di mantenere il controllo della rete unica nelle mani dello Stato.
L'offerta deve superare vari stadi: non solo l'ok dal cda di Telecom Italia ma anche quello delle autorità di regolamentazione dei mercati in Europa. Il primo passaggio è tutt'altro che scontato, visto che ci sono varie reticenze da parte di Vivendi.
Colloqui tra TIM e Open Fiber per il progetto di fusione della rete esistono da diverso tempo. Come noto, Open Fiber fu costituita nel mese di dicembre del 2015 quando era detenuta interamente da Enel, mentre nel 2016 è subentrata prima CDP Equity e nel 2021 è stata la volta del Gruppo Macquarie, quando Enel ha ceduto l’intera partecipazione che deteneva in Open Fiber.
Telecom Italia, dal canto suo, ha smesso di essere a maggioranza italiana da molto più tempo, con un processo che è partito quando il governo di Romano Prodi (ottobre 1997) ne ha determinato la sua privatizzazione a vantaggio della Fiat. Questo meccanismo ha innescato l'interesse di investitori stranieri, da Vivendi fino a KKR.
Ora Tim ha un pesante debito di circa 20 miliardi di euro, un altro motivo per cui si sta andando nella direzione della cessione della rete. Dopo l'annuncio dell'offerta della CDP il titolo in borsa ha cominciato a riprendere terreno.









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17 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPer l'amor del cielo aziende e privati sono due entità assolutamente diverse, specie se parliamo di aziende di queste dimensioni.
Detto questo avete presente "l'esattore di Puccio" (film "Grandi Magazzini"
Che dire ? Non so se gioire o preoccuparmi per la possibilità che lo stato italiano riprenda in mano le redini...boh...magari sarà una bene per la "sicurezza"...ma certo, è dura eh...
Detto questo avete presente "l'esattore di Puccio" (film "Grandi Magazzini"
Che dire ? Non so se gioire o preoccuparmi per la possibilità che lo stato italiano riprenda in mano le redini...boh...magari sarà una bene per la "sicurezza"...ma certo, è dura eh...
Probabilmente, lo stato terrà la proprietà dando la gestione completa a privati, un po come funziona come per (quasi) tutti i servizi.
Non vorrei dire inesattezze ma mi pare che telecom era statale, è stata "regalata" ai privati, ha fatto vari giri di qua e di la accumulando debiti e problemi vari ed adesso dovremmo ricomprarla a prezzo pieno?
Personalmente la farei fallire, come stato mi riprendo un asset strategico (golden qualcosa) senza dargli un euro e nel caso assumo nella "nuova telecom" solo il personale che serve lasciando a casa tutti gli imboscati ed amici che occupano sedie per niente
ovviamente pura utopia
il problema di big come telecom e simili che sono "parastatali" è che allo stato costa meno mantenere la situazione che trovarsi con un "servizio" inusabile in mano e 50k dipendenti licenziati per strada
Quello che dovrebbe preoccupare è che la cordata include un fondo australiano
E' esattamente così. La good company ad alta redditività è TIM Enterprise, che include Tesly, Noovle ed Olivetti.
Mentre la rete (compresa la costosissima e ormai inutile rete rame), i debiti (quasi annullati dall'operazione di acquisto) e quei 4 scappati di casa di OpenFiber (che sono in rosso da 7 anni con risultati fallimentari nelle aree bianche) saranno passati nell'ennesimo carrozzone di stato.
Senza contare gli altri 500 Milioni che CDP ha sborsato ad Enel per prendere la sua percentuale di OpenFiber.
Cosa non mi torna?
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