Il chip europeo che sfida i colossi americani: 130 milioni per la startup SiPearl

Il chip europeo che sfida i colossi americani: 130 milioni per la startup SiPearl

La startup europea SiPearl, specializzata in chip per AI e supercalcolo, ha ottenuto un finanziamento da 130 milioni di euro per sviluppare il processore Rhea1. Progettato in Europa e prodotto da TSMC, alimenterà un cluster del supercomputer Jupiter.

di pubblicata il , alle 16:01 nel canale Processori
SiPearl
 

SiPearl, la società che sta realizzando il microprocessore europeo ad alte prestazioni e basso consumo per l'HPC e l'inferenza IA, ha annunciato di aver ottenuto un nuovo finanziamento da 130 milioni di euro, guidato da investitori strategici come Cathay Venture (Taiwan), con l'obiettivo di rafforzare le proprie attività di ricerca e sviluppo e portare all'industrializzazione del chip Rhea1, destinato al supercalcolo europeo. Il round di finanziamento ha visto la partecipazione anche dello European Innovation Council Fund, di Arm e della francese Atos SE.

Fondata nel 2019 nel quadro della European Processor Initiative (EPI), e dall'anno scorso operativa anche con una sede a Bologna, SiPearl è un tassello della strategia del Vecchio Continente per rendersi più autonomo dalle tecnologie estere.

Il chip Rhea1, costruito attorno a 80 core ARM Neoverse V1, per un totale di 61 miliardi di transistor, senza farsi mancare memoria HBM e supporto PCIe 5.0 e DDR5, sarà prodotto da TSMC. In passato è emersa anche una roadmap in cui si parlava del Rhea2.

Il processore Rhea1 sarà una delle componenti di Jupiter, un supercomputer europeo installato in Germania, pensato per supportare ambiti come la ricerca medica, la gestione energetica e la difesa. Jupiter è già attivo per una delle sue due parti, con un "Booster Module" con 23752 acceleratori GH200 Grace Hopper Superchip, mentre prossimamente arriverà un "Cluster Module" con i processori SiPearl Rhea1, la cui fase di sampling inizierà nella prima parte del 2026.

Secondo il CEO Philippe Notton, SiPearl intende colmare il gap esistente tra l'Europa e gli Stati Uniti nella capacità di progettazione dei chip. SiPearl conta oggi circa 200 dipendenti distribuiti tra Francia, Spagna e Italia, e ha già attivato datacenter specializzati nel design dei chip in territorio francese. Il CFO Jean-Luc Gilbert ha dichiarato che l'azienda prevede di rivolgersi nuovamente al mercato per ottenere altri 200 milioni di euro tra il 2026 e il 2028. Già nel 2023 erano arrivati altri 90 milioni di euro.

4 Commenti
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acerbo08 Luglio 2025, 16:23 #1
in usa 130 milioni li danno a chi fa l'app per imparare a mettersi lo smalto, ma dove caxo andiamo in europa con ste buffonate propagandistiche?
Ripper8908 Luglio 2025, 16:46 #2
Progettato in Europa [B][COLOR="Red"]e prodotto da TSMC[/COLOR][/B]
Quindi non sarà prodotto in UE, ergo un nulla di fatto.
Per altro realizzato da un produttore controllato dagli USA.

130 milioni poi fa abbastanza ridere.
tommy78108 Luglio 2025, 17:59 #3
Siamo sempre là,la debolezza dell'Europa è la sua frammentazione, ognuno vuole la sua fetta per rientrare degli investimenti e alla fine si fa un pezzo qua, un pezzo là e poi dai, 130 milioni di euro sarebbero una grossa cifra? Forse pagano le infrastrutture e i dipendenti ma se poi i chip li fanno fabbricare sempre all'estero non è che ci rendiamo indipendenti. Mettiamoci l'anima in pace, l'Europa non è una nazione ma un insieme di paesi che si fanno guerra commerciale, che hanno i propri interessi interni ecc...non potremo mai metterci al pari con America o Cina che ragionano, investono e mettono in pratica programmi in modo lineare e autonomo, qua ognoi cosa passa per la commissione europea e apriti cielo.
Unrue09 Luglio 2025, 07:54 #4
Originariamente inviato da: Ripper89
Quindi non sarà prodotto in UE, ergo un nulla di fatto.
Per altro realizzato da un produttore controllato dagli USA.

130 milioni poi fa abbastanza ridere.


Già il solo progettare è tanta roba, lo fanno in tanti di progettare e realizzare da altri, le fonderie costano un botto. Sempre a lamentarsi.

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