Un SSD Samsung 850 Pro resiste a 9100 TB di scritture

Un SSD Samsung 850 Pro resiste a 9100 TB di scritture

Interessante è la prova svolta dalla rivista tedesca C't, che ha sottoposto degli SSD a prove di resistenza. Un SSD Samsung 850 Pro ha resistito a ben 9100 TB di dati scritti, contro gli appena 150 TB dichiarati dal produttore.

di pubblicata il , alle 08:21 nel canale Storage
Samsung
 

La rivista tedesca C't ha avviato un test di scrittura su alcuni modelli di SSD nel giugno dello scorso anno e ne ha da poco annunciato la conclusione con i relativi esiti. Un SSD Samsung 850 Pro utilizzato è andato ben oltre le sue specifiche di targa, arrivando a 9,1 PB (9100 TB) di dati scrittiprima di arrivare alla fine della vita utile.

Il dato è particolarmente interessante e significativo se si mette a confronto il dato ottenuto da C't con quello che Samsung dichiara, ovvero 150 TB massimi in scrittura prima che il disco smetta di funzionare.

Seppur il dato non sia statisticamente rappresentativo delle capacità di questi SSD, rimane comunque significativo in un'ottica più ampia di considerazione della vita utile degli SSD. I passi avanti fatti in questo senso negli ultimi sono ragguardevoli e fanno degli SSD dei supporti ormai affidabili, seppur ancora perfettibili, che sembrano in grado di sostenere un numero di scritture superiore a quanto atteso.

A conferma di ciò, altri SSD provati da C't includono due unità di Crucial BX 200, che hanno smesso di funzionare rispettivamente dopo 187 TB e 280 TB scritti (contro gli 80 TB dichiarati), un SanDisk Extreme Pro (2200 TB scritti) e una seconda unità di Samsung 850 Pro, che ha sostenuto le stesse scritture dell'SSD marchiato SanDisk.

Se l'attuale compresenza di SSD e hard disk tradizionali nei sistemi è resa necessaria dai limiti della tecnologia a stato solido, l'affinamento e l'evoluzione di questa sembra portare il superamento dei piatti rotanti più vicino nel tempo, per quanto tuttavia questo momento sia ancora lontano.

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17 Commenti
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TheZioFede30 Giugno 2017, 09:37 #1
Ormai dovrebbe essere noto che si rompono prima per altri guasti o sostituiti prima di arrivare a "consumarli", ma immagino sia un'ulteriore conferma
gino4630 Giugno 2017, 09:55 #2
Beh io utilizzo tutt'ora uno dei primi ssd Intel da 80gb, non ricordo il modello, acquistato nel 2009 circa, funziona alla perfezione. Ricordo gli amici che mi davano del pazzo, a sentire loro avrei perso i dati dopo pochi mesi, chi gridava allo scandalo dicendo che si trattava di una tecnologia che non avrebbe mai sfondato, ecc. alla faccia loro, il mio pc è da 8 anni che è molto più veloce dei loro supercomputer che utilizzano ancora gli hd 😂
theJanitor30 Giugno 2017, 10:01 #3
ho un Crucial MX da 120GB oramai da 5 anni e adesso lo uso come secondo disco in un portatile e funziona una meraviglia
TheZioFede30 Giugno 2017, 10:07 #4
Originariamente inviato da: gino46
Beh io utilizzo tutt'ora uno dei primi ssd Intel da 80gb, non ricordo il modello, acquistato nel 2009 circa, funziona alla perfezione. Ricordo gli amici che mi davano del pazzo, a sentire loro avrei perso i dati dopo pochi mesi, chi gridava allo scandalo dicendo che si trattava di una tecnologia che non avrebbe mai sfondato, ecc. alla faccia loro, il mio pc è da 8 anni che è molto più veloce dei loro supercomputer che utilizzano ancora gli hd 😂


In realtà ancora oggi ogni tanto spunta la richiesta di qualcuno che ha appena comprato un SSD e chiede di come usarlo il meno possibile
jepessen30 Giugno 2017, 10:29 #5
Bisogna anche capire come viene effettuato il test (la fonte cita un articolo che spiega il dettaglio a pagamento).

Da quello che ho intuito hanno montato gli hard disk di test come secondari su un PC di test, e con un software specifico hanno scritto e riscritto l'hard disk totalmente diverse volte, fino ad arrivare alla quantita' di dati scritta notificata. Questo sicuramente e' un test replicabile ed oggettivo, ma secondo me non e' un test esaustivo per un utilizzo normale.

Presumendo che parliamo di ambito domestico (per I server ci sono altre categorie di dischi), in generale un SSD viene utilizzato come disco primario, dove viene installato il sistema operativo ed i vari programmi, mentre i dati stanno un un secondo hard disk. Nel caso di un portatile sta tutto assieme. In entrambi i casi, comunque, a regime una buona parte delle celle del disco non vengono piu' toccate, nel senso che contengono i file dei programmi, e del sistema operativo. Questa parte viene stressata poco. La restante parte del disco contiene i dati, che cambiano molto piu' spesso, quindi quelle celle vengono stressate maggiormente.

Adesso, non so gli ultimi sviluppi, ma quando mi ero interessato alla cosa avevo visto che i firmware hanno degli algoritmi per distribuire lo stress su piu' celle proprio per cercare di avere un'usura uniforme, ma solamente per le celle libere.

Supponiamo che un disco abbia sei celle, di cui tre occupate da dati fissi, mentre le altre tre libere. Se scrivo i dati per riempire una cella, ne riempo solo una. Poi li cancello e si svuota, poi li rimetto, ed a questo punto vengono scritti su una cella che probabimente e' diversa dalla prima, cosi' in media vengono usurate allo stesso modo. E' anche possible che se scrivo dati per una cella questi dati non la riempano completamente, ma vengano distribuiti su tutte le celle rimanenti. L'algoritmo puo' variare, ma la sostanza e' che le celle riempite dai dati fissi rimangono tranquille, mentre le altre si stressano.

In media quindi dopo tot anni (senza riformattazione), avrei una parte di disco piu' usurata dell'altra, cosa che questi test non fanno. Inoltre se scrivo di continuo, che so, 1000GB di dati su 3 celle invece che su 6, allora quelle tre celle avranno una velocita' di usura doppia.

Allo stato attuale sinceramente non so se I firmware dei dischi si sono evoluti in maniera tale da spostare anche i dati fissi di tanto in tanto, ma nella mia ignoranza scarto questa ipotesi (se qualcuno lo sa sono ben lieto di ascoltarlo).

Quindi, con un utilizzo normale, ed una usura non uniforme, a parita' di dati scritti la vita utile diminuisce, e secondo me le stime dei fornitori tengono conto anche di questo, dando una stima un po' piu' pessimistica di quello che teoricamente possono fare.

Se poi uno stressa molto un SSD, e' sempre meglio tenersi un margine di sicurezza. Se fanno dei test e vedono che si sfascia in media dopo la scrittura di 100 GB (sono numeri a caso), allora ti diranno che il valore e' 70GB, cosi' se uno lo sfascia dopo averni scritti 90 (e succede dato che il MTTF e' statistico), loro possono comuqnue dirti che non e' un loro problema perche' te l'avevano dichiarato ad un valore inferiore, e se su SSD stressati molto, ad esempio in ambito server, se ne rompono di meno nel periodo di garanzia, evitando di perdere soldi e faccia riguardo l'affidabilita'.

ovviamente sono i my two cents...
MisterWEX30 Giugno 2017, 11:29 #6
Originariamente inviato da: jepessen
Allo stato attuale sinceramente non so se I firmware dei dischi si sono evoluti in maniera tale da spostare anche i dati fissi di tanto in tanto, ma nella mia ignoranza scarto questa ipotesi (se qualcuno lo sa sono ben lieto di ascoltarlo).


Gli algoritmi di wear leveling possono essere Statici o Dinamici, quelli statici si occupano proprio di distribuire le scritture su tutti i blocchi, anche sui blocchi che contengono dati che non cambiano, quelli "statici" (da qui il nome dell'algoritmo).
Nautilu$30 Giugno 2017, 11:35 #7
Originariamente inviato da: Hinterstoisser
Quando presi il primo corsair F120 da piazzare sull' imac, da quello che sei leggeva all'epoca sembrava dovesse resistere pochi anni.
Ho venduto la macchina qualche mese fa ed era ancora lì montato e che viaggiava come se fosse nuovo...


il mio Corsair F120 invece mi ha lasciato definitivamente proprio 2 mesi fa...
Avrà avuto la stessa età del tuo.........
.....già da 2 anni la velocità di scrittura era scesa drasticamente, di oltre la metà! (quella in lettura rimasta invariata)....
2 mesi fa invece , più o meno all'improvviso non c'era più la possibilità di scriverci sopra: pause infinite per scrivere anche pochi KB di dati....
In lettura era ancora funzionante e veloce.

Spero di non essere così sfortunato con l'840pro in firma (ancora perfetto), e con il 960 PRO 512 GB NVMe che prenderò tra non molto...
Nautilu$30 Giugno 2017, 12:41 #8
si... vabbè.... però non è neanche moltissimo.... praticamente ha mantenuto le velocità di targa solo 4 anni... poi ha cominciato a calare in scrittura, fino a circa metà, per poi morire all'improvviso in scrittura.

In termine di possibilità recupero dati , quello che dici in confronto agli hdd è vero, però questi ultimi durano decisamente di più........ e se si controllano periodicamente con programmi tipo CrystalDiskInfo (che ti informa dei settori riallocati e molto altro), magari quando questi sembrano troppi si copia tutto su uno nuovo e si butta.......
Ho un hdd ancora funzionante da 250GB...... credo abbia ben più di 10 anni......


P.S.: riguardo l'ssd, aggiungo che ho tentato INVANO anche il "secure erase" più volte (con Parted Magic)....
..... non è servito a nulla! Nè durante i primi rallentamenti a metà vita (non migliorando di nulla), nè tantomeno alla fine!
tuttodigitale30 Giugno 2017, 15:22 #9
non parlerei di passo in avanti, visto che questo ci sarebbe se effettivamente i produttori garantissero un numero superiore di scrittura..
nonostante le MLC abbiano una durata stimata in circa 5.000 cicli di scrittura, 150PB per un SSD da 250 GB come quello in oggetto, sono appena 600-650 cicli garantiti...
addirittura un 850 EVO da 2TB Samsung garantisce appena 75 cicli di scrittura....
steverm01 Luglio 2017, 09:32 #10
Per monitorare la vita residua di un SSD senza andare a scomodare CristalDiskinfo che non tutti sanno leggere bene ogni casa (cercando nel proprio sito) ha a disposizione un tool che ti dice la percentuale di vita residua. Ad esempio io ho un vecchio Sandisk che il tool della casa mi riporta dopo 5 anni un 98% di vita residua e su un altro pc un più recente Kingston che riporta ancora 100% restante.

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