Riccio o dromedario? Una IA ci dirà da quale animale arriverà il prossimo Coronavirus

Riccio o dromedario? Una IA ci dirà da quale animale arriverà il prossimo Coronavirus

Uno studio che ha coinvolto un'intelligenza artificiale ha identificato una serie di mammiferi che potrebbero essere fonti di nuovi ceppi di Coronavirus. In questo modo si potrebbe prevenire la prossima pandemia prima che inizi.

di pubblicata il , alle 19:41 nel canale Scienza e tecnologia
 

Quella che stiamo ancora vivendo potrebbe essere la prima di una serie di pandemie. Non vogliamo essere dei portatori di sventura, sia chiaro, ma è quello che molti esperti ci hanno raccontato in questi mesi. Ancora non sappiamo quale animale dobbiamo "ringraziare" per il SARS-CoV-2, se il pipistrello o il pangolino, ma quello che è sicuro è che mai come oggi la tecnologia può aiutarci a prevedere e gestire situazioni di questo tipo.

È con questo spirito che un gruppo di scienziati ha deciso di affidarsi all'intelligenza artificiale per capire da quale animale potrebbe emergere il prossimo coronavirus. Usando una combinazione di biologia di base e machine learning, l'algoritmo che hanno sviluppato ha emesso una dura sentenza: ci sono molti più potenziali ospiti di nuovi ceppi di virus rispetto a quelli rilevati in precedenza.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, ha coinvolto il virologo dell'Università di Liverpool Marcus Blagrove. "Vogliamo sapere da dove potrebbe arrivare il prossimo coronavirus. Un modo in cui vengono generati è tramite la ricombinazione tra due coronavirus esistenti, perciò due virus infettano la stessa cellula e si ricombinano in un virus figlio che sarebbe un ceppo totalmente nuovo".

I ricercatori hanno lavorato per insegnare al sistema a individuare i virus e capire quali specie ospitanti avessero maggiori probabilità di diventare una "fonte di ricombinazione". Per prima cosa hanno usato l'apprendimento automatico (machine learning) per prevedere le relazioni tra 411 ceppi di coronavirus e 876 potenziali ospiti (specie di mammiferi).

Il passo successivo, quello fondamentale al fine di una predizione accurata, è stato quello di ricercare le specie in grado di ospitare più virus contemporaneamente, ossia di essere coinfettate e dare vita a un nuovo ceppo. I ricercatori hanno trovato almeno 11 volte più associazioni tra specie di mammiferi e ceppi di coronavirus rispetto a quanto noto finora. Stimano inoltre che ci siano oltre 40 volte più specie che possono essere infettate da quattro o più coronavirus rispetto a quanto osservato.

"Dato che i coronavirus vengono spesso sottoposti a ricombinazione quando coinfettano un ospite, e che SARS-CoV-2 è altamente infettivo per l'uomo, la minaccia più immediata per la salute è la ricombinazione di altri coronavirus con SARS-CoV-2", ha affermato il dottor Marcus Blagrove. Lo zibetto asiatico delle palme e il pipistrello "ferro di cavallo maggiore", ad esempio, possono ospitare rispettivamente 32 e 68 diversi coronavirus. E in specie come il riccio comune, il coniglio europeo, il pipistrello giallo asiatico minore, il cercopiteco verde e il dromedario, l'algoritmo ha previsto che Sars-CoV-2 potrebbe ricombinarsi con altri coronavirus esistenti.

Gli scienziati affermano che le loro scoperte potrebbero aiutare a capire dove concentrare la ricerca di nuove malattie e prevenire la prossima pandemia prima che inizi. "Questo non è un motivo per demonizzare queste specie", ha sottolineato la dottoressa May Wardeh, a capo dello studio, sottolineando che la "propagazione" di virus nelle popolazioni umane tende ad essere collegata ad attività come il commercio di fauna selvatica e l'agricoltura.

Inoltre, i risultati si basano su dati limitati e determinati assunti nel caso di alcune specie. Ciononostante, i ricercatori ritengono che i risultati potrebbero ridurre il rischio di diffusione di nuovi coronavirus nell'uomo. "È praticamente impossibile esaminare tutti gli animali per tutto il tempo, quindi il nostro approccio consente di definire delle priorità" e trovare i virus mentre si ricombinano. "Se riusciamo a trovarli prima che entrino negli esseri umani", ha detto il dottor Blagrove. "Allora potremmo lavorare allo sviluppo di farmaci e vaccini e su come impedire che entrino negli esseri umani".

38 Commenti
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acerbo19 Febbraio 2021, 20:07 #1
o da quale laboratorio
GabrySP19 Febbraio 2021, 20:12 #2
un animale giallino e con gli occhi a mandorla
TigerTank19 Febbraio 2021, 21:11 #3
Probabilmente da altri animali selvatici di cui si nutrono gli asiatici e macellati senza ritegno.
O negli allevamenti intensivi.
grey.fox19 Febbraio 2021, 21:42 #4
Credevo fosse l'ennesimo test di Facebook.
kliffoth19 Febbraio 2021, 21:51 #5
Originariamente inviato da: acerbo
o da quale laboratorio


Originariamente inviato da: GabrySP
un animale giallino e con gli occhi a mandorla


Originariamente inviato da: TigerTank
Probabilmente da altri animali selvatici di cui si nutrono gli asiatici e macellati senza ritegno.
O negli allevamenti intensivi.


Mi interessa relativamente poco la presente epidemia, ma malattie e quindi virus e batteri, sono tra le letture ed i documentari cui mi dedico nei ritagli di tempo.

La recente suina e la spagnola (che la stima al ribasso accredita di 50.000.000 di morti quando la popolazione della terra era di 2.2 miliardi di individui e non 7.7 come oggi) sono giunte rispettivamente dal Messico e dagli Stati Uniti.

La Cina è particolarmente importante come serbatotio per l'influenza (non SARS COV 1 e 2, parlo di normale influenza) per via degli uccelli acquatici e delle loro migrazioni.
L'influenza è una delle malattie peggiori per gli umani.

La verità è che ci sono alcuni virus pronti a fare il salto di specie (roba come Hendra, Noma etc) e che i pipistrelli, che sono mammiferi e non uccelli, sono serbatoi immensi di virus, tanto che un loro morso può uccidere.

Dovesse fare il salto di specie (zoonosi) un virus come l'Herpes B (Herpes Simiae) sarebbero ben altri problemi rispetto agli odierni.

Inoltre bisogna considerare alcuni fattori:
- la specie umana pare molto vulnerabile alle zoonosi,
- la specie umana sta vivendo una esplosione, ovvero una crescita incontrollata in un breve lasso di tempo, cosa che porta di solito alla morte di numerosi individui in caso di infezione
- gli antibiotici sono limitati in natura e comunque non funzionano sui virus, inutili al 100% perchè manca la cellula bersaglio
- gli umani, in due, producono qualche discendente in un tempo relativamente lungo, un batterio può duplicare, da solo, in 20 minuti, quindi considerando le mutazioni, la battaglia contro virus e batteri è persa in partenza e il vantaggio dato dai farmaci antivirali e dagli antibiotici sta esaurendo il suo effetto.

Negli anni '50 e '60, post bellici, sull'onda del successo degli antibiotici si pensava che il futuro avrebbe visto una drastica riduzione delle malattie infettive: è accaduto, in parte per i motivi di cui sopra, l'esatto contrario.
Oggi la scienza sa che sarà sempre peggio (guardare gli intervalli temporali tra aviaria, sars, Suina, Mers, ebola e sars-cov 1 e 2 per credere).
Alla prossima epidemia, diciamo ad occhio 4-5 anni, ci sarà il solito nuovo teatrino di complottisti e dementi vari, mentre invece il suo arrivo è dato per scontato negli ambienti dove si usa il cervello e si aprono i libri per studiare e non Facebook
imayoda19 Febbraio 2021, 21:52 #6
dalla cina...
totalblackuot7519 Febbraio 2021, 22:05 #7
certo che a leggere ste notizie nn fa certamente rallegrare...
kliffoth19 Febbraio 2021, 22:08 #8
Originariamente inviato da: totalblackuot75
certo che a leggere ste notizie nn fa certamente rallegrare...


Ammalarsi e morire è parte del processo evolutivo
daitarn_319 Febbraio 2021, 22:41 #9
a me pare una imbecillità artificiale altro che intelligenza !!
Notturnia20 Febbraio 2021, 00:03 #10
Le malate i morti ci sono sempre stati..
A chi giova invece continuare a opprimere e terrorizzare la gente con queste notizie per diffondere la paura irrazionale ?
Morti per fumo e alcool ne è pieno il mondo e non fa paura a nessuno, morti per,malaria idem.. e invece il,mondo mediatico terrorizza la gente per l’influenza e devasta i giovani con terrore ovunque rovinando loro la possibilità di avere un’infanzia tranquilla.
A chi giova ? Perché fa più danni diffondere il terrore che il Covid

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