Più sicurezza con la tecnologia Garmin inReach? La testimonianza di Barmasse, Fantini, Gregoretti e Zanga

Più sicurezza con la tecnologia Garmin inReach? La testimonianza di Barmasse, Fantini, Gregoretti e Zanga

Garmin Italia ha raccolto a Milano quattro avventurieri che hanno utilizzato Garmin inReach nelle loro imprese in giro per il globo. Sicurezza è stata la parola d'ordine di tutti gli interventi della serata, denominata Garmin Safety Day. Hervé Barmasse, Andrea Fantini, Stefano Gregoretti e Matteo Zanga lo hanno detto tutti in modo chiaro, un dispositivo come Garmin inReach non ti permette di andare a cercare 'grane' osando di più, ma aggiunge un importante ancora di sicurezza nei casi più critici

di pubblicata il , alle 18:21 nel canale Telefonia
Garmin
 

Nei primi giorni di giugno Garmin ha presentato il suo nuovo palmare di navigazione Garmin GPSMAP 66i, ultimo prodotto in termini temporali della storica serie. Il suffisso 'i' sta a indicare l'integrazione della tecnologia inReach. Creata dalla compagnia statunitense DeLorme, acquisita da Garmin nel 2016, la tecnologia permette di sfruttare le connessioni satellitari sulla rete Iridium per scambiare dati e per le comunicazioni d'emergenza. Dopo l'acquisizione Garmin aveva lanciato, nel maggio del 2018, il suo inReach Mini un piccolo navigatore GPS con sistema di messaggistica satellitare bidirezionale basato sulla copertura globale della rete satellitare Iridium. Ora questa funzionalità sbarca anche su un dispositivo di stampo più classico come Garmin GPSMAP 66i.

In occasione del lancio del nuovo dispositivo e per raccontare casi reali d'uso, Garmin Italia ha raccolto a Milano quattro avventurieri che hanno utilizzato Garmin inReach nelle loro imprese in giro per il globo. Sicurezza è stata la parola d'ordine di tutti gli interventi della serata, denominata Garmin Safety Day. Hervé Barmasse, Andrea Fantini, Stefano Gregoretti e Matteo Zanga lo hanno detto tutti in modo chiaro, un dispositivo come Garmin inReach non ti permette di andare a cercare 'grane' osando di più, ma aggiunge un importante ancora di sicurezza nei casi più critici.

Per Hervé Barmasse, che è anche guida alpina e istruttore di guide alpine, il dispositivo è oggi uno di quelli essenziali per ogni uscita, soprattutto quando si ha sulle spalle anche la responsabilità della vita altrui. Ha portato anche il caso di una delle sue scalate tibetane: si tratta di situazioni in cui non si può contare sulle classiche comunicazioni cellulari, ma in cui ha sperimentato anche la difficoltà a comunicare con i telefoni satellitari basati su reti di satelliti geostazionari, che ai piedi di una particolare parete non avevano abbastanza visibilità e risultavano irraggiungibili. Grazie a inReach, basata sulla costellazione di satelliti orbitanti sull'orbita terrestre bassa Iridium, invece è riuscita ad arrivare alla spedizione la notizia di un cambiamento del meteo, che ha portato a rimandare una scalata, che altrimenti avrebbe potuto rivelarsi molto pericolosa.

Esperienza simile anche per Stefano Gregoretti, che con un compagno ha effettuato la traversata invernale in autonomia della Kamchatka: grazie alla possibilità di inviare la propria posizione a intervalli regolari il team di supporto, dalla California, è riuscito ad avvertire i due di aver imboccato la valle sbagliata e di trovarsi fuori rotta di 1,5 chilometri.

La copertura globale della rete di satelliti è uno dei punti di forza messi in luce dal navigatore solitaria Andrea Fantini, che ha un inReach ormai fisso sulla plancia e che utilizza anche per le comunicazioni con la famiglia e gli amici.

Molto particolare l'esperienza di Matteo Zanga, fotografo di montagna, che durante la traversata di un ghiacciaio islandese ha visto letteralmente scomparire davanti ai suoi occhi il compagno di avventura, finito in un crepaccio molto profondo. 'La possibilità di comunicazione bidirezionale è stata molto importante' - ha detto Zanga - 'Rispetto ai sistemi che ti permettono di inviare solo un SOS, avere un feedback, raccontare esattamente cosa era successo e sapere le tempistiche di arrivo dei soccorsi è stato fondamentale in quell'occasione. Da lì in poi praticamente non esco più di casa, nemmeno per una passeggiata (dove vivo ci sono zone in cui il cellulare non prende) senza inReach. Se l'ho dimenticato, torno a casa a prenderlo'.

Il servizio di comunicazione satellitare è un'opzione da aggiungere al prezzo di acquisto con sottoscrizioni in abbonamento annuale o mensile (attivabile solo nei mesi di effettivo utilizzo). I costi potrebbero sembrare elevati (era stato uno dei temi di discussione in calce alla news sul lancio di Garmin inReach Mini) se confrontati con i piani cellulari, ma generalmente gli abbonamenti satellitari hanno costi comparabili. Secondo tutti e quattro è un costo che va considerato in quello per l'attrezzatura, aggiungendo un importante dispositivo di sicurezza, che nell'esperienza sul campo ha dimostrato la sua efficacia.

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2 Commenti
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TheQ.22 Giugno 2019, 08:43 #1
Molto strano che il dispositivo riesca a mandare messaggi tramite i satelliti del GPS.
danylo23 Giugno 2019, 19:40 #2
Originariamente inviato da: TheQ.
Molto strano che il dispositivo riesca a mandare messaggi tramite i satelliti del GPS.


La rete GPS viene usata soltanto per ricavare la posizione. Per la messaggistica usa la rete IRIDIUM, quella dei telefoni satellitari. Si possono solo inviare e ricevere messaggi di testo, ma non telefonare.

Ma la cosa piu' importante (che mi pare non sia stata detta) e' che, premendo l'apposito tasto, si puo' inviare un messaggio di SOS, che include la posizione attuale, ad un centro di controllo, il quale poi la smista ai soccorsi.

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