Google Cloud SQL, database relazionale in cloud
Era uno dei servizi che mancava nel catalogo delle soluzioni Google e ora con Google Cloud SQLanche un database relazionale potrà sfruttare i vantaggi offerti dal cloud
di Fabio Boneschi pubblicata il 10 Ottobre 2011, alle 12:08 nel canale WebNei giorni scorsi Google ha presentato uno dei servizi da tempo attesi nella nuvola di Mountain View: a fianco delle web application ora è disponibile Google Cloud SQL che offre le potenzialità di un database relazionale in chiave cloud.
Da una soluzione simile si possono evidenziare alcuni interessanti vantaggi: allo sviluppatore è lasciato il compito di lavorare e creare il database e occuparsi della sola parte codice, senza dover gestire e mantenere l'infrastruttura hardware, pianificare backup o ridondanze.
Google Cloud SQL mette a disposizione un ambiente di lavoro noto a chi già lavora con MySQL e offre anche tool di importazione per database esistenti. Google Cloud SQL si integra in Google App Engine, la soluzione Google per rendere disponibili le proprie web application in un ambiente cloud.
Per il momento l'accesso e l'utilizzo di Cloud SQL è gratuito e non è ancora noto il modello di business e le tariffe che Google intende proporre. Si tratta quindi di una preview pubblica e per Google c'è la possibilità di fare un esteso programma di test e i dettagli commerciali di Google Cloud SQL verranno resi noto 30 giorni prima dall'entrata in vigore.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCapisco che ora CLOUD è COOL ma questo servizio non mi sembra niente di nuovo...
Un host ti fa pagare dello spazio dedicato al database in maniera rigida e per fare un upgrade devi richiedere spazio aggiuntivo. Rappresenta quindi un costo fisso per lo sviluppatore.
Un db cloud è in grado invece di fornire spazio in modo flessibile e scalabile (ideale per servizi soggetti a picchi di domanda), dove spesso paghi solo quello che consumi e gli upgrade sono istantanei. I costi per lo sviluppatore in questo caso diventano variabili, in base all'utilizzo reale.
Un db cloud è in grado invece di fornire spazio in modo flessibile e scalabile (ideale per servizi soggetti a picchi di domanda), dove spesso paghi solo quello che consumi e gli upgrade sono istantanei. I costi per lo sviluppatore in questo caso diventano variabili, in base all'utilizzo reale.
C'è anche da dire che per comunicare con il DB dedicato non si va a consumare la banda a disposizione nel contratto dell'host, mentre appoggiandosi ad un DB esterno molto probabilmente sì.
presumo non ci sia una grande differenza
la "banda per le query" occupata è la medesima e vengono eseguite dall'host ospitante il sito.
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