Chiude isoHunt dopo 10 anni di servizio, la MPAA vince la causa legale

Chiude isoHunt dopo 10 anni di servizio, la MPAA vince la causa legale

Dopo 10 anni di servizio, uno dei più popolari servizi di ricerca BitTorrent, isoHunt, chiude in seguito alla sconfitta nella causa legale contro MPAA

di pubblicata il , alle 16:31 nel canale Web
 

Uno fra i più popolari motori di ricerca BitTorrent, isoHunt, chiuderà entro la fine della settimana dopo dieci anni di servizio come parte di un accordo con la MPAA (Motion Picture Association of America), associazione formata per promuovere diritti ed interessi degli studi cinematografici. La sentenza, pubblicata da Wired, del lungo processo nei confronti del CEO della società, Gary Fung, ha definito colpevole isoHunt per violazione di copyright già lo scorso marzo.

Gary Fung

A Fung sono stati dati ulteriori dieci giorni per chiudere permanentemente il sito ed altri tre domini: Podtropolis, TorrentBox e Edtk-it.com che rimandavano ad isoHunt tramite redirect. Fung ha accettato anche di pagare la grossa sanzione di 110 milioni di dollari in danni ai querelanti.

I problemi con l'industria cinematografica iniziano nel 2006 per isoHunt, in cui la MPAA in primo piano sosteneva che tramite il sito venivano violate le leggi sul diritto d'autore su una base di utenti collegati al servizio enorme. Nonostante isoHunt fosse conosciuto per offrire collegamenti a torrent di film, software e musica, Fung ha tentato una difensiva sfruttando il DMCA, legge americana che limita la responsabilità dei servizi internet per quanto riguarda i contenuti che si trovano all'interno e non pubblicati per vie dirette.

La corte si è trovata in disaccordo con la difesa di Fung, dal momento che lo stesso era ben consapevole dell'enorme quantitativo di materiale coperto da diritti d'autore che veniva veicolato sul suo sito senza che venisse fatto nulla per arginare la situazione. Chriss Dodd, responsabile capo della MPAA, ha dichiarato che la decisione "manda un messaggio forte a coloro che costruiscono realtà imprenditoriali incoraggiando, permettendo ed aiutando gli altri a commettere la violazione di copyright, che sono essi stessi trasgressori e che saranno ritenuti responsabili per le loro azioni illegali".

Di contro Fung ha inserito un messaggio di addio nostalgico all'interno del sito: "È triste vedere la mia creatura andarsene", scrive. "Ma ho combattuto per una giusta causa, ho terminato la corsa rimanendo fedele. Dieci anni e mezzo di isoHunt rappresentano un lungo viaggio per qualsiasi realtà imprenditoriale."

"Non ho mai pensato che sarei riuscito a lavorare su isoHunt per oltre dieci anni, ma l'ho fatto. Sto immaginando quello che mi porteranno i prossimi dieci anni. Perché sto ancora lavorando su isoHunt?", continua nella sua riflessione Fung. "Citando Breaking Bad, sono nell'empire business, nel tentativo di sovvertire le istituzioni? La risposta è no, siamo una cultura imprenditoriale. E nella cultura imprenditoriale c'è chi crea e chi fruisce. Nell'epoca del "broadcasting yourself", siamo sia creatori che consumatori. E nel mio mondo ideale i consumatori condividono quello che vogliono, liberamente."

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.
Leggi la Privacy Policy per maggiori informazioni sulla gestione dei dati personali

36 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Portocala18 Ottobre 2013, 17:24 #1
Se ha deciso di pagare 110M, significa che di soldi ne ha fatti ... e pure parecchi.
carlottoIIx618 Ottobre 2013, 17:40 #2
in iso si trovava anche materiale non protetto da copyright, quindi uan eprdita epr gli utenti.
mihos18 Ottobre 2013, 18:33 #3
110mln di dollari non sono affatto pochi
djfix1318 Ottobre 2013, 19:12 #4
io sono daccordo sul fatto che chi ha comprato qualcosa ci possa fare quello che vuole! è suo! mettere clausole dei tipo tu compri il diritto di usarlo è forzatura del concetto stesso di acquisto e proprietà.
uc8418 Ottobre 2013, 20:05 #5
edit: doppio post
uc8418 Ottobre 2013, 20:15 #6
Originariamente inviato da: djfix13
io sono daccordo sul fatto che chi ha comprato qualcosa ci possa fare quello che vuole! è suo! mettere clausole dei tipo tu compri il diritto di usarlo è forzatura del concetto stesso di acquisto e proprietà.


Ecco, questo commento ci mancava, giusto per rendersi conto che, all'estremo opposto di MPAA e SIAE, dopotutto non c'è molta più apertura mentale.

Non ha alcun senso parlare di proprietà per un software (applicativo, testo, immagine o flusso multimediale che sia), che è un'opera astratta dell'ingegno umano, e perdipiù immateriale. Il suo creatore ha il diritto a tutelare l'originalità e lo sforzo della sua idea/realizzazione; i suoi fruitori hanno il diritto a usufruirne secondo determinate condizioni. Ecco perché il prezzo del software si riferisce al costo della sua licenza di utilizzo, e non a quello del supporto fisico su cui (sempre più raramente) viene distribuito.

Il ragionamento di djfix13 è come dire che, se compro l'aspirina una volta, allora ho il diritto di prenderla gratis dallo scaffale le volte successive, e inoltre di poter condividere con chi mi pare la sua formula chimica brevettata.
All'opposto, ci sono le associazioni di categoria come la MPAA, che agiscono come se stessero vendendo un "diritto a guarire" invece della pastiglietta, e inoltre pretendono una royalty ogni volta che assumo il loro farmaco in un luogo pubblico...

Morale: io non ho una soluzione completa e "scientifica", ma è fuori di dubbio che la disciplina del diritto d'autore abbia bisogno di una profonda revisione, per adeguarsi ai cambiamenti radicali che sono stati introdotti con Internet. Oggi le idee viaggiano sempre più spesso in forma immateriale - replicabile all'infinito, con costi nulli, istantaneamente e in ogni luogo del pianeta - e non più solamente su supporti fisici limitati quali libri, dischi e nastri magnetici.

La necessità è garantire il diritto universale alla libera diffusione della conoscenza, tutelando contemporaneamente i fruitori e i creatori della stessa in modo EQUO (questo è l'aggettivo che sfugge agli estremisti di entrambe le parti).
Gabro_8218 Ottobre 2013, 20:29 #7
Isohunt era pieno di fake di tutti i tipi.. Non mi mancherà.
ArteTetra18 Ottobre 2013, 22:34 #8
Originariamente inviato da: Gabro_82
Isohunt era pieno di fake di tutti i tipi.. Non mi mancherà.


Mai preso un fake su isoHunt. Ho sempre trovato quello che volevo e ho particolarmente apprezzato l'interfaccia e le funzionalità. Mi mancherà.
fano18 Ottobre 2013, 22:44 #9
NON ti deve mancare, scommettiamo che tra un anno ci sarà IsoKunt che sarà la stessa cosa, ma con sede in c*lo al mondo?

Hanno chiuso Rapidshare? C'è putloker, no?
Megauploader ha davvero chiuso? Cos'è MEGA?

Questo è il pregio ed il [U]peggior difetto[/U] di Internet nulla può essere realmente cancellato, MAI

(Anche ciò che ho scritto ora... per sempre! Beh a meno che un Mod non cancelli, s'intende )
ReverendoMr.Manson18 Ottobre 2013, 22:54 #10
Un altro martire che si aggiunge ai vari Napster, Morpheus, Kazaa, Razorback. Ci mancherai isoHunt

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^